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UFOSTORIE...


COME VIAGGIARE NELL'UNIVERSO

di P. C. e Francesco Salvadori
 

[Zona con distorsione dello spazio prodotta da un corpo collassato - 42K .jpg] [Distorsione dello spazio attorno ad un corpo che collassa - 53K .jpg] [La luce in prossimità di un buco nero - 31K .jpg] ["Corridoio iperspaziale" detto anche "Ponte di Einstein-Rosen" - 31K .jpg] [Raggi catodici e anodici secondo Perego - 48K .jpg]
 

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UFO: IPOTESI DI UN MODELLO FUNZIONALE »
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da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 44 del Maggio 2003

Spazio, tempo, energia e pensiero sono correlati? Dalla "science fiction" alla scienza di frontiera e agli UFO.

"L'universo non è solo più bizzarro di quel che immaginiamo. È più bizzarro di quel che possiamo immaginare" (J.B.S. Haldane, biologo)

In un'avvincente puntata della seconda serie di "Star Trek - The next generation", il figlio della Dott.ssa Beverly Crusher 1, il talentato Wesly, riesce a realizzare, all'interno della sala macchine dell'astronave U.S.S. Enterprise, una bolla di curvatura spazio-temporale, bolla che i membri dell'equipaggio definiscono statica, nonostante mostri, fin da subito, la fastidiosa tendenza a ridurre le proprie dimensioni ad una velocità considerevole. La madre di Wesly, ad un certo punto, viene accidentalmente risucchiata all'interno della bolla, rimanendovi inconsapevolmente intrappolata.
Prima di proseguire con il riepilogo della puntata, tuttavia, riteniamo sia necessario aprire una breve parentesi narrativa, al fine di contestualizzare meglio l'oggetto della riflessione speculativa esposta in questa breve trattazione; effettueremo, perciò, un flash-back filmografico fino ad un episodio della prima serie, in cui un ingegnere della Flotta Stellare ed il suo fedele assistente, un alieno che definisce se stesso un Viaggiatore, ricevono l'ordine di recarsi a bordo dell'Enterprise per condurre una serie di test volti ad ottimizzare le prestazioni del motore a curvatura dell'astronave ed incrementare, in questo modo, il sistema Warp Drive.
L'U.S.S. Enterprise, grazie alle migliorie introdotte dai due brillanti tecnici, raggiunge una velocità molto superiore a quella che normalmente il motore a curvatura è in grado di impartire all'astronave, spingendo quest'ultima, in pochissimi secondi ed attraverso una serie di salti nell'iperspazio, ai confini dell'universo conosciuto ed oltre, fino ad un luogo non definibile dalle leggi note della fisica, un luogo in cui i pensieri dei membri dell'equipaggio, anche quelli più intimi, si materializzano inesplicabilmente, diventando realtà concreta.
Nel corso della puntata, tuttavia, risulta chiaro che il potenziamento del motore a curvatura non è dovuto all'applicazione delle rivoluzionarie teorie dell'ingegnere, che anzi si rivelano completamente errate, bensì alle straordinarie ed insospettabili facoltà mentali del suo aiutante alieno. Al termine dell'episodio, difatti, costui svelerà il proprio segreto, spiegando agli increduli membri dell'equipaggio dell'Enterprise che il conseguimento degli eccezionali risultati nel miglioramento delle prestazioni dell'astronave ed il conseguente incremento della velocità di curvatura sono dovuti, in realtà, al pensiero, al proprio pensiero.
Il Viaggiatore, inoltre, aggiungerà che, nonostante gli esseri umani siano ancora molto lontani dalla comprensione di questa sublime verità, lo spazio, il tempo, l'energia ed il pensiero sono tra loro correlati da intimi rapporti di interdipendenza, rapporti che è possibile gestire e manipolare in modo tale da annullare le barriere dello spazio e del tempo e raggiungere così qualsiasi regione dell'universo in pochissimi secondi.
