
UFOSTORIE...

GLI UFO E LE TRE RELIGIONI: UN'ANALISI COMPLETA
a cura di Francesco Di Blasi

Lo studio approfondito sul mondo islamico, ebraico e cristiano, permette di stabilire, senza ombra di dubbio, che nei testi delle tre religioni si parla esplicitamente di vita extraterrestre.

Presentiamo un'analisi realizzata dal dottor Alfredo Lissoni, in una serie di suoi articoli "Tapak Tahir, i dischi volanti sui Paesi Arabi", "E i dischi volanti scesero su Israele", "Israele: i carri celesti degli Elohim", "Le conoscenze perdute degli Ebrei" e "Gli alieni della Santa Inquisizione", pubblicati sui numeri 19, 20, 22, 23-24 e 30 di "UFO Notiziario" del 2001 e 2002.


TAPAK TAHIR, I DISCHI VOLANTI SUI PAESI ARABI

di Alfredo Lissoni

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 19 dell'Aprile 2001

Il mondo islamico ammette l'esistenza degli UFO. Uno studio approfondito sul mondo islamico permette di stabilire che ufo ed alieni sono di casa anche nel mondo arabo, e si scopre che in Iran esiste una città dei rapiti, che in Kuwait c'è un'area 51 e che nel Corano si parla esplicitamente di vita extraterrestre.

Il 3 settembre 2000, attraverso la tv satellitale Al-Jazeera, lo sceicco del Qatar Yusuf Al-Qaradawi ha ufficialmente preso posizione a favore del fenomeno UFO e degli extraterrestri, dichiarando pubblicamente che non esistono limiti teologici dell'lslam alla vita su altri mondi, che Allah è Signore e Creatore di tutto e che nel Corano viene ripetutamente definito "Signore dei Mondi" (Rabbelal-amin); che sempre nel Corano diverse "ayat" (versetti) possono essere interpretate a favore della vita nel cosmo (in una si afferma che Allah potrebbe far incontrare gli uomini e le creature del cielo prima dell'estinzione della razza umana; in un'altra viene rivelato che esistono "altrove" popoli uguali agli umani, all'epoca del Corano "nascosti agli occhi della gente"). Il discorso proseguiva denunziando la congiura del silenzio operata attorno al fenomeno da certi governi, ma anche la possibile strumentalizzazione del fenomeno stesso "per scopi di manipolazione politica e delle masse"; veniva ribadito infine che non esisteva nessuna base teologica per sostenere che gli extraterrestri fossero gli angeli di Allah e si sconsigliava qualsiasi forma di idolatria.
Questa posizione è destinata probabilmente a segnare un momento epocale della storia dell'ufologia extra-occidentale (della quale, sfortunatamente, giungono a noi solo echi distorti).
Il sottoscritto intrattiene da anni rapporti, fra gli altri, con i colleghi dei Paesi arabi e con il mondo islamico, e questo studio, sfociato in un libro ("Altri UFO", Edizioni Macro), era volto a dimostrare che anche in un mondo assai diverso dal nostro, quale quello islamico, gli UFO sono presenti con identiche modalità, e dunque sono un fenomeno oggettivo e planetario. La ricerca, durata anni, mi ha dato ragione.

GLI UFO NELL'AFRICA BIANCA
"Non ci sono versi specifici nel Corano che parlino di vita intelligente nell'universo oltre alla nostra, agli angeli e ai jinn (demoni) - mi scriveva nel luglio del 1999 Abdul Rahiman Sharif, un informatico degli Emirati Arabi che gestiva un sito Internet intitolato "Submission", sottomissione all'Islam. E proseguiva - Tuttavia Dio ci rammenta che Egli può creare molte cose che noi non conosciamo o non comprendiamo."
L'atteggiamento verso gli UFO o, in senso più lato, la vita extraterrestre e la colonizzazione dello spazio (tutta americana) che ho riscontrato nei Paesi da me studiati è stato spesso variabile. Non posso dire che, Qatar a parte, esistano delle vere e proprie posizioni di stato; piuttosto, delle convinzioni personali o delle prese di posizione isolate. Mi sembra che il più delle volte prevalga, almeno nei Paesi arabi propriamente detti, il disinteresse verso il fenomeno UFO. Per alcuni i dischi volanti non rappresentano materia di approfondimento scientifico, per altri rientrano nell'ordine naturale delle cose, in una visione del mondo ove ad Allah (Dio) tutto è concesso; per lo più sembra prevalga una forma di apatia giustificabile con una concezione filosofica dell'universo espressa fra il 1414 ed il 1492 dal mistico Jâmî: "L'universo, con tutte le sue parti, è solo un certo numero di incidenti, che muta di continuo e ad ogni soffio si rinnova. Ad ogni istante sparisce per venir sostituito da una serie simile".
La visione di un cosmo in continuo cambiamento, e dunque sfuggente a qualsiasi codificazione di leggi fisiche, rende inutile la ricerca della conoscenza delle leggi stesse. D'altro canto, anche nei Paesi arabi il problema degli UFO non può essere ignorato dagli organi di informazione, dalla popolazione, dai governi locali.
Le testimonianze esistono anche nel mondo islamico e, anche se non risulta siano mai stati creati sino agli anni Novanta centri ufologici privati sulla scorta di quelli sorti in Occidente, gli avvistamenti risalgono a tempi molto antichi.
In una miniatura turca ("Tekké mevlevi") del XVII secolo, custodita ad Aflâkî Konya, si vede un gruppo di persone terrorizzate al passaggio di tre ordigni infuocati, a forma di mezzaluna (islamica), che sorvolano il tetto di un palazzo, ed addirittura in un'iscrizione nel tempio egizio di Luxor vi sarebbe, secondo lo studioso Mohamed Abdel Ghani, l'immagine di un disco volante.
E di strani esseri discesi dal cielo se ne parla nelle tradizioni arabe ed africane, da secoli; queste creature vengono solitamente suddivise in tre categorie ben distinte, gli "afreet" o fantasmi, i "Jinn" o angeli caduti, i "Jabarren" o giganti. Queste stesse categorie le ritroviamo in Occidente, nella letteratura ufologica, con i termini Grigi, Nordici e Giganti.
Venendo ai tempi moderni, occorre dire che esisterebbe una "linea ortotenica" araba, che toccava il Mediterraneo orientale, il Medioriente (Egitto ed Israele in particolare) e l'Eritrea.
In Algeria i dischi volanti ("tapak tahìr", in arabo) sono stati visti a Sidi-Embarek il '26 agosto 1975. Madoui Laid e Belkadi Azzedine stavano attraversando in auto la zona che da Sétif porta ad Algeri quando avvistavano una sfera di due metri di diametro che sorvolava le montagne; un mese dopo ad Ain Oucerra, sede di una base militare dell'Aeronautica, una strana luce visibile per 5-6 secondi metteva in allarme i soldati, di notte, seminando lo scompiglio nel campo. Una prima pattuglia di militari si metteva in osservazione, allertando telefonicamente i propri commilitoni; a quel gruppo un secondo gruppo di soldati saltava su una Land Rover e correva lungo la pista d'aviazione, per intercettare l'UFO, mentre tutta la base veniva messa in stato di allerta. Dopo pochi secondi, però, la luce scompariva, lasciando i soldati confusi e sbigottiti.
Ma già nell'aprile 1942 un UFO stazionava sopra il fortino di Ouallen, avvistato dalla guarnigione.
Il 10 ottobre del '52 un sigaro volante sorvolava il Comando della legione straniera di Stilly. L'avvistamento era rilevato dal Centro meteorologico di Sully.
Il 30 settembre del 1975, di sera, un piccolo disco di luce compariva sopra Constantine e Veniva avvistato da quattro studenti universitari. L'oggetto, che i testimoni descrissero peraltro in maniera difforme, sarebbe stato anticipato da un insolito rumore in crescendo. Altri testimoni indipendenti dichiararono di avere visto una luce blu attraversare il cielo. Molti interpretarono l'evento come una manifestazione divina, in quanto il fenomeno si era prodotto nel mese santo del Ramadan (il digiuno islarnico).
L'8 gennaio 1979 un disco fosforescente, che emetteva una luce giallo ocra, rimaneva immobile per circa dieci minuti nel cielo di Tunisi.
In Marocco, il 25 marzo 1953, l'equipaggio di un C-47 americano, in volo di addestramento, avvistava un oggetto volante che si fermava sulla base di Nouasseur. Il comandante dichiarò al servizio segreto dell'aeronautica americana che l'oggetto, avvicinatosi a velocità molto alta, era passato a 600-900 metri sopra l'aereo e poi aveva attraversato lo spazio aereo della base militare; a quel punto aveva rallentato e si era esibito in una serie di manovre a spirale, in cerchi sempre più stretti, come se stesse precipitando. Al quarto giro l'UFO si abbassò e ne compì un altro, questa volta molto ampio, al termine del quale discese fino ad atterrare in un punto periferico della base. "Tornati su Nouasseur - scrisse nel rapporto il comandante dell'aereo - vedemmo che la luce era ancora al medesimo punto e mostrava la stessa irregolare fluttuazione d'intensità. Ne informammo la torre e, stabilizzatici ad una quota di 1200 metri, cominciammo a girare intorno alla zona. Secondo quanto ci avevano detto, l'ufficiale comandante dell'aerodromo stava guidando una squadra di ricerche. Continuammo a girare in cerchio per 15-20 minuti. Poi, alle 22,15 circa, la mia attenzione fu distratta per un momento e, quando tornai a guardare al suolo, la luce non era più visibile. Informammo subito la torre. La nebbia a terra si stava infittendo ma, a giudicare dalle altre luci presenti nell'area, non era ancora abbastanza densa per provocare quella sparizione..."
In Libia un disco volante atterrò in un campo il 25 ottobre del 1954; un testimone poté osservare bene, attraverso l'abitacolo trasparente, l'interno dell'ordigno, che aveva dei sedili, dei cruscotti e una specie di apparecchio radio, azionato da uno dei "piloti", che portava una cuffia sulla quale si innestavano numerosi fili.
Una piccola ondata di avvistamenti interessò l'Egitto nel 1954. Il 5 maggio un centinaio di persone ad EI Mahalla videro per venti minuti un ordigno affusolato nel cielo, mentre a El Qantara un militare scattò alcune foto ad un oggetto che ruotava ed emetteva fumo sopra il canale di Suez; a El Qahira venne ordinato ai piloti e agli astronomi di osservare scrupolosamente il cielo; cinque giorni dopo centinaia di persone videro, da Alessandria d'Egitto, una luce che cambiava continuamente colore. Altre segnalazioni giunsero dal Libano, dall'Iran e dall'Algeria.

TRIANGOLI IN IRAQ, RAPIMENTI IN IRAN
La Turchia ha una lunga tradizione per quanto concerne gli avvistamenti. Alcuni UFO vennero scorti già nel 1888 ad Adrianopoli; il 3 agosto 1952, in piena ondata di avvistamenti in tutta Europa, i dischi volanti vennero segnalati anche sopra Istanbul.
Da qualche anno a questa parte l'argomento viene trattato molto liberamente, vuoi perché la penisola anatolica risente della forte influenza della mistica sufi che ammette l'esistenza di altre forme di vita nel cosmo, vuoi per la presenza dei gruppi ufologici TUPVO e "Sirius UFO Space Sciences Research Center" (che organizza congressi internazionali).
Gli UFO sarebbero poi stati visti sopra l'Irak durante l'operazione "Tempesta nel deserto". Secondo un dispaccio diramato via Internet dall'ufologo americano Ignatius Graffeo, "un largo UFO triangolare è stato visto sia in Irak che sopra New York prima e durante l'Operazione Tempesta nel Deserto. Il 16 dicembre 1998 alle ore 2,31, ora locale, un triangolo di luci apparve sopra Baghdad e venne filmato dalle telecamere per la ripresa notturna dell'emittente CNN. La luce evoluiva lentamente in cielo, durante i bombardamenti antiaerei irakeni. La scena è apparsa durante i telegiornali in diretta della CNN, in America, alle 6,31 del 15 dicembre. Ho visto così la formazione di luci disposte a triangolo; erano molto simili ad una formazione a V filmata a Phoenix, Arizona, il 13 marzo 1997".
E in Iran, il 5 aprile del 1976, il diciannovenne Gholam Reza Barzagani stava tornando a casa attraverso la foresta, diretto verso Chalus, quando veniva paralizzato da un UFO. Portato a bordo del disco, era esaminato da quattro figure, che in seguito lo rilasciarono a terra a Isfahan, a 480 chilometri di distanza da casa, nel deserto. Il caso venne studiato dal Savak, la polizia nazionale iraniana, che in un esplosivo rapporto scrisse che "un buon numero di persone che abitano nei villaggi attorno a Isfahan riferivano di avere visto ciò che hanno descritto come dei dischi volanti...".

