
LE IPOTESI

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Formazione di ghiaccio sugli aerei
È vero che nel ghiaccio sono stati riscontrati a volte cloruro di sodio, ghiaia, calcarea, fango e foglie, che potrebbero far pensare ad un distacco da carrelli di aeromobili, ma ciò sarebbe possibile solo ad un minuto dal decollo del velivolo (il tempo di far rientrare i carrelli) su una pista innevata, mentre i pezzi di ghiaccio ritrovati sono caduti anche in luoghi molto distanti dagli aeroporti. Inoltre, pesi di una certa consistenza, prodotti da ghiaccio sulle ali, ne comprometterebbero sicuramente l’aerodinamica, portando gli aeromobili ad un sicuro schianto al suolo. Anche l’ipotesi di aerei cisterna, impegnati in "tanker test" (avanzata durante il programma televisivo Teleanch’io) vacilla per le ragioni su esposte. Da escludere lo scarico di acqua dalle toilettes degli aerei, perché l’acqua contiene sempre reagenti chimici che la rendono di un caratteristico colore blu, assente nei frammenti di ghiaccio ritrovati, ad eccezione di un caso in cui si trattava di escrementi congelati. Infine, i voli aerei, sia civili sia militari, esistono da decenni, mentre il fenomeno sta avvenendo solo in questo periodo.

Frammenti di comete
Ipotesi da scartare a priori, perché il ghiaccio di questi corpi celesti contiene sempre altre sostanze chimiche mischiate, non riscontrate invece nei pezzi di ghiaccio ritrovati, come carbonio, anidride carbonica, ecc. mentre quello caduto è costituito essenzialmente da acqua distillata. Inoltre, come dichiarato tra l’altro dall’astrofisica Margherita Hack, "palle di cometa si sarebbero sciolte ben prima di toccare terra", portandomi ad affermare che se si fosse trattato di un enorme frammento di cometa sarebbe esploso in aria, illuminando con la sua scia per mesi le notti terrestri, come accadde a Tunguska (Siberia) nel 1908.

Palloni sonda
Ulteriore ipotesi da archiviare, in quanto non risulta che l’area Spagna-Italia sia in questo periodo interessata da sorvoli di palloni sonda.

Ipotesi meteorologica
Va esclusa l’idea della grandine, perché essa si forma solo in presenza di particolari nubi cumulinembi, mentre i pezzi di ghiaccio cadono singolarmente. Per quanto riguarda il riscaldamento della terra a causa dell’inquinamento, con il conseguente innalzamento di grandi quantità di vapore acqueo e con formazione anomala di pezzi di ghiaccio per il freddo intenso dell’alta atmosfera, l’idea è verosimile, ma non spiega come mai molti pezzi di ghiaccio presentino aperture concave e persino impronte di bulloni! Non possiamo peraltro escludere tale ipotesi, giacché in questi ultimi anni si sono verificate numerose anomalie meteorologiche, come tremendi uragani, cicloni, tornado ed alluvioni causati da "El Nino" e da "La Nina". Basti ricordare la terribile tempesta di vento che ha investito la Francia, causando l’abbattimento di migliaia di alberi. Questo potrebbe costituire un nesso con la caduta dei blocchi di ghiaccio.

La stella "Nemesi"
Alcuni hanno postulato che il fenomeno sia da collegarsi con l’ipotesi che una stella, chiamata "Nemesi", compia un giro intorno al Sole ogni 65 milioni di anni e che, al massimo avvicinamento con la Terra, provochi cataclismi, causando, tra l’altro, l’estinzione dei dinosauri. Ciò potrebbe spiegare anche l’aumento del numero dei terremoti, (come è accaduto recentemente in Turchia, in Grecia, a Taiwan, in Messico ecc.), provocate da forze gravitazionali del corpo celeste in avvicinamento. Questa ipotesi non si può smentire né confermare.

Burle
Indubbiamente alcuni di questi fenomeni sono opera di buontemponi (per la soddisfazione del CICAP). Ma ciò non può spiegare le numerose cadute di pezzi di ghiaccio che, come accennato, si sono verificate non solo in Italia ma anche altrove nel mondo, spostandosi in altri Paesi senza una logica apparente.

Piccola nube di acqua siderale
Questa ipotesi, da me elaborata, prende in considerazione la possibilità che la Terra abbia incontrato una piccola nube di acqua galattica, e che, al contatto con l’aria, il vapore acqueo si sia raffreddato a causa del gelo dell’alta atmosfera, provocando in tal modo la caduta dei pezzi di ghiaccio. Tuttavia, ciò non spiega alcune impronte tipicamente artificiali rilevate nei blocchi di ghiaccio recuperati.

Oggetti Volanti non Identificati
Questa è sicuramente l’ipotesi più credibile, a mio avviso da avvalorare, in quanto solo mezzi volanti sconosciuti potrebbero non cadere, nonostante la formazione su di essi di ghiaccio così pesante. Inoltre spiegherebbe le impronte di bulloni e le parti concave rilevate sui pezzi di ghiaccio, oltre che a volte miste a cloruro di sodio, fango e foglie. Con questo non voglio dire che siano oggetti extraterrestri, anche se non lo posso escludere, ma sicuramente si tratta di UFO, ossia Oggetti Volanti non Identificati. Quindi non è da escludere neppure che siano mezzi volanti segreti di altre nazioni. Pur tuttavia il 18 Gennaio 2000 è caduto un meteorite nel Nord America (almeno così ufficialmente è stato riferito), ma alcuni hanno ipotizzato un nesso fra la caduta di questo meteorite ed il fenomeno dei pezzi di ghiaccio. L’ipotesi è che si sia trattato di un "UFO Crash" (come accadde secondo molti ufologi a Roswell negli anni ‘40), e che non si sia trattato di un UFO isolato ma parte di una formazione di UFO, che tuttora solchi i nostri cieli a grande altezze, provocando ghiaccio che, staccandosi dagli UFO, cada sulle nostre teste!
Solo ipotesi, la cui prova del nove sarebbe inviare diversi palloni sonda che riescano a fotografare l’attimo di formazione dei blocchi di ghiaccio. Purtroppo, difficilmente il nostro governo o le istituzioni scientifiche si produrranno in tal senso, perché penseranno che ci sono cose più importanti da fare, come è accaduto per tanti altri fenomeni anomali. Comunque sia, chi ama la verità concorderà sulla necessità di attuare tale proposta. Credo sia dovere di tutti gli aderenti al Gruppo Star Gate, ma non solo, contribuire fattivamente, sul piano materiale ed intellettuale, per finalizzare questa nostra idea.
Sandro Ferretti
È assistente di Fisica Teorica presso il Laboratorio Sperimentale, Università "La Sapienza" di Roma.
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