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NATI PER ESSERE SCHIAVI

parti precedenti:

LA GENESI DEI MAYA »
INGEGNERIA GENETICA ET »
LA CREAZIONE DELL'UOMO »
Esistono nel Popol Vuh moltissimi paralleli con le leggende sumere riportate da Zecharia Sitchin e persino con i racconti biblici. Secondo i Sumeri, gli "dei" Nephilim provenienti dal pianeta Nibiru tentarono di creare geneticamente degli uomini che li servissero e li adorassero. Dopo alcuni tentativi vi riescono, ma l’uomo è troppo simile a loro, troppo intelligente: come recita il Popol Vuh, possono "vedere le cose lontane" (una specie di remote viewing?) e "comprendere la natura delle cose", forse una sorta di telepatia o capacità di visualizzare le aure energetiche degli esseri viventi. Persino le leggende bibliche inerenti la cacciata di Adamo ed Eva dall’Eden si riferirebbero a questo: il "peccato originale" sarebbe stato l’essere diventati troppo simili agli "dei", che invece li volevano schiavi. Dopo che Adamo ed Eva assaggiarono il frutto proibito, "il Signore Dio disse: ecco, l’uomo è diventato come uno di noi". A parte il plurale (l’originale recava "gli Elohim" e non "Dio"), dal testo traspare la preoccupazione di chi vede la propria supremazia messa in discussione. I Nephilim allora tolsero agli uomini tali capacità, rendendoli mentalmente "limitati", malessere che ci affligge tutt’ora. Per il contattato Alex Collier, gli alieni ci resero "stupidi" modificando il nostro DNA per poterci controllare meglio e per impedire eventuali ribellioni.
Secondo il Popol Vuh, molti uomini vennero generati, ed essi si moltiplicarono nell’oscurità e nel freddo. Infatti non erano ancora stati fatti né il Sole né la luce: "non ci abbandonate, o dei che siete in Cielo e in Terra! Fate venire l’alba, fate venire il giorno!"; pregavano i Maya Quiché. Ci furono delle lotte per il possesso del fuoco tra gli uomini, poiché il segreto della sua accensione era noto a pochi. Probabilmente la Terra era collocata in un’orbita tanto distante dal Sole che esso non era neppure visibile, oppure il tempo di rivoluzione del pianeta era uguale a quello della sua rotazione, al che una parte di esso (incluso il Sud America) era sempre in ombra. Infine "sorse il Sole, e l’umida e fangosa superficie della Terra si asciugò all’istante. Il suo calore era insopportabile: certamente non era lo stesso Sole che vediamo ora".
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