TAPAH TAHIR SULLA PENISOLA ARABICA
Anche nella Penisola arabica, che rappresenta il mondo arabo propriamente detto, gli UFO sono stati visti più volte. Come a Jubail, in Arabia Saudita, allorché il 28 marzo 1996 un disco volante illuminò la città e sorvolò la raffineria di greggio, la seconda più grande dello Stato. Secondo quanto riferito dal giornale "al-Eqtisadiah", l'UFO venne avvistato da un gruppo di beduini che si trovavano in riva al Golfo. "Ho pensato di sognare. - dichiarò uno di questi, Shaheen bou-Ainann - L'area circostante venne illuminata per alcuni minuti da una luce brillante sprigionata da un ordigno ovale che poi è scomparso in maniera innaturale" (il primo caso UFO locale risale al 5 novembre 1947).
Ai primi di febbraio del 1988 l'agenzia di stampa "Qatar News di Doha" dichiarò di avere ricevuto diverse segnalazioni di avvistamenti di un oggetto non identificato che era apparso nella parte settentrionale della penisola e che diverse persone, uomini e donne, descrivevano come "un disco lucente che cambiava colore ed emetteva un fischio stridulo".
Alcuni giorni prima di un'ondata di avvistamenti nello stato di Israele, il 12 settembre 1996 diversi UFO sorvolavano Amman, la capitale della Giordania (confinante con Israele). Le segnalazioni, riferite dal giornale arabo al-Dustour sei giorni dopo, parlavano di "oggetti strani, che sembravano reali e che avevano delle luci di differenti colori". Gli UFO si muovevano nel cielo di Amman, dinanzi agli occhi di decine di esterrefatti cittadini. Uno di questi, il Ministro dell'Informazione giordano Marwan Muasher, disse: "Stavo tornando a casa quando ho visto quegli strani oggetti, giovedì notte. Non riuscivo a credere a ciò che vedevo, né a trovare una spiegazione plausibile al fenomeno. Gli UFO vennero segnalati da diverse zone della città, a orari differenti, ma la Reale Aeronautica Giordana non è riuscita ad intercettarli sui monitor."
Gli UFO vennero visti anche ad Abu Alanda, una zona desertica che si trova agli antipodi di Amman, poco prima di mezzanotte.
In Giordania sorvoli UFO vennero riferiti il 2 novembre 1954 a Nablus (una luce oblunga che volando sopra la città terrorizzò i beduini) ed il 16: una formazione di oggetti visti anche sopra Israele e sul Libano.
E sempre a proposito di prese di posizione ufficiali, nel giugno del 1997 il colonnello Ali al-Sayed, comandante della Difesa Civile in Golfo Persico per il Dubai (uno sceiccato degli Emirati Arabi Uniti), dichiarava ad una conferenza stampa che "recentemente insieme ad alcuni suoi amici che si trovavano in una fattoria di Hatta avevano visto un oggetto volante non identificato attraversare il cielo notturno. L'oggetto, simile ad una stella, era scomparso in dieci secondi, lasciando due archi brillanti, verdi e blu, che presero a muoversi orizzontalmente per due minuti, prima di scomparire".
Sempre nel Dubai alcuni oggetti triangolari che emettevano dei fasci di luce blu erano stati avvistati da cinque persone il 27 novembre del 1995, alle ore 18,20.
E in concomitanza con le dichiarazioni di al-Sayed, una misteriosa luce che volava rapida in cielo venne segnalata al di sopra delle coste del Barhein la notte del 13 giugno 1997. Secondo la GNA, l'agenzia di stampa "Gulf News Agency", la luce misteriosa era grande quanto un Boeing 747, non produceva alcun rumore e filava a 18 miglia nautiche. Un testimone disse di essere rimasto terrorizzato "nel vedere la stanza invasa per molti secondi da quella luce fortissima, che è scomparsa all'improvviso".
Ancora in Dubai, un UFO con cupola venne fotografato da un membro del governo il 3 dicembre 1989; altri oggetti furono immortalati in Kuwait il 20 gennaio del 1979.
Molti altri casi riguardano la Siria, il Libano e lo Yemen.

E.T. PER L'ISLAM
La mitologia araba contempla l'esistenza di "ghoul", spiriti che vagano nei cimiteri e che smembrano i cadaveri; i "salaawa" (le femmine dei ghoul), che uccidono e mutilano gli animali; i "giganti", che calpestavano la Terra nella notte dei tempi; i "jinn", la cui esistenza è contemplata come reale anche nel Corano, che sono gli angeli, suddivisibili in tre categorie: gli angeli al servizio di Dio, i "geni" simili ai demoni pagani (spiritelli più o meno innocui ma in grado di operare prodigi), gli angeli caduti, cioè i diavoli.
Come già detto inizialmente, se analizziamo a fondo le caratteristiche di queste creature, notiamo che esse riassumono in sé, mitizzate, certe peculiarità dei moderni extraterrestri della letteratura ufologica occidentale.
I mutilatori di cadaveri sono i "dottori alieni" Grigi che rapiscono europei ed americani per carpire organi e membrane; i mutilatori "salaawa" corrispondono ai "chupacabras" (fotografati, nel mondo arabo); gli angeli corrispondono ai Nordici, i "jinn" caduti ai Grigi.
Circa gli UFO, molti islamici pensano siano armi segrete; molti altri sono scettici; per altri, potrebbero esistere in quanto "Allah è grande e qualsiasi cosa gli è consentita".
Molto possibilisti sono i sufi (ve ne sono diversi pro E.T. in Iran e Turchia), seguaci di una particolare disciplina religiosa islamica, che prevede forme di rivelazione estatica.
In Internet, nel sito sufi del poeta e mistico pakistano Allamah Nasir al-Din Nasir Hunzai di Burushaksi si accede tranquillamente ad una pagina sugli UFO. Hunzai, il suo webmaster, dichiara: "Ho parlato degli UFO nei miei scritti, e particolarmente in 'Mizanùl-Haqàiq', Bilancio delle realtà, perché questo tema è oltremodo interessante. É molto strano che secondo il senso comune i jinn, le fate, il corpo sottile, i dischi volanti siano tutte creature differenti, mentre in realtà stiamo parlando di un'unica materia sottile capace di manifestarsi in forme differenti e con vari nomi. Nel Corano si dice che ogni stella è un mondo abitato da creature sottili. Nella sura 42:29 Dio dice: 'Uno dei Suoi segni è la creazione dei cieli e della Terra, e di cose viventi Egli ha riempito entrambi'."
Basta poi un giro in Internet per toccare con mano quanto sia alta la percentuale di arabi e di musulmani pronti a giurare sull'esistenza degli extraterrestri. É il caso del sito musulmano iridonesiano macsonic.org, che sull'argomento ci presenta un testo molto lungo, a cura del webmaster, che si qualifica come UFOtestimone egli stesso.
E del sito indonesiano "Kembali ke Bagian Pertama", che propone addirittura una rilettura di alcune affermazioni coraniche in chiave ufologica (scusandosi con i lettori, se il testo può offenderne la sensibilità religiosa), accostando i jinn agli alieni. L'autore, in alcune pagine titolate "Catatan Saya", arriva persino ad affermare che gli alieni hanno interagito con noi, vivendo tra gli umani, già 7000 anni fa. All'epoca sulla Terra "vi erano vari gruppi di alieni, con altrettanti tipi di UFO, poi ridottisi a quattro razze. Di queste, due razze vivevano sulla Terra con il permesso di Dio, assai prima di noi. Una di esse era di origine extraterrestre, l'altra tentò di ingannarci per ottenere il controllo dell'umanità. Usarono gli eventi storici e religiosi per guadagnarsi la nostra fiducia; essi avevano la capacità di rendere visibili ed invisibili le loro astronavi; queste ultime due razze erano più extradimensionali, che extraterrestri - scrive l'autore, che evidentemente si ispira a molti testi di archeologia misteriosa occidentali, concludendo - Gli alieni cattivi non rappresentano più una minaccia per noi, a meno che noi non si decida di imitarli."
Fra i possibilisti voglio citare:
- Mohamed Karbarday, redattore capo del quotidiano "al-Arab" (il maggior giornale in lingua araba, la cui redazione è a Londra), che mi ha scritto: "Non abbiamo mai sentito di alcuna segnalazione UFO nei Paesi arabi. Attendiamo con interesse il suo valido contributo circa questo misterioso ed affascinante soggetto";
- lo studente kuwaitiano Osama J.Hamad, testimone di un evento UFO in Kuwait, che ha addirittura creato un sito Internet che vuole essere una sorta di centro ufologico arabo virtuale, e nel farlo ha dichiarato fra le altre cose che l'area di Umm al-Aish, in Kuwait, è stata al centro di attività UFO in maniera particolare;
- Selman Gerseksever, portavoce dell'Associazione di Investigazione Metapsichica e di Ricerca Scientifica di Istanbul ed editore della rivista "Ruh Ve Madde";
- i seguaci della Nation of Islam americana (o musulmani neri, il cui portavoce afferma di essere stato portato a bordo di un disco volante);
- i seguaci della fede Bahài, che nel libro "Gleanings from the Writings of Bahàùllah" scrivono: "Sappi tu che ogni stella fissa ha il suo pianeta, e che ogni pianeta ha le proprie creature, il cui numero non può essere contato...". E, riferendosi alle stelle degli altri sistemi solari, il loro profeta Abdùl-Baha ha scritto, nel libro "Divina filosofia": "Le stelle sono popolate, ma gli esseri che vi dimorano non hanno uno stadio di conoscenza tale al nostro...".
UN SONDAGGIO DI OPINIONE
li 9 luglio 1999 ho contattato i direttori di diverse testate giornalistiche arabe: lo "Jajan Eghte Sad" iraniano, il "The Star" giordano, il "Khaleej Times Daily" di Dubai, La "Egyptian Gazette del Middle East Times" egiziana, la libanese "Revue du Liban", il marocchino "Marocco and Africa Today", il parigino "L'Echo du Polisario" (cronache del Sahara occidentale), il sito Internet del turco Ahmed Akin Kaldi Ruglu e persino l'"Addis Tribune" etiope. Ma non ho avuto risposta.
L'unico che ha accettato il dialogo è stato il dottor S. Habeedelib del quotidiano marocchino (che peraltro mi scriveva via Internet dagli Emirati Arabi Uniti). "Caro Alfredo - mi ha risposto il dottore - 'l'Islam come lo conosciamo oggi è lontano sia dalla scienza che dalla fantascienza. Quando tu parli di UFO ai musulmani di oggi, essi potrebbero riderne perché non seguono le direttive dell'Islam così come sono menzionate nel Corano. Infatti, se analizziamo il Corano e cerchiamo di comprendere ciò che contiene, scopriamo che Dio non ha creato solo gli esseri umani, ma tutte le altre specie, a milioni. Tutte le volte che queste specie vivono, cercano di perfezionare la loro vita. Dio ha creato altre specie, alcune intelligenti, e ha dato loro lo stesso ruolo degli umani; ciò significa che, secondo il Corano, queste specie esistono. Così, se esse esistono, questo significa anche che esse vivono nel cosmo. Esse possono usare gli UFO per scoprire altre parti del cosmo così come noi umani usiamo gli shuttle per scoprire lo spazio. Sfortunatamente, molte nazioni usano l'alibi degli UFO per spiare, e spiegano il loro sporco gioco con gli avvistamenti UFO; ma infine io credo, come musulmano che si affida al Corano, che Dio ha creato le altre specie e che queste specie possono realmente sviluppare la loro scienza e tecnologia per esplorare lo spazio esterno."
Poi ci sono gli agnostici, come l'astronomo Khalid Shaukat, che gestisce una Home Page intitolata "Moon sighting with Astronomy" sulle fasi lunari, che mi risposto: "Il punto di vista islamico sugli UFO o sulla vita extraterrestre non è né a favore né contro. Può essere e può non essere. La nostra scienza è in grado di spiegare delle cose oggi, e delle altre domani. L'Islam è la sottomissione al Creatore di tutto l'universo; per vivere la vita in pace e in armonia con la natura, apprezzando la bontà del Creatore, bisogna che ognuna delle nostre azioni piaccia al Creatore, il sostenitore e signore dei mondi."
Ed infine gli scettici. "Non vi è una prova solida che essi esistano, ma di sicuro è un buon affare per Hollywood" ha scritto in Interner, il 16 giugno 1999, un non meglio identificato Alì Alì nell'Arabia On Line forum ideato dal giornale giordano "The Star", che aveva creato una lista di discussione sul fenomeno dei rapimenti UFO, poi chiusa improvvisamente dopo qualche mese. Ad Alì Alì ribattevano però un certo Abooda Ayyad, che riteneva probabile l'esistenza di vita extraterrestre data la vastità del cosmo, e tale Salma Alami, convinto che oltre a uomini ed animali esistano "altre creature che non conosciamo".
Va infine segnalata la posizione del musulmano francese Jean Robin, convinto che gli extraterrestri siano in realtà dei demoni; questa posizione è stata recentemente ripresa in un libro ufologico stampato in Kuwait.


E I DISCHI VOLANTI SCESERO SU ISRAELE

di Alfredo Lissoni

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 20 del Maggio 2001

Divinità o alieni? Un'attenta lettura delle tradizioni ebraiche svela la presenza di precisi riferimenti a possibili contatti spaziali nell'antichità mediorientale.

In un precedente articolo sugli UFO files islamici abbiamo sottolineato come il fenomeno dei "dischi volanti" fosse presente in Medio Oriente sin dai tempi più remoti, con modalità analoghe a quelle della casistica occidentale (il che dimostra come gli UFO non siano solo un mito). Lo stesso accade peraltro con i "jewish UFO files", i "files UFO" ebraici dell'antichità, ovvero in tutti quegli scritti apocrifi, ortodossi o didascalici della tradizione rabbinica.
In essi si parla dei "se'irim", i satiri irsuti e caprini che ricordano molto il chupacabras, e degli "accoliti di Lilith" che penetravano nottetempo nelle stanze da letto per sottoporre, come i moderni Grigi, gli ignari dormienti a pratiche sessuali; e troviamo gi "'ofannim", angeli "in forma di ruota" che scortavano il "carro celeste" (merkavhah) di Dio, che corrispondono agli dèi civilizzatori Oannes venerati da fenici, siriani, aramei ed amorrei; ed i "bene-Elohim" ed i "Nephilim" (i giganti), che nella notte dei tempi si unirono carnalmente con "le donne della Terra"; i "figli dei dèi", nati cioè dalle unioni tra terrestri e "celesti", che avevano la particolarità di avere il volto splendente, i capelli bianchi e gli occhi lampeggianti (come il Noè della tradizione ebraica) o il volto completamente verde come la bella Esther, secondo il testo Megilla o Talmud babilonese.

