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I VINAC-CAR, GLI UOMINI PESCE MAYA

parti precedenti:

LA GENESI DEI MAYA »
INGEGNERIA GENETICA ET »
LA CREAZIONE DELL'UOMO »
NATI PER ESSERE SCHIAVI »
Un mondo senza Sole, un mondo buio e freddo, in cui il possesso del fuoco conferiva un’autorità quasi divina: ecco il mondo primevo dei Maya Quiché. Si comprende dunque perché i popoli amerindi avessero una tale adorazione per il Sole e perché compissero, sulle loro piramidi, rituali così crudeli e elaborati per mantenerlo acceso. Nella loro memoria ancestrale permaneva la consapevolezza che la presenza dell’astro diurno nel cielo non era scontata o certa. Ma chi o cosa provocò tali sconvolgimenti planetari? Fu forse l’arrivo nelle nostre vicinanze del 10° pianeta del sistema solare, quello che i Sumeri chiamavano Nibiru? Forse.
Anche la fine dei quattro patriarchi Maya fa pensare: i primi esseri creati dall’ingegneria genetica extraterrestre, sentendo che la loro ora era giunta, salirono sulla cima del monte Hacavitz. Ma non morirono: svanirono invece nel nulla, una volta in cima. "Non furono sepolti dalle mogli né dai figli, perché non furono più visti quando disparvero". Chi li prese? Forse un teletrasporto alieno? Certo, dopo tante fatiche in laboratorio, gli ET avranno voluto tenersi il frutto del loro lavoro. Il parallelo tra mitologia sumerica e Maya non finisce qui: alcune divinità Maya venivano definite "Vinac-car", ossia uomo pesce, dato che sorgevano dalle acque. E ancora oggi, nei bassorilievi sumerici, sono visibili i loro dei, mezzi uomini e mezzi pesci.
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