Ritornando alla puntata in cui Wesly realizza la bolla di curvatura, nel momento in cui sua madre viene risucchiata all'interno di essa, i pensieri di quest'ultima si materializzano, modificando i parametri fisici della bolla fino a creare un universo parallelo altrettanto reale di quello in cui è nata e vissuta, un universo creato dalla propria mente ed in cui tutto ciò che accade e che è contenuto è determinato dal proprio pensiero, oltre che dal proprio subconscio ed inconscio. All'interno di tale universo, una regione sferoidale di dimensioni relativamente limitate, la Dott.ssa Crusher si ritrova a bordo di una copia esatta dell'Enterprise, assieme ad una copia altrettanto esatta dell'equipaggio al completo, anch'essi creati dalla propria mente. Per un po' la vita a bordo dell'astronave parallela scorre tranquilla e la Dott.ssa Crusher è del tutto inconsapevole di ciò che le è accaduto, anche perché i membri dell'equipaggio parallelo si comportano normalmente e la fisica che governa l'universo contenuto all'interno della bolla di curvatura è la stessa che regge l'universo esterno. Allorquando, però, i membri dell'equipaggio iniziano a scomparire improvvisamente, volatilizzandosi uno ad uno nell'aria, la madre di Wesly, che al termine della puntata rimarrà sola sull'astronave, realizza finalmente che qualcosa non va per il verso giusto e comincia a chiedersi il motivo di tutte quelle sparizioni, fino a che, grazie ad una serie di verifiche incrociate eseguite con l'aiuto del computer di bordo, comprende la verità. Quando, difatti, interpella il computer dell'astronave, chiedendogli di definirle esattamente il cosmo ed il sofisticato elaboratore le risponde che quest'ultimo è una regione sferoidale di 175 metti di diametro, si persuade di essere intrappolata in un universo parallelo da lei stessa creato, un universo contenuto all'interno della bolla di curvatura realizzata da suo figlio. La dottoressa Crusher scopre anche che il volume dell'universo parallelo si sta pericolosamente e rapidamente riducendo e si rende conto che, se non trova in fretta una soluzione, verrà annientata dall'inevitabile collasso della bolla.
Nel frattempo, sull'Enterprise dell'universo esterno, vengono fatti diversi tentativi per riportare indietro la Dott.ssa Crusher ma sfortunatamente, hanno tutti esito negativo, fino a che Wesly si ricorda del Viaggiatore e della sua incredibile capacità di manipolare il tessuto del continuum spazio-temporale con il pensiero e si convince che l'alieno è l'unico in grado di salvare sua madre. Il Viaggiatore, fatto convocare da Wesly, appare improvvisamente sull'astronave ed i due agiscono psichicamente sulla bolla di curvatura al fine di modificarne i parametri e generare, in questo modo, un ponte interdimensionale attraverso il quale consentire alla madre di Wesly di ritornare nell'universo originario. Questa volta il tentativo viene coronato dal successo e la Dott.ssa Crusher attraversa il tunnel un attimo prima che la bolla di curvatura e l'universo parallelo in essa contenuto collassino completamente, annichilendosi.
Tutto ciò fa ovviamente parte dell'affascinante e variegato mondo della fantascienza, tuttavia, alcune branche della fisica ufficiale, soprattutto della Fisica Teorica, hanno iniziato da alcuni anni a prendere in seria considerazione taluni aspetti della cosiddetta Fisica di Star Trek, come è stata più volte definita da molti.
Prima di addentrarci nei meandri della Fisica Teorica, alla ricerca di qualche esotica teorizzazione matematica che giustifichi l'interrelazione tra lo spazio, il tempo, l'energia ed il pensiero, è bene precisare, innanzitutto, che già da tempo è stato mostrato come le prime tre entità fisiche, ossia lo spazio, il tempo e l'energia, siano strettamente legate.
Nel 1916, difatti, Albert Einstein (Vlma 1879 - Princeton 1955), con la sua Teoria della Relatività Generale, considerò il tempo come quarta dimensione 2 ed introdusse, per la prima volta, il concetto di curvatura dello spazio-tempo.
Nello spazio vuoto, difatti, dove non esiste alcun campo gravitazionale, le tre coordinate spaziali e quella temporale costituiscono un sistema quadridimensionale di coordinate, detto anche continuum spazio-temporale, che risulta piatto, quindi la geometria che lo caratterizza è semplice, ossia di tipo euclideo.
Nelle vicinanze di un corpo dotato di massa, qualunque essa sia e qualunque siano le sue dimensioni, tuttavia, le coordinate spazio-temporali subiscono una distorsione e nella regione di spazio-tempo curvato la luce e gli altri oggetti si muovono senza accelerazione lungo una sorta di linee rette, le cosiddette linee geodetiche.
Nel modello relativistico della gravitazione, elaborato nell'ambito della Teoria della Relatività Generale, quindi, il concetto di campo gravitazionale o di forza gravitazionale è sostituito da quello di continuum spazio-temporale curvato, continuum nel quale tutti gli oggetti, compresa la luce, si muovono senza accelerazione, sottostando localmente sempre alle leggi formalizzate dalla Teoria della Relatività Ristretta. Tale modello si discosta notevolmente da quello classico newtoniano 3: il primo, difatti, è molto più fine e preciso del secondo e descrivendo meglio la realtà dell'universo, ha finito per subentrare completamente a quest'ultimo.
La Teoria della Relatività Generale enunciata da Einstein, quindi, prevede che un corpo dotato di massa alteri la geometria del continuum spazio-temporale attorno a se stesso; tale alterazione consiste in un'effettiva curvatura dello spazio-tempo e nella conseguente formazione di una vera e propria depressione, detta buca gravitometrica, la cui profondità è tanto più elevata quanto più grande è la massa del corpo che l'ha determinata. La presenza della buca gravitometrica rende conto dell'apparente effetto per cui un corpo dotato di massa mi viene attratto da un corpo dotato di massa m2>m1 e sia pure in misura minore, anche dell'effetto contrario.
