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SCATTA L'OPERAZIONE DI RECUPERO

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L'INCREDIBILE RITROVAMENTO »
Tre aerei Hercules 103-E vennero utilizzati per il trasporto e un Hercules 103-H, detto "Ippopotamo", venne dislocato per un camion da dieci tonnellate. Uno degli Hercules 103-E trasportava un ospedale da campo, mentre gli altri contenevano jeeps, armi leggere e un commando di cinquanta soldati a testa. Inoltre, una squadriglia di caccia F4 avrebbe garantito la copertura aerea necessaria per l’operazione. Il camion da trasporto (su cui si sarebbe caricato l’UFO) era un molotov sulle cui paratie esterne vennero collocate taniche extra di benzina coperte da placche protettive di acciaio, questo per evitare che una granata trasformasse il camion in una bomba. Tra la cabina di guida e il resto del camion vennero installati due ganci ed i motori corrispondenti per il sollevamento dell’oggetto e alla piattaforma portante si aggiunse una rampa molto larga. Anche le jeeps furono equipaggiate con taniche extra di benzina. Alle tre del mattino venne dato l’ordine "Zanek" agli aeroporti Ben Gurión, di Tel Aviv e a quelli segreti delle Forze Armate israeliane. Tutto fu classificato come una "operazione di routine". La rotta da seguire passava sopra il sud est del Sinai e il Mar Rosso, addentrandosi direttamente nel basso Egitto. Un quinto aereo Hercules volava dietro la flotta, pronto a sostituire uno dei cargo nel caso fosse stato messo fuori combattimento. Il piano, in caso di scontro, era di attaccare violentemente e con decisione, per terminare l’operazione al massimo in due ore e rientrare in Israele più rapidamente possibile. Il camion, da parte sua, nel ritorno avrebbe dovuto aprirsi il passo attraversando i dintorni del Mar Rosso e tagliare attraverso la penisola del Sinai per dirigersi verso casa. Dietro il camion si sarebbero posizionate le quattro jeeps e gli uomini che sarebbero sopravvissuti alla battaglia, custodi del prezioso carico. Non ci sarebbero state soste. Se un aereo o un veicolo si fosse rotto o rimasto indietro, andava abbandonato sul posto. Gli agenti segreti in territorio egiziano avevano ricevuto istruzioni di ottenere delle lance per attraversare il Nilo, la parte più pericolosa della missione. Il fattore sorpresa era il più importante, perché bisognava entrare e uscire dal territorio prima che dal Cairo si trovasse il tempo necessario per spedire un contingente armato per intercettarli. Il Sinai doveva essere raggiunto prima che venisse chiusa la via di ritirata.
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