
GLI ESSERI DEL TUONO

Alce Nero non fu solo un capo spirituale dei Sioux. Venne contattato più volte da una razza stellare, che lo fece volare in una "tenda arcobaleno" e gli mostrò i segreti dell’Universo.

di Lily Familiari Ayo

Una notte di tanto tempo fa sognai di un capo nativo americano, un vecchio fiero e tranquillo, che con dolcezza mi mostrò tante immagini e mi parlò di vecchie storie. Nel sogno lo conoscevo, ed ero molto felice di rivederlo: lui era Alce Nero, ed aveva tante cose da dire.
La mattina dopo, parlai del sogno con alcuni amici che mi dissero che un capo di nome Alce Nero era realmente esistito, quindi, decisi di indagare. Andai in libreria ed acquistai tutto quello che trovai su di lui e mi immersi nella lettura. Quello che raccontava non riguardava solo la storia della sua gente, ma anche le visioni di cui era stato protagonista fin da piccolo. Nella storia dei nativi non è difficile trovare persone dotate del dono della visione, ma con Alce Nero, della tribù dei Sioux Oglala, abbiamo la fortuna di poterle leggere, in quanto furono messe su carta dallo scrittore John G. Neirhardt, nel lontano 1931, quando il cugino del grande Cavallo Pazzo era già sessantottenne e decise che era tempo che i posteri conoscessero quello che lui sapeva dell’ignoto. È infatti dal suo libro (pubblicato dalla Adelphi) che estraiamo i brani e le immagini della sua storia. Alce Nero aveva quattro anni quando udì le voci per la prima volta. "Era come se qualcuno mi chiamasse, ma non c’era nessuno vicino. Questo successe più di una volta e ogni volta mi faceva paura e tornavo di corsa a casa".
Molti "channellers", così vengono chiamati coloro che ricevono messaggi telepatici o vocali da entità aliene, raccontano di aver avuto un inizio simile dei loro contatti. Una voce che sembra apparire dal nulla che chiama e ti costringe a voltarti alla ricerca della fonte del suono.
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