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UFOSTORIE...


RITORNO A PADERNO DEL GRAPPA

di Franco Mari
 

[Edy Guadagnini dalla terrazza della sua casa - 34K .jpg] [Una delle istantanee con il relativo ingrandimento dell'UFO - 22K .jpg] [Ingrandimento di quattro dei dodici scatti all'UFO del giugno 1998 - 15K .jpg] [Le tre istantanee del secondo avvistamento UFO - 26K .jpg] [Uso dell'effetto "rilievo" sull'UFO del secondo avvistamento - 42K .jpg] ["Proiezione circolare" della base dei due UFO  - 28K .jpg] ["Esaltazione di passaggio" delle aree ad alto e basso contrasto dell'UFO - 27K .jpg] [Apposizione di colori artificiali sui vari livelli di grigio della foto dell'UFO - 44K .jpg] [Somiglianza tra i due UFO fotografati - 24K .jpg]
 

    parti precedenti:

L'UFO DI PADERNO DEL GRAPPA »
È UN OGGETTO NON CONVENZIONALE »
REPETITA IUVANT »

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 02 del Giugno 1999

Molti di voi ricorderanno l'avvistamento di Paderno del Grappa del 7 giugno 1998 e la relativa documentazione fotografica per merito del testimone oculare, il Sig. Edy Guadagnini che non esitò a consegnare al CUN le due strisce di negativi con i 12 fotogrammi affinché fossero effettuati gli studi del caso.

Per chi non avesse presente l'avvenimento riproduciamo una delle istantanee con il relativo ingrandimento dell'UFO.
Si sostiene anche che una "buona macchina fotografica" è tale... se il suo dovere lo fa fino in fondo. Così, infatti, è avvenuto per la Canon del Guadagnini che, a distanza di sette mesi, è riuscita di nuovo a congelare tre istantanee di un oggetto volante non identificato, la cui qualità d'immagine definirla superiore è quantomeno limitativa.
Il lunedì del 18 gennaio 1999 le condizioni atmosferiche, rispetto al primo avvistamento del giugno precedente, erano totalmente differenti: non più il sole pieno di una splendida giornata di fine primavera, ma un bagliore velato da una sottile nebbia che alle 12,40 non consentiva una visibilità superiore ai 500 metri.
Il Guadagnini dichiara "...la nebbia mi permetteva di vedere la Villa Fietta che dista circa 465 metri da casa mia, ma non oltre...".

- Signor Edy cosa faceva quel giorno sul terrazzo di casa sua?

- Avevo da poco acquistato una nuova pellicola ad alta sensibilità e volevo fare degli scatti su uno sfondo uniforme (cielo nebbioso) per poi valutare in fase di stampa la qualità della grana.

- Lei aveva a disposizione un rotolino intero?

- No, purtroppo no, avevo già riempito quasi tutto il film e mancavano soltanto quattro scatti e mentre mi accingevo a fotografare ho intravisto nel mirino un oggetto che lentamente si avvicinava verso la mia casa. In quel momento la macchina fotografica equipaggiava un obiettivo zoom la cui focale era su un medio tele di 85 mm.

Di sicuro il ricordo del primo avvistamento doveva essere ancora vivo nella mente del Guadagnini e probabilmente un certo brivido deve averlo scosso, infatti, afferma:

- ...sì, a dire il vero in quel momento ho provato una sensazione di paura... dopo il primo scatto (fotogramma 33) mi sono reso conto che 85 mm. era una focale troppo lunga che non mi consentiva una buona stabilità d'immagine per cui l'ho ridotta a 50 mm ottenendo così la 2a e la 3a foto (fotogrammi 34 e 35).

- Ma come mai il fotogramma 34 è messo a testa in giù?

- In quel momento tenevo la macchina verticalmente e sono stato costretto a ruotarla di 180° perché qualcosa, forse la mia mano, copriva la cellula dell'automatismo del fuoco.

- Su un angolo del fotogramma 34 si nota un piccolo segmento estraneo, di cosa si tratta?

- Sì è vero, quello è un po' di cornicione di casa mia.

- Perché soltanto tre foto visto che poteva farne un'altra ancora?

- Nel giugno scorso ho avuto a disposizione circa sette minuti, ora solo alcuni secondi forse 15-20, non di più e dopo il terzo scatto non ho più visto quell'oggetto che probabilmente è passato sopra ed oltre il tetto della mia casa.

- Secondo lei è lo stesso avvistato e fotografato nel giugno scorso?

- Mi dispiace ma a questa domanda non saprei proprio dare una risposta precisa.

In effetti, il Sig. Edy deve aver ben confrontato dopo la stampa i due oggetti che appaiono in pochi aspetti simili ma in molti altri totalmente differenti.
Iniziando la valutazione ottica e computerizzata dei tre fotogrammi a nostra disposizione anticipiamo alcuni dati di carattere qualitativo e precisamente:

A) Pellicola bianco e nero Fuji-Neopan di 400 ASA di sensibilità;
B) Focale zoom 85 mm per il fotogramma 33 ridotta a 50 mm per i fotogrammi 34 e 35;
C) Stesso corpo macchina del giugno 1998 (Canon EOS 5);
D) Differenti condizioni atmosferiche: cielo avvolto da fine nebbia con visibilità sui 500 metri.

