
L'INIZIO DI UNA NUOVA RICERCA

parti precedenti:

IL FRAMMENTO DEL DOTTOR WOLF »
DISCORSI TARATI PER GLI USA »
IL PROBLEMA MICHAEL WOLF »
SHOCK TERMICO »
PURO AL 99,99 PER CENTO »
RELAZIONE SULLE CARATTERISTICHE DI UN REPERTO »

![[foto Scintillii dorati nel frammento - 30K .jpg]](un03f07x.jpg)

Agosto 1998. Ne! corso della loro visita a Michael Wolf, nella sua abitazione in Connecticut, lo scienziato mostrava a Paola Harris e Adriano Forgione alcuni frammenti, apparentemente metallici, a suo dire di origine extraterrestre. Per aspetto e leggerezza i campioni avevano subito ricordato ai nostri corrispondenti il presunto frammento del crash di Roswell, presentato da Derrel Sims al 4° Simposio di San Marino nel Giugno 1996. Alla domanda "da dove provengono?" Wolf aveva risposto che gli erano stati consegnati da una fonte interna. Consegnava loro quindi tre frammenti (uno poi spedito a Bill Hamilton), da portare in Italia per le opportune analisi.
Una curiosità: di ritorno dal Connecticut verso il Colorado, Forgione attraversava due metal detector aeroportuali che non rilevavano né la grossa fibbia della sua cintura né i frammenti in questione, riposti in una custodia per pellicole fotografiche 35 millimetri nella sua tasca, mentre sia nel viaggio di andata, in tre occasioni, che in quello di ritorno dagli States, la stessa fibbia aveva causato l'allarme dalle apparecchiature di rilevamento dei metalli. Una volta in Italia, la Direzione Editoriale di questa rivista decideva di portare avanti un'analisi approfondita, prima di diramare qualsiasi notizia. Veniva pertanto consegnato il primo frammento, piuttosto consistente, al dottor Corrado Malanga, del dipartimento di Chimica dell'Università di Pisa. L'altro, più piccolo, veniva consegnato da Forgione, tramite l'ufologo abruzzese Pino Morelli, ad un laboratorio specializzato nella progettazione di semiconduttori ad alta tecnologia. Quest'ultimo frammento, in particolare, presenta una faccia perfettamente liscia, proprio come il frammento di Sims, segno di una probabile artificialità. Oggi disponiamo di alcune interessanti risposte preliminari, capaci non solo di conferire ulteriore credibilità al dottor Wolf, ma anche alla nuova ufologia italiana che si avvale di riscontri diretti e di forti contatti internazionali. Prova ne siano quelli con Sims e Bill Hamilton, i quali negli USA stanno analizzando altri frammenti della medesima provenienza, e quelli con il tedesco Michael Hesemann, anch'egli in possesso di un frammento. Diverso il discorso per l'israeliano Barry Chamish, che dispone di un campione rinvenuto nella traccia al suolo dell'atterraggio di Kadima. Le analisi condotte sul campione di Kadima sembrano fornire i medesimi risultati. Wolf dichiarò che il 99.99% di quel materiale è silicio puro, il restante 0.01% è un isotopo non terrestre. I risultati ottenuti da Chamish sembrano coincidere, sebbene con terminologie diverse da quelle di Wolf, ed egualmente simili i risultati delle analisi di Hesemann, coinvolto nella questione da Paola Harris. Il verdetto dei nostri test è atteso in USA. Abbiamo in programma altre analisi, con metodi anche non esclusivamente scientifici.
Questo è solo l'inizio di una ricerca che potrebbe rivelarsi straordinaria.

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