
LA VIA DELL'UNO E I SEGUACI DI BELIAL

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L'IMPERO DEL SOLE »
OGNI MITOLOGIA HA UNA SUA "ATLANTIDE" »
CAYCE E LA TECNOLOGIA DI ATLANTIDE »
Secondo Cayce, gli abitanti di Atlantide provenivano da altre stelle: c’erano due classi sociali ad Atlantide, una che professava una fede spirituale denominata "la via dell’Uno" e l’altra detta dei "seguaci di Belial", che invece desideravano solamente appagare gli istinti più bassi. Inoltre, nel continente sarebbe stata presente un’altra razza, che Cayce, in mancanza di una definizione qualsiasi, chiama "The Things", "le cose". Questi esseri sarebbero stati molto semplici e primitivi, sfortunati incroci tra umani e animali, sfruttati dagli Atlantidi quali servi, o meglio declassati appunto allo stato di oggetto, di "automi". Secondo Cayce, sarebbero state tali disparità sociali e morali, unite alla frenetica ricerca di più tecnologia, potere, agi e ricchezze, che causarono la fine di Atlantide. "Questo pianeta ha un suo Karma preciso - soleva dire Cayce - e quello che sta accadendo oggi alla nostra società è accaduto già ad Atlantide". Platone in effetti scrisse che "...quando la divina scintilla iniziò a dileguare dai cuori degli Atlantidi e a confondersi con la loro parte umana, quest’ultima cominciò a prendere il sopravvento: divennero indegni della loro fortuna, presi da una gretta avarizia e dalla brama di potere. Zeus, signore degli dei, rendendosi conto che una nobile stirpe era miseramente degenerata e intendendo per ciò punirla, perché potesse ravvedersi, chiamò allora a raccolta gli dei e parlò loro..." Zeus, il padre degli dei, il cui simbolo era l’aquila, è per molti versi accostabile al severo dio sumero Enlil. Difatti il quadro inizia a chiarirsi tramite un attento riesame del materiale di Cayce e di Platone analizzato e confrontato con gli studi di Zecharia Sitchin. Sitchin, docente universitario ed esperto di lingue semitiche, sostiene ormai da anni che alcune tavolette sumere descrivono la storia di una antica colonizzazione della Terra ad opera di visitatori extraterrestri chiamati Nephilim. Questi provenivano da un pianeta chiamato Nibiru, il quale circolerebbe attorno al nostro Sole in una lunga rotazione orbitale di 3.600 anni. Gli abitanti di Nibiru erano, guarda caso, divisi in due categorie: gli spirituali (ma dispotici) Nephilim, probabilmente biondi e gli Annunaki "dai capelli scuri", a cui toccavano i lavori più ingrati, nella fattispecie scendere sulla Terra ed estrarre dei minerali preziosi necessari alla loro tecnologia. A capo della spedizione sulla Terra vi è il dio Enki (chiamato anche Ea), mentre sul pianeta Nibiru regnava il "dio del cielo" Enlil. Dopo un po’ gli Annunaki, stanchi dei lavori massacranti, si ribellano, dando luogo ad un’autentica battaglia con i Nephilim. Nella Bibbia esistono evidenti riferimenti - per quanto fugaci - ad una rivolta degli angeli contro il "dio dei Cieli", ribellione citata anche negli antichi testi egizi e in quelli Vedici (lotta tra Deva e Asura) e persino in quelli nordici (guerra tra Asi e Vani). L’angelo ribelle "caduto" sulla Terra e divenuto "Lucifero" in realtà non sarebbe altri che lo stesso Enki. A lui infatti viene attribuita la nascita del primo essere umano e l’avvertimento di Noè/Utnapishtim prima del diluvio, mentre per i Greci artefice di entrambe le cose fu Prometeo, semidio spesso identificato con Lucifero perché "rubò il fuoco agli dei per dare vita all’uomo". Il termine Lucifero deriva da Lux Infer, portatore di luce.
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