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Tutti gli articoli di UFO NETWORK UFOLOGIA DI STATO E SERVIZI SEGRETI
di Maurizio Baiata

Le strategie degli apparati militari e d’Intelligence: infiltrazioni nei centri di ricerca civili, il capillare controllo delle reti d’informazione, il discredito "ad personam".
 

Per chi si approcci allo studio del fenomeno UFO il nostro consiglio è di farlo con apertura mentale, senza preclusione per le questioni apparentemente più ostiche, cercando di andare al punto di ogni argomento. Trattandosi di studi che necessitano basi multidisciplinari, sarà utile scegliere specifici rami in cui ci si senta maggiormente preparati, riconoscendo e sviluppando il proprio raggio di interesse. Lo studio di documenti di presunta estrazione militare e di Intelligence pubblicati oggi su libri, su riviste e attraverso la rete Internet, costituisce un interessante ramo di ricerca. Gran parte dei documenti di provenienza americana è stata ottenuta tramite il FOIA (Freedom of Information Act), il decreto legge statunitense che consente a qualsiasi privato cittadino di richiedere l’accesso (sotto forma di copia fotostatica) ad un documento, per quanto considerato confidenziale, riservato o persino Top Secret. Si tratta, generalmente, di tre tipi di documenti: trasmissioni e telex di avvistamenti UFO, da ufficio ad ufficio, da stazione di polizia ad altro centro; manuali di addestramento o didattici per il personale addetto alle questioni UFO redatti dall’Intelligence; documenti governativi inoltrati ai vertici dell’amministrazione o al solo Presidente USA, coperti dalle più alte classifiche di segretezza.
Abbiamo spesso dedicato spazio a tali documenti, in particolare quelli attribuiti al Majestic 12, coscienti che giungere all’affermazione della loro autenticità è oltremodo complesso.
Partiamo dall’assunto che alcuni di questi materiali siano genuini. Ovviamente, se non sono in circolazione, se sono rimasti Top Secret per decenni, vuol dire che apposite sezioni degli apparati militari e d’Intelligence, dei servizi di spionaggio e controspionaggio, se ne occupano sia in normali procedure d’ufficio sia per ogni intervento d’emergenza. Di questo abbiamo certezza - non tenendo conto della miriade di rivelatori di cui non siano stati accertati i curriculum - in base alle informazioni da noi direttamente ottenute, in particolare dal Colonnello Philip J. Corso, dall’ex Serg. Maggiore NATO Robert 0’ Dean e dal Sergente dell’esercito USA Clifford Stone. Essi hanno ripetutamente affermato che - per la questione UFO - le strutture d’Intelligence interessate sono ermetiche, funzionano a compartimenti stagni, è assai raro che comunichino fra loro. Tutte dispongono di personale e mezzi adeguati al controllo del proprio settore, dagli archivi ai gruppi speciali di intervento (tipo S.W.A.T., per intenderci). Negli USA, come in altri Paesi, la classificazione documentale dei casi UFO avviene per ordine di importanza, poi, a tempo dovuto, copie ed estratti di comunicazioni e segnalazioni di avvistamento, preventivamente censurati, vengono divulgati ai gruppi di ricerca privati, ma costituiscono solo specchietti per le allodole (gli ufologi).

