Il Mistero in Internet Chi siamo  Contatti   Site map    Cerca   Edicola Home  
EdicolaWeb 2005  
Nonsoloufo - Ufo and much moreClicca qui per prelevareARCHEOMISTERI - I quaderni di Atlantide
Cerca negli articoli
Consulta le rubriche
  Approfondimenti
  Archeologando
  Cercando il Graal
  Para Martia
  Atlante segreto
  Luci dei Maestri
  Decriptare la Bibbia
  Arcani enigmi
  Icone del tempo
  Altra dimensione
  Dal mondo eterno
  L'uomo e l'aldilà
  Oltre l'Orizzonte
  Approfondilibri
  Ufostorie
  Sentieri infiniti
  Usciamo dal tunnel
  Gli inserti stampabili
  Gli articoli dei lettori
  I racconti dei lettori
  La nostra Biblioteca

Consulta le riviste
  Archeomisteri
  UFO Notiziario
  Stargate
  Notiziario Ufo
  Ufo Network
  Dossier Alieni
  Extraterrestre
  Ali Dorate

in realizzazione
Lo spazio dei lettori
  Appuntamenti
  Invia i tuoi articoli
  Invia i tuoi racconti
  Richieste di aiuto

 

UFOSTORIE...


FILES FASCISTI: MISTERI A NAPOLI

di Giuseppe Colaminè e Nicola Guarino
in collaborazione con Mauro Panzera

[Tre telegrammi - 55K .jpg] [Prima lettera - 47K .jpg] [Seconda lettera (Parte 1) - 30K .jpg] [Seconda lettera (Parte 2) - 46K .jpg] [Archivio dell'OVRA - 38K .jpg] [Componenti dell'OVRA - 45K .jpg] [Bocchini, capo dell'OVRA - 42K .jpg] [Cronisti della "Stefani" - 35K .jpg] [Busta ricevuta - 15K .jpg] [Prima lettera (Parte 1) - 30K .jpg] [Prima lettera (Parte 2) - 28K .jpg]
 

[Seconda lettera (Parte 1) - 25K .jpg] [Seconda lettera (Parte 2) - 30K .jpg] [Cartolina postale - 34K .jpg] [Telegramma - 32K .jpg] [Ala volante "Horten"  - 41K .jpg] [Ala volante - 40K .jpg] [Libro americano sull'Ala volante - 34K .jpg] [Horten VII (H-7) in volo - 15K .jpg] [B-2 USA ricavato dall'Horten nazista - 20K .jpg] [Horten in volo su Göttingen - 24K .jpg] [I fratelli Walter e Reinar Horten  - 41K .jpg] [Idrovolante di Balbo - 16K .jpg] [Idrovolante MC72 - 27K .jpg] [Ala Volante - 40K .jpg] [Ala volante USA YB-49 - 48K .jpg]
 

[9 Northrop "Flying Wing" Bombers - 48K .jpg] [Ricostruzione dei 9 UFO visti da Kenneth Arnold - 44K .jpg] [Guglielmo Marconi - 36K .jpg] ["Sigaro volante" terrestre - 53K .jpg] [Telegrammi - 60K .jpg] [UFO su Firenze (1957) - 40K .jpg] [UFO su Perugia (1962) - 36K .jpg] ["Campini-Caproni" - 57K .jpg] [Caccia del tipo "CR32" FIAT - 29K .jpg] [UFO fotografato nel cielo di Phoenix - 40K .jpg] [Oggetti avvistati da Kenneth Arnold - 49K .jpg] ["Ruota volante" di Nordung - 29K .jpg] [Aereo "UFO" dell'ingegner Stipa - 55K .jpg] ["Disco volante" tedesco dell'ingegner Miethe - 38K .jpg] [Prototipo dell'AVRO-Car statunitense-canadese - 47K .jpg]
 