IL COSMO ABITATO DAI RABBINI
Il primo dato che emerge da un'approfondita lettura dei testi della tradizione ebraica (Torah, Talmud Jerushalmi, Capitoli dei Padri o Pirqè Avot, Mishnah, Tosefta', Midrash, Haggadah o Leggende degli ebrei) è che le iniziali credenze cosmologiche fossero assai diverse dalla più tarda visione antropocentrica del mondo (con un Dio Unico per un'umanità unica nell'universo).
"Migliaia di mondi ha creato il Signore in principio - riferiscono le "Saghe ebraiche delle Origini" nella traduzione del 1913 di Bin Gorion - poi Dio ne creò di nuovo altri, e sono tutti insignificanti al suo cospetto. Il Signore creò altri mondi e li distrusse, seminò piante e le divelse, perché erano ancora confuse e si contrastavano a vicenda. E continuò a creare e a distruggere mondi, finché non creò il nostro."
Ventisette sono gli universi descritti nel "Manoscritto copto" conservato presso la collezione Borgia di Napoli attribuito all'ebreo Simon Mago e che, rifacendosi palesemente alla tradizione rabbinica, riferisce: "Quando il Padre ebbe finito di creare i dodici universi che nessun angelo conosceva, creò allora sette altri universi. Oltre quei sette, ne creò altri cinque; poi, all'esterno di quei cinque, ne creò ancora tre. Questi ventisette universi sono tutti al di là del Cielo e di questa Terra".
Sette sono invece i mondi secondo i libri della "Qabbalah" (1200 d.C.), contenenti la conoscenza esoterica rabbinica; mondi descritti in maniera simbolica e a volte apparentemente infantile, ma con il chiaro intento di fornire elementi sull'abitabilità degli altri pianeti. Uno di essi, il "mondo di Geh", è abitato da piantatori di alberi che però "non conoscono grano né alcuna specie di cereali. Il loro mondo è ombroso e vi sono molti grandi animali". Gli abitanti di Nesiah "sono poco sviluppati ed hanno al posto del naso solo due buchi in testa, per mezzo dei quali respirano. Sono di memoria corta e spesso non sanno perché abbiano cominciato un lavoro. Sul loro mondo splende un sole rosso. Gli abitanti del mondo Tziah non sono costretti a mangiare ciò che altri esseri mangiano. Cercano sempre vene d'acqua; sono affascinanti d'aspetto, e hanno più fede di tutti gli altri. Sono dotati di grandi ricchezze e hanno molte belle costruzioni. Il terreno è asciutto e vi splendono due Soli. Gli abitanti del mondo di Thebel traggono ogni nutrimento dall'acqua. Essi sono superiori a tutti gli altri esseri e il loro mondo è diviso in regioni nelle quali gli abitanti sono suddivisi in base al colore e ai volti. Essi hanno la capacità di fare rivivere i loro morti. Il loro mondo è molto lontano dal Sole. Gli abitanti del mondo di Erez sono discendenti di Adamo. Anche gli abitanti di Adamah sono i discendenti di Adamo, perché Adamo si lamentava della desolazione di Erez. Essi coltivano la terra e mangiano piante, animali e pane. Essi sono per lo più tristi e si combattono spesso. Questo mondo conosce la suddivisione in giorni e può scorgere le costellazioni. Prima furono spesso visitati dagli abitanti del mondo di Thebel, ma i visitatori persero la memoria ad Adamah e non seppero più da dove venivano. Gli abitanti del mondo di Arqa seminano e raccolgono. I loro volti sono differenti dai nostri. Essi visitano tutti i mondi e parlano tutte le lingue".
Di questi ultimi si parla anche nel "Sepher ha-zohar", il "Libro dello Splendore" del rabbino Shim'on barJochai (130-170 d.C.) dove viene addirittura riferito del dialogo tra il rabbino Yosseph ed un sopravvissuto dal misterioso mondo di Arqa ("Hurqalya" presso i musulmani, che con tale termine indicavano un universo paradimensionale affine al nostro).
Secondo l'antica cronaca sapienziale, dopo una grande catastrofe verificatasi sulla Terra, una distruzione "ad opera del fuoco" (una pioggia di meteoriti?), il rabbino Yotica "aveva visitato tutti i mondi che esistono": i sette pianeti della Cabala. Di questi mondi abitati solo la gente di Arqa "aveva mandato messaggi sugli altri", era stata cioè in grado, all'epoca, di viaggiare nello spazio. Questi erano insomma come gli extraterrestri veri e propri, i "piloti dei dischi volanti" della fenomenologia UFO.

CONOSCENZE PERDUTE
Nelle "Saghe ebraiche delle origini" è detto che Noè apprese tramite un libro donatogli dall'arcangelo Raffaele "tutte le vie per comprendere i pianeti, e le vie di Aldebaran, Orione e Sirio" (tre nomi, questi, spesso associati dalla moderna ufologia a possibili "patrie" di provenienza di extraterrestri; quanto ad Aldebaran, i Sumeri credevano che da lì provenisse il dio Anu, creatore degli Anunnaki). Dal libro dell'angelo, Noè apprese i nomi di ogni singolo Cielo e quali sono i nomi dei Servitori Celesti. Questo libro di antichissima astronomia sarebbe stato passato, di mano in mano e secondo la leggenda, alle varie stirpi ebraiche, da Abramo sino a Salomone.
Lo stesso era avvenuto, secondo "Le antiche leggende degli ebrei", con Adamo. Durante la sua permanenza nell'Eden "un angelo scese e lo istruì. Scrisse per lui un libro su ciò che doveva e non doveva fare. Gli mostrò com'erano disposti i pianeti e lo condusse in giro per il mondo..."
Ben altre conoscenze sarebbero poi nascoste nei testi "Zohar", secondo un articolo pubblicato sul prestigioso "New Scientist" nel 1976 dal glottologo George Sassoon e dal biologo Rodney Dale, inglesi. Studiando un testo ebraico intitolato Hadrazuta Odisha ("La piccola santa glorificazione"), che descriveva il miracolo della manna, prodotta per mano dell'Altisimo, i due giunsero alla conclusione che l'epiteto divino fosse un errore di traduzione (o di interpretazione); l'Altissimo altro non era che una macchina, tecnologica e sofisticata, in grado di produrre la manna ("pane" nel Pentateuco; una "coltura di alghe" per Sassoon e Dale). Appoggiandosi al progettista tecnico Martin Riches e seguendo le indicazioni del testo ebraico ne ricostruiscono la forma, giungendo alla conclusione che si trattava di una macchina portata sulla Terra da alieni tremila anni fa (ed in seguito occultata, secondo il profeta Samuele - 1 Sam. 4,3 - nella città di Silo).
"Macchine come questa dovrebbero essere in dotazione sulle astronavi, giacché servono ad un duplice scopo, producendo l'ossigeno indispensabile alla respirazione ed il cibo. Una abbastanza simile è stata costruita dai sovietici per la Saljut". Le sconvolgenti conclusioni cui giunsero i due scienziati avrebbero dovuto, di regola, mettere in subbuglio gli ambienti accademici. Ma poiché l'articolo uscì sulla rivista il 1 aprile 1976, la scienza ufficiale pensò ad una burla e la storia non ebbe più un seguito; né glielo si volle dare, in barba alle conferenze tenute dai due sull'argomento ed all'uscita di due libri ben documentati, "The Lord of the Manna" e "The Manna Machine", nel quale gli studiosi ribadivano l'eccezionalità della scoperta e la sua veridicità.

I CARRI DEGLI DEI
Esistono poi i vangeli apocrifi di origine ebraica ripresi in parte anche dai primi cristiani, che presentano spunti ufologici, presumibilmente posteriori ed inseriti in un contesto mitico-religioso. Come il trentatreesimo capitolo dell'"Apocalisse di Mosè", nel quale si racconta del "carro di luce, guidato da quattro aquile splendenti" apparso a Eva."Nessun essere umano avrebbe potuto descriverne lo splendore", afferma lo pseudo Mosè, aggiungendo che dalle ruote del carro, avvicinatosi nel frattempo ad Adamo, "era uscito del fumo".
E nell'"L'Apocrifo di Abramo" (18, 11-12), che chiaramente ricalca la biblica visione di Ezechiele nel deserto, si parla di esseri celesti "dietro ai quali era un carro che aveva ruote di fuoco; e ogni ruota era tutt'intorno piena di occhi e sulle ruote v'era un trono; e questo era coperto da fuoco che scorreva tutt'intorno".
La storia è confermata anche dal successivo apocrifo "La vita di Adamo ed Eva" del 730 d.C., dove si precisa che a bordo del carro celeste era assiso nientemeno che Dio in persona.
Dei "carri celesti" era però proibito parlare ai tempi del Talmud. Le considerazioni sulla struttura dell'universo erano chiamate "ma'asse merkavhah", "ciò che riguardava il carro", perché pertinenti al carro divino descritto dal profeta Ezechiele. I farisei consideravano pericolosi questi studi a seguito di una serie di leggende circa incidenti e morti misteriose fra gli studiosi che avevano cercato di capire cosa fossero in realtà i carri celesti: dal rabbino Ben Azzay, deceduto all'improvviso, a Ben Zoma, impazzito, sino ad Esisha ben Abuya, divenuto eretico (e dunque dannato); soltanto il rabbino Akiba, noto per la sua "circospezione", riuscì a studiare i carri celesti restando in vita. Ma cosa scoprì, non ci è dato di saperlo.
Che i resoconti sui carri celesti non siano semplici leggende è dimostrabile. Le apparizioni UFO sui cieli di Israele sono documentate, anche da fonti indipendenti, sin dall'antichità.
Lo storico Flavio Giuseppe (37-95 d.C.), nella "Guerra Giudaica", segnala la comparsa di una stella simile ad una spada, immobile sopra Gerusalemme nell'anno 65 a.C., ed una strana luce nel Tempio. Più tardi, al tramonto, vennero visti in Cielo dei soldati in armatura muoversi tra le nubi; l'insolito "miraggio" ne ricorda uno analogo del 167 a.C., durante la ribellione guidata da Giuda Maccabeo. Cinque soldati con armature dorate apparvero nel Cielo, secondo le fonti latine.

E L'UFO DI ABRAMO
Un UFO sarebbe apparso in occasione della nascita di Abramo.
Riporta la tradizione ebraica: "Abramo nacque a Ur nel mese di tishri, intorno all'anno 1948 dopo la creazione. La notte in cui Abramo vide la luce, gli amici di suo padre Tare stavano banchettando. In quel momento essi videro una stella straordinaria nella parte orientale del Cielo; sembrava correre per divorare altre quattro stelle dirette ai quattro alti del firmamento. Tutti me rimasero meravigliati".
Non meno inquietante l'"Apocalisse di Abramo" del secondo secolo d.C., in cui viene così descritto l'improvviso rapimento al Cielo del patriarca ad opera di uno "straniero" misterioso: "Avvenne all'ora del tramonto. C'era fumo, fumo come quello che esce da una stufa. Mi condusse fino al limite delle fiamme. Quindi salimmo, come trasportati da molti venti, verso il Cielo, che là pareva poggiare sopra il firmamento. Nell'aria, dall'altezza che avevamo raggiunto, vidi una luce fortissima, impossibile da descrivere, e nella luce un fuoco violento e all'interno una schiera di figure poderose, che gridavano parole ch'io non avevo mai udito" (sembra proprio la moderna descrizione dell'incontro ravvicinato con i piloti di un disco volante). Della strana macchina volante Abramo commentava: "A volte se ne stava dritta, a volte si rigirava, capovolgendosi".
Dunque roteava su se stessa?
Non meno curiosa la storia presente nel "Resto delle parole di Baruc", un profeta amico di Geremia, vissuto nel 604 a.C. che racconta dell'improvviso "sonno con vertigini" dell'amico Abimelec, che si risveglia nella città di Gerusalemme... sessantasei anni dopo. La città è cambiata, le persone pure; solo Abimelec è rimasto tale e quale, come se per lui il tempo si fosse contratto, nelle brevi ore in cui era stato privo di coscienza. Proprio come se avesse viaggiato nello spazio seguendo le leggi del paradosso temporale di Einstein!

