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LA PERDITA DELL'INNOCENZA

Sulla morte dei Kennedy si allunga l'ombra del MJ-12
di Pablo Ayo

"Noi auspichiamo una libera circolazione dell’informazione". (J.F. Kennedy)

"La CIA è l’organizzazione più pericolosa e potente che esista al mondo". (Giudice Jim Garrison)

Secondo i sociologi, la spensieratezza e l’innocenza di un tempo ebbero termine, drammaticamente, a cavallo tra i Sessanta e Settanta. La Guerra del Vietnam, la morte di James Dean, di Marilyn Monroe, di Elvis Presley, l’omicidio dei Kennedy e di Martin Luther King, lo scandalo Watergate ne furono i principali responsabili. Addio "Happy Days", finiti i giorni della felicità e della fede incrollabile nei valori della patria, di Dio e della famiglia. La spontanea reazione dei giovani era già partita e nacquero il ‘68 ed i figli dei fiori, le proteste di piazza e il desiderio di un nuovo tipo di società.
In quale Paese si doveva aver fede, infatti? In quello che chiedeva a tutti i propri figli (anzi, solo a quelli socialmente meno abbienti) di andare a morire tra Hanoi e Da Nang solo per incrementare le bustarelle che gli alti papaveri di Washington intascavano dai grandi produttori di armamenti bellici, che si arricchivano con l’inasprirsi del conflitto? O al governo Nixon, che usava i soldi raccolti durante la campagna della rielezione per foraggiare agenti segreti incaricati di inventare scandali ai danni dei suoi avversari politici? Si doveva continuare a intonare "God Bless America" e a tenere alto il vessillo a stelle e strisce, come i marines sbarcati ad Okinawa, senza badare alle lunghe ombre di sospetto che l’assassinio di John Kennedy sollevava sopra le stesse strutture incaricate di vegliare sulla sua sicurezza? Non si poteva, ovviamente. Qualcosa si spezzò. Il dubbio si insinuò nell’allora ingenuo elettorato americano. E non se ne andò più via. Persino la granitica figura del Presidente degli Stati Uniti, attorno alla quale si stringeva idealmente il Paese, iniziò a sgretolarsi.
E rimase l’uomo, a tal punto che al giorno d’oggi nessuno sembra scandalizzato più di tanto neanche dalle prestazioni erotiche extraconiugali di Bill Clinton.
È la nostra storia, per strana che sembri.
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