["Trottola volante" tedesca dell'ingegner Schriever - 52K .jpg] ["disco volante" italiano - 35K .jpg] [Entrata del "Centro Studi ed Esperienze" - 34K .jpg] [Prof. Gaetano Arturo Crocco - 49K .jpg] [Luigi Crocco - 35K .jpg] [Ritorno del Col. Pezzi dalla stratosfera - 55K .jpg] [Elenco dei Membri della Reale Accademia d'Italia del 1942 (Parte 1) - 49K .jpg] [Elenco dei Membri della Reale Accademia d'Italia del 1942 (Parte 2) - 50K .jpg] [Elenco dei Membri della Reale Accademia d'Italia del 1942 (Parte 3) - 55K .jpg] [Insolito fenomeno celeste su Torino - 54K .jpg] [Messaggio cifrato di Mussolini - 61K .jpg] [Aereo tedesco fotografa un corpo volante su Kärnten, in Austria - 28K .jpg] [Edificio scolastico di Maderno del Garda - 50K .jpg] [Vertijet - 48K .jpg] [Ala volante fascista di Giovanni Pegna - 33K .jpg]
 

[Disco volante "Makonine" - 52K .jpg] [Haunebu - 34K .jpg]
 

    parti precedenti:

FILES FASCISTI: L'INCHIESTA PIÙ COMPLETA »
GLI UFO-FILES DI MUSSOLINI »
"NEGARE OGNI VERSIONE" È LA PAROLA D'ORDINE »
GABINETTO RS/33: DAGLI UFO ARRIVÒ IL RAGGIO DELLA MORTE »
ANNI '30: L'UFOLOGIA È NATA IN ITALIA? »
FILES FASCISTI: NUOVE EVIDENZE »
VELIVOLI NON CONVENZIONALI: UN DOSSIER DI 30 PAGINE DEL GABINETTO RS/33 »
ALLARMI CAMERATI! AERONAVE SCONOSCIUTA SU DI NOI... »
IL PRIMO VERO UFO »
D'ORDINE DEL DUCE: "TACITARE" I TESTIMONI »
FILES FASCISTI, SCOPERTO L'HANGAR DEL DISCO! »
RETROINGEGNERIA ALIENA NEL VENTENNIO »
A GUIDONIA SI PROGETTAVANO GLI UFO? »
PUNTAVANO VERSO LO SPAZIO »

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 36 del Settembre 2002

Nuove prospettive sul tema.

Quando Alfredo Lissoni e Roberto Pinotti avviarono l'indagine sui cosiddetti "Files fascisti", avanzando l'ipotesi che il fenomeno UFO avesse attivamente interessato il Nord Est d'Italia negli anni antecedenti la Seconda Guerra Mondiale, le varie sezioni CUN della penisola si attivarono per cercare tracce ed indizi che eventualmente suffragassero la tesi.
IN particolare la Campania era la regione in cui avevano vissuto tre personaggi citati nelle rivendicazioni anonime che hanno portato alla ricostruzione dell'intera vicenda. Fra questi il Prof. Filippo Bottazzi (nato nel 1867, morto nel 1941), presunto componente dell'ipotizzato "Gabinetto RS/33" (Ricerche Speciali 33), il team di specialisti che avrebbe ricevuto dal Governo fascista l'incarico di indagare sulle dinamiche degli avvistamenti UFO di allora e di un presunto "crash" verificatosi nella Pianura Padana.
L'indagine su Bottazzi e sulla sua biografia venne avviata (nel massimo riserbo dovuto ad una figura di simile spessore) dal Dr. Mauro Panzera, coordinatore regionale del CUN per la Puglia, nella cui provincia di Lecce (e precisamente nel comune di Diso), Bottazzi stesso era nato e vissuto negli anni della gioventù.
L'indagine di Panzera è tuttora in corso ed i suoi risultati verranno resi noti quando sarà possibile ricomporre appieno l puzzle della sua biografia.
Uomo estremamente discreto, Bottazzi è annoverato tra i nomi di spicco della ricerca nel campo della fisiologia umana in Italia, ed il suo coinvolgimento nell'RS/33, ben evidenziato da Pinotti e Lissoni, fa supporre che vi fosse negli ambienti di governo una motivazione ad effettuare ricerche di tipo biologico. Ciò apparentemente si accorda poco e male con un fenomeno prettamente aeronautico come l'avvistamento degli UFO, a meno che questo non fosse stato legato a contatti con Entità Biologiche di natura aliena.

