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UNA NUOVA SOCIETÀ MARZIALE E MILITARE

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Chi avrebbe interesse a creare e strutturare una società bellica e ipermilitarizzata? Una società dove il "modus vivendi" è imperniato sugli apparati militari e sulla strategia della conquista? Forse un gruppo operativo segreto, lo stesso gruppo ombra che da anni sta spingendo per militarizzare lo spazio. Il progetto SDI, meglio conosciuto come "Guerre Stellari", sarebbe solo il primo passo verso una strutturazione militare del cosmo circostante. E se la Terra deve diventare militarmente competitiva persino rispetto a razze ET, ci sarà sempre bisogno di qualche sana guerra (magari ben lontana dagli States) dove scaldare i muscoli e oliare i meccanismi. E la psiche delle persone. Oggi per strada abbiamo visto un bambino con una pistola giocattolo: saremmo normali, noi terrestri, a considerare un innocente svago immaginare di colpire a morte un nostro simile? A volte viene da chiederselo.
Forse, con un simile stato d’animo, John Fitzgerald Kennedy si chiese più volte se intraprendere l’escalation dell’intervento statunitense in Vietnam. Così gli era stato consigliato dai maggiorenti dell’esercito e dai servizi segreti. Ma Kennedy non vedeva l’operazione nel sud-est asiatico di buon occhio. Già nel 1954, come senatore, disse: "Riversare fondi, materiali e uomini nella giungla indocinese, senza avere neanche una remota possibilità di vittoria, sarebbe particolarmente inutile e autolesionista". E, una volta eletto, nel 1963, durante un discorso alla American University di Washington, pronunciò queste parole: "Gli Stati Uniti non cominceranno mai una guerra... Non vogliamo una guerra". L’antagonismo tra l’ala militare e Kennedy si trasformò in un braccio di ferro, dopo i fatti della Baia dei Porci. I servizi segreti avevano organizzato una vera invasione di Cuba - paventando lo spiegamento di missili sovietici a testata nucleare sull’isola comunista di Fidel Castro - in cui però non vennero impiegate truppe ufficiali, ma manipoli di mercenari addestrati e armati dalla NSA e dalla CIA. Subito dopo l’invasione era previsto l’appoggio aereo, con massicci bombardamenti. Ma Kennedy bloccò gli aerei sulla pista con una telefonata e l’invasione si risolse in un disastro. Poco dopo compì un gesto che nessun Presidente prima di lui aveva osato: licenziare il capo della CIA, Allen Dulles, uno dei principali fautori della missione anticastrista.
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