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IL MJ-12 TEMEVA L'ELEZIONE DI ROBERT KENNEDY?

parti precedenti:

LA PERDITA DELL'INNOCENZA »
UNA STRANA GENERAZIONE »
UNA NUOVA SOCIETÀ MARZIALE E MILITARE »
OSTACOLO PER I GRUPPI OMBRA »
22 NOVEMBRE 1963: L'ATTENTATO A DALLAS »
Robert Kennedy fece dell’assistenza civile e dei sostentamenti per i poveri un caso personale e lottò a lungo contro la discriminazione razziale contro i neri. Fu anche per questo che il 4 Aprile 1968, quando Martin Luther King venne assassinato, Bob Kennedy poté entrare nel ghetto nero di Indianapolis per manifestare il proprio cordoglio senza essere assalito, quando persino la polizia ne rimase fuori. A Bob non venne torto un capello. Ma solo due mesi più tardi, il 5 Giugno, un arabo, Sirhan B. Sirhan, gli avrebbe sparato. È solo un caso che sei mesi prima Lyndon B. Johnson, Presidente in carica subentrato alla Casa Bianca dopo la morte del fratello John gli avesse detto: "tra sei mesi tu e tutti quelli che la pensano come te sarete distrutti"? Chissà. A Robert Kennedy Lyndon Johnson non era mai piaciuto e all’epoca cercò di dissuadere il fratello dall’idea di prenderlo come suo vice. Non si dimentichi che, neanche 36 ore dopo la morte di John Kennedy, il neo-eletto Presidente Lyndon Johnson aveva riunito i capi dell’intelligence asserendo di voler attuare un cambiamento a 360 gradi nella politica estera: "Faremo a pezzi i Vietcong!" furono le sue parole esatte. Era un caso anche il fatto che Robert fosse in corsa per le presidenziali quando fu ucciso?
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