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UFOSTORIE...


UFO IN MANOVRA NEL CIELO DI TARQUINIA

di Alessio Colotti
 

[fotogrammi e ingrandimenti delle riprese eseguite da Giovanni CoIotti - 34K .jpg] [fotogrammi e ingrandimenti delle riprese eseguite da Giovanni CoIotti - 26K .jpg]
 

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 66 del Dicembre 2006/Gennaio 2007

Un caso di avvistamento multiplo, con filmati, nell'estate 2004.

La cittadina di Tarquinia, sita a circa 90 km a nord di Roma sulla costa tirrenica, è un centro agricolo, dall'importante passato. Conserva, infatti, vestigia importanti dell'età etrusca e di quella medievale, per le quali è celebre nel mondo.
Tarquinia non è nuova ad avvistamenti ufologici, come anche a fenomeni misteriosi con possibili implicazioni ufologiche.
Infatti, la cittadina era già risaltata agli onori delle cronache per vari avvistamenti tra i quali, clamoroso e tuttora inesplicabile, quello della pineta in località "La Roccaccia" nel 1996, del quale si occuparono abbondantemente i mezzi di informazione con vari servizi sulle reti RAI, come quello andato in onda su RAI DUE in "Sereno variabile" di Osvaldo Bevilacqua e quello trasmesso su RAI TRE nel programma "Finestre".
Anche MEDIASET se ne è interessata, nella trasmissione "TOP SECRET", andata in onda all'inizio di settembre 2004.
Inoltre, è nota agli appassionati della materia perché già da otto anni è sede di un convegno annuale sul tema, curato dalla laboriosa sezione locale del CUN (coordinata da Alessandro Sacripanti con gli inquirenti Giovanni Colotti e Sergio Giannoni).
Il 2004, in particolare, ha visto Tarquinia teatro di un evento particolarmente rilevante. Precisiamo che, per rispettare la privacy dei testimoni, essi saranno designati soltanto con le iniziali.
La veridicità delle loro testimonianze è garantita dal contatto diretto e personale con gli inquirenti e dalla libertà e dalla sottoscrizione delle loro testimonianze.
I fatti si sono svolti tra il tardo pomeriggio del 26 e la notte del 27 giugno 2004.
Questo è l'accaduto:

Alle ore 20,00 circa del 26 il testimone F.C. di Tarquinia, allertato dalla sorella D.C., la quale, mentre stava studiando, aveva notato due oggetti anomali in cielo, inizia ad osservare la volta celeste verso est, dal balcone di casa.
D.C. non aveva preso subito la cosa sul serio, tanto è vero che all'inizio aveva ignorato il fenomeno e soltanto in un secondo tempo, spinta dalla curiosità, si era finalmente decisa a smettere di studiare e ad osservare meglio il cielo.
E.C. vede subito due oggetti apparentemente immobili. Allora, rientra per prendere telecamera e binocolo (un "Tasco 20x32"). Alla osservazione con il binocolo, i due oggetti (che ad occhio nudo erano sembrati monocolori), si rivelano invece bicolori, essendo la loro parte superiore più scura, e quella inferiore più chiara.
Come poi riferirà, le sembrano metallici.
Inoltre, paiono vibrare lievemente.
Rimangono in apparente formazione durante !'intera osservazione di F.C., continuando a prendere quota regolarmente.
Del resto, D.C., prima ad avvistare gli oggetti mentre era intenta a studiare, aveva pensato all'inizio a due deltaplani o a due aquiloni.
Solo che non era presente il minimo vento.
Ma torniamo uri attimo indietro.
Abbiamo detto che D.C., all'inizio, non aveva dato il minimo peso alla cosa, ma ogni volta che guardava fuori dalla finestra gli oggetti, che sembravano immobili e statici all'osservatrice, nel momento in cui questa li guardava si rivelavano invece sensibilmente più vicini alla finestra ad ogni successiva osservazione.
Proseguiamo la narrazione oggettiva dei fatti, come riportati dalla testimone.
Ad un certo punto, infatti, gli oggetti - ormai vicinissimi alla finestra - si sono incrociati tra di loro e scambiati di posto.
Allora, D.C. ha iniziato a fissarli, notando delle deboli emissioni di luce gialla dalla loro parte inferiore.
Cosi, chiamati il fratello F.C. ed il padre Giu.C., è iniziata una osservazione collettiva con il binocolo.
Tutti e tre sono rimasti colpiti dalla "stranezza" dei loro movimenti che erano "a scatti", a velocità incredibile.
Anche la loro forma era anomala.
D.C., per descriverli, li ha paragonati a delle "cellule giganti con movimenti interni citoplasmatici", rotanti al contempo con un moto a scatti, non monodirezionale e, pur tuttavia, con movimento ordinato e sincronizzato. Nel frattempo, si erano fatte le ore 20,45.
A questo punto, F.C. telefona allo zio, Giovanni Colotti, per avvertirlo del fatto, sapendo che è appassionato di ufologia e che aveva già effettuato un avvistamento il 22 ottobre del 2000.

