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UFOSTORIE...


LA VETRINA SPAZIO-TEMPORALE

di Giuseppe Colaminè
 

[Zona con distorsione dello spazio prodotta da un corpo collassato - 42K .jpg] [Distorsione dello spazio attorno ad un corpo che collassa - 53K .jpg] [La luce in prossimità di un buco nero - 31K .jpg] ["Corridoio iperspaziale" detto anche "Ponte di Einstein-Rosen" - 31K .jpg] [Raggi catodici e anodici secondo Perego - 48K .jpg]
 

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UFO, IPERSPAZIO, UNIVERSO OLOGRAFICO: UN'ANALISI COMPLETA »
UFO: IPOTESI DI UN MODELLO FUNZIONALE »
EDST, LA POSSIBILE SOLUZIONE PER I VIAGGI INTERSTELLARI »
PORTE APERTE SULL'IPERSPAZIO »

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 21 del Giugno 2001

Quando il colonnello Philip Corso fornì - al pubblico quella vasta mole di informazioni che comunque imposero una rilettura in chiave storica del "caso Roswell", vi fu un dato ipotetico che lasciò sconcertati i cultori dell'ufologia classica.

Secondo Corso, infatti, i "Grigi" (questo è il nome che si da convenzionalmente alla tipologia umanoide che appare maggiormente nelle testimonianze relative agli IR) erano discendenti dell'Uomo odierno, provenienti dal futuro, con intenzioni non meglio chiarite.
A sostegno di ciò l'ufficiale adduceva due motivazioni principali:
  • L'aspetto umanoide particolarmente indicativo di una matrice comune all'"Homo Sapiens".
  • L'assoluta mancanza a bordo dell'UFO di strutture lontanamente paragonabili ad apparati propulsivi classici, il che faceva pensare che l'oggetto avesse viaggiato senza spostarsi eccessivamente nello spazio.
È un discorso molto antico e tuttora difficile da digerire, quello legato al cosiddetto "viaggio nel tempo".
Ad un primo esame la cosa potrebbe apparire fantascientifica e assurda, molto di più rispetto all'idea di costruire motori iperveloci, tanto da spostarsi in poco tempo da qui ai confini della galassia.
In realtà, all'indomani del controverso "caso Santilli", un autore quale l'austriaco Johannes Von Buttlar ha portato avanti, circa gli eventi di Roswell, proprio questa chiave di lettura. E dagli anni Cinquanta un pioniere italiano del giornalismo aerospaziale ed ufologico, il presidente onorario dell'UGAI Cesare Falessi, si interroga se non sia questa la giusta interpretazione da dare al fenomeno UFO.
In realtà la visione einsteniana dello spazio intende questo come un piano ideale, definito continuum spazio-temporale, nel quale i corpi dotati di massa creano degli avvallamenti, esattamente come farebbero delle sfere di peso variabile appoggiate su di un panno elastico. In questo contesto il tempo non è una grandezza assoluta ma solo una funzione legata alla velocità con cui un oggetto si sposta da un punto all'altro. Si è detto che un viaggiatore che superi in maniera esponenziale la velocità della luce, si sposterebbe irrimediabilmente nel tempo e qui vorrei cercare di chiarire in maniera elementare questo concetto così astruso.
L'accelerazione a velocità maggiori di 300.000 km/secondo, in pratica, farebbe uscire il viaggiatore dallo spazio convenzionale, mandandolo in una realtà X, della quale ignoriamo le caratteristiche. Questa realtà dimensionale è sganciata dai parametri classici di spazio e tempo, per cui al rientro nel nostro universo, fenomeno corrispondente alla decelerazione al di sotto della velocità della luce, non sarebbe più possibile sapere quanto tempo sia passato.
Nessuno fino ad oggi ha effettuato un volo a simili velocità, per cui sono state avanzate varie teorie in proposito.
Considerando il fenomeno della contrazione del tempo, teorizzato da Einstein, se partissimo oggi dalla Terra per Alfa Centauri (distanza 4,5 anni luce), viaggiando ad un anno luce al giorno, potremmo fare in 9 giorni un viaggio completo di andata e ritorno. Avremmo vissuto 9 giorni di vita soggettiva, saremmo invecchiati di 9 giorni, in teoria potremmo anche tenerci addosso la stessa camicia che alla fine avrebbe uno spiacevole fetore, simile a quello di un indumento tenuto addosso 9 giorni. Sulla Terra però troveremmo i nostri discendenti perché, in quei fatidici 9 giorni soggettivi, nell'universo sarebbe passato un numero imprecisato di anni. È un'ottima idea per combattere l'invecchiamento; peccato che la percezione soggettiva del tempo rimanga la stessa.
Stando a questa tesi, pare che il viaggio iperfotonico ci porti nel futuro, non nel passato. Molti fisici teorici sostengono che non vi è una differenza sostanziale e come loro anche gli studiosi del Paranormale.
Esiste una teoria metafisica, definita "dell'Eterno Presente", secondo la quale la realtà cosmica potrebbe essere paragonata ad una infinita pellicola cinematografica i cui fotogrammi riproducano attimo per attimo le tappe cronologiche dell'intero universo, da sempre e per sempre. La nostra evoluzione avverrebbe correndo lungo i fotogrammi e ciò ci darebbe la sensazione soggettiva che il tempo ci scorra addosso, quando in realtà saremmo noi a scorrere. Una civiltà, tanto evoluta da aver trovato il modo di spostarsi lungo questo film, potrebbe effettivamente inviare i propri viaggiatori verso momenti diversi dell'evoluzione e per far questo non servirebbero i motori, ma cosa?
