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UFOSTORIE...


FILES FASCISTI: TROVATO IL DISCO?
di Alfredo Lissoni
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da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 48 del Dicembre 2003/Gennaio 2004

Trovata infine, in un'Enciclopedia dell'epoca, la foto dell'ala volante fascista, realizzata o perfezionata assai presumibilmente grazie agli studi di retroingegneria deIl'hangar di Vergiate. Si apre un nuovo capitolo dei files fascisti.

La ricerca documentale per la messa in onda della puntata di "Voyager" sui files fascisti, realizzata con la consulenza del sottoscritto, ha portato alla luce nuove testimonianze e materiale che non solo avvallano l'intera questione, ma che ci stanno lentamente permettendo di ricostruire l'intricato puzzle del "disco volante del Duce".
Poco prima di essere intervistato a Sesto Calende dalla troupe di Giacobbo, infatti, l'amico giornalista Antonio Cosentino de "La Prealpina" ha rintracciato due tecnici della Marchetti di Vergiate (ove nel Ventennio venne nascosto, in un hangar, il disco recuperato dall'OVRA o la documentazione inerente).
I due tecnici non hanno voluto né apparire né essere intervistati, ma hanno confidato al giornalista di essere stati messi al corrente, all'epoca in cui lavoravano negli stabilimenti del Fascio, di una nuova arma segreta che avrebbe rivoluzionato le sorti della guerra.
"Sapevamo che i tedeschi ne erano in possesso, e ci preparavamo anche noi ad una costruzione in serie", ha dichiarato a Cosentino uno dei due anziani signori.
Certamente, non si può escludere che l'arma segreta fosse la V-2 nazista ma forse si trattava delle V-7, la cui messa in opera era stata avviata dai nazisti dopo che la GESTAPO aveva ricevuto da una branca "traditrice" del Gabinetto RS/33, filotedesca ed antinazionalista, il materiale sui files fascisti (come si evince dalle lettere spediteci da "Mister X").
Sappiamo anche che il fallimento della realizzazione delle V-7 fu dovuto all'improvvisa sconfitta della Germania; ma sappiamo anche che i russi, conquistata la Cancelleria di Berlino, rubarono diversi progetti e, nel 1990, annunziarono alla stampa di avere costruito nella base segreta di Ulianovsk (l'anno prima al centro di una grossa ondata di avvistamenti di ordigni volanti) un UFO terrestre, battezzato Ekip. Lo stesso fecero gli americani, ufficialmente dopo la guerra, con l'Avro Car.
Ma l'ingegnere aeronautico Giorgio Stiavelli, amico di famiglia di Cesare Balbo (uno dei tre capi del Gabinetto RS/33), già capo Reparto Sperimentale di volo AERFER (ora ALENIA) a Napoli ed il più giovane ingegnere europeo a lavorare sui velivoli Sagittario, Ariete e Leone, ci ha raccontato di avere letto, su pubblicazioni interne americane, di dischi volanti terrestri, di matrice statunitense, già all'epoca della Seconda Guerra Mondiale.
Il segreto dell'hangar di Vergiate era già forse filtrato oltre Oceano, ove peraltro Balbo era di casa ed ove veniva trattato come un eroe?
L'improvvisa morte del quadrunviro - abbattuto "accidentalmente" dalla nostra contraerea - fu invece un atto programmato per punire un traditore dell'"amico germanico" che Balbo, come Ciano, detestava?
Il suo filoamericanismo è noto e documentato; era l'istruttore dei piloti statunitensi che, dall'America, giungevano proprio a Vergiate per imparare da lui le più avanzate tecniche di volo (non dimentichiamoci che negli anni Trenta era l'Italia ad essere all'avanguardia mondiale, nel campo aeronautico); e non fu dunque casuale che, a guerra finita, la CIA si impossessò degli stabilimenti di Vergiate; gli americani erano ben consci dei nostri progressi in campo aeronautico; e lo sapevano proprio grazie a Balbo, dal quale appresero forse anche dell'esistenza di un disco volante nell'hangar varesino.
Il dottor Stiavelli mi ha peraltro confermato che furono proprio gli americani, che temevano la nostra superiorità tecnica (tecnica, non bellica), a boicottare la costruzione di diversi velivoli italiani all'avanguardia, nel dopoguerra, imponendo le loro produzioni.