In quel momento, Giovanni, a differenza di quanto riferito da alcuni quotidiani sia locali che nazionali che in seguito riportarono la notizia, non era intento all'osservazione del cielo e non aveva affatto la telecamera già pronta sotto mano, bensì stava tranquillamente cenando con la sua famiglia.
Subito, incuriosito, Giovanni Colotti prepara la sua telecamera "Sony" (modello CCDTR713E) e sale in terrazza, rivolgendosi a sud, cioè dritto verso il mare in direzione di Civitavecchia, seguendo l'indicazione datagli per telefono.
Alti circa 1 km sopra la piana di Tarquinia, esattamente sopra il quartiere dove abita il nipote, distingue chiaramente gli oggetti. Si trovano, in linea d'aria, a circa 1 km dalla sua casa.
Scrive nella descrizione contenuta nella sua relazione:

"Vidi due oggetti di colore scuro, che apparentemente scambiai per dei parapendii; li filmai con poco interesse senza prendere punti di riferimento. Gli oggetti sembravano immobili o si muovevano poco lateralmente. Li persi di vista un paio di volte durante il filmato. Poi li persi del tutto. Indugiai cercandoli nel cielo con la telecamera per circa un minuto. Poi la spensi.
In seguito, nel vedere il filmato sul televisore, notai la forma strana degli oggetti e, verso la fine dello spezzone, per pochi secondi un oggetto campanulare bianco che non avevo visto per niente ad occhio nudo."

L'osservazione era durata circa 3 minuti, coinvolgendo dunque tre oggetti: due rettangolari ed uno triangolare.
I due oggetti iniziali, visti già ad occhio nudo, si trovavano ad una distanza relativa che appariva fissa all'osservatore. La loro forma era allungata, ed avevano una doppia colorazione: scura nell'emisfero superiore e chiara in quello inferiore. Tale colorazione non era fissa, ma cambiava continuamente. [aspetto era solido, dal contorno netto. Si spostavano con una traiettoria ascendente, essendosi elevati molto verso l'alto rispetto alla quota riferita dai primi testimoni F.C. e D.C. Inoltre, si spostavano verso sud, approssimativamente da Tarquinia paese (zona Peep) verso Tarquinia Lido. Seguivano un moto rettilineo e la descritta variazione di quota appariva graduale. Il movimento era molto particolare, di tipo vibratorio. Non emettevano alcunché di visibile. Solo alla fine del filmato si vedono dei punti di riferimento, perciò è arduo stimare la dimensioni degli oggetti stessi.
Nel filmato, in cui Giovanni Colotti non andò oltre lo zoom ottico, si nota che uno degli oggetti sembra essere più in alto rispetto all'altro. Egli ad occhio nudo stimò la differenza in circa 100 metri. All'osservazione diretta, non furono notati effetti fisici evidenti.
Tutta l'osservazione si svolse in silenzio.
L'inchiesta, sollecitata proprio dal coinvolgimento personale, ebbe luogo nel periodo successivo (possiamo prendere come data di riferimento il 30 luglio 2004).

Dopo un paio di giorni o forse anche tre dall'avvistamento, un conoscente ha avvertito Giovanni Colotti di avere avuto una analoga esperienza. Si tratta del sig. B.B., che dichiara testualmente:

"La sera del 26 Giugno 2004, dalle ore 20,45 alle ore 21,15, osservando l'orizzonte dal balcone della mia abitazione di Tarquinia (zona Peep) ho notato, in direzione ovest verso il Monte Argentario, un oggetto luminoso di forma rettangolare, di colore arancione. Tale oggetto era fermo nel cielo, sospeso in assetto orizzontale, ad una distanza presunta ed approssimativa di circa 15 Km., ad una altezza approssimativa di circa 2 Km., forse minore [...]".
Non avendo un rullino fotografico a disposizione, B.B. ha subito preso il suo binocolo (uno "Zenit (8x30)" per osservare meglio il suddetto oggetto.
Questo si rivelava in posizione orizzontale, mostrava una forma rettangolare, cilindrica, "nel senso che, pur apparendo squadrato e regolare, presentava le estremità arrotondate".
Aveva una luminosità uniforme di colore arancione.
L'oggetto, dopo essere rimasto alcuni minuti in posizione orizzontale, lentamente si è messo in posizione verticale, scendendo contemporaneamente di quota.
Mentre scendeva verso il basso ha lasciato una scia luminosa dello stesso colore, arancione, di larghezza pari a quella dell'oggetto stesso. La scia è rimasta visibile per circa 5 o 6 minuti.
Quindi, terminata la discesa, si è fermato alla quota inferiore raggiunta e si è di nuovo messo in posizione orizzontale.
L'oggetto è rimasto in orizzontale per altri 10 minuti. Quindi è volato via verso ovest, scomparendo infine all'orizzonte.
Il sig. B.B., che Giovanni Colotti conosce da tempo come persona seria ed affidabile, ha altresì allegato alla sua dichiarazione un disegno, di suo pugno, in cui mostra l'oggetto e gli spostamenti che questo ha effettuato.

