|
|
|

UFOSTORIE...


IL CORRIDOIO DI HESSDALEN
a cura della Redazione di UFO Notiziario
parti precedenti:

LE LUCI DI HESSDALEN »
da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 18 del Marzo 2001

I dati forniti dal ricercatori che hanno studiato negli ultimi anni il fenomeno luminoso di Hessdalen ci mostra un carosello di UFO che sembrano prediligere da anni la valle norvegese. Quali modalità e quali fini possiamo ipotizzare da parte degli autori del fenomeno.

LUCI INSPIEGABILI
Negli anni Ottanta la valle Norvegese di Hessdalen divenne oggetto di attenzione da parte del mondo scientifico per gli strani fenomeni luminosi che vi accadevano. Oggetti globulari pulsanti, di dimensione variabile dal puntiforme fino al diametro della luna piena, comparivano per lo più nel tardo pomeriggio e si spostavano secondo traiettorie lineari mutevoli, rimanendo talvolta immobili a mezz'aria per parecchi secondi ad una distanza dal suolo stimata da 20 a 500 metri circa. Le numerose indagini condotte sul campo da équipe di scienziati appartenenti sia al mondo accademico ufficiale che a quello della ricerca ufologica, non riuscirono a fornire una spiegazione del fenomeno. Comunque non fu possibile dimostrare che questo fosse un effetto legato alla jonizzazione dell'aria ad opera dei raggi solari. Vennero invece rilevati alcuni interessanti fenomeni fisici concomitanti con l'apparizione degli UFO. In particolare furono captati segnali radio di frequenza variabile dai 100 ai 1250 Mhz; questi segnali presentavano effetti a punta di tipo "Spike" nella banda 3-7Hz ed effetti allargati di tipo "Doppler" nella banda 1-4 Hz.
Vennero inoltre effettuate registrazioni radar che stimavano la velocità degli UFO intorno a valori assai superiori ai 1000km/h; vennero rilevate fluttuazioni del campo magnetico in leggero anticipo rispetto alle apparizioni. Venne infine notata una reazione dei globuli luminosi che, investiti da un raggio laser, si eccitavano aumentando la loro pulsatilità.
La risonanza del fenomeno fu tale da portare alla nascita di un gruppo permanente di studio denominato "Progetto Hessdalen", a cui si è aggiunto ai nostri giorni un gruppo italiano organizzato da Renzo Cabassi, che sta rilanciando il caso nel mondo della ricerca con il "Progetto Embla", e il diretto apporto tecnico in loco dell'astrofisico Massimo Teodorani.

RIVERBERI DI UN UNIVERSO PARALLELO
La teoria parafisica sulla natura degli UFO vede in questi ultimi manifestazioni fenomeniche di universi paralleli che appaiono nella nostra realtà come riverberi di un'altra dimensione, reali solo in quanto visibili ma non misurabili con mezzi fisici. In parole povere, creature esistenti in altre realtà dimensionali ci invierebbero segnali sotto forma di immagini, ovviamente con fini del tutto ignoti.
Sul piano ufologico, il fenomeno di Hessdalen sembra trovare in questa teoria una spiegazione ideale che comunque si discosta sensibilmente dall'ufologia classica, cosiddetta siderale, la quale vede una precisa volontà di creature intelligenti extraterrestri, ma appartenenti al nostro universo, presenti nei nostri cieli a bordo di aeromobili, con l'obiettivo di interagire con la specie umana. Quale interazione? Questo è il punto!
Se l'intera casistica ufologica è al vaglio di una revisione critica, in quanto dopo almeno 50 anni di apparizioni non si è ufficialmente avuto un contatto palese ma solo indizi di contatti segreti e spesso forzati come le "abductions", nel caso di Hessdalen potremmo parlare di un gigantesco show senza apparenti finalità.
Quotidianamente e pressappoco alla stessa ora, i globi luminosi comparivano, si spostavano, creavano una specie di spettacolo pirotecnico, per poi svanire nel nulla e "arrivederci alla prossima puntata".
È possibile pensare ad una finalità, ad un messaggio potenzialmente intelligibile di fronte ad un fenomeno così bizzarro?

