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TUATHA DE DANANN »

I protagonisti principali delle leggende sono i mitici Tuatha De Danann. Come per i Nativi Americani, le parole usate dai Celti per raccontare la storia dei loro antenati sono precise e difficilmente fraintendibili:
"I Tuatha De Danann arrivarono in Irlanda dal cielo avvolti in una nebbia. Vennero in Eire, esseri brillanti di luce, in nubi di fumo e lampi. Venivano dalle stelle gli Dei d’Irlanda". Dalle stelle... in nubi di fumo. La stessa rappresentazione è descritta spesso nella Bibbia: "E il Signore si presentò a loro di giorno in una colonna di nube, per mostrar loro la via"; "E il Signore disse a Mosè, ecco, io sto per venire verso di te in una densa nube"; e ancora: "Il monte Sinai era tutto fumante, perché su di esso era sceso il Signore nel fuoco e il suo fumo saliva come il fumo di una fornace"; e nel capitolo 24, versi 15-18, si legge: "E Mosè salì sul monte e la nube coprì il monte. La Gloria del Signore venne a dimorare sul monte Sinai e la nube lo coprì per sei giorni." Entrambe le storie parlano di nubi, fumo e lampi. Un po’ troppo per una semplice coincidenza! Le narrazioni dei Celti continuano: "Al tempo del loro arrivo, l’Eire (Irlanda) era abitato da una razza conosciuta come Fir Bolgs". I Tuatha De Danann raggiunsero le coste avvolte dalle nebbie per nascondersi (mediante un dispositivo di occultamento?) ai Fir Bolgs. Secondo il Lebor Gabala, il "Libro delle Invasioni", la razza divina creò un’eclisse che durò tre giorni, e la Morrigan (deità principale, di cui parleremo in seguito) oltre alle nebbie creò delle tempeste che si scaricarono sui Fir Bolgs, sino a costringerli a cercarsi un nascondiglio. I poteri miracolosi estrinsecati dai Tuatha De Danann sembrano caratteristici di una civiltà stellare.
Quando le due parti si incontrarono, dopo un iniziale periodo di tregua, si accese una battaglia sanguinosa in cui i Fir Bolgs ebbero la peggio e così i Tuatha acquisirono il controllo del territorio irlandese. La tradizione vuole che i Tuatha De Danann giunsero in Irlanda il 1° Maggio (a Beltaine, celebrazione ancora oggi importante presso i pagani che seguono le antiche tradizioni celtiche) portando seco i tesori delle loro patrie native: dal regno di Findias la spada di Nuada, che non mancava mai la vittima; da Gorias la lancia di Lugh, che rendeva invincibile in battaglia chi la impugnava; da Murias il calderone di Dagda, capace di sfamare un numero illimitato di persone senza svuotarsi mai; e da Falias la Pietra del Destino, che emetteva un grido se veniva percossa dal giusto re. Lugh, Dagda e Nuada sono i nomi di tre degli dei della gente della Dea Danu, altro nome con cui ci si riferisce ai Tuatha. La radice del nome Tuatha significa anche "Nord". Nei miti celtici irlandesi il Nord è considerato la fonte di tutti i poteri. I Tuatha De Danann vengono dal Nord: qui hanno studiato tutte le loro potenti arti magiche. Le deità celtiche avevano una natura tribale ed ogni tribù prendeva nome dal Dio o dalla Dea che adorava. Perciò, i Tuatha De Danann erano i figli della dea Danu.
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