IL "NEED TO KNOW"
Più interessanti, ovviamente, sono le trasmissioni riguardanti rapporti con alte classifiche di segretezza. Di questi, in molti casi si tratta di documentazione falsificata e/o contraffatta e destinata a fuorviare, depistare, inquinare l’intero panorama della ricerca ufologica mondiale. Ogni documento, ricordiamolo, è falsificabile. Spesso, ammesso che delle trasmissioni più "delicate" esista comunicazione scritta, tutt’al più si tratta di messaggi cifrati. Chi ha accesso a questo tipo di informazioni? Coloro i quali dispongono del cosiddetto nullaosta di "need to know" (necessità di conoscere), nei settori compartimentalizzati dell’Intelligence, cioè un numero ristretto di individui e, come accennato, fra loro non comunicanti.
Quanto giunge all’ufologo è - a detta del dottor Michael Wolf - un insieme di informazioni programmate, già filtrate, un misto di verità e menzogne. In questo panorama, è logico sostenere che gli ufologi di tutti i Paesi operano in un contesto assai simile a quello dello spionaggio. La loro rete informativa è abilmente controllata dall’esterno, ma lo è anche all’interno. Sono infatti le stesse organizzazioni private ad essersi conformate su tecniche e protocolli propri degli apparati di Stato, con i loro vertici, che dispongono del "need to know" e con i loro operatori di loro basi che, invece, sono attivi sul campo, raccogliendo dati ed elaborando fascicoli, ma spesso in condizione di cecità ed il loro lavoro spesso finisce in zavorra. Per questi ultimi, una vera ancora di salvezza è rappresentata da Internet, ma il tema è vasto e ne riparleremo in altra occasione.
Per lo specifico settore UFO, nella metodologia degli ambiti militari e/o di Intelligence sussiste il mantenimento di rapporti segreti con esponenti delle organizzazioni di ricerca private: queste ultime funzionano infatti da una parte come cassa di risonanza per informazioni divulgabili, ma di nessuna o scarsa importanza, dall’altra come raccolta ed interscambio delle notizie più importanti, soprattutto se riguardanti la sicurezza nazionale (UFO crashes in primis), da occultare.
Qualora si verifichino intercettazioni o fughe di notizie importanti, gli apparati di Intelligence dispongono ed applicano ogni mezzo - dalle reti satellitari alle fibre ottiche, ai personal computer (vedi Echelon), all’intervento fisico diretto - per coprirle e deviarle, nonché tacitare gli eventuali testimoni, grazie a uomini e mezzi di altissimo livello, dislocati ovunque nel mondo. Le diverse postazioni, in questo caso, comunicano tra loro, agiscono con determinazione, velocemente e soprattutto nella massima impenetrabilità.
È una rete efficiente, costantemente allerta, in grado di intervenire ovunque in tempo reale, contenendo ogni reazione indesiderata, assicurando una capillare copertura e creando gli scenari/schermo: è quanto noi definiamo "strategia del cover-up".

SIAMO NEL "TERZO MONDO"
Il problema UFO viene dunque controllato - prima di giungere a livello civile, sotto forma di notizie rilasciate attraverso gli organi di informazione ai cittadini - a due livelli: il primo, totalmente occulto, gestito dai servizi segreti; il secondo, a livello palese, dalle organizzazioni di ricerca ufologica apparentemente e storicamente più autorevoli, "sicure". Vi siete mai chiesti perché, da tali associazioni, non perviene mai una notizia interessante, se non quella di un misero avvistamento? È per un processo di tamponamento, che virtualmente impedisce che in una nazione si verifichi una troppo massiccia fuga di notizie sulla presenza ET e sul fenomeno UFO, mettendo così a repentaglio i protocolli di sicurezza nazionale.
Gli Stati Uniti e la NATO svolgono, in questo senso, un ruolo di predominio assoluto, che riguarda ogni territorio del pianeta e lo Spazio. A quest’ultimo settore pensa la NASA. La leadership statunitense è indiscussa, seguono la Gran Bretagna, il Canada, l’Australia e la Nuova Zelanda. Il "terzo mondo" di questo scacchiere internazionale è costituito da Giappone, Germania, Corea del Sud e Italia. Il Paese che apparentemente sfugge al meccanismo è la Cina. E la Russia sembra le si stia affiancando, in una forma di crescente contrapposizione le cui ripercussioni per il fronte occidentale potrebbero, anche nel breve termine - qualora gli equilibri in Estremo Oriente dovessero rompersi del tutto - rivelarsi deleteri. Stando alle informazioni forniteci dal colonnello Corso, la rete di controllo strategico/militare si espande a livello civile, su scala internazionale, soprattutto mediante le multinazionali americane delle telecomunicazioni. Fanno eccezione le aziende europee? C’è da dubitarne. I terminali di questa rete sono le reti radio-televisive, le agenzie giornalistiche, le pubblicazioni, dai quotidiani ai periodici. In ogni struttura si annida una cellula del sistema, che garantisce il cosiddetto "rilascio sistematico" delle informazioni sulla questione UFO, agendo come ammortizzatore dell’opinione pubblica e assicurandosi che lo sviluppo della coscienza sociale sul problema del possibile contatto sia sempre più ritardato, dato che chi si ne occupa, da oltre 50 anni, è a conoscenza di contatti avanzati, probabilmente con diverse razze aliene.

