
ROSWELL 1999: ED ORA?

Dopo mezzo secolo l’enigma di Roswell rimane insoluto, ma gli investigatori rafforzano intenti, metodologie e strumenti per nuove ricerche. La chiave è nel messaggio del generale Ramey?

di Thomas J.Carey e Donald R.Schmitt

Nel 1947, presumibilmente, un disco volante si schiantò nei pressi di Roswell, cittadina del New Mexico, e il suo seguente ritrovamento e il cover-up da parte dei militari americani divenne noto come "L’Incidente di Roswell", dal titolo del best seller del 1980, di Charles Berlitz e William Moore. Allo scoccare del suo cinquantesimo anniversario, nell’Agosto 1997, innumerevoli pubblicazioni, da Time Magazine a Popular Science e Popular Mechanics, dedicavano a Roswell la cover-story, imitati da una pletora di media statunitensi. Programmi investigativi quali "Hard Copy" e "Inside Edition" ne dibattevano più volte, altri special TV, monotematici, venivano proposti dai più politicizzati "Nightline" e "Crossfire". I network didattici via cavo, The History Channel, The Learning Channel e Discovery Channel trattavano a fondo l’argomento, mentre le major, CBS, ABC, NBC e CNN, pur occupandosene, si concentravano, purtroppo, più sull’aspetto pubblicitario che non sul significato intrinseco dell’incidente. Il 4 Luglio 1997, la stazione televisiva MSNBC, ha trasmesso da Roswell tutto il giorno un dettagliato resoconto dell’evento. Il presentatore, John Gibson, ha presieduto una discussione sull’ipotesi del Progetto Mogul, ospitando fra gli altri, il colonnello Richard Weaver e il tenente James McAndrew, autori del rapporto conclusivo dell’Aeronautica militare. Fra le spiegazioni: quella del debunker Kal Korff: a Roswell venne trovata una spugna ricoperta di Mylar, (pellicola isolante di poliestere, N.d.R); il progetto Mogul, sostenuto da Charles Moore i cui ricordi, a differenza di altri testimoni pro-Roswell, non vengono mai messi in discussione; l’infamante teoria dei "Manichini caduti dal Cielo" propugnata dal colonnello Joe Kittinger (autoproclamatosi modello per la figura del "capitano dai capelli rossi" intervenuto nella vicenda di Glenn Dennis).
Poi i film "Independence Day", "MIB", "The Rock" e le serie televisive "Dark Skies", "The X-Files" e una messe di libri: "Beyond Roswell", "UFO Crash at Roswell", "The Roswell File", nonché "The Day After Roswell", entrato nei best-seller del New York Times. Adesso, a quasi due anni di distanza, cosa è di questa Roswell, la città/anniversario, senza il clamore dei programmi televisivi? Un’assonnata macchia urbana nel deserto, con alberghi che continuano a spuntare come funghi per far fronte al continuo flusso di turisti attirati dall’International UFO Museum. Roswell è una fermata "obbligata" delle agenzie turistiche del New Mexico e West Texas, e tutto per via del presunto crash del 1947 e del museo, visitato ormai da oltre 500.000 persone. Nell’immaginario collettivo basta menzionare la città e ti ritrovi in mezzo agli UFO. Ma cosa dire dell’incidente in sé? È finito, è passato o, più improbabile, è risolto?
vai alla visualizzazione stampabile di tutto l'articolo

invia questa notizia ad un amico

imposta Edicolaweb come Home

aggiungi Edicolaweb a Preferiti


|