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ALLA RICERCA DI VITA EXTRATERRESTRE »
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LA POSSIBILITÀ DI UN INGANNO »
Tenterò qui di fornire alcune possibili risposte (di carattere personale) ai quesiti prima esposti.
1. Ipotizziamo che il programma abbia già individuato qualche strano segnale proveniente dallo spazio, forse da una stella vicina, oppure da un "oggetto" in avvicinamento: giacché il segnale ricevuto potrebbe essere molto ampio, oppure nascosto tra i "rumori" di fondo dello spazio, il SETI avrebbe bisogno di un super elaboratore, oppure di una vasta gamma di computer capaci di elaborare con l’apposito software i milioni di segnali ricevuti.
2. Le ricerche eseguite fino ad ora servono a sviare sia il pubblico che lo stesso personale non inerente il progetto, rispetto a certe verità. Evidentemente i governi, soprattutto quello statunitense, hanno preso posizione e controllo sull’informazione riguardante l’esistenza di vita aliena in prossimità della Terra; tali governi, molto probabilmente, utilizzano il programma SETI come una copertura sulle vere operazioni che vengono compiute, facendo collaborare inconsapevolmente la gente, ignara delle loro reali intenzioni. Con notevole probabilità vogliono farci credere il contrario della verità, studiando il mistero UFO molto più seriamente di come vogliono far apparire, tenendo tutto sotto massimo riserbo. Questa è un evidente forma di "cover up" (insabbiamento, ndr.).
3. Ogni volta che si parla di vita extraterrestre, gli addetti ai lavori ripetono in continuazione che la vita si sviluppa in un ambiente adatto ad ospitarla e che la vita intelligente deve essere composta da elementi quali il carbonio, l’acqua e l’ossigeno. Si è scoperto che ciò non è del tutto vero. La biologia, ad esempio, ha individuato presenze di vita in luoghi del nostro stesso pianeta dove si pensava che essa non potesse formarsi. Si è scoperto che la vita si sviluppa anche all’interno delle pietre, se queste possiedono certi requisiti; anche negli ambienti più ostili la vita riesce a vincere. Esistono forme di vita allo stato batterico nelle regioni polari, dove le temperature scendono oltre i 50 gradi centigradi; la vita ha dimostrato di generarsi nelle profondità della Terra, con l’ausilio di gas che per noi sono tossici; oppure di svilupparsi in esseri più complicati, basti pensare alle profondità oceaniche, dove creature si alimentano in assenza di luce e di calore solare, traendo calore da insediamenti vulcanici sottomarini, sopravvivendo in tali condizioni senza l’apporto di ossigeno, che per loro sarebbe mortale.
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