Nella stessa nottata si è verificato un altro importante avvistamento in località Val Fragida, nella zona di Spinicci, nella parte settentrionale dello stesso Comune di Tarquinia, al confine con quello di Montalto di Castro.
Questo terzo avvistamento si è verificato tra le 2,00 e le 5,00, sempre della nottata tra il 26 ed il 27 di giugno 2004.
In questo frangente, le testimoni sono tre, di cui due sono le sorelle gemelle tarquiniesi C.R. e T.R., di 19 anni. La terza è la loro amica V.E.
Giovanni Colotti ha saputo di questo ennesimo avvistamento ai primi di agosto 2004, ma l'inchiesta, condotta dallo stesso e da Sergio Giannoni, è stata realizzata più tardi, per motivi di lavoro delle testimoni; precisamente, la sera del 4 ottobre 2004, tramite una conversazione diretta che gli inquirenti CUN hanno avuto con le testimoni, nel luogo stesso dell'avvistamento.
CR. e T.R. hanno riferito di aver visto all'inizio una luce gialla proveniente dall'abitato di Tarquinia, in direzione sud-est e diretta verso la direttrice nord-ovest, ad una altezza stimata tra i 500 ed i 1000 metri. Questa luce procedeva lentamente.
Si è poi abbassata sopra la casa delle testimoni le quali, a quel punto, hanno notato un oggetto di forma quadrata-trapezoidale, con quattro luci gialle agli angoli-vertici ed una luce rossa al centro.
Poi, l'oggetto ha iniziato a muoversi più lentamente, passando sopra l'abitazione delle testimoni, muovendosi in cerchio e descrivendo una traiettoria circolare di circa 500 metri di diametro.
La velocità apparente era di circa 60 km/h.
Ha ripetuto tale evoluzione circolare per due o tre volte.
Quindi, si è abbassato sulla casa delle testimoni, rimanendo per un po' fermo.
Le dimensioni apparenti dell'oggetto, avvistato così, fermo ad una altezza di circa 50 metri, erano di circa 10 metri per 15.
L'oggetto non emetteva rumori simili a quelli dei motori normalmente conosciuti, ma si sentiva un rumore simile al fruscio o sibilo di un forte vento, pur non essendoci assolutamente alcun movimento d'aria nella zona.
Il rumore aumentava o diminuiva all'avvicinarsi o all'allontanarsi dell'oggetto stesso.
Dopo alcuni minuti questo ha cominciato ad allontanarsi lentamente in direzione della località La Roccaccia, cioè verso nord-est.
Mentre si allontanava, sono rimaste sempre visibili due piccole luci gialle che, però, apparivano sempre più piccole e flebili, fino a scomparire del tutto soltanto circa alle 5,00 del mattino.
L'oggetto avvistato, apparentemente, non ha interagito in alcun modo con l'ambiente: né ha lasciato alcuna traccia di sé quali bruciature o segni sul terreno o danni alle piante o ai fabbricati.
Abbiamo detto che le testimoni erano in compagnia di una loro amica, V.F., la cui testimonianza coincide perfettamente con la loro, aggiungendo soltanto alcune peculiarità non riscontrate dalle prime due testimoni.
In effetti, V.F. riporta alcuni dettagli in più, riguardanti soprattutto la colorazione apparente dell'oggetto. Riferisce infatti che, dopo un po', nell'avvicinarsi la luce diventava rossa, "sempre nello stesso punto".
Egualmente, quando l'oggetto si è avvicinato, V.F. ha scorto dei particolari ignorati dalle altre due testimoni. Guardandolo più da vicino, la ragazza si accorgeva che era costituito da una grande luce centrale rossa, attorniata da cinque piccole luci gialle, ai vertici dell'oggetto, che denotava dunque una forma vagamente trapezoidale.
V.F. ha anche scattato una fotografia (con una macchina fotografica modo Canon "Prima" con lente 35mm 1:38). Subito sviluppato il rullino, il fotogramma numero 4, pur non essendo risultato appariscente, mostra chiaramente, nella parte destra, 4 o 5 punti luminosi formanti un trapezio.
L'avvistamento di V.F. è sintetizzato da uno schizzo eseguito da lei stessa.
Al momento della raccolta delle informazioni sul campo da parte degli inquirenti, le tre ragazze si sono subito dimostrate estremamente disponibili, sincere e felici di poter finalmente raccontare l'accaduto a gente interessata o comunque, rispettosa, senza le sciocche battutine ironiche che solitamente accompagnano le narrazioni di avvistamenti UFO.
In sintesi, l'oggetto avvistato dalle tre si era spostato, dalla distanza iniziale stimata di 700 m., fino a 15.000 m. circa.
Date le condizioni dell'avvistamento, il contorno della forma (circolare) ne era stato determinato soltanto dalle luci (gialle, con nucleo rosso).
Lo spostamento, lineare (da sud-est verso nord-ovest), era sembrato evidentemente autonomo, con una bassa velocità (intorno ai 60 km.) tanto iniziale quanto finale. La traiettoria era stata rettilinea ed orizzontale, tanto dal basso verso l'alto che vice versa. In entrambi i casi, la variazione di quota era stata graduale. L'oggetto aveva emesso un suono chiaramente suo: un rumore simile a quello del vento. Tuttavia, tutto è terminato in maniera silenziosa.
Ricapitolando, dunque, ci troviamo di fronte a due oggetti in formazione, a distanza relativamente fissa, di forma emisferica, con colore più scuro nella parte superiore e più chiaro in quella inferiore.
Il loro contorno sembrava, comunque, netto.
Si muovevano verso l'alto, seguendo una traiettoria ascendente con moto rettilineo, da Tarquinia paese verso Tarquinia Lido.
È, ad ogni modo, chiara la natura rettilinea del moto, insieme al fatto che la variazione di quota fosse graduale. Il movimento era di tipo vibratorio. Non c'era alcuna emissione visibile. I due oggetti variavano in colore.
Il fenomeno era assolutamente silenzioso.

