
ODINO, THOR E LUGH

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Curioso che nel libro si riporti la storia di Ordonez sulla fondazione di Palenque. Votan era il dio che i Peruviani chiamavano Guatan, ovvero "vento a turbine". Gli spagnoli nei racconti hanno affermato di aver visto molte statue che lo raffiguravano. Ed era conosciuto anche in Guatemala, presso gli Aztechi e gli Zapotechi. Odino, il dio del Walhalla e delle Walchirie, che guidavano le anime degli eroi, veniva chiamato Wotan. Nel pantheon germanico con Odino si trova la Dea Frigg, che inviò l'ancella "Gna" in diversi mondi.
Gna utilizzò per il viaggio "il cavallo magico scalpitante" che viaggiava sopra la terra e i mari innalzandosi in aria. In un passo di questa storia si legge: "Gna incontrò in aria alcuni Wanan stranieri... il nordico Thor col suo martello tonante è il signore dei Wanan che rendono insicuri gli spazi aerei".
Thor, Wotan, Odino, Lug dio dei Celti, tutti di origine misteriosa; quali collegamenti con il Votan del popolo Maya? Nel significato della parola in lingua Chivim è nascosta la provenienza? Votan intraprende, in tempi brevissimi, quattro viaggi, che all'epoca dovevano durare mesi. Non suscita curiosità conoscere il mezzo di trasporto usato, o i tempi realmente trascorsi da un viaggio all'altro, anche per chi, come Gilbert, esclude veicoli spaziali in quell'epoca, ma, in piena contraddizione, intravede porte stellari e il racconto di una distruzione cosmica incisa sulla lastra di Palenque?
Come si possono incidere su una lastra di pietra delle figure, pensando che sovrapponendole, in combinazioni diverse, si otterranno altre figure e simboli e che chiunque la ritroverà potrà leggervi la storia incisa su di essa perché adotterà lo stesso sistema di lettura?
Questo è quanto scrive Gilbert continuando nelle sue contraddizioni; difatti per lo scrittore era naturale concepire un simile sistema per un popolo più avanzato di noi, quale quello di Palenque. Per citare le sue parole: "Se non usavano la ruota significa che non ne avevano bisogno. Con la nostra arroganza ci si aspetta che l'equipaggio di una navetta spaziale ricorra alla bicicletta". Secondo Gilbert, che per dimostrare la sua teoria si è servito di fotocopie acetate facilmente sovrapponibili, i Maya potenziavano le loro capacità di ragionamento deformando il cranio.
A Palenque le teste scolpite ritenute di Pacal, presentano in tre punti, tre fiori. Unendoli con delle linee rette si scopre che evidenziano la regione ove risiede l'ipotalamo. Gilbert suggerisce che i fiori, somiglianti a fontane, erano in realtà oggetti di natura magnetica capaci di potenziare la comunicazione degli emisferi cerebrali. I Maya sembrerebbero stati capaci intellettualmente di usare il loro cervello come un computer, ordinando l'accumulo delle informazioni in un emisfero neurale; nei processi informatici un programma può immagazzinare dati in memorie separate per processi indipendenti. Chi erano veramente i Maya e da dove venivano, e quale, allora, il reale significato delle incisioni della lastra di Palenque?

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