I 3 fotogrammi mostrano solo un oggetto senza altri elementi che possano descrivere l'ambiente circostante a parte un piccolo segmento valutato come lembo del cornicione del tetto della casa.
Tutto ciò non ci consente un'indagine fotogrammetrica tesa a valutare distanze e dimensioni come invece si é potuto fare nell'avvistamento del giugno precedente.
Mentre allora a tutto vantaggio di questi rilievi c'era un oggetto, anche se nitido, molto piccolo e distante e mal definibile morfologicamente, adesso ci troviamo nelle condizioni opposte.
L'oggetto si mostra più dimensionato nei fotogrammi e non importa se questi sono in bianco e nero e con una grana più grossa, (certo ci manca la valutazione cromatica), ma nell'economia dello studio complessivo forse è meglio così per un semplice motivo di carattere tecnico: con una pellicola in b/n di 400 ASA si ha una "latitudine di posa" più elevata, cioè meno rischi di sotto o sovraesposizioni e con "scala dei grigi" molto più ampia.
La prima valutazione è di tipo ottico: l'oggetto è sicuramente più vicino oppure più grosso (ma quest'ultima ipotesi si dimostrerà meno probabile).

Nella Tabella qui sotto sono riportate le dimensioni dei dischi sui relativi negativi.

FOTO n°

PERIODO

LARGHEZZA SUL NEGATIVO in mm.

FOCALE

33

Gennaio 1999

1,60

85

34

Gennaio 1999

1,30

50

35

Gennaio 1999

1,70

50

13

Giugno 1998

0,35

50


Da notare come fra il fotogramma 33 ed il 13 (del giugno 1998) il disco risulta nel primo caso quattro volte e mezzo più dimensionato e questo basta a giustificare una maggiore ricchezza di dettagli.

Nella figura dei tre fotogrammi il confronto delle immagini dei dischi di quest'ultimo avvistamento fa rilevare come il fotogramma 33 sia meglio definito per precisione di messa a fuoco ed assenza di mosso.

Nella figura è stato usato l'effetto rilievo che non svela l'uso di fili nascosti nell'immagine inferiore accentuando i contorni e con aggiunta di una maschera di contrasto s'intravede una zona periferica più chiara e sfumata che riflette la luce, il che dimostra la presenza fisica dell'oggetto nello spazio circostante. Ad onor del vero l'unica valutazione che non può essere fatta con un simile fotogramma è la tecnica del lancio di un oggetto miniaturizzato, anche se alcune considerazioni successive portano a rendere altamente improbabile quest'ultima riflessione.

Il disco mostra una struttura sfaccettata a testa di medusa con una base circolare ad anelli concentrici ed un bottone centrale leggermente sporgente. La parete laterale è poliedrica ad angoli vivi che si richiude in alto con una leggera cupola non ben definita.
L'unico elemento che ci ricorda il disco del giugno precedente è un anello scuro alla base, il resto appare del tutto diverso.
Ma allora si tratta di un altro oggetto?
Nella figura è stata elaborata una "Proiezione circolare" della base dei dischi sui fotogrammi 33 (del gennaio 1999) e 20 (del giugno 1998) dove si nota che certe proporzioni rimangono identiche come lo spessore del cerchio scuro e della zona chiara interna nel cui centro sembra di rilevare un bottone centrale.
Questo ci fa pensare che con molta probabilità si tratta dello stesso oggetto, ma a sminuire tale ipotesi s'interpone un dato molto evidente: "la diversità della superficie laterale del disco".
Però nel fotogramma 33 della figura, facendo più attenzione, si intravede un leggero alone situato solo sulla superficie laterale e superiore. Incuriosito del fatto, ho cercato di evidenziarlo meglio con un elaborato detto ad "Esaltazione di passaggio" finalizzato ad isolare aree dell'immagine ad alto contrasto dalle loro controparti a basso contrasto.
Ne viene fuori la migliore immagine di tutta la serie dove, in effetti, si conferma la presenza di 2 aloni circostanti:

A) uno chiaro e sfumato più esterno a tutto l'oggetto che dimostra la riflessione della luce incidente;
B) uno più interno posto solo sulla zona laterale e superiore a contorno netto.

La figura è stata ottenuta con apposizione di colori artificiali sui vari livelli di grigio, e l'alone interno precedentemente descritto si evidenzia ancora meglio apparendo come una nebbiolina grigio-azzurra avvolgente tutta la superficie fino al margine esterno del cerchio inferiore più scuro.
Trasformando questa "nebbiolina" da superficie trasparente a superficie opaca, ecco allora che l'oggetto appare molto simile a quello visto e fotografato nel giugno 1998.
Si potrebbe allora concludere che la superficie laterale del disco fotografato a gennaio 1999 mostri una "certa trasparenza" che ha permesso di rivelare la sua struttura sottostante che è molto più complessa con la presenza di quelle caratteristiche e strane sfaccettature.

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