In realtà i due corpi sono attratti l'uno verso l'altro non tanto in virtù di una forza specifica che agisce tra di essi, la forza gravitazionale, quella, tanto per intenderci, che viene insegnata nelle scuole primarie e secondarie, quanto perché ognuno dei due, in misura diversa, tende a cadere nella buca gravitometrica generata dall'altro, in modo del tutto analogo ad una pallina che scivola dentro una buca collocata sul proprio percorso.
Dal momento che la massa di un corpo è definita come la quantità di materia contenuta in esso, che la materia può essere considerata una forma di energia condensata e che la geometria del continuum spazio-temporale è suscettibile di alterazioni ad opera di qualsiasi corpo dotato di massa, si può a buon diritto affermare, quindi, che lo spazio, il tempo e l'energia sono tra loro effettivamente correlati.
Ed il pensiero? Che ruolo svolge il pensiero in tutto ciò?
Nella Fisica ortodossa, purtroppo, non vi è alcun modello matematico o speculazione teorica che correli il pensiero agli altre tre fattori, tuttavia, al fine di esplorare la possibilità che una tale correlazione esista realmente, abbiamo rivolto la nostra attenzione ad una disciplina di studio eterodossa: la parapsicologia.
Il fatto che, fino ad ora, i presunti fenomeni paranormali non abbiano mostrato di essere ripetibili e ripetitivi in laboratorio e la conseguente impossibilità di ricorrere alla ben collaudata metodologia sperimentale galileiana per studiarli hanno indotto la scienza ufficiale ad assumere un atteggiamento di profondo diniego nei confronti di questa disciplina.
Eppure, la letteratura specializzata è ricca di fenomeni ed eventi straordinari ben documentati e la cui autenticità, sovente, è stata addirittura verificata da esponenti di quella stessa scienza ufficiale che li avversa, fenomeni che quest'ultima, tuttavia, non è attualmente in grado di spiegare in modo convincente ed esaustivo.
I parapsicologi hanno classificato i fenomeni paranormali o meglio, le facoltà psichiche che sembrano determinarli, in due grandi categorie: quella che contempla le facoltà di tipo cognitivo, la cosiddetta ESP (extrasensorial perception: percezione extrasensoriale), quali la retrocognizione, la chiaroveggenza o remote viewing, la precognizione, la psicometria, ecc. e quella che annovera le facoltà di tipo psicocinetico o PK (PsicoKinesis), quali la telecinesi, la pirocinesi, la levitazione, gli asporti-apporti, i fenomeni di Poltergeist o RSPK (Recurrent and Spontaneous PsicoKinesis: Psicocinesi Ricorrente e Spontanea), detti anche Anomalie Parapsicopatologiche, ecc..
La chiaroveggenza è la capacità che alcuni soggetti psico-dotati possiedono di percepire un evento che si sta verificando in un luogo diverso e lontano da quello in cui essi si trovano; tale facoltà psichica presuppone un annullamento dello spazio, difatti, il soggetto percipiente, pur non spostandosi fisicamente dal luogo in cui si trova, riesce comunque a raggiungere, con modalità del tutto ignote, la regione circoscritta dello spazio-tempo in cui sta avvenendo l'evento, quasi come se fosse in grado di estendere la propria coscienza o la propria psiche o comunque, una parte di essa, fino al luogo in cui l'avvenimento si sta svolgendo.
In alternativa, il fatto, o meglio il luogo dove esso si verifica, potrebbe raggiungere, con modalità altrettanto ignote e difficilmente comprensibili, il soggetto percipiente; in ambedue le situazioni costui percepirebbe ciò che sta avvenendo mediante una confusa e frammentaria visualizzazione mentale dell'accadimento.
La chiaroveggenza, quindi, alla luce di tali considerazioni, può essere considerata un processo di annullamento psichico dello spazio. Tale processo, tuttavia, agisce anche sul tempo; in condizioni ordinarie, difatti, qualora un soggetto volesse acquisire informazioni su un evento che si sta verificando in un luogo diverso e non raggiungibile sensorialmente o strumentalmente da quello in cui egli si trova, dovrebbe necessariamente lasciare quest'ultimo e raggiungere il luogo in cui si sta verificando il fatto, tuttavia, nell'arco di tempo in cui il soggetto compie lo spostamento per arrivare in loco, l'evento potrebbe essersi già svolto o stare per terminare. Nel primo caso, quindi, il soggetto non potrebbe più conoscere l'evento poiché si è già verificato mentre nel secondo caso ne avrebbe una conoscenza parziale. Alla luce di quanto è stato detto, quindi, si può affermare che la chiaroveggenza implica anche un annullamento psichico del tempo, oltre che dello spazio.
Le stesse considerazioni sono valide anche per la retrocognizione e la precognizione, rispettivamente, la capacità di percepire eventi che sono già accaduti e che quindi sono cronologicamente collocati nel passato ed avvenimenti che devono ancora verificarsi e che, perciò, nella linea temporale, sono situati nel futuro.