IL VIAGGIO DI ENOCH
La vicenda più curiosa è però quella che riguarda il profeta ebraico Enoch, un patriarca descritto nel libro della Genesi che, ad un certo momento, "non fu più veduto perché Iddio lo prese in Cielo". Enoch lascia intendere che esistano due categorie di angeli detti Veglianti (o Vigilanti): i "buoni", cioè gli angeli rimasti fedeli al Signore; e i "cattivi", i già citati Annunaki, identificati negli "angeli caduti". Compito dei vigilanti sarebbe, lo dice il nome, vigilare sull'umanità, per tutto l'universo.
I primi, esseri di luce superiori all'uomo per natura e per saggezza, sono chiamati Cherubini, Serafini e "Osannini"; essi sono soliti fornire messaggi agli umani portandoli momentaneamente in Cielo o, come precisa Enoch, "penetrando nelle loro camere da letto" (il paragone con i rapiti UFO è immediato). Quanto ai veglianti o Vigilanti caduti, essi sono una razza che il profeta definisce "un tempo santi, puri spiriti, viventi di vita eterna, contaminatisi con il sangue delle donne"; essi sono i "padri di una stirpe di giganti, esseri perversi chiamati spiriti maligni, sterminati dal Diluvio".
Anche i Vigilanti ricordano una particolare tipologia aliena. Il nome con cui si presentano ai rapiti è identico a quello usato oggidì dai Grigi: "Watchers", Vigilanti.
Mentre i primi riportano alla mente gli alieni detti "Nordici" (alti e biondi e spirituali, cari ai contattisti), i secondi rammentano i violenti e maldestri intrusi delle camere da letto.
Secondo lo scrittore Erich von Däniken, "il profeta Enoch parlò di 200 Guardiani del Cielo? Scesi sul pianeta, i cui rampolli si contesero la Terra, dando vita a conflitti per conquistare territori; si verificò una chiusura a riccio di ciascuno nel proprio regno e sorsero le fortificazioni. Furono i divini rampolli a progettare i palazzi e le residenze; i lavori pesanti invece gravarono sui sudditi, spronati e soggiogati da dimostrazioni di forza che, agli umani esseri, parvero sovrannaturali. In cambio del faticoso lavoro compiuto, gli dèi si offrirono di aiutarli in caso di guerra". Fu veramente così?
Il collegamento con l'ufologia è tutt'altro che forzato; nel testo apocrifo noto come "Libro di Enoch", di cui si possiedono tre versioni (in ebraico, etiope e slavo) diversi ufologi hanno visto nel racconto di un viaggio nel Cielo del patriarca una vera e propria esperienza di rapimento UFO.
A bordo di una strana macchina volante guidata da un gruppo di Veglianti "buoni" (da non confondersi cioè con gli "angeli caduti"), Enoch visita altri mondi; ma soprattutto apprende da un gruppo di angeli con scafandro ("dai volti di cristallo") che molti Veglianti, all'alba dell'umanità, si sono corrotti innamorandosi di donne della Terra, con le quali si erano anche uniti carnalmente. Ancora, Enoch viene messo a parte di molti segreti "spaziali": l'ordinamento del cosmo e del creato, la composizione delle schiere angeliche, la struttura dell'universo che, a detta degli alieni, "è abitato e ricco di pianeti e sorvegliato da angeli detti Veglianti".
"Stavo benedicendo il Signore - racconta Enoch nella versione etiope del suo libro (II-I secolo a.C.) - quando gli angeli mi chiamarono e mi presero. E mi portarono in un mondo i cui abitanti erano come fuoco fiammeggiante e, quando lo desideravano, apparivano come uomini. Una visione mi apparve e nubi mi avvolsero e persi conoscenze. E divenni sempre più veloce, come una stella cadente e come i fulmini. E nella visione un vento impetuoso mi sollevò e mi portò in Cielo. Io vidi l'aria, l'etere ancora più in alto. E mi portarono nel primo Cielo, e mi indicarono un mare più grande del mare della Terra. E i venti, nella visione, mi facevano volare e mi portarono su, sino a un muro di cristallo, circondato da lingue di fuoco. Ciò cominciò ad incutermi spavento. Io entrai nelle lingue di fuoco e mi avvicinai alla Grande Casa che era costruita di cristallo. E le pareti di quella casa erano come mosaico di una tavola pittorica in pezzetti di cristallo; e il pavimento era di cristallo. li soffitto era come il corso delle stelle e dei fulmini e in mezzo a loro, cherubini di fuoco; e il loro Cielo era acqua. E vi era fuoco che bruciava intorno alle pareti e le porte ardevano per il fuoco. E io vidi un'altra cosa, costruita con lingue di fuoco. Il pavimento era di fuoco e su di esso, il fulmine. lo guardai e, all'interno, vidi un alto trono. E io vidi i Figli dei Santi camminare sul fuoco ardente; i loro abiti erano bianchi e i loro volti trasparenti come cristallo."
I "Figli dei Santi" (con questo termine Enoch indica gli angeli che non si sono corrotti e che sono rimasti fedeli a Dio) sono organizzati militarmente, come degli astronauti. Lo dichiara il patriarca in un altro libro, la raccolta "Libri segreti di Enoch": "Mi fecero vedere i Capitani e i Capi degli Ordini delle Stelle. Mi indicarono duecento angeli che hanno autorità sulle stelle e sui servizi del Cielo; essi volano con le loro ali e vanno intorno ai pianeti. Mi mostrarono le stelle del Cielo. Vidi come venivano pesate a seconda della loro luminosità, della loro lontananza nello spazio e del giorno della loro comparsa." Quest'ultimo elemento è sconcertante. Studiosi di archeologia misteriosa come i già citati Erich von Däniken e Ulrich Dopatka hanno sottolineato come gli antichi astronauti cartografassero l'universo utilizzando lo stesso sistema in uso nella nostra moderna astronomia; suddividendo cioè le stelle in base allo spettro, alla luminosità, alla distanza e all'elevazione.
A bordo della macchina volante Enoch apprende direttamente dal capo degli angeli, il "Signore che sedeva su un grosso trono", dell'esistenza di un conflitto tra i "Figli dei Santi" e alcuni Veglianti caduti, a causa della ribellione di questi ultimi. L'episodio è brevemente accennato anche nella Genesi (6,2) ma in Enoch è descritto molto approfonditamente: "Fra i figli dell'uomo vi erano figlie belle e seducenti. E gli angeli, i figli del Cielo, le videro e le desiderarono e dissero tra loro: Andiamo, scegliamoci delle mogli che ci partoriscano dei figli. E Semyaza, il loro capo, e tutti e duecento scesero, nei giorni di Jared, sulla cima del monte Hermon (al confine fra il Libano e la Siria); tutti presero delle mogli e cominciarono a unirsi a loro e a sollazzarsi con loro. Ed insegnarono loro vezzi ed incanti e a tagliare radici e a conoscere e distinguere le piante. Ed esse vennero fecondate e partorirono grandi giganti, che si volsero contro gli uomini e divorarono l'umanità."
Rileggendo con occhi moderni l'episodio biblico si ha l'impressione di trovarsi dinanzi ad una razza di colonizzatori, i Veglianti o Vigilanti, che tradiscono l'iniziale obiettivo, presumibilmente la mera osservazione a distanza della Terra, e si mescolano agli uomini offrendo conoscenze e tecnologie per le quali la razza umana è impreparata.
Questa tesi è confermata dal fatto che i Veglianti insegnino agli uomini una forma primitiva di tecnologia, sino ad allora sconosciuta, e l'arte della guerra. "E Azazel - riferisce Enoch - insegnò agli uomini a far spade e pugnali e scudi e corazze e fece loro conoscere i metalli".
La corruzione dell'umanità sdegnò il Signore, che decise, secondo i testi enochiani, di sterminare sia i Veglianti che i terrestri, con il Diluvio Universale. Esso ebbe ragione anche dei giganti, nati dall'unione degli angeli caduti con le donne della Terra.
Secondo Enoch, nello spazio là fuori vivrebbero diverse tipologie "angeliche". Oltre ai Vigilanti, caduti perché "non possedevano tutte le conoscenze dell'Universo" e cioè imperfetti, vi sarebbero molte gerarchie. Alcune sono spirituali, quali gli arcangeli, i giusti, gli eletti e i "non dormienti", che stanno dinanzi a Dio; altre infernali, come i "Grigori" (custodi dell'inferno), i diavoli che hanno rinnegato Dio; altre non meglio identificate, come "gli uomini dalla testa bianca", frutto dell'unione con i "figli del Signore". Fra questi ultimi vi sarebbe anche Noè che, nella versione slava del "Libro di Enoch", si vede costruita dagli angeli - e non dai propri figli - la celebre arca che lo salverà dal Diluvio mandato per distruggere i giganti.
Fra i molti spiccano gli "Osannini", entità di luce incaricate di indirizzarci spiritualmente, dopo che noi umani abbiamo perso la nostra natura incontaminata a causa del contatto con i Veglianti. Costoro sarebbero gli alieni che hanno accelerato in positivo l'evoluzione della nostra civiltà.

I MILLE MONDI DI DIO
La visione di un Dio creazionista esclusivista sembra avere caratterizzato solo il tardo ebraismo (ed è stata in seguito acquisita dai cristiani); questo perché nei commentari della Torah quali "Le leggende degli ebrei" è scritto testualmente che "quando Dio fece i nostri Cieli e la nostra Terra di oggi furono inoltre plasmati i nuovi Cieli e la nuova Terra (cfr. Isaia, 66,22) e i centonovantaseimila mondi che Dio creò per la sua gloria"; e nella Mishnah (la tradizione orale ebraica) vi è un passo (sfortunatamente ritenuto apocrifo in quanto tarda interpolazione) in cui si dice che "nel tempo a venire Dio concederà ad ogni giusto 310 mondi" (affermazione confermata anche nei commentari "Petirat Mosheh" e nel "Qetoret ha-Saminr", 340 sono i mondi citati nell'"'Alfa' Beta' de-Rabbi 'Aqiva"; 390 nel "Derek 'Eresh" e nel "Targum Yerushalmi"; 18.000 quelli dell'"Avodah Zareh" e del "Seder Rabbah de-Bereshit"), mentre l'"Idra Suta" arriva ad affermare l'esistenza di ben "trecentosessanta miriadi di mondi". Nel testo "La creazione del mondo" è chiaramente descritta l'esistenza di sette Cieli (il secondo dei quali ospitante i pianeti, il quarto l'angelo Michele, il quinto le schiere angeliche, il sesto l'angelo caduto Metatron, il settimo le anime, i serafini, gli "ofannim" o osannini, le hayyot e gli angeli officianti) e di sette Terre, ciascuna delle quali "separata dalla successiva per mezzo di cinque Strati". Nella quinta risiedono le anime dei malvagi, sorvegliate dagli angeli della distruzione; nella seconda, chiamata Tevel e considerata "la prima abitata da creature viventi", vivrebbero "365 specie, tutte affatto diverse da quelle che vivono sulla nostra Terra. Alcune hanno teste d'uomo su corpi di leone, di serpente o di bove; altre hanno corpi umani e teste di uno di questi animali. Inoltre Tevel è abitata da esseri umani con due teste, quattro mani e quattro piedi: tutte le membra raddoppiate ad eccezione del tronco. Questa specie di umanità si distingue per la sua grande rettitudine ed anche in ciò è diversa dalla specie che popola la nostra Terra..."
Sebbene nel XII secolo l'ebraismo abbia subito una profonda revisione grazie al filosofo ebraico (ed aristotelico) Mosè Maimonide, la visione che la casta rabbinica ha continuato ad imporre per secoli è stata quella di un'unica Terra abitata, popolata da uomini al servizio di un unico Dio, unico a sua volta.
Al riguardo va però ricordata l'affermazione di quel Saul persecutore dei cristiani che, da ebreo (pur se poi divenuto cittadino romano con nome di Paolo), ricorda nelle sue "Lettere" che "vi sono molti Dei e molti Signori; ma un solo Dio..."


ISRAELE: I CARRI CELESTI DEGLI ELOHIM

di Alfredo Lissoni

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 22 del Luglio/Agosto 2001

Molti testi apocrifi riferiscono di avvistamenti UFO; questi tardi racconti vennero probabilmente distorti, interpretati in chiave mistica e legittimati attribuendoli a figure dell'Antico e Nuovo Testamento. Ma la verità potrebbe essere diversa...

In un precedente articolo abbiamo sottolineato come nei "jewish UFO files", nei racconti ebraici delle origini, abbondassero i riferimenti ad apparizioni UFO nel Medioriente antico. Molte altre apparizioni, decontestualizzate, rilette in chiave mistica ed inserite in un contesto biblico a posteriori, potrebbero celare nuovi sconcertanti episodi.
Pur non appartenendo tutti alla tradizione ebraica, i cosiddetti "vangeli apocrifi" (cioè quelli non riconosciuti come canonici dalla versione dei Settanta) mostrano spunti assai interessanti per gli studiosi di ufologia; va altresì sottolineato che negli ultimi decenni è parere di una élite di studiosi internazionali che almeno il 90% degli scritti neotestamentari rinnegati dalla Chiesa possa godere di una credibilità pari a quella degli scritti ufficializzati. Una simile presa di posizione ha acceso in passato aspre diatribe, e non è un segreto che i vari testi apocrifi, come i Rotoli del Mar Morto esposti negli anni Novanta sia nei musei americani che vaticani, siano stati volutamente celati per molti anni, affinché non ne venisse divulgato il contenuto, esplosivo per gli uni, eretico e deviante per gli altri.
Occorre anche sottolineare che molti di questi testi, che rivelano presunte predicazioni di Gesù o riscrivono molti episodi cronachistici neotestamentari, sono stati effettivamente inventati di sana pianta o inquinati, anche a più riprese nel corso dei secoli con cancellazioni ed aggiunte, da gruppi gnostici e filosofici che nulla avevano a che spartire con l'ebraismo delle origini (esistono addirittura vangeli neoplatonici e musulmani). Le dottrine in essi contenute venivano solitamente attribuite a Gesù per conferire loro maggior credibilità. Aldilà di queste mistificazioni evidenti, non si può peraltro escludere che alcuni episodi cronachistici, come certe apparizioni di nubi volanti o certe "apparizioni", venissero propagandate proprio in questi scritti, ma inserite in un contesto religioso, in quanto interpretate come-manifestazioni soprannaturali.

I "VIMANA" DEGLI EBREI
É dunque assai probabile, se non addirittura certo, che l'avvistamento di un UFO, nei secoli passati, sia stato interpretato come il transito di una "nube divina"; la funzione di queste nubi volanti, probabilmente introdotte a posteriori in molti testi parabiblici, è descritta assai minuziosamente in un vangelo apocrifo vecchio di duemila anni, che attesta dunque l'antichità di tale fenomeno. Noto come "Transito della Beata Vergine Maria", esso è uno scritto attribuito, a torto o a ragione, ad un testimone oculare dell'epoca di Cristo, Giuseppe d'Arimatea, il pio ebreo che fu una delle persone maggiormente vicine alla famiglia di Gesù nelle ore della crocifissione; fu lui che donò il telo detto Sindone per avvolgere le spoglie di Cristo e fu sempre lui che ebbe in custodia il calice dell'ultima cena, il futuro Santo Graal. Nel vangelo a lui attribuito è descritta puntigliosamente la morte della Madre di Gesù. Vi si racconta che tre giorni prima del suo trapasso, la Madonna ricevette la visita di un angelo con una palma, che le preannunziava la sua prossima assunzione al cielo, senza precisare se in vita o da morta. E quando quel giorno arrivò, alla terza ora, tutti gli apostoli eccetto S. Tommaso si trovarono improvvisamente trasportati a Gerusalemme, dinanzi alla casa di Maria, a bordo di una nube. Un po' come nel caso dei "vimana" indu.
Giuseppe narra che erano tutti sbalorditi per il loro repentino trasporto; non sapevano capacitarsi di cosa stesse succedendo; uno di essi, Simon Pietro, commentò addirittura: "Nessuno sa perché siamo qui. Ero ad Antiochia e a gran velocità mi sono ritrovato qui." Stupiti, senza alcun ricordo, tutti gli apostoli erano stati come "teletrasportati" a bordo delle "nubi" (qui gli ufologi avrebbero di che sbizzarrirsi).
L'antico vangelo prosegue poi narrando l'arrivo, la domenica sempre alla terza ora, di Gesù. É quello il momento culminante di tutta la vicenda: la Madonna muore e la sua anima viene portata in cielo; sui presenti si verificò un effetto identico a quello toccato agli apostoli durante la trasfigurazione biblica di Gesù sul monte Tabor: tutti gli astanti caddero con il viso a terra, restando paralizzati ed incoscienti per un'ora e mezza, mentre l'anima di Maria veniva "portata via in una grande luce"; la nube che trasportava l'anima della Madre di Dio, viene detto, "si sollevò in cielo", mentre un grande boato, un terremoto, scosse la terra.
Anche in questa antichissima narrazione troviamo degli effetti fisici tipici delle apparizioni UFO: rumori, luci, nubi e addirittura la paralisi totale di tutti i presenti e la cancellazione del loro ricordo, eccetto in uno dei presenti (ovvero, in colui il quale descrisse in questo modo "Il transito di Maria").
Ripresisi, i discepoli, confusi e istigati da Satana, pensarono di seppellire o cremare il corpo di Maria, dice il cronista. Decisisi per l'inumazione, i discepoli si stavano apprestando a deporre il corpo della Vergine in un sepolcro, quando all'improvviso si verificava un secondo evento straordinario: di colpo appariva una misteriosa luce dal cielo che li abbatteva tutti a terra; in quel momento il corpo di Maria veniva sollevato in cielo da una forza invisibile e, secondo questo vangelo, portato in Paradiso; immediatamente dopo tutti i discepoli venivano poi riportati, a bordo della solita "spessa nube", ognuno e singolarmente al proprio luogo di provenienza.

