
IL KILLER DELLE SCUDERIE
di Corrado Malanga e Vladimir Voccoli

Un ignoto assassino colpisce i cavalli da corsa di San Rossore. L'inchiesta rivela i retroscena di una vicenda che presenta tutte le caratteristiche del fenomeno che da 30 anni affligge gli allevatori di tutto il mondo.

In America, verso la metà degli anni Settanta, il senatore Schmitt, rispondendo alle istanze dei suoi elettori che si lamentavano delle misteriose uccisioni e mutilazioni dei loro animali - mucche, cavalli e pecore - richiedeva in proposito l’intervento della giustizia federale.
Secondo i rapporti dell’FBI (Federal Bureau of Investigation) la polizia interstatale americana, solo nel 1979 diecimila teste di mucche venivano misteriosamente mutilate. Già nel 1975 più di cento casi erano stati segnalati. Coates riporta un caso del 1980 di un animale mutilato, ma incastrato su un albero a circa cinque piedi dal suolo, come se la sua carcassa fosse stata gettata dall’alto. I danni, per gli allevatori, erano ingentissimi: solo a Rio Arriba la perdita di sessanta capi di bestiame in un anno produceva un danno pari a 18.000 dollari, ma si pensa di poter stimare le perdite totali su tutto il territorio americano in un milione di dollari fino ad oggi. L’FBI, continuamente sollecitato a trovare un colpevole delle stragi, si è sempre defilato sia per motivi politici che economici. Un motivo per il disinteresse lo riscontriamo in una lettera indirizzata allo stesso senatore Schmitt da un funzionario FBI che dichiara che perché l’FBI possa intervenire ci vuole un ordine ben preciso del Senato degli Stati Uniti ed un budget finanziario; esistendo allora né l’uno né l’altro e dato che tutto sommato le mutilazioni non sembravano essere un pericolo per gli Stati Uniti non si prendeva neanche atto della situazione.
Nel frattempo strani elicotteri senza segni di riconoscimento venivano visti volare sui luoghi delle mutilazioni animali. Una delle zone più colpite negli anni Settanta era il New Mexico, in particolare Dulce, divenuto tristemente noto agli ufologi degli anni Novanta quando alcuni rivelatori americani e non solo ne faranno oggetto di indagine a causa della probabile presenza di una base sotterranea, legata alle attività extraterrestri su questo pianeta.
Non mancavano gli UFO che volavano sulle zone delle mutilazioni animali e qualcuno cominciò a pensare che i due fenomeni potevano essere connessi. Finalmente il 1 Febbraio 1979 il primo Distretto Giudiziario disponeva un fondo di 44.170 dollari che l’FBI avrebbe dovuto investire per una ricerca sulle mutilazioni animali sul territorio statunitense.
L’incarico di capirci qualcosa venne affidato a Kenneth M. Rommel Jr. e si concluderà dopo un anno con la pubblicazione di un memoriale di un certo interesse. Stranamente, il rapporto giungeva a conclusioni completamente contrastanti rispetto a quelle dei primi testimoni degli eventi indagati. Dove il veterinario di turno arrivava a dire che le mutilazioni erano state effettuate con strumenti precisi che permettevano incisioni cutanee estremamente pulite, il rapporto sosteneva che gli animali erano stati mutilati ad opera di predatori della zona: i medici e gli allevatori locali però ribattevano che sapevano riconoscere il morso di una volpe o di un coyote o di un rapace dal taglio netto di un bisturi medico. Il rapporto di Rommel allora sosteneva che eravamo in presenza di esseri umani che compivano riti satanici di varia natura, ma nessuna traccia sul luogo riconducibile a tale ipotesi veniva mai riscontrata. Si poneva allora l’accento sul fatto che alcuni capi erano morti perché affetti da qualche malattia, ma gli allevatori discordavano anche su questo punto. Si diceva nel rapporto ufficiale di Rommel che le testimonianze prese in loco non erano veritiere, a volte male interpretate ed a volte false totalmente. Così come la storia degli elicotteri senza insegne che avrebbero sorvolato le zone dei fatti sarebbero state solo una "leggenda metropolitana".
L’FBI aveva anche dichiarato, in un documento declassificato con il FOIA, che non aveva mai fatto sorvolare le zone con suoi elicotteri e che non si aveva alcuna notizia che tali mezzi fossero appartenuti ad altra arma o agenzia investigativa del Governo americano.
Il fatto è che le mutilazioni animali avvengono ancora in America e nessuno è ancora riuscito a trovare una spiegazione alternativa a tali fatti. Ma in cosa consisteva questo misterioso fenomeno?
La modalità delle mutilazioni si differenziava di poco tra un animale e l’altro, ma leggendo i rapporti pubblicati dalla stessa FBI, oggi declassificati, si poteva notare una certa costanza nel modus operandi del "mutilatore". Venivano infatti asportati i genitali ed una parte dell’intestino retto, veniva asportata la vulva nelle femmine con parte dell’ano, venivano amputate le parti esterne delle orecchie destra e sinistra o solo una delle due, veniva praticato un foro nell’occhio (di solito il sinistro), venivano carotati i capezzoli delle bestie le cui zampe risultavano con le zampe incastrate al suolo come se, cadendo dall’alto, si fossero impiantate nel terreno. I danni interni concernevano il fegato completamente bianco e dissanguato. Alcuni capi erano stati completamente privati di tutto il sangue (anche quello nei capillari) e mostravano i tessuti totalmente bianchi. Ai cavalli veniva asportata parte della testa o solamente parte del naso del labbro inferiore e superiore sinistro o destro od ambedue. L’idea che in tutta la faccenda sussistesse una matrice ufologica si faceva invece sempre più plausibile. Non risultavano tracce al suolo, né orme umane, né impronte di automobili, elicotteri, trattori o altro, salvo in alcuni rari casi il solito cerchio di erba bruciata accanto alla carcassa del povero animale.
Inoltre il fatto che il rapporto di Rommel sia completamente opposto a quello che dichiaravano gli sceriffi di zona e gli allevatori ed i veterinari giunti sul posto per primi, era da mettersi in relazione all’attività dello stesso Rommel, il cui curriculum era di tutto rispetto: 28 anni come agente speciale dell’FBI, 10 anni nel controspionaggio nelle ricerche sui satelliti spia sovietici, 18 anni nelle investigazioni su crimini comuni, di cui 15 nelle frodi bancarie.
Il nostro personaggio, oltre ad avere trascorsi nell’FBI, si faceva aiutare da un folto gruppo di professori universitari che, appartenendo all’establishment americano, avevano tutto l’interesse a dire quello che l’FBI voleva fosse detto. Molti di loro erano anche consulenti del Federal Bureau stesso. L’elenco di questi esperti con le rispettive dichiarazioni è qui di seguito riportato.