Queste tre facoltà psichi che, quindi, a causa del fatto che presuppongono un abbattimento delle barriere dello spazio e del tempo, sembrano suggerire l'esistenza di uno stretto legame tra il continuum spazio-temporale ed il pensiero.
Al fine di fornire un'interpretazione, sia pure solo speculativa, di tali fenomeni, abbiamo rivolto la nostra attenzione alla Meccanica Quantistica ed alla Fisica Relativistica, in particolare al sistema di dieci equazioni differenziali non lineari del secondo ordine di Einstein. Queste equazioni, difatti, prevedono soluzioni corrispondenti a geometrie non euclidee, il che significa che descrivono un continuum spazio-temporale caratterizzato dalla presenza di tunnel, i cosiddetti wormholes (letteralmente, buchi-vermi), una sorta di ponti, questi ultimi, tesi tra regioni diverse dell'universo o anche tra universi paralleli di un ipotetico multi-verso.
Una conseguenza di ciò è che la geometria del continuum spazio-temporale, su scala sub-microscopica, per la precisione su quella di Planck, delle dimensioni dell'ordine di 10-33 cm, è continuamente alterata da fluttuazioni quantistiche di materia-energia di elevatissima intensità, fluttuazioni che si manifestano con una distribuzione casuale, detta "schiuma spazio-temporale", di sub-microcunicoli spazio-temporali di Einstein-Rosen, che compaiono e scompaiono repentinamente ed attraverso i quali, almeno teoricamente, potrebbero transitare dati veicolanti informazioni da e per universi paralleli o regioni diverse, anche molto lontane, dello stesso universo.
La comparsa e scomparsa dei sub-microtunnel spazio-temporali di Einstein-Rosen è assolutamente casuale, così come sono casuali le percezioni extra-sensoriali, per cui l'ipotesi è che il soggetto percipiente occasionale o psico-dotato, che, del tutto spontaneamente e casualmente, manifesti facoltà paranormali di tipo cognitivo, in realtà riceva dati frammentari ed approssimativi attraverso uno o più di questi cunicoli spazio-temporali, dati che lo psichismo del soggetto rielaborerebbe e restituirebbe successivamente alla coscienza in forma di visualizzazioni mentali o di percezioni di un evento vago e confuso.
Vi sarebbero casi, per la verità rarissimi, in cui soggetti particolarmente psico-dotati, in determinate condizioni psico-fisiche ed ambientali, riuscirebbero a produrre volontariamente questo tipo di fenomeni; ci stiamo riferendo a soggetti in grado di entrare coscientemente in uno stato meditativo o meditativo-contemplativo, uno stato di coscienza modificata, cioè, estremamente peculiare e molto simile a quello di sonno profondo, in cui il tipo di attività bioelettrica cerebrale sembrerebbe promuovere e/o facilitare la manifestazione di fenomeni paranormali di tipo cognitivo, quali, ad esempio, la telepatia e la chiaroveggenza.
Alla luce di quanto è stato detto a proposito delle modalità con cui i dati relativi ad un evento passato, presente o futuro verrebbero percepiti da un soggetto occasionale o psico-dotato, si può avanzare l'ipotesi secondo cui la formazione dei cunicoli spazio-temporali necessari alla trasmissione di tali dati sia determinata dallo stesso soggetto percipiente, forse ad opera del campo bioelettromagnetico generato dall'attività bioelettrica cerebrale e da quella del resto del corpo.
È stato mostrato come la Teoria della Relatività Generale preveda che lo spazio-tempo quadridimensionale venga deformato dalla presenza di materia. Ora, le equazioni di campo di Einstein descrivono una quantità, definita tensore metrico, correlata alla forma geometrica di una determinata regione di spazio-tempo, come funzione di alcuni parametri fisici tra cui la massa di un corpo situato in tale regione.
In questa descrizione la forza gravitazionale viene considerata come un semplice effetto "geometrico". Viene spontaneo chiedersi, dunque, se quest'ultima considerazione possa valere anche per le interazioni di natura elettromagnetica.
L'attrazione o la repulsione di due cariche elettriche ed il conseguente moto che ne deriva, ad esempio, potrebbero essere descritti, analogamente alla forza di attrazione gravitazionale, come un effetto di perturbazione spazio-temporale. Se tale ipotesi dovesse trovare una conferma sperimentale, nessuna legge fisica vieterebbe di postulare che oggetti esotici della relatività generale, quali i tunnel di Einstein-Rosen 4, usualmente generati, nelle trattazioni teoriche, da forti campi gravitazionali, siano prodotti dalla forte deformazione spazio-temporale dovuta ad intensi campi elettromagnetici.
