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UFOSTORIE...


LE CONOSCENZE PERDUTE DEGLI EBREI

di Alfredo Lissoni
 

[UFO in una miniatura turca deI '600 - 47K .jpg] [Un fenomeno celeste visto dai beduini nel Mar Rosso - 45K .jpg] [Disco luminoso nei cieli della Turchia - 26K .jpg] [Avvistamento sullo Yemen, nel '57 - 44K .jpg] [Un titolo del giornale egiziano "Akhbar al Hawadeth" - 42K .jpg] [L'edizione araba di un libro dell'ufologo spagnolo Antonio Ribera - 34K .jpg] [Incisione rupestre a Tramit, Algeria - 35K .jpg] [Raffigurazione "aerodinamica" di due cherubini ai lati della Vergine - 46K .jpg] [Raffigurazione di Cristo che ascende al cielo nella "mandorla sacra" - 47K .jpg] [Gesù circondato dai Cherubini, dalla Luna e dal Sole - 40K .jpg] [Il papiro di Ester del III secolo d.C. - 38K .jpg]
 

[La colomba dello Spirito Santo con una sagoma a disco volante - 44K .jpg] [Il sogno di Giacobbe, con gli angeli che salgono al cielo su una scala - 45K .jpg] [Un globo di fuoco sorvola un gruppo di cavalieri - 39K .jpg] [L'ascensione di Gesù nella "macchina di Ezechiele" - 50K .jpg] [Alcuni ebrei osservano in cielo una strana cometa - 43K .jpg]
 

    parti precedenti:

GLI UFO E LE TRE RELIGIONI: UN'ANALISI COMPLETA »
TAPAK TAHIR, I DISCHI VOLANTI SUI PAESI ARABI »
E I DISCHI VOLANTI SCESERO SU ISRAELE »
ISRAELE: I CARRI CELESTI DEGLI ELOHIM »

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 23/24 del Settembre 2001

In molti testi ebraici antichi si accenna a visite celesti, tecnologie perdute, scontri apocalittici che potrebbero mascherare antiche visite di UFO, il cui ricordo è conservato in bibbie perdute, quadri e papiri.

In altre due occasioni (negli articoli: "E i dischi volanti scesero su Israele" e "Israele: i carri celesti degli Elohim") abbiamo toccato il tema dei "jewish UFO files", gli antichi resoconti ebraici che trattano di possibili narrazioni UFO.
Nel mio nuovo libro "UFO progetto Genesi" affronto integralmente la questione, passando in rassegna tutta una serie di narrazioni e testi del mondo antico mediorientale, a sostegno di quanto scritto.
Paradossalmente, la moderna tradizione giudaica sembra avere perso ogni legame con una visione "spaziale" degli antichi "jewish files". Quando, nell'aprile del 2001, mi sono rivolto a diversi esperti di cultura ebraica, per sapere quale fosse la loro posizione circa il fenomeno degli UFO o la vita extraterrestre, ho ricevuto solo vaghe risposte; dalle cortesi repliche di chi diceva di non sapere nulla dell'argomento, come le riviste "Shalom" e "Menorah", ai diplomatici inviti a rivolgermi "altrove" (ove peraltro non ho ricevuto risposte) che ho ottenuto dall'Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo. Nulla mi ha saputo rispondere in merito la signora Maria Guarini, webmaster del sito "Le Nostre Radici", una web page di cultura interreligiosa ebraica; "purtroppo non sappiamo nulla di ebraismo e UFO", mi ha scritto il responsabile del sito "Morasha", David Piazza (al quale mi ero rivolto su consiglio della Federazione Italia-Israele); il webmaster del sito "Im Nin'alu" mi ha dato invece responso negativo: "In quanto studioso della Torah e della Qabbalah, posso dirle che il fenomeno UFO è da noi considerato una mera speculazione fantascientifica, o frutto di allucinazioni. Comunque, possono esserci dei pensatori ebrei che hanno qualche idea particolare (logicamente, eterodossa)". Gli altri, non mi hanno risposto proprio.
Segno che l'argomento o non interessa o è troppo spinoso perché si dia una risposta ufficiale?
Del resto, tale atteggiamento è comprensibile; nel World Wide Web, aldilà del sito ufologico del serio giornalista israeliano Barry Chamish, esistono decine di pagine Internet contenenti folli speculazioni ed impropri collegamenti tra "jewish files" ed extraterrestri; si tratta spesso di siti magico-esoterici, come l'"Ancient Ones of the Healt", sui tarocchi; o il sito "Watchman" di Greg Killian, ebreo convertito, che negli UFO vede il diavolo; sino al sito del neonazista Ernst Zuendel, patito degli UFO, che immagina strane connections tra alieni, ebrei e dischi volanti nazisti!
Del resto, sui "jewish files" è stato detto e scritto di tutto; il fatto che Erich Von Däniken sottotitolasse il suo best-seller "I carri degli dèi?" con la frase "Dio era un extraterrestre?" non è certo piaciuto alle varie Chiese, nonostante le recenti aperture di molti altri prelati cattolici e shaik musulmani verso la fenomenologia degli UFO (il noto predicatore evangelista americano Malcom Godwin ha pubblicato nel 1990 un libro in cui fa notare la straordinaria somiglianza tra certi alieni e gli angeli).