Con il raggio della morte
Sappiamo che i fascisti si dedicarono, a Vergiate, ad esperimenti di retroingegneria; lo stesso fecero gli americani dopo la guerra.
Vi è chi sospetta che il "Vertijet", uno strano velivolo a decollo verticale, sia uno sviluppo terrestre di ingegneria aliena. Se al computer si "ricopre" l'ossatura del velivolo, ne esce la sagoma del disco volante descritto da Bob Lazar e da altri revealers.
Gli americani si impossessarono forse, questa volta grazie alla miopia fascista, anche dei progetti marconiani del raggio della morte. L'ex regista della trasmissione "Stargate" (ora passato a "Voyager") mi ha mostrato della documentazione riguardante un brillante progettista bolognese che riuscì, nel Ventennio, a realizzare un'applicazione pratica del raggio "blocca-motori" di Marconi. Ma per tutto ringraziamento gli invidiosi gerarchi fascisti lo mandarono a morire al fronte.
Ma quei progetti, evidentemente, non andarono perduti, visto che, il 12 giugno 1966, la "Domenica del Corriere" riferiva un'inquietante notizia. Sei caccia francesi Mystère, in volo d'allenamento tra Bordeaux e Siviglia, erano improvvisamente precipitati il 27 maggio nelle campagne spagnole, vicino Huelva (zona peraltro di avvistamenti di UFO e umanoidi). La versione ufficiale fu che fosse improvvisamente terminato il carburante ma, come sottolineava il periodico, "lo stesso comando delle forse aeree francesi ha dichiarato che i Mystère dovevano possedere una riserva sufficiente per rientrare in Francia".
Gli apparecchi, faceva notare il rapporto dell'Aeronautica, non avevano richiesto alcuna assistenza radio alle vicine basi di Rota e Moròn. "Ed infine - commentava il periodico - che andavano a fare i sei apparecchi nel sud della Spagna, a pochi chilometri (coincidenza straordinaria) dal luogo divenuto celebre per la perdita di una bomba H americana e nel cuore di quel ridotto meridionale, compreso tra la Sierra Nevada e la Sierra Morena, nel quale pare che gli Stati Uniti abbiano eretto il loro più munito ed inattaccabile fortino europeo? Il giallo non si arresta qui; c'è già qualcuno che parla di arma segreta sperimentata dagli americani... Dei sei piloti, cinque sono stati raccolti da elicotteri americani. Le due commissioni d'inchiesta, una spagnola ed una francese, tireranno avanti i loro lavori qualche mese: se anche scopriranno la verità, è probabile che non la diranno, o non la diranno intera...".
Parole profetiche. La verità non la si seppe mai.
Ma se è vero che gli USA avevano messo a punto un raggio della morte, capace di mandare in tilt i sistemi elettrici dei sei aerei sino a farli precipitare, come mai quest'arma non è mai più stata utilizzata (almeno ufficialmente)?

I dischi volanti del Duce
Dalle perizie degli originali dei files fascisti, effettuate dal dottor Garavaglia (individuato grazie ad Antonio Manzoni del CUN Lecco) sappiamo che il materiale recapitatoci da "Mister X" è autentico.
Ma c'è dell'altro. Un fascicolo dell'aprile 1936, non a caso intitolato "L'Universo" e stampato a Firenze, ci rivela l'ossessione delle gerarchie italiche per le tematiche del mistero.
In esso si dà risalto al ritrovamento, in Messico, di "scheletri giganteschi appartenuti - si disse - agli abitanti di Atlantide". Mussolini era forse convinto che i misteriosi esseri che probabilmente guidavano il disco occultato a Vergiate (e la cui morfologia venne presumibilmente studiata dall'unico medico del Gabinetto RS, Filippo Bottazzi), fossero ariani atlantidei di cui si mormorava nei circoli filonazisti tedeschi, già negli anni Venti?
Non solo; un attento esame della monumentale "Grande Enciclopedia Aeronautica" stampata a Milano nello stesso anno ci svela quanto fossero già avanzate le ricerche fasciste di retroingegneria.
Partendo forse da un velivolo discoidale detto "aeroplano a superficie variabile "Makonine" si arrivava ad un idrovolante "di grandi dimensioni senza coda", ideato dal progettista Giovanni Pegna e ribattezzato "ala volante".
Il prototipo di Pegna era l'anticipazione storica del primo Stealth e persino dell'ala volante Horten nazista!
Tutto ciò non poteva essere casuale. Ancora una volta, grazie ai files fascisti, la nostra tecnologia aveva battuto sul tempo tutte le altre nazioni (per tacere del fatto che, secondo alcuni autori americani, l'UFO di Roswell avrebbe avuto la forma di un'ala volante).
La retroingegneria di Vergiate rischiava di garantire all'Italia fascista una supremazia aerea quasi totale, se le vicende belliche non avessero fatto precipitare gli eventi; non per nulla Arturo Crocco, membro del Gabinetto segreto, già sognava di raggiungere la Luna (e ne scrisse in un suo libro).
Senza il disastroso risultato della nostra partecipazione militare, forse l'Italia, avendo tempo di perfezionare le tecnologie che andava studiando, sulla Luna magari ci sarebbe arrivata per davvero. E lo scenario descritto da Mario Farneti nel romanzo ucronico "Occidente" si sarebbe forse svolto esattamente come da lui immaginato.