Ovviamente non lo sappiamo, ma immaginiamo di volerci spostare da qui ad una stella distante 500 anni luce. Useremmo il famoso metodo di viaggio a curvatura, cioè supereremmo la velocità della luce, fino a far combaciare il punto di partenza con quello di arrivo, piegando la curvatura spaziale.
Fantascienza? I fisici sostengono che in teoria ciò è possibile. Anche il volo supersonico era fantascienza ai tempi di Cristoforo Colombo.
Pensateci un attimo, alla fine arriveremmo in un punto che corrisponde all'immagine della stella 500 anni fa, perché la luce ci ha impiegato 500 anni a portare quell'immagine fino a noi. Nel frattempo la stella potrebbe essere esplosa 200 anni dopo e quaggiù dovrebbero attendere altri 300 anni per vedere l'immagine dell'esplosione, mentre invece noi ci troveremmo in quel punto, così com'era 500 anni prima.
Proviamo a pensare che le stelle visibili nel cielo non siano solo un effetto ottico di un passato che varia fino a miliardi di anni, ma consideriamo la possibilità che quell'universo su cui ci affacciamo ogni sera sia in realtà una porzione infinitesimale della sequenza infinita di fotogrammi che compongono l'eterno presente, una vetrina che espone campioni di tempo differente.
Questa digressione parafisica serve a farci riflettere su certuni fenomeni riportati nella casistica.
Spesso l'UFO "appare", nel senso stretto del termine, "non proviene".
La maggior parte degli avvistatori ci descrive un oggetto che sembra venir fuori dal nulla, che si sposta a scatti, con tale velocità da non essere talvolta visibile durante gli spostamenti. Sembra di aver a che fare con un oggetto che si affaccia a varie finestre nel nostro cielo e, a parte i casi di IR, quelli molto più frequenti di semplice avvistamento, ci mostrano oggetti fisicamente ben definiti, ma che si comportano davvero come fossero proiezioni di qualcosa.
Fulmini globulari? Questa risposta la conservo per i momenti in cui sono di umore cupo e cerco uno spunto per farmi quattro risate. puntualmente l'elenco delle risposte che la scienza ufficiale fornisce al fenomeno UFO riesce a mettermi di buon umore, come se vedessi un film comico.
Il lettore può rimanere assai deluso da questa teoria che toglie ogni aspetto spaziale, nell'accezione classica del termine, alla questione aliena e la proietta in uno scenario a cavallo fra il paranormale e la trama di un racconto Fantasy.
Alieni di ieri, di domani. E dove sono quelli di oggi?
Siamo davvero soli nell'Universo, obbligati ad avere gli unici contatti con esseri abitanti in altre epoche cronologiche?
lo non direi. Il nostro errore potrebbe essere stato fino ad ora quello di vedere il cosmo in un'ottica esclusivamente di spazialità, di estensione. Abbiamo calcolato distanze da far rabbrividire e di fronte alle quali ci siamo giustamente scoraggiati. Forse dobbiamo incominciare a comprendere che la spazialità è un limite, circoscritto proprio dalla velocità della luce, che rappresenta un solo aspetto della realtà: quello dello spostamento con moto attivo.
Se vogliamo seguire la relatività di Einstein e le altre teorie che l'hanno corredata, dobbiamo acquisire l'uso del termine spazio-tempo e, quando ci troviamo a fare osservazioni astronomiche, considerare di stare osservando uno scorcio di momenti cronologici diversi inseriti in uno scenario spaziale.
Questa è una semplice affermazione teorica, ma è possibile che altre forme di vita intelligente nell'universo siano arrivate a metterla in pratica.
Per questi esseri il volo spazio-temporale sarebbe una realtà fisica, non una favola e nella loro ottica, sarebbe normale spostarsi nel passato o nel futuro.
Tutto ciò non esclude gli aspetti più brutalmente materiali della ricerca cosiddetta ufologica, oggi intesa come ricerca a largo campo di vita aliena intelligente.
Creature estranee, interferenti con la nostra evoluzione, potrebbero essere amiche ma anche ostili e comunque manipolatrici.
Lo spostamento cronologico potrebbe consentire di modificare i corsi storici ed adattarli ad esigenze derivate da ambizioni imperialistiche. Lo Spazio-Tempo non è l'AIdiIà e probabilmente ha un suo limite.
Concludo a proposito, riportando una tesi che proviene da una fonte di tipo parapsicologico, precisamente da esperienze medianiche e psicofoniche degli anni Settanta.
Una non ben identificata entità sostenne che le galassie si allontanavano tutte da un centro ideale a velocità crescente e che il limite dell'Universo spazio-temporaIe stava nel punto in corrispondenza del quale le galassie raggiungevano nel loro moto la velocità della luce. Oltre vi sarebbero state altre realtà dimensionali ed altre ancora all'infinito.
Nel nostro piccolo comunque, abbiamo ancora moltissimo da esplorare.
Altro che soli nell'Universo, come sostiene l'irriducibile prof. Zichichi...!
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