IL RITORNO DEGLI DEI
L'argomento è peraltro assai spinoso; è oltremodo probabile, se non certo, che molte visite extraterrestri del passato siano state confuse con manifestazioni divine, talvolta angeliche (culto del cargo). A dimostrazione che quelle antiche divinità fossero solo esseri in carne ed ossa, valga la considerazione che, come noi, mangiavano; anzi avevano bisogno proprio dell'uomo per cibarsi. E ci utilizzavano, spesso in lavori di fatica, come interfaccia fra lo Spazio (il "Cielo") e la Terra. Emerge chiaramente, dalla lettura dell'Antico Testamento ebraico, la nostra funzione grazie agli "Angeli nella Creazione", coloro i quali erano incaricati di "mantenere costanti i rapporti fra le creature umane e Dio".
L'aspetto interessante è che questi esseri, un tempo divinità pagane, poi assimilati ad angeli, poi angeli caduti ed infine demoni, siano tornati in scena a partire dagli anni Quaranta, sotto mentite spoglie o mostrandosi in versione tecnologica. E questo grazie ai "contattisti".
Scarsamente considerati dagli ufologi, che li reputano inattendibili, i contattisti trascorrono anni a stilare, come gli antichi profeti, i verbali di comunicazioni con i pretesi extraterrestri. Costoro, quale che sia la reale natura del contatto, si firmano con nomi alquanto esotici: Ashtar Sheran, Firkon, Semjase, Affa, Adoniesis, Itachar, Ptah e via dicendo.
L'ufologia scientifica liquida queste comunicazioni come fantasie compensative, creazioni della mente umana bisognosa di "amici invisibili" consolatori; l'assurdità, la mancanza di omogeneità e spesso la banalità dei messaggi salvifici "rivelati" dai pretesi extraterrestri sovente basta da sola a screditare il fenomeno del contattismo; pure, è curioso notare come i nomi sopra citati trovino tutti un riscontro nelle antichissime religioni europee e medi orientali.
Ashtar Sheran altro non è che l'unione del nome di due dee della mitologiagiudaica premosaica; presentate solitamente in coppia e talvolta fuse ed unificate, Astarte e Asherah erano particolarmente venerate a Gerusalemme e in Samaria. È interessante notare che alcuni studiosi le identifichino nelle bibliche Aholah e Aholibah (Ezechiele, 23,1), ripudiate da Dio perché dedite a pratiche oscene.
Anche Ptah è un nome noto: appare in diverse raffigurazioni egizie, talvolta ribattezzato Chnum; è il dio creatore che modella i corpi umani con la creta su una ruota di vasaio; Semjase (che nelle visioni dei contattisti è una splendida ragazza plejadiana) è palesemente Semeyaza o Semyaza, il capo dei Veglianti ribelli scesi sulla Terra, per corrompere l'umanità secondo alcune versioni; per liberarla dal gioco dell'ignoranza, secondo altre; ovvero, ricopriva lo stesso compito attribuito oggidì a Semjase, che rivelerebbe a diversi contattisti rivoluzionarie cognizioni scientifiche (inapplicabili, però).
Affa è il nome di una divinità demonizzata dal folklore arabo; Adonies, nome noto nei circuiti contattistici italiani, altro non era che uno dei nomi del dio Baal, venerato nell'antichissima città di Byblos come Adon o Adonis (Melkart a Tiro, Esanluh a Sidone); Itachar è il mediorientale dio Istahar, divenuto nella letteratura ebraica, nella "Genesi Rabba" e nello "Zohar Genesi", Issachar, figlio di Lia moglie di Giacobbe, i cui discendenti "possedettero per sempre una spiccata attitudine alla meteorologia e all'astronomia".
É incredibile constatare come questi dèi, demonizzati dall'ebraismo e dal cristianesimo, e dunque privati del loro culto e costretti a scomparire, siano riapparsi nel XX secolo mascherati da extraterrestri, facendo dunque leva su una moda assai in voga negli anni Cinquanta: l'idolatria per i dischi volanti.
Va sottolineata l'incredibile somiglianza tra i nomi degli antichi dèi e quello dei pretesi "comandanti intergalattici" moderni. É impossibile che i moderni contattisti, molti dei quali spesso digiuni di cultura teologica o addirittura di cultura generale, potessero conoscere nomi di antichissime e perdute divinità, nomi riemersi solo recentemente o noti nel ristretto ambiente specialistico archeologico.
Come spiegare dunque il ritorno di queste figure?
L'ipotesi del mito non sembra sufficiente; anzi, parafrasando lo studioso di miti Bill Moyers, "i miti narrano la nostra ricerca, attraverso i secoli, della verità, del senso e del significato"; essi semmai spiegano l'ansia del nostro bisogno di sapere, ma non necessariamente ne sono l'origine. Verrebbe proprio da pensare che questi esseri, dimenticati per millenni, si siano ripresentati ai terrestri in una veste maggiormente accettabile dalla nostra cultura: divinità presso i superstiziosi popoli dell'area mediorientale, futuristici piloti spaziali per le genti dell'era atomica, di Internet, del computer e dell'esplorazione dello spazio. Il tutto in una sorta di "operazione cavallo di Troia", per dirla alla ]ohn Keel. Inutile dire che tale considerazione non ci porta a sapere di più di essi. E, come era inevitabile, diverse confessioni hanno riletto nel ritorno di queste figure una manifestazione del demonio (diavoli erano per il cristianesimo delle origini, carri del diavolo diventano gli UFO per i moderni integralisti religiosi).