Oltre ad essere un'idea estremamente interessante e stimolante, ciò potrebbe aprire una finestra sul panorama delle trattazioni speculative relative alla possibilità di progettare e realizzare macchine del tempo e veicoli spaziali per effettuare viaggi interstellari, magari mediante l'utilizzo di sistemi di propulsione aerospaziale non convenzionali simili a quello impiegato per il motore a curvatura della nave stellare V.S.S. Enterprise di Star Trek.
Il principale ostacolo posto dalle teorie standard consiste, tuttavia, nella produzione di grandi concentrazioni di massa, come nel caso della materia superdensa del cilindro ruotante di Frank Tipler 5, concentrazioni necessarie a deformare drasticamente lo spazio-tempo fino al punto di determinare la formazione dei tunnel di Einstein-Rosen.
Per ovviare a questo inconveniente, si potrebbero impiegare intensi campi elettromagnetici, la cui produzione è più o meno alla portata dell'attuale tecnologia, campi, come è stato mostrato, che sortiscono lo stesso effetto di quelli gravitazionali ma che, al contrario di essi, non richiedono la produzione di grandi concentrazioni di massa.
È importante, difatti, tenere presente che i campi elettromagnetici sono di gran lunga più intensi dei campi gravitazionali; basti pensare, ad esempio, che, nell'atomo di idrogeno (H), la forza di attrazione elettromagnetica che agisce tra il protone, che costituisce il nucleo e l'unico elettrone, che gli ruota attorno, è superiore alla forza di attrazione gravitazionale tra le due particelle sub-atomiche di ben 39 ordini di grandezza!
Gli studi condotti su alcuni oggetti astrofisici relativistici estremi, quali i buchi neri carichi, hanno consentito di definire una nuova geometria spazio-temporale, dovuta a Reissner-Nordstrom 6, da cui è possibile estrapolare un nuovo tensore metrico che dipende non solo dalla massa di un oggetto ma anche dalla sua carica.
Raffinando ulteriormente questa brillante teoria, si può considerare il tensore metrico come funzione della massa e di una quantità, detta tensore di Maxwell, legata alle componenti dei campi elettromagnetici. In astrofìsica, l'effetto di perturbazione del continuum spazio-temporale esercitato, ad esempio, dal campo elettromagnetico generato da un pianeta è trascurabile, poiché la carica elettrica netta di quest'ultimo è pressoché irrilevante e di conseguenza l'effetto dominante è quello di deformazione gravitazionale dovuta alla massa. Nel caso delle pulsar, oggetti, questi ultimi, dotati di grande massa concentrata in una regione di spazio relativamente piccola ed emettenti un intenso campo elettromagnetico, tuttavia, l'effetto che quest'ultimo esercita sulla geometria dello spazio-tempo dovrebbe essere considerevole.
Questa rivoluzionaria teoria, oltre a fornire una solida base matematica alla possibilità di realizzare viaggi interstellari mediante l'utilizzo di sistemi propulsivi aerospaziali non convenzionali che sfruttino l'alterazione della geometria del continuum spazio-temporale, potrebbe aprire una nuova frontiera nel campo dell'investigazione della fenomenologia paranormale.
È doveroso da parte nostra, a questo punto, sottolineare che l'ipotesi da noi formulata e che ci accingiamo ad esporre qui di seguito, se per certi versi presenta degli interessanti spunti di riflessione, è puramente speculativa e presenta alcune fondamentali limitazioni.
Alla luce di quanto è stato detto a proposito della possibilità teorico-matematica di perturbare la geometria dello spazio-tempo mediante la produzione di intensi campi elettromagnetici anziché di campi gravitazionali e forti del fatto che l'interazione elettromagnetica ha un'intensità di gran lunga superiore a quella gravitazionale, prospettiamo la possibilità che un sia pure debolissimo campo bioelettromagnetico, quale, ad esempio, quello generato dall'attività bioelettrica cerebrale/corporea di un soggetto psico-dotato, sia in grado di deformare la geometria di una determinata regione circoscritta di spazio-tempo a tal punto da determinare la formazione di un microcunicolo spazio-temporale di Einstein-Rosen sufficientemente grande e stabile da consentire ai dati relativi ad un evento passato, presente o futuro di attraversarlo e di raggiungere, in questo modo, il soggetto percipiente.
I dati acquisiti in questo modo potrebbero venire successivamente rielaborati dal soggetto a livello dei suoi centri nervosi superiori o di altre determinate regioni cerebrali e le informazioni veicolate da tali dati e relative all'evento o ad una parte di esso, potrebbero essere recepite dal soggetto percipiente in forma di una frammentaria visualizzazione mentale psico-indotta.
Ora, in questa teoria, purtroppo, vi sono almeno tre punti deboli che la rendono poco scientificamente plausibile, almeno fino al momento in cui la scienza ufficiale non lascerà intravedere uno spiraglio attraverso il quale cercare qualche appiglio che consenta di eliminare tali limitazioni; nondimeno, fino a quel momento, è legittimo avanzare ipotesi a riguardo ma è anche doveroso sottolinearne i punti deboli. Risulta alquanto difficile, difatti, comprendere la modalità o le modalità con cui gli eventi passati, futuri o che si verificano nel presente ma a grande distanza dal luogo in cui il soggetto psico-dotato si trova, vengano "scomposti" e codificati in pacchetti di dati, inoltre non è chiaro di quale natura siano tali dati.