INFILTRAZIONE E DEPISTAGGI
Ancora dal Colonnello Corso, più di ogni altro esponente militare, si è appreso che il "debunking ufologico" è una strategia che si avvale dell’infiltrazione di personaggi in organizzazioni ufologiche, quando si necessiti disinformarle al loro interno. Per il resto - diceva Corso - sono gli stessi ufologi che, nell’ansia della ricerca della verità, non esitano a scagliarsi gli uni contro gli altri, favorendo al massimo il compito dell’Intelligence. Di tali infiltrazioni si ha prova per i centri di ricerca statunitensi della prima ora, con in testa il NICAP e l’APRO e si hanno sospetti per quelli europei. Agenti piazzati strategicamente in tali strutture, consentivano (ma consentono tuttora) agevolmente di acquisire informazioni dall’interno, per passarle all’esterno e viceversa. Così si ottiene il duplice scopo di screditare ad personam vari esperti e, scoprendone i punti deboli, di minare alle fondamenta anche gli ambienti di ricerca che si ritengono più impermeabili. La strategia del debunking è estremamente subdola. Forse finanche inarrestabile. Si avvale di individui sposati alla causa, in realtà settorializzati e ciascuno a conoscenza dei dettagli di un determinato protocollo o standard di indagine, i quali comunicano al vertice di una certa organizzazione ufologica quello che sanno, inconsapevoli dell’uso che poi verrà fatto di tali informazioni, cioè della prassi dell’insabbiamento. Limitati, i deterrenti nelle mani dei responsabili dei grandi e piccoli centri di studio: primo, far sì - secondo normative statutarie - che si possano sottoporre a controlli incrociati i membri dei loro direttivi, cui venga fatto divieto di intrattenere rapporti segreti con chiunque; secondo, collaborare apertamente con altri gruppi e testate di settore (nazionali ed internazionali) impegnati in indagini su casi di avvistamento, presunti rapimenti, documentazione foto e video; terzo, divulgare i risultati ai ricercatori e agli scienziati "non allineati" con cui si collabori.

IL VELO DELL'UFFICIALITÀ
A quanto appena esposto si potrebbe obbiettare che il parametro dell’ufficialità garantisce, per i gruppi privati di ricerca ufologica, il corretto funzionamento delle loro strutture e la corretta divulgazione delle loro scoperte. Ma il vero intento dell’ufficialità (dell’establishment) è il ridimensionamento delle segnalazioni, l’annientamento delle prove fisiche, la copertura della verità. La storia ce lo insegna: progetti quali "Sign", "Grudge", "Blue Book" hanno solo velato di ufficialità risultati di ben altro spessore, in concorso con gli apparati di Intelligence, militari e non. Le cose non sono affatto cambiate dopo tutti questi anni: lo testimonia l’ennesimo classico statunitense, il Rapporto Sturrock, commissionato dalla Rockefeller Foundation. Continua così quell’azione palese scaturente, ad esempio, da rapporti di avvistamento opportunamente divulgati, con cui si concludeva (in particolare la CIA e l’Aeronautica) che la stragrande maggioranza di tali rapporti potesse essere spiegata convenzionalmente, senza rappresentare alcun pericolo per la sicurezza nazionale. Si veda in tal senso la direzione diametralmente opposta finalmente intrapresa dal Rapporto COMETA francese. E, non certo secondariamente, si poteva (e si può) procedere indisturbati ed in tutta segretezza all’organizzazione di strutture pronte ad intervenire in caso di presenza (o minaccia) aliena. Ed infine, quali i veri obbiettivi di tale strategia? Il controllo di tutto ciò che si sa sugli UFO e sulle intelligenze che li "pilotano", per il predominio tecnologico, tecnocratico e sociale sul presente e sul domani del nostro pianeta. Stabilire comunicazioni, non solo a distanza, ed intessere rapporti segreti con chi viene fatto passare per il "nemico esterno". Questo, a nostro avviso, è accaduto sempre, da Roswell in poi, in nome del "Segreto di Stato" e dell’Ufologia di Stato. Una trama che sfrutta l’innato desiderio di "need to know" degli ufologi, facendo credere loro di poter tenere per sé le carte migliori del "grande gioco" e convincendoli con i mezzi più disparati che il loro è un compito sociale.

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