LO SCONTRO FINALE
In quest'ottica, la "rivelazione" degli extraterrestri si fonde con il libro detto "Rivelazione", ovvero l'"Apocalisse", nel quadro di uno scontro finale che impegnerebbe esseri celesti e genti della Terra.
Questo mito si sviluppò molto nel Medioevo, dopo che la demonizzazione degli angeli caduti era stata perpetrata e terminata dagli esegeti ebrei e cristiani. Costoro si rifacevano, ad esempio, al testo medievale "Sefer ha-bahir" (o Libro fulgido, XII secolo), in cui si sosteneva che Samma'el il diavolo (padre di Caino e creatore dell'uomo secondo alcuni vangeli apocrifi ebraici e cristiani) sarebbe stato punito alla fine dei tempi, parafrasando un verso di Isaia (24,21): "Il Signore farà .giustizia della 'schiera dei cieli', nei cieli".
Ma già nella precedente "Apocalisse di Baruc" si preconizzava un periodo in cui gli uomini avrebbero visto "un mondo ora invisibile; vedranno un tempo che ora è nascosto loro, un tempo che non li farà invecchiare. Abiteranno sulla cima di questo mondo, saranno simili agli angeli, saranno paragonabili alle stelle."
Scritti di questo tipo influenzarono diversi "veggenti" della Chiesa. Il monaco Ragno Nero profetizzava, nel XVII secolo, che "la Terra sarebbe stata salvata dagli angeli con le ali e dagli angeli senza ali"; nelle "Centurie" dell'abate Ladino si sosteneva inoltre che "gli angeli a cui sarebbe stato affidato di pulire la Terra avrebbero avuto una loro discendenza. E sarà questa discendenza a formare la 'tribù di Saurus'. Le mani dei figli degli angeli saranno segnate dalla luce".
La demonizzazione di questi esseri avvenne nei primi secoli dopo Cristo: gli angeli caduti furono trasformati dagli uomini in diavoli, a poco a poco. Già S. Paolo, nella "Lettera agli Efesini" (6,12), lasciava intendere come il diavolo fosse strettamente collegato agli angeli definiti "Principati e Potestà", nella loro funzione di reggitori dell'universo.