Tutte queste testimonianze, genuine di per sé, si completano e si avvalorano l'una con l'altra.
I protagonisti non si conoscevano tutti tra di loro ed in ogni caso hanno avvistato l'oggetto o gli oggetti (non sappiamo se fossero gli stessi) indipendentemente l'uno dagli altri, in posti diversi, seppure limitrofi, ed in un esteso arco temporale. Proprio questa sembra essere la migliore garanzia della genuinità dell'intera vicenda.
Peraltro, l'avvistamento ha avuto larga eco, essendo stato Giovanni Colotti ospite, il 7 gennaio 2005, della trasmissione televisiva "Piazza Italia" di Giancarlo Magalli su RAI DUE, dove il suo racconto ed il suo filmato hanno suscitato grande interesse.

Nondimeno, il fatto che Tarquinia appaia come una località privilegiata in merito di avvistamenti è avvalorato da altri episodi, come quello riferito a Giovanni Colotti stesso, stavolta in qualità di solo inquirente, da un ragazzo tarquiniese, S.R.
Quest'ultimo riferisce di avere avvistato, trovandosi sulla spiaggia di Marina Velka, a Tarquinia, la notte del 16 agosto 2004, un oggetto volante non identificato di colore verde scuro, triangolare, con tre sfere poste ai suoi tre vertici, che viaggiava basso sull'orizzonte, forse a circa 10°. Era diretto da nord-ovest verso sud-est. Erano circa le 2,30.
L'osservatore si trovava sdraiato sulla spiaggia, dove stava guardando le stelle. L'osservazione è durata circa 5 secondi.
L'oggetto è scomparso davanti ai suoi occhi, mentre sembrava apparentemente diretto verso Civitavecchia.
L'oggetto ruotava e traslava su se stesso. Il suo asse di rotazione non coincideva con nessuno dei suoi vertici, ma attraversava due dei suoi lati.
L'osservatore sostiene di non avere udito rumori particolari, forse un leggero ronzio, ma non ne è sicuro.
Tornando, comunque, all'oggetto proprio della nostra relazione, il filmato di Giovanni Colotti è allo studio dei tecnici del CUN per una più approfondita relazione, ma è comunque chiaro che quella notte tra il 26 ed il 27 giugno 2004, qualcosa di anomalo ed interessante è successo nel cielo tarquiniese.


									

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