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Non è difficile dare un’interpretazione "ufologica" a questa visione di Alce Nero, anche perché non è la prima volta che ci troviamo di fronte a descrizioni del genere, siano esse di rapiti o di profeti della bibbia. Mosè, Noè, Enoch... parlano tutti della nuvola che si avvicina e li porta via verso un’entità superiore. E di "lance che emanavano lampi", forse apparecchiature elettroniche. Probabilmente, come riportato più volte dagli addotti, Alce Nero vive la propria esperienza a metà tra il piano fisico e quello astrale, lo si evince quando dice di sentirsi molto leggero e di non patire più le pene fisiche. Notevole la descrizione del volo aereo, quando la "nube" lo solleva per portarlo "da dove era venuta" e lui vede il mondo sottostante allontanarsi.
"...Poi mentre camminavamo, c’era davanti a noi una nuvola grande come una montagna che si trasformò in una tenda e un arcobaleno era la porta aperta della tenda; e attraverso la porta vidi sei vecchi seduti uno accanto all’altro".
Evidentemente doveva trattarsi di un’astronave di immense proporzioni, in cui poi entrarono (si trasformò in tenda). Spesso l’ingresso degli UFO è protetto da campi energetici e questo potrebbe spiegare la "porta arcobaleno", a meno non si trattasse addirittura di una sorta di teletrasporto.
Il racconto continua:
"Il più vecchio degli avi parlò con voce gentile e disse: ‘Entra pure e non avere paura. I tuoi avi in tutto il mondo siedono a consiglio e ti hanno fatto chiamare per insegnarti’. Allora entrai e mi trovai davanti ai sei e sembravano più vecchi di quanto possa esserlo un uomo: vecchi come le montagne, come le stelle. Tremavo di paura perché sapevo che quelli non erano dei vecchi bensì i poteri del mondo (Alce Nero comprende di trovarsi di fronte ad esseri non umani). L’avo parlò di nuovo: ‘Guardali da quella parte dove il sole tramonta, gli Esseri del Tuono. Li vedrai e da loro avrai il mio potere; e ti porteranno fino al centro alto e solitario della terra perché tu possa vedere. Fino al luogo stesso dove il sole splende continuamente, ti porteranno perché tu capisca’. Levai lo sguardo e vidi che l’arcobaleno mandava fiamme saltellanti di molti colori sulla mia testa".
Ricordiamo nuovamente come anche i profeti biblici parlino di edifici di cristallo o velivoli multicolore. Nel testo seguono molte profezie che si riferiscono evidentemente al triste destino della nazione rossa e al ruolo di Alce Nero nella vicenda.
"...Il sesto avo, si alzò e varcò con passo malfermo la porta dell’arcobaleno, e mentre lo seguivo ero a cavallo del baio che mi aveva portato in quel luogo... ...Così cominciai a cavalcare verso l’Est per la strada temibile e dietro di me venivano gli uomini a cavallo e molto lontano, sulla strada temibile, la stella del mattino sorgeva tenue. Guardai sotto di me, dove la terra era silenziosa, avvolta in una luce verde malaticcia... ...Io ero il capo di tutti i cieli che cavalcava lassù e quando mi guardai indietro, i dodici cavalli neri si impennarono e balzarono tutti e tuonarono e le loro criniere e code scagliavano turbini di grandine e le loro nari sbuffavano lampi. E quando guardai di nuovo in basso vidi la grandine obliqua che cadeva e la lunga pioggia pungente, e dove noi passavamo gli alberi si chinavano a terra e tutte le montagne si oscuravano. Continuammo a cavalcare e la terra divenne di nuovo luminosa. Potevo vedere i colli e le vallate che ci passavano sotto... ...Voi capite, avevo cavalcato con le nuvole della tempesta".
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