LO STARGATE CELESTE
La concezione ebraica medievale disegna, nel "Talmud Hagigah", un cosmo ripartito in "livelli progressivi di luce"; la casta rabbinica riuscì ad imporre la visione di un cosmo antropocentrico, giocando sul versetto di Isaia (66,1) che riferiva: "Il cielo è il mio trono e la terra lo sgabello dei miei piedi", sottintendendo con ciò che Dio avesse creato solo Cielo e Terra; in origine e in pieno Medioevo circolò parallelamente, presso i gruppi esoterici ed iniziatici, la credenza nei "mille mondi sigillati da Dio con la purezza" (citati nei testi "Idra zutha" e "Idra Rabba"): la nostra Terra era separata dagli universi esterni da un limite fisico, superabile però con una sorta di Stargate (la fisica moderna parla di "whormholes").
Questa concezione è andata perduta a seguito di un'errata traduzione della Genesi (1,6), ove si riferisce che "Dio disse: ci sia un firmamento". Ma la versione originale, sopravvissuta in un testo ebraico altomedievale (commentato nel XII secolo dal mistico Yishaq il Cieco), il "Midrash Konen", avvertiva di "non leggere raqia', firmamento, bensì qeria', strappo".
Attraverso questo "strappo nel cielo", una sorta di varco iperdimensionale, passavano probabilmente le varie razze aliene; il varco metteva in comunicazione la Terra con il resto dell'universo, composto da "mille migliaia di mondi" e con i suoi abitanti, "gli araldi o er'ellim, e gli angeli messaggeri e gli 'ofannim, ed i serafini e gli hashmalim"; ed anche, per il "Masseket AshiIut" o "Trattato sull'emanazione", "le miriadi o shin'annim; i crisoliti o tarshishim; gli ishim o umani, ai quali è preposto Shefanyah; i messaggeri o mal'akim; i pargoli di Dio o bene-Elohim, ai quali è preposto Hofni'el. E Metatron regna su di loro; là si trovano gli spiriti degli uomini e le pietre da guerra, le armate, i carri e i capitani dei cavalieri, come è detto: i carri di Dio sono miriadi, migliaia di migliaia (Salmo 68,18). É il mondo della Realizzazione, dove si trovano gli 'Ofannim..."
Metatron (dal greco metathronos) era l'angelo che "stava dietro il trono" di Dio.
Con lui vi erano in cielo, secondo il Talmud babilonese "Talmud Bavli Masseket Hagigah", i misteriosi hashmal, "creature di fuoco parlanti" che apparivano "in un vento di uragano, in una grande nube ed in un fuoco turbino so che emetteva bagliori all'intorno, ed in mezzo al quale era qualcosa: l'hashmal" (il pilota?); e vi erano cherubini, i misteriosi angeli il cui nome, "keruvim", secondo il rabbino Abbahu proveniva da ke-ravya, "come un fanciullo", perché avevano il viso di un bambino (come certi "Grigi" di oggi...).
Ancora, contrariamente a quanto si crede, i rabbini sapevano bene che i Cieli erano assai distanti dal nostro pianeta, e che un viaggio nello spazio richiedeva secoli (la cosmogonia medievale cristiana riteneva invece gli astri assai vicini a noi). "Dalla Terra ai Cieli c'è un viaggio di 500 anni", riferiscono la "b-Hagigah" e la "Liqquthe Amarim" (Raccolta di detti); quest'ultima parla poi espressamente di "mondi rivelati" e di "mondi nascosti, non rivelati" (citati anche nel "Tiqqune ha-zohar", nell'edizione di Zhitomir).
Nel "Midrash Konen" i mondi venivano anche stimati: 4500 per ogni punto cardinale, ovvero 18.000, tutti abitanti da "angeli" che componevano "le miriadi di miriadi di eserciti". Tutti erano controllati dal "Santo" (identificato con Dio) che, come un abile generale, "ogni giorno andava e veniva per ognuno di questi mondi".
Il testo precisa anche che alcuni di questi esseri si erano installati sulla Terra, nella valle di Gehenna (identificata poi nell'inferno giudaico-cristiano), ove erano stati inviati per punizione gli angeli ribelli capitanati da Samma'el, Qippod e Ngdsgy'l; costoro si trovavano in una zona ben precisa, indicata come "ai margini di Babele", ovvero nell'attuale Irak.
Distinguendo tra i mondi inferiori e quelli superiori, il "Midrash Konen" spiegava che: "sopra il velo (l'atmosfera; N.d.A.) ci sono i Cieli chiamati firmamento, raqia'; là si trovano il Sole e la Luna, stelle ed astri fissi, e gli angeli che li governano".
Questi pacifici Vigilanti sono ben descritti nel trattato "Hagigah", che li presenta come "entità intermedie che amministrano il creato", che arrivano accompagnati da una luce accecante (tipica degli UFO) e che si mostrano come "esseri umani, ma che si muovono con una rapidità ed un'intensità impensabili per gli esseri terreni. Possono avere dimensioni enormi, ma si spostano con la velocità del baleno" (il riferimento alle improvvise accelerazioni degli UFO è evidente); il testo precisa che costoro sono comunque umani: "anche gli angeli sudano; talvolta piangono", con un comportamento decisamente assai terreno. Sanno mimetizzarsi da uomini.
Già nella "Lettera agli Ebrei" (13,2), si legge: "Non trascurate di praticare l'ospitalità giacché alcuni, così, senza saperlo hanno albergato degli Angeli".
Anche il "Libro di Enoch" afferma chiaramente che il popolo del Cielo sapeva, all'occorrenza, rivestire un corpo materiale. E nelle "Haggadah": "Gli spiriti del Cielo risiedono in Cielo, ma gli spiriti della Terra, nati sulla Terra, dimorano in Terra". I loro figli, come Caino, come Noè, sono particolari.
Di Noè le "Haggadah" ci dicono che, nel momento in cui nacque, il suo aspetto era così spaventoso ("i suoi occhi parevano raggi di sole; quando li apri si inondò di luce tutta la casa"), che "suo padre Lamech ne fu sgomento e scappò presso il padre Matusalemme, a cui disse: Ho generato uno strano bambino, che non sembra un essere umano ma un figlio degli Angeli del Cielo. Non è come noi, la sua natura è diversa; i suoi occhi sono come raggi di sole e il suo viso è risplendente. Non mi sembra nato da me ma dagli Angeli, e temo che durante la sua vita si compia sulla Terra un evento prodigioso. Perciò, padre mio, sono venuto a chiederti e implorarti di andare da nostro padre Enoch per apprendere la verità da lui, che dimora tra gli Angeli."

