
ADE, POSEIDONE E SIVA

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Sia come sia, alla fine l’ingegneria genetica Nephilim/Annunaki ebbe successo e nacque Adamo. O meglio "Adam", una creatura ermafrodita che poi verrà scissa in maschio e femmina. Le sue fattezze sono perfette, inequivocabilmente umane. E i "Servi del Signore" iniziano la loro vita di duro lavoro nelle miniere e anche altrove. Tutti sono soddisfatti, Nephilim e Annunaki. Gli uomini un po’ meno. Enki, non più vincolato al suo compito di "capo cantiere minerario" inizia a dedicarsi allo sfruttamento delle risorse ittiche e in breve i Sumeri, invece che come divinità sotterranea e delle ricchezze nascoste, lo idolatrano quale dio del Mare.
A questo punto, nella nostra mente si saranno già accese quattro o cinque lampadine. Ma Platone non sosteneva che Atlantide era ricca di Miniere? Allora forse si trattava del continente abitato da Annunaki e Nephilim. E non vi regnava sovrano Poseidone? Certo: a Platone fu detto che il continente era governato dal dio del Mare, ossia Enki, ma "Poseidon" era l’unico dio oceanico che il filosofo greco conoscesse. Sempre per i Greci, Ade era dio dell’aldilà, il regno sotterraneo dei morti. Eppure Ade, ribattezzato più tardi Plutone dai Romani, veniva venerato anche come dio della ricchezza del sottosuolo. Il che vuol dire oro e miniere. E, naturalmente, Plutone e Nettuno erano fratelli, secondo il mito. Perché ancor oggi immaginiamo il "diavolo" nel sottosuolo armato di tridente, se questo era il simbolo di Poseidone? Probabilmente perché si trattava della stessa divinità, Enki, il sovrano sceso dalle stelle i cui culti (dio del sottosuolo e del mare) finirono per scindersi col passare del tempo. Una prima conferma? Il diavolo è solitamente raffigurato con il volto di caprone. Ebbene, per i Sumeri il dio dalle fattezze di capro era Enki, tanto che la costellazione del Capricorno è nata per rappresentarlo mentre esce dal mare, mezzo capro e mezzo pesce. E ancora: in India una delle divinità più antiche è Siva, dio dei morti, degli inferi, ma anche del mare e dei fiumi, tanto che il Gange scaturirebbe dalla sua testa. Il suo simbolo? Un tridente, naturalmente. E, sempre per caso, Siva è sposato con Kali, nata e vissuta sull’Himalaya, tanto che uno dei suoi appellativi era "Signora della Montagna". Dietro questa pletora di divini nomi, insomma, si nascondono un singolo regnante extraterrestre e la sua compagna.
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