IL TRANSITO
La storia dell'assunzione in cielo del corpo di Maria non sembra essere il frutto solo di una fantasia accesa; di essa esistono almeno altri due scritti meno dettagliati, che probabilmente sono stati ispirati ad eventi "ufologici" che nulla avevano a che fare con la Madonna, ma che sono stati riletti nell'ottica di una visione mistica. L'episodio è stato tramandato per secoli nell'arte slava. Esiste una tavola pittorica che riproduce lo stesso evento: in essa si vede la Madonna portata in alto, mentre gli apostoli, a due a due, volano in cielo a bordo di strane nubi a goccia. Ma mentre il vangelo di Giuseppe d'Arimatea è presumibilmente di origine ebraica e vecchio di duemila anni, questo dipinto è di origine jugoslava; è un'opera del 1638 del pittore Kozma, è stato trovato a Piva ed ha soltanto trecento anni. Impossibile pensare che i due autori, l'estensore del vangelo o il pittore della tavola, possano essersi copiati; il dipinto di Kozma è noto da tre secoli, mentre il vangelo apocrifo, di cui in epoca medievale esistevano solo alcuni frammenti in latino, è stato ricostruito dal filologo tedesco Tischendorf e riportato alla luce dai biblisti solo in questo secolo.
É dunque lecito pensare che sia lo pseudo-Giuseppe d'Arimatea che il pittore Kozma assistettero indipendentemente ad apparizioni UFO, e rilessero gli episodi in chiave sovrannaturale, come reminiscenze o visioni di passati eventi divini?
In tal caso Kozma avrebbe riprodotto i sorvoli di UFO servendosi dell'iconografia mistica ortodossa; il suo dipinto, difatti, è strettamente collegato ad un più antico affresco jugoslavo, presente sulla navata della Chiesa di S. Sofia a Ocrida dell'XI secolo; esistono altri dipinti analoghi, sempre con la Vergine morente attorniata da "angeli in astronave", ma la sagoma delle nubi è totalmente differente da quelle di Kozma; nella Galleria d'arte Tretjakov di Mosca ne troviamo almeno tre; uno è del XV secolo, della Scuola di Tver; un altro, intitolato "La dormizione", è degli inizi del XIII secolo (detto "icona del monastero delle Decime di Novgorod"); è una tempera su legno che chiaramente riproduce uno schema classico per l'arte russo-ortodossa: la Madonna morente al centro di un letto, Gesù e gli apostoli al capezzale, gli angeli che scendono dal cielo. In questo caso però gli apostoli che arrivano volando sono dentro nubi rozzamente accennate, che non hanno alcuna relazione con i dipinti jugoslavi e che contornano banalmente le figure umane; esse scompaiono addirittura nella "Dormizione" realizzata da Teofane il Greco nel 1392, anch'esso custodito nella Galleria Tretjakov.
Gli "angeli in astronave" della Dormizione, dunque, non sempre sono una costante nell'arte slava. Ed occasionalmente sono dipinti "a goccia" come nella visione di Kozma.
Siccome non è stato possibile stabilire alcun legame diretto tra l'opera del pittore di Piva ed i vangeli apocrifi sopracitati, sino a prova contraria, dobbiamo dedurne che questi episodi siano indipendenti, e di natura ufologica. Inoltre la paralisi dei testimoni (evento oggigiorno associato a diversi casi UFO, come pure la cancellazione della memoria) la si trova anche nel papiro Bodmer, noto come "Natività di Maria" o "Protovangelo di Giacomo" che narra come durante la nascita di Gesù la gente di Betlemme, e persino gli animali, rimasero come pietrificati.

COME PIETRIFICATI
Racconta Giuseppe: "Guardai nell'aria e vidi immobili gli uccelli; guardai sulla terra e vidi degli operai con le mani coricate in un vaso; quelli che stavano portando il cibo alla bocca, immobili; i visi di tutti erano rivolti a guardare in alto. Ecco che le pecore spinte innanzi che invece stavano ferme; il pastore aveva alzato la mano per percuoterle, ma la sua mano era rimasta per aria. Poi, in un istante, tutte le cose ripresero il loro corso... Al luogo della grotta della Natività, ecco che una nube splendente copriva la grotta. Subito la nube si ritrasse dalla grotta, e nella grotta apparve una gran luce che gli occhi non potevano sopportare. Poco dopo quella luce andò dileguandosi fino a che apparve il Bambino."
Nel "Vangelo dello pseudo-Matteo": "Dalla sera alla mattina splendeva sopra la grotta un'enorme stella, la cui grandezza non si è mai vista dall'origine del mondo".
La nube avrebbe portato in cielo Gesù durante un discorso in Galilea. Così nelle Memorie di Nicodemo: "Testimonianza di Adda, Finee e Ogia. Mentre era assiso sul monte di Mabrech ammaestrando i suoi discepoli, abbiamo visto una nube luminosa che lo copriva con i suoi discepoli. Quando Gesù si alzò, la nube lo trasportò nel cielo. I suoi discepoli erano invece stesi a terra e pregavano."
La luce, secondo l'apocrifo "Vangelo di Pietro", torna a portare via il corpo di Cristo crocefisso, custodito nel sepolcro: "Mentre i soldati facevano al guardia, una gran voce venne dal cielo. Ed essi videro i cieli spalancarsi e due uomini scendere di là, avvolti da una gran luce, ed avvicinarsi al sepolcro."
In molte icone bizantine l'ascensione di Gesù viene raffigurata in maniera alquanto anomala: il Salvatore vola in ciclo all'interno di una forma ovoidale rossa (definita "mandorla sacra" che rappresenterebbe la stilizzazione di un pesce, nome che in greco ricorda il termine "Cristo"), in molti casi munita però di tre alettoni incandescenti; i discepoli presenti vengono spinti a terra come da un getto propulsivo ed assordante: difatti si coprono occhi ed orecchi, ed i loro abiti si gonfiano per l'aria smossa.
Negli "Atti degli apostoli" canonici (versione americana), l'ascesa al ciclo si conclude con queste parole: "La nuvola accolse Gesù, nascondendolo alla loro vista".
Anche la nascita del Messia è rappresentata, in queste stesse icone, bizzarramente: il Bambino sembra quasi essere calato dall'alto, da una nube in un fascio di luce simile ad una corda (ad esempio, nelle Natività raffigurate su mosaico nella volta della Chiesa di Dafni, in Grecia, e nella Cappella Palatina di Palermo.
Entrambi le raffigurazioni sono del XII secolo; come pure in una miniatura armena del XIII secolo e nella "Natività" del russo A. Rublev, XV secolo).
É facile che tali modelli siano stati influenzati posteriormente da scritti analoghi al ritrovato "Vangelo dello pseudo-Tommaso", che afferma: "Quando Zaccheo udì (Gesù bambino parlare) sbalordito, rivoltosi a Giuseppe, disse: O Fratello, in verità questo bambino non è nato su questa Terra; portalo quindi via da me."

NASCITE MIRACOLOSE
Pure la nascita della Madonna, figlia di Gioacchino e di Anna, è stata associata ad un cosiddetto "concepimento sovrannaturale".
Così scrive lo studioso Giulio La Greca, incrociando i vangeli con l'apocrifo "Protovangelo di Giacomo": "Erano trascorsi quasi quarantun giorni da quando Gioacchino s'era appartato nel deserto, per implorare un miracolo. Ma al quarantunesimo giorno ricevette una visione dal cielo: due angeli lo invitavano a tornare a casa, perché la sua implorazione, di avere un figlio, era stata esaudita. La gravidanza di Anna sarà oggetto di discussioni tra i primi maestri della Chiesa: fu un concepimento 'sovrannaturale' oppure la naturale conseguenza di un seme deposto dal marito prima che si ritirasse nel deserto? Poiché trascorsero nove mesi oltre ai quaranta dall'astinenza di Gioacchino, la maggioranza degli studiosi dedusse che ebbe a trattarsi di una gravidanza angelica."
I rapimenti "celesti" sono spesso associati alle "ali di Dio". Boaz accolse Ruth nella comunità ebraica come colei che era "venuta sotto le ali" di Yahweh.
Il salmista biblico (Salmi 18,10-13) così descriveva la discesa del Signore dai cieli: "Egli salì su un cherubino e se ne andò in volo; si librava in volo su ali di vento". I cherubini erano dunque, più che angeli, veri e propri "carri celesti".
Nella Bibbia si menziona anche una possibile astronave-madre come un "rotolo volante" (Zaccaria, 5,1-2). L'unico oggetto ordinario che in quell'epoca potesse essere paragonato all'astronave dalla caratteristica forma a sigaro era proprio un rotolo di pergamena.
Sempre Zaccaria (6,1) menziona anche quattro carri che sbucano fra due monti, che salgono come nubi e sono come turbini.
UFO e nubi, poi, sono una costante anche negli episodi veterotestamentari, sia canonici che eterodossi.
In un'appendice alla versione etiopica del "Libro di Enoch", si legge: "lo vidi là, nel cielo, come una nuvola che si vedeva bene, ma a causa della sua grande profondità non potevo vedere tutta la parte di sopra; vidi la fiamma del suo fuoco bruciare fragorosa e delle forme simili a montagne brillanti, che turbinavano e si muovevano qua e là."
Ed Enoch interroga l'angelo che lo ha rapito in cielo e che gli è vicino, dicendo: "Che cos'è quest'oggetto brillante? Perché non è il cielo stesso, ma una fiamma di fuoco soltanto, che brilla ed ha un rumore di grida, di pianti, di lamenti e di grande sofferenza?"

A BORDO DI UNA NUVOLA
Nella "Torah" è scritto: "Mosè e Giosuè si presentarono nel tabernacolo della testimonianza (l'arca dell'alleanza). li Signore vi apparve nella colonna della nuvola, la quale si posò all'ingresso del tabernacolo. Ora avvenne che, quando i sacerdoti furono usciti dal Santuario, la nuvola riempì la casa di Dio."
E nel "Libro dei Re": "Allora Salomone disse: Il Signore ha detto che Egli abiterebbe nella nuvola"; nel "Secondo Libro dei Paralipomeni": "La casa di Dio fu riempita da una nuvola, ed i sacerdoti non potevano più starvi né fare le loro funzioni a causa della caligine, perché la Gloria del Signore aveva riempito la casa di Dio".
La caligine ritorna anche nel "Libro della Sapienza", quando le tenebre avvolsero gli egizi che opprimevano gli ebrei: "Gli oppressori non erano sicuri neppure nei recessi in cui si rifugiarono, poiché li atterrivano i rumori risonanti dall'alto e apparivano loro lugubri spettri con mesti volti. Non c'era forza di fuoco che potesse far luce; neppure le brillanti fiamme degli astri riuscivano ad illuminare quella notte orrenda. Tutto il mondo era rischiarato da una vivissima luce e attendeva senza impedimento ai suoi lavori. Solamente su di quelli si stendeva una gravosa notte...".
E nell'"Apocalisse" di Giovanni: "E udirono una gran voce dal cielo, che disse loro: Salite quassù. E salirono in una nuvola al cielo e i loro nemici li videro."
Nell'"Apocalisse di Pietro" (apocrifa): "Sopravvenne una grande nube, che si distese sulle nostre teste. Era bianchissima. E portò via Nostro Signore, Mosè ed Elia. E io, Pietro, ne tremai e ne fui turbato. Anche il cielo era aperto."
E nella apocrifa "Apocalisse di Baruc": "E vidi una nube che saliva dal mare, piena di acque bianche, nere e di ogni colore, con qualcosa di simile al lampo sui bordi superiori. E, prima che la nube si dissipasse, caddero acque nere e vi si mescolò del fuoco, che portava rovina e corruzione... Poi vidi il lampo del bordo superiore della nube radunar la nube stessa e lanciarla sulla Terra. Questo lampo divenne luminoso al punto di illuminare tutta la Terra."
Nella visione profetica di Esdra: "Vidi un vento levarsi dal mare e sconvolgerne i flutti. Poi vidi questo vento far uscire dal mare una figura come d'uomo; e quest'uomo volava con le nubi del cielo e ovunque egli volgesse la faccia, per guardare, tutto alla sua vista tremava... Poi vidi tutti coloro che si erano radunati per combatterlo, colti da un grande timore; vidi che egli fece uscire dalla sua bocca come delle ondate di fuoco e dalle sue labbra un soffio infuocato e dalla sua lingua un turbine di scintille, per riversarsi sulla moltitudine degli assalitori, che venivano ad attaccarlo. Tosto io non vidi più che cenere e odor di fumo."
Così la biblica apparizione di Yahweh sul Sinai: "Ecco, lo scendo a te nel denso di una nube. Il Monte Sinai era tutto fumante, perché il Signore era disceso su di esso, nel fuoco; il fumo si elevava come quello di una fornace e il monte si scuoteva violentemente" (secondo i commentatori della "Bereshit Rabba", l'Ente che si manifestò sul Sinai disse di chiamarsi "Anoki, il Signore Dio tuo").
Ancora nel "Protovangeio di Giacomo", concordemente a quanto dicono Matteo (17,5) e Marco (9,7), l'apostolo, descrivendo la nascita di Gesù, precisa: "E si fermarono, Giuseppe e la levatrice, al luogo della grotta, ed ecco una nuvola luminosa che adombrava la grotta. E subito la nuvola si ritraeva dalla grotta, ove apparve una gran luce, sicché i nostri occhi non la potevano sopportare. E poco dopo quella luce si dileguò, sino che apparve il Bambino."
Anche Eva, secondo un libro armeno sull'infanzia di Gesù, sarebbe stata testimone di quei prodigi: "Eva, nostra prima madre, vide una nuvola levarsi al cielo, staccandosi dalla grotta, e alla parte opposta, una luce splendente, che si era fermata davanti alla mangiatoia delle bestie."
Anche Isaia aveva profetizzato che il Signore sarebbe venuto "su lieve nube".
Nel "Vangelo di Efrem il Siro", che preconizza la fine del mondo, si legge: "Allora gli angeli accorreranno da tutte le parti ed eleveranno tutti i santi ed i fedeli, nella Gloria sulle nubi".
Le nubi sarebbero rimaste una costante della cultura ebraica; in una "Illustrazione di favola" del 1483, opera del rabbino Jitzhaq Ben Shelomoh, si vedono cinque persone (rabbino compreso) osservare il passaggio di una sorta di cometa composta da una testa a forma di sole, da un corpo sigariforme a sagoma di nube, ma coperto di stelle e di greche. Si tratta di un disco volante ante litteram?