Dr. Harry D. Anthony, Kansas State University:
Gli animali sono morti di morte naturale e poi divorati da predatori.

Dr. S. M. Dennis, Kansas State University:
I rapporti di mutilazione animali sono incompleti e falsi.

Dr. L. G. Morehouse, University of Missouri:
È falso che le mutilazioni animali siano aumentate negli ultimi anni, si tratta di motivi naturali.

Dr. William J. Quinn, State of Montana:
La morte degli animali è dovuta ad operazioni di flesh-eating birds cioè mangia e fuggi da parte di uccelli predatori sugli animali.

L. D. Kintner, University of Missouri:
Le ferite riportate dagli animali sono proprio quelle causate dai predatori.

Dr. Roger Panciera, Oklahoma State University:
Gli animali sono morti per cause naturali.

Dr. M. W. Vorhies, South Dakota State University:
Ci sono sempre evidenze di animali predatori sul luogo degli incidenti.

Dr. Wiliam Sipped, Texas A & M University:
In sintesi, non ci sono evidenze di mutilazioni effettuate da uomini.

Dr. Robert L. Poulson, Utah Department of Agriculture:
Nello Utah i casi di mutilazione sono pochi e dovuti a stati di salute precaria degli animali ed alla presenza di predatori.

Dai documenti declassificati di matrice FBI si evincono però altre elementi assai strani. Su alcuni animali vengono trovate tracce di una resina a scambio ionico, alcuni risultano contaminati da una sostanza fluorescente di cui viene riportato anche un illeggibile spettro ultra violetto e infrarosso.
In Italia, fino ad ora, avevamo incontrato un caso di mutilazione di pecore durante una nostra inchiesta su un caso di rapimento estremamente ben documentato (anche dai carabinieri di zona, nda.)
Qualche anno fa però a Pisa fu pubblicato un trafiletto da un giornale locale che descriveva la morte di nove cavalli da corsa, stranamente mutilati. Sulle prime non associammo il fatto al fenomeno statunitense in quanto Pisa, con i suoi allevamenti di cavalli pregiati ed adibiti alle corse di galoppo e trotto, andava soggetta al cosiddetto "racket delle scuderie" e, come era successo molti anni addietro (1983-84), un certo dottor Pezone era stato condannato per aver avvelenato con l’arsenico alcuni cavalli da corsa. Tra le altre stranezze i cavalli mutilati avevano tutti i garretti spezzati, come se fossero caduti dall’alto.
Qualche tempo dopo, visitando alcuni allevamenti della zona, per verificare che il problema delle mutilazioni animali non c’entrasse per niente, qualcosa di inatteso ci stava attendendo. Le uccisioni dei cavalli avevano fatto scattare azioni giudiziarie con rispettive indagini della Procura della Repubblica e dei Carabinieri di zona. I dati erano consultabili: alcune morti erano stati archiviate anni addietro e così scoprimmo, parlando con i proprietari delle scuderie, che erano almeno dieci anni che, quasi sempre in Novembre, il fenomeno si ripeteva! Passammo qualche giorno a scartabellare alcuni fascicoli alla Pretura di Pisa e avviammo un lungo iter giuridico per visionare e poi fotocopiare gli atti riguardanti processi contro ignoti conclusisi con un nulla di fatto, dei colpevoli nessuna traccia.
Il 27 Aprile ‘99 riuscivamo finalmente a mettere le mani sui fascicoli e, dopo averli studiati attentamente, giungevamo alle uniche conclusioni possibili. Ogni anno a Pisa cavalli da corsa vengono mutilati ed uccisi con le stesse tecniche impiegate sugli esemplari americani ma, in più, presentano il taglio dei padiglioni auricolari, un foro nell’occhio sinistro, il carotaggio dei capezzoli, l’asportazione dei genitali ed una parte del retto, il carotaggio di una parte della colonna vertebrale all’altezza della cervicale ed un foro nell’arto destro. Presentano o lesioni sul collo od addirittura parte delle ossa del collo rotte, ed una parte della pelle, su un lato completamente abrasa, come se fossero stati trascinati da qualche parte. Già, da qualche parte ma non lì, non nel luogo dove sono state trovate le carcasse. I tagli sono netti, così dicono gli esperti forensi, soprattutto nella zona del padiglione auricolare e, d’altro canto, le fotografie disponibili mostrano una similitudine incredibile con i casi americani.
