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GLI DEI DELL'OLIMPO »
Facendo nostre le tematiche care all’esperto di lingue semitiche Zecharia Sitchin, gli albori della "Genesi" greca sembrano riferirsi - parimenti a quella sumera - alla creazione del Sistema Solare. Urano il Cielo, e Gea la Terra, si accoppiano numerose volte. Dalla loro unione nascono 12 figli, giganteschi Titani da cui più tardi verranno generati gli dèi. I Titani - sei maschi e sei femmine - sembrano rappresentare i pianeti del sistema solare, che oggi sappiamo essere stati astronomicamente "generati" dalla massa incandescente del Sole. Il numero 12 non deve stupire, anche se attualmente le nostre conoscenze astronomiche riportano nove pianeti: anticamente anche il Sole e la Luna venivano considerati tali e se Sitchin ha ragione, riguardo l’esistenza di un pianeta del sistema solare più distante di Plutone, allora il conto torna. L’ultimo nato dei Titani - che la tradizione chiama Cronos, "il Tempo" - uccide il padre Urano e ne prende il posto quale Re dei Cieli. Ne nasce una furibonda disputa tra Titani, che presto si trasforma in una guerra tra i sostenitori di Cronos e i suoi oppositori. Probabilmente questo mito fa riferimento ai tempi del caos, quando forti correnti gravitazionali muovevano disordinatamente i pianeti appena nati, situati in orbite ancora incerte. La situazione rimaneva in stallo e Cronos, signore del caos, regnava supremo. Cronos venne chiamato dai Romani Saturno e non è escluso che il pianeta omonimo, il cui moto probabilmente una volta era fortemente irregolare, turbasse l’armonia del sistema solare. Non a caso i Romani, in epoca più tarda, collegarono Saturno a Dioniso/Bacco, l’errante dio dell’ebbrezza alcolica.
Fu allora che nacque Zeus. Egli, generato da Cronos stesso, sfidò il padre, colpendolo come lui aveva fatto con Urano. L’equilibrio si ristabilì ed iniziò un periodo di pace ed ordine tra i Titani. Ancora una volta si tratta di una raffinata allegoria: Zeus venne ribattezzato Giove dai Romani ed è verosimile che questo pianeta, emesso come gli altri dal Sole per una sorta di "partenogenesi", con la sua enorme mole (la più grande del sistema solare dopo il Sole) influenzasse positivamente le orbite dei pianeti circostanti, rendendole più lente e regolari. In quanto a Cronos/Saturno, il mito dice che non venne propriamente "ucciso", quanto spedito nei lontani Campi Elisi, una sorta di Paradiso ellenico. Si può ipotizzare che l’improvvisa estrusione della massa di Giove dal Sole abbia sortito una specie di effetto gravitazionale a "catapulta", che slanciò l’instabile Saturno in una orbita più distante dal Sole, dove il suo moto divenne più regolare. I corpi celesti si raffreddarono, stabilizzandosi e le loro rotazioni orbitali si fecero più regolari. Fu un periodo aureo, governato dal saggio Giove. Per essere solo un’allegoria astronomica, è dettagliata ed efficace. Come hanno fatto i Greci ad ottenere una descrizione così minuziosa - per quanto simbolica - della nascita del sistema solare?
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