E NELL'ANTICO TESTAMENTO...
Molti sono i riferimenti ufologici che studiosi come Erich Von Däniken e Ulrich Dopatka ritengono di avere rinvenuto nella versione tedesca dell'Antico Testamento.
Dopatka, nel suo "Lexikon der Prae-Astronautik", cita la visione di Giovanni Apostolo che, nel capitolo 20 dell'Apocalisse, "sempre che non abbia tratto lo spunto da testi più antichi, descrive un suo viaggio spaziale: 'La Terra e il Cielo fuggirono', dice; e poco dopo: 'Vidi un nuovo Cielo ed una nuova Terra, perché il primo Cielo e la prima Terra erano spariti ed anche il mare non c'era più'. Quindi descrive così una città a lui sconosciuta: 'E la città era di oro puro, simile a puro cristallo. E la città non ha bisogno di sole perché la illumina la Gloria di Dio'" conclude Dopatka.
Lo studioso identifica nel misterioso "trono di Dio" descritto altrove dall'apostolo una nave spaziale, che rassomiglia straordinariamente alla "Gloria del Signore" descritta da Enoch (nei testi apocrifi) ed i cui piloti sono identici a quelli della biblica "visione di Ezechiele".
Racconta Giovanni: "Attorno al trono v'era un arcobaleno che a vederlo somigliava ad uno smeraldo; e davanti al trono c'era come un mare di vetro simile al cristallo e in mezzo al trono e attorno al trono quattro creature viventi, piene d'occhi davanti e dietro... Il loro torace somigliava a corazza di ferro e il rumore delle loro ali era simile allo strepito di carri a molti cavalli; dalla loro bocca usciva fuoco, fumo e zolfo..."
Dopatka e Von Däniken sottolineano altresì che il dio di Abramo era solito allontanarsi "levandosi in alto" (Gen. 17,22) e scrivono: "Un dio personificato avrebbe potuto scomparire, svanire, ma non dirigersi verso l'alto, seguendo una rotta ben definita che lo portava nel cosmo".
Per la descrizione dei misteriosi visitatori si appoggiano al racconto che ne fa il profeta Daniele, che avvista "un vegliardo la cui veste era bianca come la neve e i capelli come lana pura; fiamme di fuoco erano il suo trono e le ruote d'esso erano fuoco ardente"; poi fanno notare che Isaia (13,5) così spiega la provenienza degli angeli: "Vengono da lontani paesi, dagli ultimi confini del mondo, a distruggere tutta la Terra".
Infine riportano, traendolo da un testo apocrifo (L'Apocalisse di Baruc) dell'incontro di Baruc con un angelo, sulle rive del Kidron; il misterioso visitatore conduce con sé in cielo il profeta, "dove c'era una corrente che nessuno poteva varcare, neppure il più remoto alito di vento... e mi portò nel primo cielo e mi fece vedere una porta immensa. E noi vi entrammo, come portati dalle ali, percorrendo una distanza pari a trenta giornate di viaggio. E all'interno del cielo mi mostrò una pianura. E vi abitavano uomini che avevano il volto bovino, le corna simili a quelle del cervo, e le zampe come quelle delle capre e i fianchi come quelli degli agnelli."
"Più tardi - commentano i due - l'angelo gli dice che anche questi esseri sono degli angeli (forniti forse di pesanti tute spaziali e di apparecchi respiratori?). Baruc vede inoltre carri a quattro ruote sotto i quali divampa un fuoco; partendo provocavano un rumore di tuono...".
Anche gli Ebrei avevano dunque i loro "vimana"...


LE CONOSCENZE PERDUTE DEGLI EBREI

di Alfredo Lissoni

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 23/24 del Settembre 2001

In molti testi ebraici antichi si accenna a visite celesti, tecnologie perdute, scontri apocalittici che potrebbero mascherare antiche visite di UFO, il cui ricordo è conservato in bibbie perdute, quadri e papiri.

In altre due occasioni (negli articoli: "E i dischi volanti scesero su Israele" e "Israele: i carri celesti degli Elohim") abbiamo toccato il tema dei "jewish UFO files", gli antichi resoconti ebraici che trattano di possibili narrazioni UFO.
Nel mio nuovo libro "UFO progetto Genesi" affronto integralmente la questione, passando in rassegna tutta una serie di narrazioni e testi del mondo antico mediorientale, a sostegno di quanto scritto.
Paradossalmente, la moderna tradizione giudaica sembra avere perso ogni legame con una visione "spaziale" degli antichi "jewish files". Quando, nell'aprile del 2001, mi sono rivolto a diversi esperti di cultura ebraica, per sapere quale fosse la loro posizione circa il fenomeno degli UFO o la vita extraterrestre, ho ricevuto solo vaghe risposte; dalle cortesi repliche di chi diceva di non sapere nulla dell'argomento, come le riviste "Shalom" e "Menorah", ai diplomatici inviti a rivolgermi "altrove" (ove peraltro non ho ricevuto risposte) che ho ottenuto dall'Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo. Nulla mi ha saputo rispondere in merito la signora Maria Guarini, webmaster del sito "Le Nostre Radici", una web page di cultura interreligiosa ebraica; "purtroppo non sappiamo nulla di ebraismo e UFO", mi ha scritto il responsabile del sito "Morasha", David Piazza (al quale mi ero rivolto su consiglio della Federazione Italia-Israele); il webmaster del sito "Im Nin'alu" mi ha dato invece responso negativo: "In quanto studioso della Torah e della Qabbalah, posso dirle che il fenomeno UFO è da noi considerato una mera speculazione fantascientifica, o frutto di allucinazioni. Comunque, possono esserci dei pensatori ebrei che hanno qualche idea particolare (logicamente, eterodossa)". Gli altri, non mi hanno risposto proprio.
Segno che l'argomento o non interessa o è troppo spinoso perché si dia una risposta ufficiale?
Del resto, tale atteggiamento è comprensibile; nel World Wide Web, aldilà del sito ufologico del serio giornalista israeliano Barry Chamish, esistono decine di pagine Internet contenenti folli speculazioni ed impropri collegamenti tra "jewish files" ed extraterrestri; si tratta spesso di siti magico-esoterici, come l'"Ancient Ones of the Healt", sui tarocchi; o il sito "Watchman" di Greg Killian, ebreo convertito, che negli UFO vede il diavolo; sino al sito del neonazista Ernst Zuendel, patito degli UFO, che immagina strane connections tra alieni, ebrei e dischi volanti nazisti!
Del resto, sui "jewish files" è stato detto e scritto di tutto; il fatto che Erich Von Däniken sottotitolasse il suo best-seller "I carri degli dèi?" con la frase "Dio era un extraterrestre?" non è certo piaciuto alle varie Chiese, nonostante le recenti aperture di molti altri prelati cattolici e shaik musulmani verso la fenomenologia degli UFO (il noto predicatore evangelista americano Malcom Godwin ha pubblicato nel 1990 un libro in cui fa notare la straordinaria somiglianza tra certi alieni e gli angeli).

IL RITORNO DEGLI DEI
L'argomento è peraltro assai spinoso; è oltremodo probabile, se non certo, che molte visite extraterrestri del passato siano state confuse con manifestazioni divine, talvolta angeliche (culto del cargo). A dimostrazione che quelle antiche divinità fossero solo esseri in carne ed ossa, valga la considerazione che, come noi, mangiavano; anzi avevano bisogno proprio dell'uomo per cibarsi. E ci utilizzavano, spesso in lavori di fatica, come interfaccia fra lo Spazio (il "Cielo") e la Terra. Emerge chiaramente, dalla lettura dell'Antico Testamento ebraico, la nostra funzione grazie agli "Angeli nella Creazione", coloro i quali erano incaricati di "mantenere costanti i rapporti fra le creature umane e Dio".
L'aspetto interessante è che questi esseri, un tempo divinità pagane, poi assimilati ad angeli, poi angeli caduti ed infine demoni, siano tornati in scena a partire dagli anni Quaranta, sotto mentite spoglie o mostrandosi in versione tecnologica. E questo grazie ai "contattisti".
Scarsamente considerati dagli ufologi, che li reputano inattendibili, i contattisti trascorrono anni a stilare, come gli antichi profeti, i verbali di comunicazioni con i pretesi extraterrestri. Costoro, quale che sia la reale natura del contatto, si firmano con nomi alquanto esotici: Ashtar Sheran, Firkon, Semjase, Affa, Adoniesis, Itachar, Ptah e via dicendo.
L'ufologia scientifica liquida queste comunicazioni come fantasie compensative, creazioni della mente umana bisognosa di "amici invisibili" consolatori; l'assurdità, la mancanza di omogeneità e spesso la banalità dei messaggi salvifici "rivelati" dai pretesi extraterrestri sovente basta da sola a screditare il fenomeno del contattismo; pure, è curioso notare come i nomi sopra citati trovino tutti un riscontro nelle antichissime religioni europee e medi orientali.
Ashtar Sheran altro non è che l'unione del nome di due dee della mitologiagiudaica premosaica; presentate solitamente in coppia e talvolta fuse ed unificate, Astarte e Asherah erano particolarmente venerate a Gerusalemme e in Samaria. È interessante notare che alcuni studiosi le identifichino nelle bibliche Aholah e Aholibah (Ezechiele, 23,1), ripudiate da Dio perché dedite a pratiche oscene.
Anche Ptah è un nome noto: appare in diverse raffigurazioni egizie, talvolta ribattezzato Chnum; è il dio creatore che modella i corpi umani con la creta su una ruota di vasaio; Semjase (che nelle visioni dei contattisti è una splendida ragazza plejadiana) è palesemente Semeyaza o Semyaza, il capo dei Veglianti ribelli scesi sulla Terra, per corrompere l'umanità secondo alcune versioni; per liberarla dal gioco dell'ignoranza, secondo altre; ovvero, ricopriva lo stesso compito attribuito oggidì a Semjase, che rivelerebbe a diversi contattisti rivoluzionarie cognizioni scientifiche (inapplicabili, però).
Affa è il nome di una divinità demonizzata dal folklore arabo; Adonies, nome noto nei circuiti contattistici italiani, altro non era che uno dei nomi del dio Baal, venerato nell'antichissima città di Byblos come Adon o Adonis (Melkart a Tiro, Esanluh a Sidone); Itachar è il mediorientale dio Istahar, divenuto nella letteratura ebraica, nella "Genesi Rabba" e nello "Zohar Genesi", Issachar, figlio di Lia moglie di Giacobbe, i cui discendenti "possedettero per sempre una spiccata attitudine alla meteorologia e all'astronomia".
É incredibile constatare come questi dèi, demonizzati dall'ebraismo e dal cristianesimo, e dunque privati del loro culto e costretti a scomparire, siano riapparsi nel XX secolo mascherati da extraterrestri, facendo dunque leva su una moda assai in voga negli anni Cinquanta: l'idolatria per i dischi volanti.
Va sottolineata l'incredibile somiglianza tra i nomi degli antichi dèi e quello dei pretesi "comandanti intergalattici" moderni. É impossibile che i moderni contattisti, molti dei quali spesso digiuni di cultura teologica o addirittura di cultura generale, potessero conoscere nomi di antichissime e perdute divinità, nomi riemersi solo recentemente o noti nel ristretto ambiente specialistico archeologico.
Come spiegare dunque il ritorno di queste figure?
L'ipotesi del mito non sembra sufficiente; anzi, parafrasando lo studioso di miti Bill Moyers, "i miti narrano la nostra ricerca, attraverso i secoli, della verità, del senso e del significato"; essi semmai spiegano l'ansia del nostro bisogno di sapere, ma non necessariamente ne sono l'origine. Verrebbe proprio da pensare che questi esseri, dimenticati per millenni, si siano ripresentati ai terrestri in una veste maggiormente accettabile dalla nostra cultura: divinità presso i superstiziosi popoli dell'area mediorientale, futuristici piloti spaziali per le genti dell'era atomica, di Internet, del computer e dell'esplorazione dello spazio. Il tutto in una sorta di "operazione cavallo di Troia", per dirla alla ]ohn Keel. Inutile dire che tale considerazione non ci porta a sapere di più di essi. E, come era inevitabile, diverse confessioni hanno riletto nel ritorno di queste figure una manifestazione del demonio (diavoli erano per il cristianesimo delle origini, carri del diavolo diventano gli UFO per i moderni integralisti religiosi).