ESOGAMIE ALIENE?
Anche Mosè, a seguito dell'incontro con Dio, divenne improvvisamente come i Ben-Elohim o figli degli dèi, come se fosse stato geneticamente manipolato. Filone Alessandrino lo riteneva "trasformato in una divinità" (in "Vita Mosis" 1,15, e "De sacrificiis Abelis et Caini" 1-10). L'Esodo ci dice effettivamente che egli doveva portare sul viso un velo, che si toglieva quando era in presenza del Signore, perché dopo aver visto la "Gloria di Dio" il suo volto era divenuto "raggiante di luce". S. Paolo presumeva che egli avesse compiuto "un'ascensione al cielo in presenza del Signore".
Anche il volto di Enoch, dopo il rapimento in cielo, subì una trasformazione; il profeta Daniele spiegava così questo curioso processo: "I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento" (Dan. 12,3).
"Una mezza dozzina di pseudoepigrafi dell'Antico Testamento attribuiscono ai loro eroi di avere visitato i Cieli", afferma il biblista Morton Smith.
Nelle "Leggende degli Ebrei" tocca al fido Elizer, servo di Abramo, "varcare da vivo la soglia del paradiso", come pure Abramo stesso viene portato in Cielo. "L'arcangelo Michele calò nuovamente sulla Terra e collocò Abramo su un carro cherubinico, che lo sollevò nell'alto dei Cieli e poi lo condusse sopra una nuvola, insieme a sessanta angeli. Su quel veicolo Abramo sorvolò tutta la Terra e di lassù ne vide ogni cosa, nel bene e nel male".
Lo stesso testo racconta del pagano Labano che, incontrato Dio, "coprì in un sol giorno la distanza stradale che ne richiede sette, e si trovò presso il monte di Galaad".
Anche il cristianesimo delle origini accenna chiaramente ad ascese celesti e soprattutto ad altri mondi abitati, e non da angeli. Si ricordi che lo stesso Gesù, nel Vangelo secondo Giovanni (17,14) si qualificava dicendo "io non sono di questo mondo", e nello stesso testo (versione americana), dichiarava, parlando di "altri", che "io ho anche altre pecore che non sono in quest'ovile; e pure quelle devo raccogliere...". Ciò in quanto "...nella Casa di mio Padre (cioè in Cielo, ovvero nel cosmo) ci sono molte dimore..." (pianeti abitabili?).
Con i grandi esegeti del Cristianesimo (S. Agostino legò il proprio nome al libro "Angelologia") la figura dei "Custodi Celesti" si slegò dall'ebraismo; S. Tommaso d'Aquino parlò così solo di "puri spiriti" e l'apologeta Lacantius, di "Angeli immateriali; che peraltro, paragonati a Dio, appaiono incarnati".
Ma la natura di tali Entità Celesti, alla luce delle manifestazioni ufologiche, resta oggi un problema quanto mai aperto.
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