Foo-fighters d'Inghilterra
Fabio Di Rado, ha recentemente svelato la contraffazione dei foo-fighters inglesi (all'indagine ha partecipato anche il sottoscritto, assieme a Marco Guarisco del CUN Como; abbiamo estrapolato dal film "Memphis Belle" le immagini incriminate e le abbiamo confrontate con le foto dei foo inglesi. Erano le stesse, anche se i falsi erano stati realizzati ritoccando elettronicamente lo sfondo e ruotando le foto, virate in bianco e nero).
Anch'io sono stato poi oggetto di una missiva bufala, il 26 ottobre 1996. Mi è stata recapitata presso la redazione di una rivista del mistero, per la quale lavoravo, una busta anonima contenente un documento rozzamente realizzato, un "Memorandum to L.B" del 1952, scritto malamente a macchina e censurato, in inglese, che lasciava intendere che durante l'operazione Paperclip gli USA si erano occupati di UFO terrestri (con particolare riferimento ad un avvistamento a S.Pietro a Vìco di Lucca, il 25 luglio 1952, ove l'UFO poteva effettivamente ricordare una V-7); e tutto ciò dopo che gli States avrebbero saputo di un rapporto segreto dell'organizzazione nazista Odessa (quella che faceva espatriare di nascosti i nazisti) circa un'operazione "attualmente in corso" in tre Paesi del Sudamerica e in due Paesi Europei, uno dei quali era l'Italia. Ove sarebbero state fatte volare ben sette V-7, sopra la Toscana.
Ma .non tutti i casi di foo sono fasulli. Nel libro "Il cielo è un inferno" di Martin Caidin (Longanesi) l'autore, nel ricostruire diverse vicende belliche, prende spunto da un memorandum del 24 ottobre 1943 del maggiore E.R.T. Holmes, FLO 1a Divisione Bombardamento (riferimento FLO/IBW/REP/126 al Servizio segreto inglese MI 15 Ufficio di Guerra, Whitehall, Londra SW ed in copia al colonnello E.W. Thompson A-2 Pinetree).
E racconta: "Il fatto avvenne il 14 ottobre 1943 durante la missione di bombardamento della città di Schweinfurt (Germania) effettuato dalla 1a e dalla 31a Divisione Aerea Americana di base in Inghilterra con aerei Boeing B-17 Flying Fortress. Quando i bombardieri del 384° Gruppo si avviarono alla corsa finale, oltrepassato il punto iniziale, avrebbero potuto subire una violenta reazione da parte della caccia tedesca e quindi si richiedeva sia ai piloti che agli altri membri dell'equipaggio un'attenzione d'importanza vitale per poter segnalare in quel momento la posizione di qualsiasi aereo nemico. Ogni uomo che prese parte al bombardamento confermò in seguito che fino all'inizio dell'osservazione non zera presente nessun velivolo nemico sopra la formazione di aerei. Fu proprio allora che i piloti ed i mitraglieri della torretta superiore, come pure alcuni uomini in osservazione dalla prua in plexiglas dei bombardieri, segnalarono un grappolo di oggetti discoidali in avvicinamento sulla rotta del 384° Gruppo.
Esclamazioni di stupore e discussioni sull'origine degli strani mezzi si intrecciavano fra i membri dell'equipaggio ed i piloti, e si era d'accordo nell'affermare che gli oggetti dovevano essere spessi circa cm 2,5 ed avere un diametro apparente di circa cm 7,6. Il loro colore era argenteo. Scivolavano molto lentamente in grappoli uniformi. A questo punto l'aereo numero 026 si avvicinò al gruppo di UFO rapidamente; troppo rapidamente, in quanto il pilota non riuscì ad evitare la collisione con gli strani aeromobili ma questi, come riferì l'ufficiale al Servizio Informazioni, si fecero attraversare dall'ala destra senza lasciare né sui motori né sulla superficie alcun segno. In seguito, però, si senti un urto contro l'impennaggio di coda dell'aereo, ma non si udì né si vide esplosione. A sette metri circa dal gruppo di dischi argentati, però, rimanevano in aria un ammasso di presunti rottami neri, di varie dimensioni, riuniti a gruppi di un metro, un metro e venti. Altri due aeroplani attraversarono gli UFO senza subire danni. Il rapporto terminava affermando che nulla si sapeva sull'origine dei dischi e dei rottami (rottami?) e che non si poté avere nessun'altra informazione su questo sconcertante episodio tranne che dischi simili erano già stati avvistati dagli equipaggi di aerei anteriormente alla data del 14 ottobre 1943..."
(Si ringrazia per la ricerca iconografica Michele Castellano del CUN Varese).

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