Infine, alla luce delle attuali cognizioni di neurofisiologia e di neurobiochimica, è altrettanto arduo avanzare ipotesi scientificamente plausibili sul meccanismo od i meccanismi con cui i centri superiori della corteccia cerebrale del soggetto percipiente potrebbero recepire e rielaborare i dati in modo tale da fare acquisire al soggetto la consapevolezza dell'avvenimento.
È ora giunto il momento di focalizzare l'attenzione sull'altra categoria di facoltà psichiche, la PK e di valutare la possibilità, sempre sulla base di quanto fino ad ora è stato postulato, che soggetti occasionali o psico-dotati siano in grado di muovere oggetti materiali e di modificarne la morfologia mediante l'alterazione della loro struttura atomica/molecolare.
È noto che il cervello umano sviluppa una potenza elettromagnetica pari a circa 1 miliardesimo di Watt; tale potenza, di per sé, sarebbe appena sufficiente a promuovere lo spostamento di un oggetto dotato di una massa dell'ordine di quella di un batterio!
Nel caso in cui, invece, il campo elettromagnetico generato, ad esempio, dall'attività bioelettrica cerebrale di un soggetto telecinetico venisse trasdotto, in determinate condizioni psico-fisiche ed ambientali, in un campo gravitazionale, la potenza complessiva disponibile sarebbe assai maggiore, in virtù del fatto che la forza elettromagnetica risulta essere più intensa rispetto a quella gravitazionale e che l'effetto esercitato sullo spazio-tempo dai campi elettromagnetici è simile a quello sortito dai campi gravitazionali.
A partire da queste due considerazioni, avanziamo l'ipotesi secondo cui la debolissima attività elettrica del cervello, trasdotta in un effetto gravitazionale, consenta ad un soggetto psico-dotato di alterare localmente piccolissime porzioni di spazio-tempo ed in questo modo di manipolare oggetti a distanza.
È importante sottolineare, tuttavia, che non si sta parlando di trasdurre la potenza elettromagnetica in potenza gravitazionale, come avviene, ad esempio, nei motori elettrici, bensì di trasdurre il campo elettromagnetico in campo gravitazionale, in modo tale da sfruttarne l'abnorme differenza di intensità.
Da un punto di vista particellare sarebbe come se, e sottolineiamo come se, un fotone, che media l'interazione elettromagnetica, si convertisse in un gravitone, che veicola quella gravitazionale. Anche in questo caso, analogamente a quello relativo alle facoltà paranormali di tipo cognitivo, è alquanto difficile ipotizzare il meccanismo od i meccanismi neurofisiologici implicati nell'amplificazione, nella focalizzazione e nella trasduzione dell'attività bioelettro-magnetica in una deformazione spazio-temporale.
Qualora soggetti volontari psico-dotati venissero sottoposti ad una batteria di esami elettrofisiologici durante l'esecuzione di test telecinetici in ambienti controllati, al fine di rilevare anomalie nell'emissione bioelettromagnetica cerebrale e corporea e tali anomalie venissero effettivamente rilevate, la scienza disporrebbe di dati sperimentali che potrebbero confermare l'ipotesi suesposta.
La letteratura ufologica è ricca di elementi aneddotici che, oltre a suggerire la possibilità che lo spazio-tempo, l'energia ed il pensiero siano intimamente correlati, inducono anche ad avanzare l'ipotesi secondo cui, mediante quest'ultimo fattore, sia possibile manipolare gli altri tre; basti pensare alle incredibili rivelazioni del compianto Col. Philip James Corso, funzionario dell'O.S.S. (Office of Strategic Services: Ufficio dei Servizi Strategici) 7 durante la Seconda Guerra Mondiale, capo dell'lntelligence delle Forze Alleate di stanza a Roma con il compito di riorganizzare i servizi segreti italiani nell'immediato dopoguerra, alto ufficiale del Pentagono negli anni '60 e a suo dire, responsabile, in quegli stessi anni, di un progetto ultraclassificato di retroingegneria aliena sui rottami del veicolo extraterrestre schiantatosi a Roswell, nello stato del New Mexico (U.S.A.), la notte tra il 2 ed il 3 o quella tra il 3 ed il 4 Luglio 1947.
