
TUATHA DE DANANN

Divinità celtiche provenienti dallo spazio, capaci di provocare tempeste ed eclissi, ridavano la vita o uccidevano a distanza. Eppure, nei confronti dell’uomo si mostrarono sempre amichevoli e protettive.

di Lily Familiari Ayo

Nei tempi in cui viviamo è difficile - se non impossibile - vedere i mondi che ci circondano, le "altre dimensioni" che ci ruotano attorno. Siamo soffocati, accecati da un fumo venefico di fabbriche, denaro, interessi e scetticismo. Ma quando arriva Novembre, girando in un sottobosco, tra la foschia mattutina e i suoni di centinaia di animali invisibili, talvolta ci riesce di intravedere qualcosa. Certo, non tutti: solo alcuni, dotati forse di una maggiore sensibilità, o magari a causa di vite passate tra incantesimi ed eroi. Usando il terzo occhio, o solo aprendo il cuore e lasciando andare le proprie energie interiori, ecco che il mondo che ci circonda si anima di esseri più o meno umani, incantati, mitici, protagonisti di storie antichissime. Abbiamo già visto come alcuni popoli - quali i Nativi Americani - ricordino come i loro antenati provenissero da stelle lontane e si fossero stabiliti sulla Terra attirati dalla sua bellezza e dalla sua purezza. La stessa cosa vale per i discendenti dei Celti, ma la situazione è molto più complicata, perché i Celti non possedevano una tradizione scritta, per non lasciare nelle mani dei nemici i loro segreti e perché in seguito la chiesa ha fatto di tutto per cancellare ogni traccia di paganesimo, tramite inquisizione prima e indottrinamento poi, impedendo alla maggior parte delle popolazioni del nord Europa di tramandare correttamente la storia delle loro origini. Malgrado tutto, gli albori della storia celtica - sia essa irlandese, scozzese o gallese - ci sono parzialmente noti grazie ai miti tramandati oralmente e alle ballate più antiche, sfuggiti alle purghe cattoliche. Narrano le origini di una popolazione forte, eroica, coraggiosa, ribelle e a tutt’oggi indomabile, ricca di riferimenti a lontani pianeti e ad esseri ultraterreni.
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