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TESTIMONI RILUTTANTI

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ROSWELL 1999: ED ORA? »
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DISTRUZIONE NON AUTORIZZATA »
LA RICERCA DI PROVE FISICHE »
SOLO ALLA FINE, QUALCUNO PARLA »
Si definisce "testimone riluttante" chiunque abbia informazioni su un evento (in questo caso Roswell) di provenienza diretta o indiretta, ma si rifiuti di parlarne. Il più famoso di cui siamo a conoscenza è l’ex agente del controspionaggio della base, Sheridan Cavitt, che accompagnò l’ufficiale d’intelligence del 509° Jesse Marcel al ranch Foster/Brazel. Nel 1994 Cavitt confermò il suo coinvolgimento nel caso Roswell per la prima volta al colonnello dell’Aeronautica militare Richard Weaver e allo stesso tempo lo negava agli investigatori civili di Roswell. Cavitt disse a Weaver che ciò che vide al ranch quel giorno del 1947 erano i resti di un pallone meteorologico e di un bersaglio radar che loro recuperarono sbrigativamente. Comunque, il racconto di Cavitt è in conflitto con quelli di altri credibili testimoni oculari degli stessi eventi, così come le sue precedenti affermazioni di non-coinvolgimento. I testimoni del genere sono molti e confidiamo che un giorno siano disposti a dire quello che sanno. Fra loro, un ex membro del 1395° squadrone di polizia militare di stanza a Roswell nel 1947, coinvolto nel recupero ma restio a dire altro, in quanto ex militare e le cose gli andavano bene così come stavano. Un altro è un autista che si ritrovò all’hangar 84 durante le attività di recupero e vide i corpi e i rottami. Fu preso da parte e minacciato di morte. Un ulteriore testimone, un uomo di 58 anni, potrebbe risolvere tutto il mistero, ma ha la straordinaria capacità di sparire appena si avvicina un investigatore nei paraggi. Abbiamo anche il presunto nome di una donna all’epoca infermiera presso la base e che si sarebbe trovata all’ospedale all’arrivo dei corpi. Non si sa altro.
Oltre a cercare nuovi testimoni, abbiamo fatto uno sforzo particolare per restare in contatto con quelli vecchi, quali Bill Brazel Jr., Walter Haut, Glenn Dennis, Frank Kauffman, Frank Joyce, Frankie Rowe e Jack Rodden. Rivisitando con loro le testimonianze sugli eventi del 1947, e unendole alle ultime scoperte, siamo riusciti a trarre nuove conclusioni sulle circostanze dell’incidente. Un prossimo articolo suggerirà una inedita sequenza del crash di Roswell e risponderà al perché i militari avrebbero trattenuto "Mac" Brazel in "custodia" per così tanto tempo.
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