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Uno, due, tre colpi. Poi il quarto ed il quinto. Spezzando costole, polsi, collo. John Fitzgerald Kennedy si piega in avanti, tenendo le mani sulla gola. La moglie Jacqueline gli è accanto, sembra non capire cosa accade. Fino al colpo finale, che porta via larga parte della calotta cranica e del cervello. Il volto della First Lady e il suo vestito rosa sono macchiati di sangue. Buon sangue irlandese, coraggioso e ribelle, ora bagna l’interno della limousine.
John Kennedy era consapevole di essere nel mirino dei servizi segreti. "Un giorno qualcuno mi ucciderà - soleva dire - All’aperto, nella confusione di un corteo. Sarebbe il momento migliore. Fucili ad alta precisione dall’alto di un palazzo...".
La teoria ufficiale del governo, che indica come unico responsabile della morte del Presidente Kennedy il capro espiatorio Lee Harvey Oswald, fa acqua da tutte le parti. Oswald, elemento a contratto dei servizi segreti americani, addestrato in Unione Sovietica, frequentava i salotti di Clay Shaw. Lo stesso Shaw che, con lo pseudonimo di Clay Bertrand, gli pagò l’avvocato difensore Dean Andrews dopo il suo arresto. Volendo approfondire il caso Oswald, vale il film-denuncia di Oliver Stone "JFK: un caso ancora aperto". Vi si legge la verità: sull’omicidio di JFK è stato fatto il più comprovato cover-up americano di tutti i tempi. La spietata esecuzione di Kennedy fu il frutto di un fuoco incrociato da almeno tre punti di sparo, non certo opera di un cecchino solitario appostato in un palazzo alle spalle del Presidente. Oswald non avrebbe mai potuto crivellare di colpi la limousine presidenziale in pochi secondi, con un vetusto Mauser 7.65 a colpo singolo (altri sostengono si trattasse di un fucile di fabbricazione italiana, il Carcano), né avere l’autorità per ridurre al minimo la scorta presidenziale, quel giorno. Erano precisi ordini della CIA.
Oswald venne arrestato un’ora dopo il delitto e morì misteriosamente nella stessa centrale di polizia, ucciso da Jack Ruby, un uomo fermato da alcuni agenti perché "visto smontare un fucile vicino al luogo del delitto". Ruby prendeva soldi dalla CIA, per motivi non chiari. Prima di morire in cella, per un tumore allo stomaco, Ruby dichiarò di conoscere la verità, ma che se la sarebbe portata nella tomba.
I veri motivi della morte di Kennedy forse li ha scoperti il ricercatore John Lear. Ex agente CIA e pilota collaudatore famoso per aver divulgato il presunto accordo USA-ET, noto come "patto scellerato", Lear da tempo sarebbe entrato in collaborazione con un ex ufficiale della marina USA, tale Milton William Cooper. Durante il suo servizio a bordo di sottomarini nucleari, Cooper avrebbe preso visione di documenti del MJ-12 in cui si dichiarava che Kennedy aveva deciso di rivelare al pubblico il segreto dell’esistenza degli UFO e della loro presenza sul suolo americano. Secondo i documenti visionati da Cooper, fu il Majestic 12 a dare l’ordine di uccidere il Presidente Kennedy.
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