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[foto Krishna e Arjuna su un carro dorato - 42K .jpg] [foto Modellini di Vimana - 23K .jpg]
 

Un’altra opera chiamata Samaranganasutradhara, descrive la progettazione dei i veicoli. È possibile che il Mercurio avesse qualcosa a che fare con la propulsione, o più probabilmente con il sistema di guida. Curiosamente, gli scienziati sovietici hanno scoperto quelli che chiamano "strumenti antichi usati in veicoli navigatori cosmici" in grotte del Turkestan e del deserto del Gobi. Gli "apparecchi" sono oggetti semisferici di vetro o porcellana, che finiscono a cono con una goccia di Mercurio all’interno. È evidente che nell’antichità gli Indiani volavano in giro per l’Asia, forse ad Atlantide e perfino in Sud America. Sfortunatamente i Vimana, come molte scoperte scientifiche, venivano usati per la guerra. Gli Atlantidei usavano le loro macchine volanti "Vailixi", un tipo di velivolo, per provare letteralmente a soggiogare il mondo, se dobbiamo credere a quello che dicono i testi indiani. Gli Atlantidei, conosciuti come "Asvins" erano apparentemente tecnologicamente più avanzati degli Indiani, e certamente di temperamento più agguerrito. Sebbene non si sia a conoscenza di testi sui Vailixi atlantidei, alcune informazioni sono state ottenute da fonti "occulte" e esoteriche che descrivono le loro macchine volanti. Simili, se non identici ai Vimana, i Vailixi erano, in genere, sigariformi, ed avevano la capacità di muoversi sott’acqua, nell’atmosfera o nello spazio, indifferentemente. Il Ramayana, il Mahabarata e altri testi parlano della terribile guerra che vide opposti, fra dieci o ventimila anni, Atlantide e Rama, e l'uso di terribili ordigni di distruzione inimmaginabili fino alla seconda metà di questo secolo. L’antico Mahabarata descrive le terrificanti caratteristiche distruttive della guerra: "... (l’arma era) un singolo proiettile caricato con tutto il potere dell’universo. Una colonna incandescente di fumo e fiamme brillante come mille soli si sollevò in tutto il suo splendore... una saetta di ferro, un gigantesco messaggero di morte che ridusse in cenere l’intera razza dei Vrishnis e gli Andhakas... i cadaveri erano così bruciati da essere irriconoscibili. I capelli e le unghie caddero; le ceramiche si ruppero senza ragione, e gli uccelli divennero bianchi... dopo qualche ora tutte le riserve di cibo erano infette... per sfuggire a questo fuoco, i soldati si lanciarono nei corsi d’acqua per lavare se stessi ed il loro equipaggiamento...". Sembra che il Mahabarata stia descrivendo una guerra atomica! Riferimenti del genere non sono isolati: battaglie con l’uso di un fantastico schieramento di armi e velivoli sono comuni in tutte le epiche indiane. Una di queste descrive addirittura un conflitto sulla Luna tra Vimana e Vailixi! La su menzionata sezione descrive dettagliatamente un’esplosione atomica e gli effetti della radioattività sulla popolazione. Saltare nell’acqua sarebbe stata l’unica tregua. Quando gli archeologi trovarono i resti della città di Mohenjo Daro, gli scheletri giacevano per strada e alcuni di loro si stringevano le mani, come se fossero stati colti all’improvviso da un tremendo destino. Questi resti umani risultano tra i più radioattivi mai trovati, alla pari con quelli di Hiroshima e Nagasaki. Antiche città i cui muri e mattoni sono stati letteralmente vetrificati e fusi insieme, si possono trovare in India, Irlanda, Scozia, Francia, Turchia e altri luoghi. Non c’è una spiegazione logica per la vetrificazione di città di pietra, se non un’esplosione atomica. Oltretutto, a Mohenjo Daro, le strade erano ricoperte di vetri anneriti, frutto dello scioglimento di vasi d’argilla a causa di un intensissimo calore.
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