LO SCONTRO FINALE
In quest'ottica, la "rivelazione" degli extraterrestri si fonde con il libro detto "Rivelazione", ovvero l'"Apocalisse", nel quadro di uno scontro finale che impegnerebbe esseri celesti e genti della Terra.
Questo mito si sviluppò molto nel Medioevo, dopo che la demonizzazione degli angeli caduti era stata perpetrata e terminata dagli esegeti ebrei e cristiani. Costoro si rifacevano, ad esempio, al testo medievale "Sefer ha-bahir" (o Libro fulgido, XII secolo), in cui si sosteneva che Samma'el il diavolo (padre di Caino e creatore dell'uomo secondo alcuni vangeli apocrifi ebraici e cristiani) sarebbe stato punito alla fine dei tempi, parafrasando un verso di Isaia (24,21): "Il Signore farà .giustizia della 'schiera dei cieli', nei cieli".
Ma già nella precedente "Apocalisse di Baruc" si preconizzava un periodo in cui gli uomini avrebbero visto "un mondo ora invisibile; vedranno un tempo che ora è nascosto loro, un tempo che non li farà invecchiare. Abiteranno sulla cima di questo mondo, saranno simili agli angeli, saranno paragonabili alle stelle."
Scritti di questo tipo influenzarono diversi "veggenti" della Chiesa. Il monaco Ragno Nero profetizzava, nel XVII secolo, che "la Terra sarebbe stata salvata dagli angeli con le ali e dagli angeli senza ali"; nelle "Centurie" dell'abate Ladino si sosteneva inoltre che "gli angeli a cui sarebbe stato affidato di pulire la Terra avrebbero avuto una loro discendenza. E sarà questa discendenza a formare la 'tribù di Saurus'. Le mani dei figli degli angeli saranno segnate dalla luce".
La demonizzazione di questi esseri avvenne nei primi secoli dopo Cristo: gli angeli caduti furono trasformati dagli uomini in diavoli, a poco a poco. Già S. Paolo, nella "Lettera agli Efesini" (6,12), lasciava intendere come il diavolo fosse strettamente collegato agli angeli definiti "Principati e Potestà", nella loro funzione di reggitori dell'universo.

LO STARGATE CELESTE
La concezione ebraica medievale disegna, nel "Talmud Hagigah", un cosmo ripartito in "livelli progressivi di luce"; la casta rabbinica riuscì ad imporre la visione di un cosmo antropocentrico, giocando sul versetto di Isaia (66,1) che riferiva: "Il cielo è il mio trono e la terra lo sgabello dei miei piedi", sottintendendo con ciò che Dio avesse creato solo Cielo e Terra; in origine e in pieno Medioevo circolò parallelamente, presso i gruppi esoterici ed iniziatici, la credenza nei "mille mondi sigillati da Dio con la purezza" (citati nei testi "Idra zutha" e "Idra Rabba"): la nostra Terra era separata dagli universi esterni da un limite fisico, superabile però con una sorta di Stargate (la fisica moderna parla di "whormholes").
Questa concezione è andata perduta a seguito di un'errata traduzione della Genesi (1,6), ove si riferisce che "Dio disse: ci sia un firmamento". Ma la versione originale, sopravvissuta in un testo ebraico altomedievale (commentato nel XII secolo dal mistico Yishaq il Cieco), il "Midrash Konen", avvertiva di "non leggere raqia', firmamento, bensì qeria', strappo".
Attraverso questo "strappo nel cielo", una sorta di varco iperdimensionale, passavano probabilmente le varie razze aliene; il varco metteva in comunicazione la Terra con il resto dell'universo, composto da "mille migliaia di mondi" e con i suoi abitanti, "gli araldi o er'ellim, e gli angeli messaggeri e gli 'ofannim, ed i serafini e gli hashmalim"; ed anche, per il "Masseket AshiIut" o "Trattato sull'emanazione", "le miriadi o shin'annim; i crisoliti o tarshishim; gli ishim o umani, ai quali è preposto Shefanyah; i messaggeri o mal'akim; i pargoli di Dio o bene-Elohim, ai quali è preposto Hofni'el. E Metatron regna su di loro; là si trovano gli spiriti degli uomini e le pietre da guerra, le armate, i carri e i capitani dei cavalieri, come è detto: i carri di Dio sono miriadi, migliaia di migliaia (Salmo 68,18). É il mondo della Realizzazione, dove si trovano gli 'Ofannim..."
Metatron (dal greco metathronos) era l'angelo che "stava dietro il trono" di Dio.
Con lui vi erano in cielo, secondo il Talmud babilonese "Talmud Bavli Masseket Hagigah", i misteriosi hashmal, "creature di fuoco parlanti" che apparivano "in un vento di uragano, in una grande nube ed in un fuoco turbino so che emetteva bagliori all'intorno, ed in mezzo al quale era qualcosa: l'hashmal" (il pilota?); e vi erano cherubini, i misteriosi angeli il cui nome, "keruvim", secondo il rabbino Abbahu proveniva da ke-ravya, "come un fanciullo", perché avevano il viso di un bambino (come certi "Grigi" di oggi...).
Ancora, contrariamente a quanto si crede, i rabbini sapevano bene che i Cieli erano assai distanti dal nostro pianeta, e che un viaggio nello spazio richiedeva secoli (la cosmogonia medievale cristiana riteneva invece gli astri assai vicini a noi). "Dalla Terra ai Cieli c'è un viaggio di 500 anni", riferiscono la "b-Hagigah" e la "Liqquthe Amarim" (Raccolta di detti); quest'ultima parla poi espressamente di "mondi rivelati" e di "mondi nascosti, non rivelati" (citati anche nel "Tiqqune ha-zohar", nell'edizione di Zhitomir).
Nel "Midrash Konen" i mondi venivano anche stimati: 4500 per ogni punto cardinale, ovvero 18.000, tutti abitanti da "angeli" che componevano "le miriadi di miriadi di eserciti". Tutti erano controllati dal "Santo" (identificato con Dio) che, come un abile generale, "ogni giorno andava e veniva per ognuno di questi mondi".
Il testo precisa anche che alcuni di questi esseri si erano installati sulla Terra, nella valle di Gehenna (identificata poi nell'inferno giudaico-cristiano), ove erano stati inviati per punizione gli angeli ribelli capitanati da Samma'el, Qippod e Ngdsgy'l; costoro si trovavano in una zona ben precisa, indicata come "ai margini di Babele", ovvero nell'attuale Irak.
Distinguendo tra i mondi inferiori e quelli superiori, il "Midrash Konen" spiegava che: "sopra il velo (l'atmosfera; N.d.A.) ci sono i Cieli chiamati firmamento, raqia'; là si trovano il Sole e la Luna, stelle ed astri fissi, e gli angeli che li governano".
Questi pacifici Vigilanti sono ben descritti nel trattato "Hagigah", che li presenta come "entità intermedie che amministrano il creato", che arrivano accompagnati da una luce accecante (tipica degli UFO) e che si mostrano come "esseri umani, ma che si muovono con una rapidità ed un'intensità impensabili per gli esseri terreni. Possono avere dimensioni enormi, ma si spostano con la velocità del baleno" (il riferimento alle improvvise accelerazioni degli UFO è evidente); il testo precisa che costoro sono comunque umani: "anche gli angeli sudano; talvolta piangono", con un comportamento decisamente assai terreno. Sanno mimetizzarsi da uomini.
Già nella "Lettera agli Ebrei" (13,2), si legge: "Non trascurate di praticare l'ospitalità giacché alcuni, così, senza saperlo hanno albergato degli Angeli".
Anche il "Libro di Enoch" afferma chiaramente che il popolo del Cielo sapeva, all'occorrenza, rivestire un corpo materiale. E nelle "Haggadah": "Gli spiriti del Cielo risiedono in Cielo, ma gli spiriti della Terra, nati sulla Terra, dimorano in Terra". I loro figli, come Caino, come Noè, sono particolari.
Di Noè le "Haggadah" ci dicono che, nel momento in cui nacque, il suo aspetto era così spaventoso ("i suoi occhi parevano raggi di sole; quando li apri si inondò di luce tutta la casa"), che "suo padre Lamech ne fu sgomento e scappò presso il padre Matusalemme, a cui disse: Ho generato uno strano bambino, che non sembra un essere umano ma un figlio degli Angeli del Cielo. Non è come noi, la sua natura è diversa; i suoi occhi sono come raggi di sole e il suo viso è risplendente. Non mi sembra nato da me ma dagli Angeli, e temo che durante la sua vita si compia sulla Terra un evento prodigioso. Perciò, padre mio, sono venuto a chiederti e implorarti di andare da nostro padre Enoch per apprendere la verità da lui, che dimora tra gli Angeli."

ESOGAMIE ALIENE?
Anche Mosè, a seguito dell'incontro con Dio, divenne improvvisamente come i Ben-Elohim o figli degli dèi, come se fosse stato geneticamente manipolato. Filone Alessandrino lo riteneva "trasformato in una divinità" (in "Vita Mosis" 1,15, e "De sacrificiis Abelis et Caini" 1-10). L'Esodo ci dice effettivamente che egli doveva portare sul viso un velo, che si toglieva quando era in presenza del Signore, perché dopo aver visto la "Gloria di Dio" il suo volto era divenuto "raggiante di luce". S. Paolo presumeva che egli avesse compiuto "un'ascensione al cielo in presenza del Signore".
Anche il volto di Enoch, dopo il rapimento in cielo, subì una trasformazione; il profeta Daniele spiegava così questo curioso processo: "I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento" (Dan. 12,3).
"Una mezza dozzina di pseudoepigrafi dell'Antico Testamento attribuiscono ai loro eroi di avere visitato i Cieli", afferma il biblista Morton Smith.
Nelle "Leggende degli Ebrei" tocca al fido Elizer, servo di Abramo, "varcare da vivo la soglia del paradiso", come pure Abramo stesso viene portato in Cielo. "L'arcangelo Michele calò nuovamente sulla Terra e collocò Abramo su un carro cherubinico, che lo sollevò nell'alto dei Cieli e poi lo condusse sopra una nuvola, insieme a sessanta angeli. Su quel veicolo Abramo sorvolò tutta la Terra e di lassù ne vide ogni cosa, nel bene e nel male".
Lo stesso testo racconta del pagano Labano che, incontrato Dio, "coprì in un sol giorno la distanza stradale che ne richiede sette, e si trovò presso il monte di Galaad".
Anche il cristianesimo delle origini accenna chiaramente ad ascese celesti e soprattutto ad altri mondi abitati, e non da angeli. Si ricordi che lo stesso Gesù, nel Vangelo secondo Giovanni (17,14) si qualificava dicendo "io non sono di questo mondo", e nello stesso testo (versione americana), dichiarava, parlando di "altri", che "io ho anche altre pecore che non sono in quest'ovile; e pure quelle devo raccogliere...". Ciò in quanto "...nella Casa di mio Padre (cioè in Cielo, ovvero nel cosmo) ci sono molte dimore..." (pianeti abitabili?).
Con i grandi esegeti del Cristianesimo (S. Agostino legò il proprio nome al libro "Angelologia") la figura dei "Custodi Celesti" si slegò dall'ebraismo; S. Tommaso d'Aquino parlò così solo di "puri spiriti" e l'apologeta Lacantius, di "Angeli immateriali; che peraltro, paragonati a Dio, appaiono incarnati".
Ma la natura di tali Entità Celesti, alla luce delle manifestazioni ufologiche, resta oggi un problema quanto mai aperto.


GLI ALIENI DELLA SANTA INQUISIZIONE

di Alfredo Lissoni

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 30 del Marzo 2002

La lettura degli antichi testi vaticani, finalmente recuperati, svela la possibile presenza di UFO ed extraterrestri anche nel Medioevo e nell"Era Moderna. Scambiati per diavoli" però...

Dopo essermi occupato dei files UFO islamici ed ebraici, in questi ultimi mesi mi sono dedicato allo spinoso argomento dei "Vatican UFO files", ovvero dei documenti antichi, contenenti manifestazioni extraterrestri, custoditi negli archivi ecclesiastici della Chiesa Cattolica.
Si tratta di una ricerca che, in realtà, conduco discretamente da molti anni, prima ancora che come ufologo, come ex bibliotecario ed ex insegnante di religione.
La difficoltà nel reperire il materiale (che è stato raccolto nel libro "UFO i codici proibiti" nota di Edicolaweb) non è tanto legata al riserbo ecclesiastico, quanto alla difficoltà di recuperare quelle fonti di prima mano, come ad esempio verbali dell'Inquisizione, dalle quali era necessario sfrondare interpretazioni di fantasia ed invenzioni pure e semplici.
I documenti ecclesiastici, me ne rendevo conto, potevano celare per gli ufologi molte sorprese; non va dimenticato che dopo la caduta dell'Impero Romano la preservazione del sapere, della cultura, della storia passò nelle mani della Chiesa (grazie a monaci ed amanuensi).
Oltre ad avere saccheggiato le cronache storiche e gli annali, alla ricerca di episodi di avvistamenti UFO, ho passato al vaglio centinaia di verbali inquisitoriali e, scremando le testimonianze contenenti fantasie indotte, ho trovato alcuni resoconti che, pur se attribuiti al diavolo, sembrano mostrare risvolti ufologici.
Mi domandavo difatti se, in alcuni resoconti dell'epoca, il "demonio" altro non fosse una creatura venuta dallo spazio e scambiata (o mascheratasi) per altro, fatti salvi tutti quei casi in cui questi racconti erano parto della fantasia delle streghe o degli inquisitori, o veri e propri abusi compiuti da violentatori mascherati da demoni.
Un primo indizio a favore di questa tesi lo troviamo nelle leggende cristiane d'Italia, ove il demonio, una volta messa a nudo la sua natura non umana (infatti avrebbe amato mostrarsi mascherato in veste talare per corrompere i credenti), è stato spesso immaginato come un "globo di fuoco" affine agli UFO.
In una leggenda senese raccolta da Idilio Dell'Era si racconta del "demonio mascherato da prete" che si aggirava attorno al castello delle Moiane in Siena, all'epoca della contessa Dorilla in pieno Medioevo; scoperto dai monaci mentre stava celebrando una messa blasfema in chiesa, il demonio sarebbe svanito in un globo di fuoco.
Che il "globo di fuoco" non fosse "spirito" è dimostrabile dai boati prodotti e dalla devastazione del tetto della chiesa, alla quale si accenna nei documenti; è altresì curioso il fatto che per secoli la comparsa e scomparsa del demonio sia stata associata all'odore dello zolfo (nel Cinquecento le streghe erano definite "foetentes", maleodoranti) e che in molti casi di avvistamenti UFO i dischi abbiano prodotto un forte odore di ozonizzazione, sotto certi aspetti simile proprio allo zolfo.
Ancora, "fuochi tremolanti sotto il terreno" ove si tenevano i sabba sono citati nei verbali del processo alla strega Helen Guthrie di Forfar, 1661.
É parimenti insolito notare, nelle leggende cristiane, la presenza, in Olanda, della credenza nella "nave di Satana" che percorreva il mare la notte per carpire anime e che sarebbe stata incendiata e distrutta da S. Elmo protettore dei marinai; il rogo della nave, secondo i racconti olandesi, fu in passato la motivazione del perché "il fondo del mare talvolta fa luce di notte".
Come non associare questa ulteriore manifestazione al fenomeno degli UFO subacquei segnalati (e fotografati, come sul Gargano e a Rimini) in tutto il mondo?