Il Col. Corso sosteneva di essere stato a capo, a partire dal 1961, dell'Ufficio Tecnologie Straniere del DR&D 8, presso il Pentagono, al comando diretto del Generale di Corpo d'Armata Arthur G. Trudeau, suo unico e solo referente. Il lavoro del colonnello Corso sarebbe consistito nell'analisi di alcuni rottami del veicolo alieno che si sarebbe schiantato a Roswell nel 1947. Corso avrebbe compreso, in linea generale, il principio di funzionamento dei manufatti alieni e l'utilizzo per cui sarebbero stati realizzati, dopodiché li avrebbe consegnati al personale tecnico operante in determinate installazioni militari ed in industrie, quali, ad esempio, la Boeing e la Lockeed Martin, dove sarebbero stati sottoposti ad un lavoro di retroingengeria aliena più approfondito, nella prospettiva di una ricaduta tecnologica militare e civile.
Nel suo best-seller, dal titolo "The Day After Roswell", Corso svela le attività segrete da lui svolte negli anni '60 e dopo avere .fatto un dettagliato resoconto sull'incidente di Roswell, passa in rassegna i manufatti alieni che egli avrebbe avuto modo di esaminare a distanza di 14 anni da quell'incidente. Tra gli strani oggetti che gli sarebbero capitati tra le mani vi sarebbero stati anche quelli che Corso definì, nei suoi rapporti, "fasce per la testa", dispositivi che avrebbero ricordato fasce per trattenere i capelli ma che in realtà avrebbero contenuto al loro interno qualcosa di molto simile agli elettrodi di un elettroencefalografo o di un poligrafo e di cui solo successivamente i ricercatori militari avrebbero compreso lo scopo ed il principio di funzionamento.
Corso riporta anche che vi furono alcuni ufficiali, a Walker Field, l'installazione militare presso Roswell dove i reperti alieni sarebbero stati portati dopo l'incidente, che, spinti dall'irrefrenabile curiosità di comprendere l'utilizzo delle fasce, le indossarono; dopo breve tempo gli ardimentosi ufficiali avrebbero iniziato ad avvertire differenti sensazioni che sarebbero variate da un leggero formicolio all'interno della testa, a forti cefalee ed a sequenze di colori che si sarebbero avvicendate nel campo visivo.
I ricercatori militari che avrebbero esaminato questi manufatti avrebbero realizzato di avere tra le mani sofisticatissimi dispositivi in grado di trasdurre ed amplificare in impulsi elettrici le correnti elettriche oscillanti, in altre parole le onde cerebrali, generate dall'attività bioelettrica del cervello delle creature aliene. Le fasce, quindi, avrebbero costituito l'interfaccia tra il pilota ed il sistema di navigazione e propulsione del veicolo alieno.
È interessante notare come, a distanza di oltre cinquant'anni dal presunto UFO-crash di Roswell, versioni molto semplificate di questi trasduttori costituiscano una componente importante dei sistemi di navigazione e di controllo di alcuni tra i più sofisticati elicotteri dell'Esercito degli Stati Uniti e come la versione commerciale di tali dispositivi stia per essere lanciata sul mercato sotto forma di interfaccia di comando per videogame e giochi di realtà virtuale.
Negli anni successivi, gli ingegneri aerospaziali ed i fisici dell'U.S.A.F. (United States Air Force) avrebbero stabilito che l'intero scafo alieno recuperato a Roswell fosse una sorta di grande condensatore e che, in virtù di tale caratteristica, il veicolo fosse in grado di accumulare l'energia elettrica necessaria a generare un intenso campo elettromagnetico attorno a sé.
I ricercatori dell'Aeronautica avrebbero anche concluso che il sistema di propulsione fosse di tipo elettrogravitazionale e che ciò implicasse che il campo elettromagnetico, una volta generato dal veicolo, venisse convertito in un campo gravitazionale direzionabile e modulabile in intensità. Nel libro di Corso, inoltre, si legge che i piloti del veicolo alieno avrebbero indossato quella che ai tecnici inizialmente sembrò una sorta di tuta aderente, le cui peculiari caratteristiche strutturali avrebbero indotto i ricercatori ad avanzare l'ipotesi secondo cui tale tuta, in realtà, fosse un rivestimento epidermicomimetico biomeccanico o meglio, bioelettrico, dotato di spiccate proprietà elettroconduttrici, rivestimento costituito da un materiale di natura ignota la cui peculiare struttura atomica avrebbe consentito, qualora fosse stata applicata una differenza di potenziale elettrico, l'instaurarsi di un flusso direzionale di corrente elettrica.
In altre parole, l'attività bioelettrica cerebrale dei piloti alieni, una volta amplifìcata dalle fasce, avrebbe direzionato un'onda gravitazionale verso la destinazione da raggiungere, in modo tale da comprimere il tessuto del continuum spazio-temporale di fronte al veicolo ed espanderlo dietro di esso. Grazie a questo effetto, denominato E.D.S.T. (Effetto Distorsione Spazio-Temporale) e postulato anche dalla Fisica Teorica, sarebbe stato possibile, compiendo solo minimi spostamenti attivi, avvicinare letteralmente la destinazione al veicolo, anziché quest'ultimo alla destinazione.