I cavalli sono spesso privi anche di mezzo setto nasale e di mezzo labbro superiore ed inferiore ed appaiono con i denti scoperti, come nel caso del famoso Snippy, trovato morto e senza gli organi interni, ma esternamente intatto.
Ad un cavallo mancava una parte della testa, un altro era impiantato nel terreno con gli zoccoli, come caduto dall’alto (dalla testimonianza resa ai carabinieri da una impiegata del posto). Non si riscontrano tracce di veleno, tranne che in un caso, dove si "ipotizza" la presenza di arsenico nel sangue. Gli esemplari, tutti di pura razza inglese, sono quasi sempre femmine. Una, gravida di cinque mesi, per testimonianza del suo padrone e di due stallieri, risulta invece, all’analisi necroscopica, priva del feto! Le cavalle lasciate a stabulazione libera si trovavano lontane circa cinque chilometri dalle stalle, in un punto raggiungibile solamente col trattore o con gli stivali alti a causa del fango: nonostante tutto ciò nessuna traccia di qualsiasi mezzo è stata ritrovata attorno o nelle vicinanze.

COME SONO MORTI I CAVALLI?
I cavalli sono morti per infarto al miocardio e presentano il ventricolo destro o sinistro scoppiato e completamente privo di sangue. Che cavalli da corsa possano, non sotto sforzo, morire di infarto, risulta non plausibile. Ci vengono in aiuto le analisi dei periti del tribunale.
Qualcosa, dall’alto, ha agganciato al collo i cavalli e li ha letteralmente tirati su, da qualche parte. Quindi agli animali è stata praticata un’iniezione nella spalla destra per prelevare del sangue. Infine sono stati uccisi con una stimolazione a livello cerebrale che ha artificialmente aumentato il numero di battiti del cuore fino a farlo scoppiare. Gli organi sono stati prelevati in seguito, dopo che gli animali sono stati trascinati altrove, provocando anche l’abrasione del parenchima laterale esterno. Infine, sono stati gettati giù, nel luogo ove erano stati prelevati. A questo punto delle indagini avevamo un possibile colpevole da proporre al GIP locale, ma come parlargli delle mutilazioni di San Rossore in connessione a presunti alieni? Ci stiamo ancora pensando, ma forse non troveremo mai una soluzione.
Chi desideri obiettare l’ipotesi aliena, perché si potrebbe trattare di atti delittuosi perpetrati da spietati killer della CIA - come sostengono Greer, Lear, Stevens, Wolf e altri - per effettuare esperimenti segreti, è libero di farlo. Ma due elementi distruggono, oggi, tale assurda ipotesi. Il primo: se qualcuno volesse condurre esperimenti segreti su animali, li alleverebbe in segreto e non andrebbe a rubare quelli degli altri rischiando di essere scoperto. Il secondo: i rapimenti di animali e le loro mutilazioni avvenivano ben prima che esistesse la CIA, come dimostra quello che racconta il giornale Farmer’s Advocate di Yates Center il 23 Aprile del 1887: "Il signor M. Alex Hamilton alle sei di mattina, sentendo che il suo cane latrava ferocemente, si alza e corre con suo figlio Wall e l’amico Gild Heslip fuori di casa con il fucile. Si accorge che una strana macchina volante sta calando su una delle sue mucche e dopo averla afferrata con un cavo di color rosso, al collo (sì! avete letto bene, proprio al collo, come i nostri cavalli!) se la porta in aria mentre la povera bestia urla disperatamente. A nulla servono gli sforzi del contadino per tentare di liberare l’animale che è stato rapito da alcuni esseri bizzarri che si scorgono nella parte illuminata della macchina volante. Alcuni sembrano alti come noi, ma ci sono anche degli esseri piccoli come bambini (i Grigi? nda). I resti dell’animale: la coda, parte della testa e del corpo vengono ritrovati il giorno dopo, nel campo di un vicino". Un giorno, qualcuno, dovrà rispondere per tutto questo!


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