L'ALTRA FACCIA DEL MALIGNO
Quanto al diavolo vero e proprio, se leggiamo i verbali dell'Inquisizione scopriamo come, incredibilmente, le descrizioni dell'essere "materiale", quale che ne fosse l'età, fossero tutte perfettamente coincidenti, ai quattro angoli del mondo.
Nelle testimonianze più affidabili ricorreva la presenza di un demone basso, simile ai moderni Grigi, noto come "Puck" o "Pechs" nelle leggende anglosassoni (era tutto nero e con il testone, come gli alieni visti nel 1967 a Cussac, Francia, da alcuni ragazzini); il demone basso ricorreva anche nel trattato di demonologia del francese Jean Bodin, che, sotto il nome di Xafan, presentava una creatura macrocefala e dalle braccia lunghe, antesignano dei Grigi.
Sempre in quegli antichi verbali ho trovato la descrizione di un altro demone che mostra un parallelismo con la letteratura ufologica: era descritto con molte corna, come il chupacabras.
Altre cronache del Nord Europa riferiscono di creature dall'aspetto umano ma nerissime di pelle e con uno o entrambi i piedi fessi; se seguiamo alla lettera quei racconti, essi scendevano da una "nube nera" (un UFO?) e "ballavano" in maniera devastante nei campi di grano ove, a testimonianza del loro passaggio, la gente trovava strane figure circolari (ed in realtà, presumibilmente, si trattava dell'antico fenomeno della formazione di crops circles, attribuiti dalla fantasia popolare contadina all'opera di un diavolo mietitore); ove passavano, sparivano mucche (come nel caso delle moderne mutilazioni animali), che si credeva fossero servite da pasto ai satanisti danzanti. Questi esseri assai spesso penetravano nelle camere da letto di uomini e donne (con le sembianze corrispondenti all'altro sesso) e vi si accoppiavano. A suggello di quell'unione, sul corpo degli umani veniva lasciato un marchio, detto dalla Chiesa "il segno del demonio", ed oggi assimilabile alla "cicatrice da impianto".
Uomini e donne potevano essere rapiti in cielo, passando attraversi camini o muri (sensazione oggi ricorrente nei rapiti dagli UFO). I testimoni dicevano di avvertire l'aria fredda sulla pelle e di vedere la terra dall'alto (come i rapiti); quindi venivano portati al sabba ed infine abbandonati, a volte in stato semiconfusionale e talvolta dopo diversi giorni, anche in luoghi assai lontani dalla loro abitazione.
Ugo d'Heury ha testimoniato nella sua Historia del conte di Macon, "sparito in aria come Romolo" di un processo in Germania dove il magistrato accusatore venne "rapito in cielo dal diavolo".
Nelle miniature quattrocentesche di Johannes Tinctor, facenti parte del "Tractatus contra sectum valdensium", il volo delle streghe era raffigurato sia con le "malefiche" a cavalcioni di una scopa, ma anche con il passaggio di diavoli "volanti" che letteralmente rapivano a forza, in cielo, ignari viandanti, afferrandoli per la vita.
In definitiva, fatte salve le differenze culturali dell'epoca, tutto quanto abbiamo finora letto, l'intero apparato scenico e fantasmagorico delle apparizioni del diavolo sembrava anticipare, in chiave popolare, quello che oggi è lo scenario dei rapimenti UFO.
Così, nel 1911 a Jirinvaara in Carelia, una signora finlandese a nome Anni Lattu scompare misteriosamente da casa, fra l'Epifania e la Pasqua. La sua assenza durò parecchi giorni, tanto da essere notata dalla gente del posto. Quando la donna ricomparve, disse di avere visto una macchina volante simile "ad una vasca da bagno", che era atterrata davanti alla sua casa e dalla quale erano uscite alcune piccole creature, "dei diavoli", che l'avevano sequestrata a forza a bordo del disco. La strana macchina volante si era messa in moto senza far rumore, portando Anni Lattu nello spazio per alcuni giorni.
Inutile aggiungere che l'incredibile storia suscitò la diffidenza dell'auditorio e che Anni venne presa per pazza. Ma è singolare come il resoconto di ciò che si configura essere chiaramente un rapimento UFO ante litteram sia stato inquadrato, agli inizi del XX secolo, in un contesto "demoniaco". Del resto, per il diavolo venne preso l'extraterrestre che uscì in un fascio di luce conica da un disco dinanzi a due attonite guardie forestali finlandesi a Imjarvi il 7 gennaio 1970.

STRANI MARCHI SULLA PELLE
Il collegamento con il fenomeno UFO lo si ha, nei pochi casi selezionati come veramente anomali, da una serie di elementi ricorrenti anche nella letteratura ufologica.
Abbiamo già citato il fatto secondo cui il diavolo potesse apparire collegato alla "nera nube" (speculare dunque alla nube divina); ne testimoniò la strega Margaret Nin-Gilbert di Thurso nel 1719 (in uno degli ultimi processi per stregoneria). Il passaggio della "nube volante" poteva produrre pericolosi effetti fisici su cose e persone, come i moderni UFO che rilasciano radioattività al suolo dopo un atterraggio.
Le cronache francesi riferiscono della "strega" Reine Percheval di Bazuel, un paesino della regione di Cambrésis, che nel 1599 venne condannata perché una delle sue vacche aveva partorito "un vitello nato morto e mostruosamente deforme". La deformità poteva in effetti ricordare l'esposizione alle radiazioni che oggi noi ben conosciamo, ma che all'epoca, evidentemente, valse alla donna l'accusa di essere un'amante del demonio. Due anni dopo nella stessa città venne identificata un'altra strega, la cui fama era ben nota, Aldegonde de Rue, sul cui corpo viene trovato il marchio del diavolo: cinque puntini insensibili al dolore, sulla spalla sinistra.
In effetti, il "marchio di Satana" è troppo simile alle moderne cicatrici sul corpo dei rapiti dagli UFO per non adombrare coincidenze sospette. Gli inquisitori francesi lo descrivono come "un segno minuscolo, insensibile al dolore, spesso evidenziato da una callosità o da una verruca o da un piccolo graffio"; per quelli inglesi era invece un capezzolo soprannumerario. Di tale "segno" parlò, nei verbali, lo stregone William Burton, processato ad Edimburgo verso il 1655.
"Nei primi processi inglesi - ha commentato la studiosa Margareth Murray - le streghe confessarono di essersi punte le mani o il volto e di aver dato ai famigli il sangue, ma in quelli più recenti si diceva che il famiglio stesso succhiava il sangue della strega. Secondo la credenza popolare le streghe avevano più capezzoli (il che è clinicamente spiegabile con una malattia congenita, l'ipertelorismo; N.d.A.); il capezzolo soprannumerario era un tratto caratteristico delle streghe inglesi e veniva provocato da tale suzione".
Curiosamente anche in un episodio di rapimento UFO verificatosi a Puebla, in Messico, nel 1971, il rapito di turno si trovò sul corpo, a seguito dell'esperienza, molti capezzoli.
L'estrazione del sangue ricorre in diversi moderni casi di abductions (rapimento UFO): a Burzaco in Argentina, il 4 ottobre 1972, Gilberto Gregorio Cossioli venne sottoposto a prelievo da alcuni alieni alti due metri e mezzo, che lo avevano bloccato in un sedile circolare; in un caso del 13 gennaio 1979, a Santiago del Estero, i rapitori alieni di Marcos Suarez si lasciarono dietro le spalle "un acre odore di zolfo"; il 16 giugno 1980 a Rosario quattro nanerottoli di mezzo metro rapirono il falegname Juan Gomez; lo avrebbero sequestrato per due settimane su un disco e, scrisse la stampa, lo avrebbero "rilasciato lontano da Rosario e con un punto nero sull'indice destro, come se qualcuno gli avesse prelevato del sangue".

I CERCHI NEL GRANO
La comparsa dei crop circles, poi, nel corso dei secoli fu spesso associata al demonio, a maggior ragione quando, allora come ora, essi si formavano accanto a "cromlech" (complessi megalitici pagani), come è accaduto ad esempio nei tempi moderni accanto al celebre sito di Stonehenge, in diverse occasioni. Di questa idea si è detto convinto il prof. Terence Meaden, che ritiene che i monumenti eretti nel Neolitico altro non fossero che il tributo dedicato ai crop circles dell'epoca.
Dalla lettura degli antichi verbali processuali apprendiamo che proprio accanto ai cromlech era solito manifestarsi quello che veniva preso per il diavolo: accanto ad un menhir (una pietra monolitica di un cromlech) Jonet Miller di Edimburgo incontrava il demonio, "in forma di giovane", nel 1661.
Scrive lo studioso Grillot de Givry: "Il sabba avveniva tra i menhir di Carnac in Bretagna; sul Blocken tedesco, nella chiesa pagana di Blokula in Svezia, sul Puy de Dame in Auvergne".
Anche le streghe francesi, come Estebène de Cambrue, del distretto di Amou (1567) lo incontravano su una gran pietra, attorno alla quale dovevano danzare. Come nei casi inglesi, il "diavolo" era un uomo nero, vestito di scuro, secondo alcune versioni addirittura con sei-otto corna in testa (dunque abbiamo a che fare con un'iconografia differente da quella tradizionale, e che ricorda alla mente il già citato chupacabras).
Tra l'altro, secondo la testimonianza di Silvain Nevillon, processato ad Orléans nel 1614, il "diavolo" apparso al sabba disse di chiamarsi Orthon, come uno degli extraterrestri che si sarebbero manifestati al contattista americano George Adamski nel 1950...

RAPPORTI ESOGAMICI
Anche nei casi francesi i diavoli entravano nelle camere da letto. Una di due sorelle processate nel 1652 disse che "il diavolo era entrato nella sua camera da letto dalla finestra; aveva forma di gatto e si era trasformato in un uomo vestito di rosso".
Lo stregone Andro Man di Aberdeen confessò, nel 1597, di avere avuto rapporti, sessant'anni prima e a casa di sua madre, "con il diavolo in forma di donna, chiamata la regina degli Elfin". L'unione avvenne quando Andro era chiaramente un giovane (elemento ricorrente in molti casi di abductions; si pensi a Villas Boas); da quell'unione sarebbe nato un bambino, in seguito portato via dall'essere.
Che nel caso delle visioni aliene delle streghe non si trattasse di semplici allucinazioni, o soltanto di allucinazioni, è testimoniato anche dall'Assempro 38 di fra Filippo degli Agazzari, che spiega come il realtà il "volo" fosse più che reale (e talvolta persino con risvolti tragici; in tutto e per tutto identico alle moderne abductions tramite raggi di luce traenti): "Vi fu un uomo che per avere sette denari si dette al diavolo; un diavolo che, in quelle occasioni, appariva in figura umana e che, quando fu il momento di riscuotere, trascinò con sé in alto il malcapitato. E il diavolo allora lo portò in aria, in tanta altezza, che la moglie sua non lo poteva più vedere. E dopo questo se ne portò l'anima sua, e il corpo lasciò cadere in terra."
In un verbale dei processi della Val di Fiemme, datato 21 gennaio 1505, si racconta della "strega" Margherita di Cavalese che "veniva portata in volo per più di mille miglia sopra il monte Val, giù ai mulini, sopra le fontane" e che, assieme ad alcuni compari, mutilava e mangiava le vacche di un contadino di Moena.
I diavoli potevano rapire gli umani anche per molti giorni. Isobel Haldane di Perth, Australia, disse nel 1607 di essere stata condotta dal diavolo "in un colle ove abitavano le fate e di esservi rimasta tre giorni da giovedì a domenica alle ore 12", finché incontrò un demone dalla barba grigia che la riportò indietro.
Nei verbali dei processi della Val di Fiemme, in Trentino, lo stregone Giovanni Delle Piatte racconta, il dicembre 1504, dei suoi incontri con il diavolo in forma di "grande frate nero, vestito di nero". Il "fratone nero" era solito rapire i suoi adepti - non viene spiegato bene come - trasportandoli in attimo oltre il lago; li introduceva nella cavità di una montagna, dove bisognava passare una porta che si apriva e chiudeva da sola e in fretta, e appena si apriva bisognava saltare dentro in fretta, altrimenti si veniva schiacciati e ridotti in polvere (non sembra un moderno racconto di fantascienza?; N.d.A.). Là un altro diavolo, dall'aspetto umano e persino con un nome terrestre, Eckart, "avvertiva le persone che non dovevano fermarsi più di un anno, altrimenti non potevano più uscire".
Delle Piatte raccontava di avere "fatto il giro di tutto il mondo in cinque ore" a bordo di "cavalli neri", di sapere di "streghe che possono causare tempeste con il diavolo loro signore", del furto di buoi che venivano mutilati per servire da cibo per le streghe (il che ci ricollega al fenomeno delle mutilazioni animali aliene).
Un'altra strega della Val di Fiemme, processata con Delle Piatte, Margherita Tesadrello di Tesero, aggiungeva che i "buoi venivano consumati entro un cerchio" e che a volte, a seguito di quegli incontri, lei accusava strani effetti fisici che, a differenza delle normali malattie, la segnarono per tutta la vita: "Rimasi ammalata otto giorni e da allora fino a presente non ho più avuto la testa a posto".
A partire dal XVIII secolo la colpa dei voli notturni e delle sparizioni di persone passò dal demonio alle fate. Nel 1673, si scrisse, il dottore inglese Alan Moore venne "portato via dalle fate" sotto gli occhi di due testimoni. Le "fate" vennero ritenute responsabili di altre sparizioni nel 1691 e nel 1845. Ma la realtà, come abbiamo visto, era assai diversa...


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