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OPERAZIONE "DASHUR" »
Il fotografo si inchinò per guardare attraverso il buco formatosi accidentalmente. Sotto i loro piedi si apriva una caverna. Con foga gli archeologi spazzarono via i detriti e ampliarono il foro con picconi e pale, fino a intravedere un oggetto misterioso. Non era un antico manufatto egizio. Era di 120 centimetri di diametro, a forma discoidale. Al centro la sua parte più spessa doveva essere di tre metri e sembrava costituito da metallo nitido e brillante, privo di segni degli effetti del tempo. Nessuna tomba, né statue, né offerte votive sacre circondavano lo strano artefatto che era sostenuto da tre zampe. Esaminando attentamente la caverna, due degli archeologi scesi nella cavità constatarono la presenza di equipaggiamento elettronico e medicinali (nella fattispecie pasticche), in perfette condizioni. Per Israele, Paese da sempre preparato per un’eventuale guerra, quel materiale rappresentava una buona dotazione di armi sofisticate e ultramoderne, di cui avrebbero potuto vantare il possesso. Gli archeologi, dopo aver parlato tra loro, decisero che era necessario comunicare immediatamente la notizia del ritrovamento al proprio governo, segretamente e rapidamente, in modo che gli Egiziani non se ne accorgessero e quindi confiscassero il materiale rinvenuto. Venne deciso che il fotografo, che aveva scattato innumerevoli foto dello strano artefatto, avrebbe portato i rullini a Tel Aviv, per mostrarli alle autorità. Nel frattempo, gli altri membri del gruppo continuarono a scavare, fingendo di continuare i lavori, per evitare sguardi indiscreti. Erano giunti alla conclusione che si doveva trattare di una nave spaziale, nascosta al di sotto della piramide di Snofru. Infine le foto giunsero al Ministero della Difesa di Israele, dove venne riunito lo "Zahal", un gruppo militare ultrasegreto. Alla sessione, che si prolungò fino all’alba, parteciparono anche gli esperti che tempo addietro pianificarono l’operazione "Entebbe". Il tema della discussione era come appropriarsi dell’oggetto, che avrebbe garantito loro un vantaggio bellico insuperabile e come evitare di farlo cadere nelle mani degli Egiziani. E così, mentre parallelamente i politici di ambo le nazioni si scambiavano calorosi saluti, promesse di pace e aiuti reciproci... l’intelligence israeliana pianificava la realizzazione di un’operazione militare di Commandos, simile a quella di "Entebbe", in pieno territorio egiziano. Solo le forze armate israeliane più selezionate vennero messe pienamente al corrente delle caratteristiche dell’azione militare, decisa per il primo Marzo.
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