Questo sofisticato ed innovativo sistema di guida avrebbe reso il veicolo e gli occupanti una sola entità, una sorta di simbionte biotecnologico ed avrebbe consentito alla navicella di eseguire tutte quelle erratiche manovre ed incredibili accelerazioni e decelerazioni che caratterizzano il bizzarro assetto di volo di molti U.F.O..
In un certo senso, anche in questo caso, lo spazio-tempo, l'energia, nella fattispecie quella elettromagnetica gravitazionale ed il pensiero possono essere considerati tra loro correlati.
Se tutto ciò può apparire assurdo, si pensi solo per un attimo che una tecnologia molto simile è già in fase di progettazione e realizzazione con un casco che i piloti di caccia militari indosseranno e che sarà in grado di trasdurre ed amplificare le onde cerebrali in impulsi elettrici. Questi ultimi, dopo essere stati amplificati, verranno inviati al sistema di guida del velivolo, in questo modo i piloti potranno controllare l'aereo impartendo dei semplici comandi mentali.

Note:
1. Primo ufficiale medico a bordo dell'U.S.S. Enterprise nella prima e nella seconda serie di "Star Trek - The next generation".
2. Le altre tre sono quelle dello spazio, ossia la lunghezza, la larghezza e l'altezza.
3. Il modello classico della gravitazione, elaborato da Sir Isaac Newton prevede che due corpi dotati di massa si attraggano l'uno verso l'altro con una forza che è direttamente proporzionale ad una costante, la Costante Gravitazionale (G), pari a 6.672x10-11 N m2/kg2 ed al prodotto delle loro masse ed inversamente proporzionale al quadrato della distanza che li separa. L'intensità della forza gravitazionale, quindi, analogamente a quella dell'interazione elettromagnetica, si riduce con il quadrato della distanza.
4. Supponiamo che lo spazio-tempo sia un foglio di gomma e stabiliamo su di esso due punti distinti: un punto rappresenta la Terra mentre l'altro un oggetto distante da questa un anno luce. Per coprire la distanza tra la Terra e l'oggetto, la luce impiegherebbe un anno mentre un'astronave che viaggia a velocità inferiori a 300.000 Km/sec. molto di più. Supponiamo, ora, di piegare il foglio, ossia lo spazio-tempo; eseguendo questa operazione potremmo portare i due punti ad una distanza arbitrariamente vicina, creando, in questo modo, una sorta di tunnel virtuale tra di essi. Questo è un esempio di tunnel di Einstein-Rosen. Le concentrazioni di massa richieste per deformare lo spazio-tempo fino ad ottenere tali condizioni sono però enormi, inoltre i tunnel così creati sono altamente instabili.
5. Una soluzione in tal senso fu proposta da Frank Tipler su "Physical Review D", 9, 1974, pag. 2203: "Rotating cylinders and the possibility of global causality violation". Tipler suggerisce una soluzione alle equazioni di campo di Einstein chiamando in causa un cilindro lungo 100 Km e largo circa 10 Km, ruotante su se stesso esattamente due volte ogni millisecondo e costituito da materia superdensa, simile a quella presente in una stella di neutroni in cui tutti gli elettroni sono fusi con i pro toni nei nuclei. Il cilindro, in queste condizioni, creerebbe attorno a sé una deformazione spazio-temporale tale da portare alla chiusura delle linee di tipo tempo (le traiettorie della luce nello spazio-tempo) e congiungere così il passato con il futuro.
6. H. Reissner, Ann. d. Phys. 49 (1916) 769.
7. L'antesignana della C.I.A. (Central Intelligence Agency: Agenzia di lntelligence Centrale, i servizi segreti statunitensi), costituitasi, quest'ultima, nel 1947 a seguito della fusione dell'O.S.S. con il C.I.G. (Central Intelligence Group: Gruppo di lntelligence Centrale).
8. Department of Research and Development (Dipartimento di Ricerca e Sviluppo).

BIBLIOGRAFIA
- Tipler Frank, "Rotating cylinders and the possibility of global causality violation". Physical Review D, 9, 1974, pag. 2203.
- H. Reissner, Ann. d. Phys. 49 (1916) 769.
- Le Scienze - Quaderni, n° 117 Dicembre 2000. Cosmologia, a cura di Francesco Lucchin.
- "Fisica per Scienze e Ingegneria", di Raymond Serway. Società Editrice Scientifica, 1988.
- Nuova Enciclopedia Universale Curcio - delle lettere, delle scienze, delle arti. Armando Curcio Editore, 1968.
- "La scienza degli X-Files", di Michael White. Rizzoli, 1996.
- "UFO Dossier X - Incognite, Alieni, Enigmi dell'universo". Fabbri Editori.
- "Il giorno dopo Roswell", del Col. Philip J. Corso con William J. Birnes. Pocket Books, 1997.
- "Paranormale - Dizionario Enciclopedico". Arnoldo Mondadori Editore, 1992.
- "L'universo della parapsicologia. I fatti, gli esperimenti, le teorie dei maggiori esperti mondiali", di Benjamin B. Wolman. Armenia Editore, 1979.
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