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Tutti gli articoli di UFO NETWORK LETARGIA E UFO

Sono rimasti tuttora inspiegati gli anomali casi di narcolessia avvenuti anni fa in Toscana. Alcuni studi evidenziano l’implicazione di campi elettromagnetici nel fenomeno: gli UFO la causa scatenante?

di Pietro Ponzo


Ricordate i casi di letargia a Lucca nel 1997? Ripercorriamo alcuni avvistamenti ufologici verificatisi in Toscana ed Emilia Romagna, in concomitanza del manifestarsi dei casi di letargia, rimasti a tutt’oggi misteriosi. Personalmente non sono al corrente se in quella specifica zona, vicino Lucca, vi siano stati eventi ufologici, ma ho voluto evidenziare, di proposito, su una cartina geografica i molteplici avvistamenti avvenuti nel 1997, di cui sono a conoscenza.
Eccone il sunto:

Gennaio '97. Un’intensa luce verde attraversa molte regioni italiane.

Febbraio '97. A Tarquinia si verifica il fenomeno della Roccaccia.

Marzo '97, ore 19,30 circa. Una formazione, sparsa, di luci ovali, dieci o undici, tendenti all’azzurro è osservata da molte persone sorvolare la Lunigiana. Due degli oggetti nel mezzo della formazione si scambiavano spesso di posizione mantenendo però la stessa velocità di gruppo.

Giugno '97, ore 22,30 circa. Alcune persone di Sarripoli, frazione collinare della città toscana, osservano un oggetto romboidale salire verso il cielo per poi fermarsi e ripartire senza alcune rumore verso Motagnana. Il colore era di un giallo intenso che man mano si affievoliva.

Luglio '97, ore 11 a.m. Il giornalista aeronautico Marco Tavasani raccoglie la testimonianza del sig. Luciano Coccia, di Pescara, ma residente a Bagnarola di Budrio, il quale ha fotografato in aperta campagna uno strano oggetto volante la cui immagine viene pubblicata, alcuni giorni dopo, in prima pagina dal quotidiano il Resto del Carlino. Il testimone lavora in un’azienda di agriturismo. L’oggetto è di forma piuttosto panciuta, con una singolare protuberanza nella parte superiore. Coccia racconta al giornalista di essere stato testimone di molti altri avvistamenti nella zona, ultimo in ordine di tempo il 31 Agosto '97, quando osserva un oggetto luminoso di forma rotonda che si dirigeva verso Bologna.

La sera del 31 Agosto '97, verso le 19,40, diverse persone, indipendentemente le une dalle altre, residenti nel paese di San Giacomo al Martiglione e Anzola (BO), vedono uno strano globo rosso che, giunto lentamente, si ferma per circa 40 minuti a bassa quota nei pressi dell’argine del fiume Samoggia. Ora immobile, per diversi minuti, ora in movimento rapido verso nord, l’oggetto è silenzioso, poi si allontana velocemente e sparisce. Il caso è stato pubblicato da Marco Tavasani sul Resto del Carlino.

Il 7 Settembre '97, intorno alla mezzanotte, viene osservato su mezza Italia un fenomeno luminoso anomalo.

Il 10 Settembre '97, poco prima delle 19, un forte boato viene udito da migliaia di persone fra le province di Pavia, Parma e Massa Carrara, mentre alcune osservano una scia luminosa blu che sembra cadere sull’Appennino parmense. Si è pensato ad un incidente aereo che ha mobilitato un’operazione di soccorso su larga scala, terminata nel pomeriggio seguente, senza esiti.

11 Settembre '97, nei pressi di Voghera molti testimoni avvertono un forte boato, simile all’esplosione di una bomba. Alcune persone affermano di aver visto in cielo delle scie luminose che si dirigevano a zig-zag verso Piacenza. Circa 25 minuti dopo, in una zona dell’Appennino tosco-emiliano poco distante da Parma, viene avvertito un altro fortissimo boato. Anche in questo caso sono state eseguite ricognizioni aeree, ma la causa è rimasta ignota. Quest’ultimo caso è accaduto presso i comuni di Borgo Val Taro (PR) e Bedonia (PR), paesi ai confini della Liguria (in linea d’aria la zona non è molto distante da Torriglia, dove il 6 Dicembre 1978 ebbe inizio il caso Zanfretta).
I casi di letargia cominciarono a manifestarsi, pochi giorni dopo, in alcune zone di campagna tra Capannori e Camigliano, una decina di chilometri ad est di Lucca. Le persone coinvolte da questo insolito fenomeno sono state una decina, ma già nel '96 nella zona di Camigliano si erano verificati i primi due casi di letargia. Le persone - prima di cadere in un sonno profondo che durava dalle 15 alle 20 ore - accusavano giramenti di testa, nausea e cefalea. Al risveglio non ricordavano assolutamente nulla, tanto da non credere al racconto dei parenti. Dopo che sei persone, tutte abitanti nello stesso condominio, sono cadute in "letargo", i medici della USL2 di Lucca, coadiuvati da esperti di neurologia del sonno e dal centro veleni di Milano, avviarono delle indagini per individuare la causa del malessere. In un primo momento si pensò a fughe di gas, esalazioni venefiche del suolo, acqua dei pozzi inquinata, cibi avariati, ma tali ipotesi caddero una ad una, escludendo anche che, ad originare la letargia, potesse essere dell’elettromagnetismo irradiato da un ripetitore per la telefonia cellulare presente nella zona. Infine la risposta è stata: "Si tratta di casi molto particolari, speriamo di venirne a capo". A questo punto anche la Procura di Lucca decise di aprire un’inchiesta sul misterioso e inspiegabile sonno. Furono raccolti, in mancanza di indagati, molti dati scientifici nei comprensori degli eventi, e i tecnici infine dichiararono: "A provocare la letargia sarebbero state delle radiazioni elettromagnetiche amplificate dalle caratteristiche geomagnetiche del terreno sottostante e dalla vicinanza di numerosi corsi d’acqua". Si era anche ipotizzato che le persone colpite da letargia soffrissero di allergia all’elettromagnetismo, che sotto forma di frequenze radio poteva interferire con la normale attività cerebrale. I carabinieri avviarono allora delle indagini che portarono ben presto al fermo di due persone, marito e moglie, accusate di detenzione di molte sostanze di ansiolitici e sonnifero, ma nel '98 furono scagionate per mancanza di prove a loro carico. Fin qui la ricostruzione a grandi linee dei fatti. Il mistero dunque rimane e a quanto pare non si è più verificato, almeno per il momento.

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