IL CORRIDOIO IPERSPAZIALE
Della possibilità di costruire astronavi che superino la velocità della luce se ne parla ormai da decenni. La fisica relativistica possiede quello che può chiamarsi un dogma che ci viene dall'equazione di Einstein E=mc2.
In altre parole la velocità della luce (circa 300.000 km/secondo) è un limite insuperabile e qualora un corpo subisse una simile accelerazione, perderebbe la sua struttura scindendosi in fotoni che sono appunto le particelle componenti la luce stessa.
La scienza ufficiale considera questo principio assoluto ed inviolabile; la cosiddetta ricerca di frontiera tenta di by-passarlo da molto tempo, con risultati interessanti sul piano teorico, ma ben lontani da applicazioni pratiche.
È stato proposto il cosiddetto modello iperpaziale il quale presupponeva che in un universo curvo, come quello ipotizzato da Einstein, fosse più facile spostarsi da un punto all'altro seguendo una traiettoria rettilinea che tagliasse la curvatura dello spazio come una corda fa con la linea di una circonferenza.
Nell'effettuare questa specie di by-pass, l'ipotetico viaggiatore uscirebbe dallo spazio Einsteniano, attraversando una dimensione ipotetica definita convenzionalmente iperspazio. Quest'ultimo non sarebbe un vero e proprio universo parallelo, bensì una linea di confine che circonda la curvatura spaziale; al suo interno non vigerebbero le nostre leggi fisiche, per cui un corpo potrebbe viaggiarvi a velocità esponenziale rispetto a quella della luce, senza subire i limiti dell'equazione di Einstein.
Si tratta apparentemente di una teoria tanto suggestiva quanto fantasiosa, ma di recente alcune sperimentazioni tuttora in attesa di conferma hanno dimostrato che l'iperspazio può essere accessibile aprendo un buco nel continuum spazio-temporale. Un forte campo elettromagnetico infatti sarebbe in grado di deformare lo spazio e produrre anche un'ulteriore accelerazione dei fotoni, superando la velocità della luce.
L'ufologia suppone che esistano esseri viventi intelligenti tecnologicamente più avanzati dell'Uomo e provenienti da altri sistemi stellari, considerata l'inabitabilità a tutt'oggi evidenziata degli altri pianeti formanti il Sistema Solare.
Date le enormi distanze interstellari (la più vicina, Alfa Centauri, dista dal Sole 4,5 anni luce), è necessario che queste creature abbiano imparato a viaggiare a velocità fotoniche o iperfotoniche; diversamente sarebbero occorse centinaia di anni per raggiungere la Terra dalla stella più vicina.
L'affollamento di UFO nei nostri cieli fa escludere che ci troviamo di fronte ad una spedizione unica, il che quindi rafforza la tesi precedente.

LO SCHERMO DI HESSDALEN
Torniamo all'inizio; nei cieli di Hessdalen compaiono globuli luminosi che compiono evoluzioni periodiche. Il fenomeno è peculiare di quel luogo, cronologicamente costante e non del tutto accostabile alla casistica ufologica comune.
Di solito gli UFO hanno una minore costanza nelle loro apparizioni, agiscono in estemporaneità e sono genericamente sfuggenti anche all'osservazione.
Nella valle di Hessdalen tutto fa pensare ad un effetto provocato. La scienza ufficiale cerca di dimostrare che questo sia causato da un insieme di fattori includenti le radiazioni solari, i mutamenti atmosferici, il campo magnetico e particolari congiunture geofisiche.
Diversamente l'ufologia parafisica non ha dubbi: quei globuli sono oggetti di altre dimensioni che si affacciano ad una finestra aperta sul nostro universo. Potrebbe essere vero, ma perché questi oggetti devono provenire necessariamente da un universo parallelo?
Supponiamo che un'intelligenza abitante un sistema stellare lontano da noi X anni luce abbia appreso la metodica del volo iperspaziale ed abbia aperto un corridoio simile a quello ipotizzato in precedenza; Hessdalen potrebbe rappresentare l'uscita di questo tramite. La particolarità tuttavia starebbe nel fatto che gli UFO avvistati non escono dal tunnel ma sembrano rimanerne sulla soglia e questa deduzione ci viene dal fatto che l'area di avvistamento è ben circoscritta.
Non vi è motivo per cui un'astronave che parta imboccando un by-pass interdimensionale, decida di non uscirne e si blocchi alla soglia, ricomparendo poi periodicamente, e a questo punto possiamo delineare altre ipotesi:
Le luci di Hessdalen sono oggetti intrappolati in un tunnel iperspaziale dal quale non riescono ad uscire e si manifestano disordinatamente in un luogo casuale, forse diverso da quello selezionato dagli ideatori del varco come destinazione.
Hessdalen è l'obiettivo di un lungo messaggio radio-fotonico lanciato da una specie aliena in un tempo imprecisabile e giunto a destinazione a partire dagli anni Ottanta. Il segnale sarebbe stato veicolato in maniera mirata attraverso un canale energetico sconosciuto alla tecnologia umana e per questo risulterebbe impercettibile ai radiotelescopi.
Un'intelligenza extraterrestre ha creato un varco iperspaziale che sbuca nei cieli di Hessdalen con il preciso scopo di creare una comunicazione visiva sul nostro mondo. Gli oggetti luminosi che vi appaiono nel loro insieme rappresentano un messaggio tuttora da decifrare.
La seconda e la terza ipotesi presentano significative analogie, sebbene l'ultima sia sostanzialmente più ottimistica.
È interessante il fatto che quando i globuli luminosi sono stati investiti da un raggio laser abbiano aumentato la loro pulsatilità. Ricordiamo che l'immagine olografica si ottiene proprio sottoponendo un oggetto ad un'irradiazione di fasci laser intersecantisi; tuttavia i globuli di Hessdalen non sembrano essere solo immagini proiettate in quanto provocano effetti radiomagnetici misurabili e quindi debbono necessariamente avere una propria fisicità.
Un altro fatto interessante è che le fluttuazioni magnetiche siano state registrate dagli scienziati in anticipo di qualche ora rispetto alla comparsa dei globuli luminosi. Se il tunnel iperspaziale è l'effetto di un forte campo elettromagnetico che deforma lo spazio, il rilevamento di una perturbazione nella zona di Hessdalen potrebbe aver rappresentato un segnale prodromico di una variazione imminente dell'assetto fisico. In altre parole il forte campo elettromagnetico occorrente per l'apertura del varco turbava l'assetto geo-magnetico ed a sostegno di questa tesi sta anche il fatto che la maggior parte degli UFO avvistati si muove lungo l'asse nord-sud, come se in un certo modo dipendesse dal campo magnetico terrestre.
Un oggetto proiettato da un punto X, veicolato attraverso un bypass iperspaziale fino ad un'area circoscritta dell'atmosfera di un pianeta, userebbe come "binario di marcia" un flusso di particelle che, una volta giunte sulla Terra, si adatterebbero alle leggi geofisiche locali, quindi oscillerebbero lungo l'asse magnetico del pianeta insieme all'oggetto stesso. Non siamo lontani dal concetto di teletrasporto che si vede nei film di fantascienza ma, al giorno d'oggi anche la fisica sta arrivando a dimostrare come ciò sia possibile.
La possibilità che Hessdalen sia una sorta di finestra attraverso la quale possiamo entrare in contatto con un altro punto dell'universo è suggestiva. Inquietante è l'idea che oggetti intelligenti di natura non terrestre possano spostarsi fino alla nostra atmosfera con finalità tuttora ignote. L'idea che altri viventi possano semplicemente osservarci dall'altra parte del tunnel è di per sé banale. Deve esserci un significato del fenomeno che a noi sfugge ed a questo punto va anche considerata l'ipotesi che esseri alieni intelligenti possano ricavare un "utile" nel manifestarsi a questo modo, un vantaggio che potrebbe non essere legato all'idea di inviare messaggi e segnali al genere umano. Il fenomeno dell'eccitazione ottenuto con l'irradiazione laser potrebbe essere letto in una chiave diversa se si considerano gli oggetti luminosi come "strutture assorbenti energia, simili a spugne". Potrebbe acquisire un senso l'idea che esseri non terrestri utilizzino l'atmosfera terrestre come fonte di substrati energetici ed a questo punto il nostro pianeta sarebbe ridotto ad una sorta di miniera per cercatori alieni.
La ricerca ufologica oscilla concettualmente fra ipotesi che rasentano il mistico ad altre pericolosamente vicine alla fantascienza catastrofistica. In questo caos l'unico atteggiamento possibile ed utile è un realismo elastico, che non escluda alcuna variante ma eviti sistematicamente di cristallizzarsi in un'ottica monocolore. Non sappiamo se e quando arriveremo ad ottenere risposte definite; nel frattempo non ci rimane che continuare a sperimentare, soffermandoci su tutto, ma senza credere di essere arrivati a destinazione.
vai alla visualizzazione stampabile di tutto l'articolo

invia questa notizia ad un amico
imposta Edicolaweb come Home
aggiungi Edicolaweb a Preferiti
Copyright © 2006 EdicolaWeb - Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.
|
|
![[Edicola home]](homeedic.gif) ![[Archeomisteri home]](homestar.gif) ![[inizio articolo]](top.gif) ![[articolo seguente]](avanti.gif) Tutti gli articoli di
UFOSTORIE...
|
![[Edicola home]](homeedi2.gif) ![[Archeomisteri home]](homearc2.gif) ![[inizio articolo]](to2.gif) ![[articolo seguente]](avant1.gif) ![[articolo precedente]](indietr1.gif)
|
|
|
|