Il pacchetto di misteri legato agli eventi di quegli anni è ricco di strane tracce, di indizi confusi, difficili da mettere insieme in una trama organica. Alcuni vengono talvolta a galla in modo del tutto casuale, magari quando si rianalizzano eventi della storia quotidiana, raccontati da testimoni del tutto estranei ai fatti.
Riportiamo in questa prima parte una testimonianza raccolta nel 1997 dal racconto di un'anziana contadina abitante in località Pianura, alla periferia nord di Napoli.
Per intenderci, Pianura è collocata ai margini della Zona Flegrea, dove oggi si trova il Comando NATO del Sud Europa. Si tratta di una zona attualmente urbanizzata ma che fino agli anni Sessanta si trovava in aperta campagna e che tuttora alterna aree popolate con tratti ancora disabitati ed impervi.
A raccontare i fatti è un uomo che chiede di non essere nominato che pertanto, nel rispetto dovuto alla sua privacy, chiameremo con la sigla "Z".
Egli parlò con la donna che all'epoca del racconto aveva circa 85 anni di età e riferiva un episodio da lei attribuito a fenomeni paranormali. Il tutto era avvenuto negli anni Trenta, quando lei era in giovane età ed abitava in una casa rurale che dava su un'ampia zona pianeggiante ai piedi del versante ovest della collina dei Camaldoli.
C'era una mucca esanime distesa sul terreno ed intorno a questa "alcuni bambini", dei quali veniva rimarcata la bassissima statura, stavano armeggiando in maniera confusa, non ben definibile. Poco distante, a circa 8 - 10 metri da terra, stava immobile un oggetto levitante, di forma affusolata somigliante ad un piccolo dirigibile. I bambini ad un certo punto issavano l'animale morto a bordo dell'aeromobile (non vengono riferite le modalità dell'operazione di carico), salendovi poi a loro volta e quindi l'oggetto si levava in volo, scomparendo oltre la cresta della collina.
L'anziana spiegava il fatto come un'apparizione di entità spiritiche.
Ricordiamo altresì che a Napoli esiste la leggenda del cosiddetto "Monacello", spirito bonario di fattezze simili a quelle di un nano, storicamente erede dei Lari e Penati di epoca romana e culturalmente equivalente agli gnomi ed ai folletti della mitologia nordica: il "Piccolo Popolo".
La somiglianza con un fenomeno di mutilazione animale ad opera di presunte Entità Biologiche Extraterrestri classificabili con la tipologia dei "Grigi" è indubbiamente singolare.
Purtroppo non ci è stato fino ad ora possibile rintracciare la testimone diretta, seppur con l'aiuto di Z.
Non sappiamo nemmeno se ella sia tuttora in vita e non possiamo neanche escludere che magari le sue condizioni psichiche potessero essere alterate sia all'epoca in cui raccontò i fatti, sia in quella in cui ne fu estimone oculare.
Certo è che negli anni Trenta non esisteva una casistica ufologica ufficiale, né tantomeno una relativa ai Grigi ed alle Mutilazioni Animali Misteriose, per cui l'eventuale contenuto allucinatorio non poteva essere attinto da informazioni già acquisite che avessero in qualche modo condizionato la percezione della ragazza.
Inoltre il fatto che si parlasse di bambini sembra essere a riprova della buona fede da parte della stessa, la quale ha raccontato ciò che è riuscita a percepire, razionalizzandolo e senza effettuare elaborazioni che portassero a figure come mostri, demoni o altre creature legate all'universo del mito.
Oggi sappiamo però dalla casistica locale che la zona circostante Pianura e la collina dei Camaldoli vanta un'alta incidenza di avvistamenti UFO, nonché di eventi di natura inidentificata avvenuti al suolo, potenzialmente ricollegabili ad incontri ravvicinati del terzo e quarto tipo.
E, come vedremo, c'è anche di più.

Siamo nel 1987, il giorno di Lunedì in Albis. Il tempo è bello ed un gruppo d studenti dell'età variabile intorno ai 15 anni si diverte ad esplorare la fiancata ovest della collina del Camaldoli. Sono giovani a caccia di avventure, di sensazioni forti; hanno portato con loro torce elettriche ed attrezzature da esploratore dilettante. Perché cercano qualcosa di insolito e di misterioso... e da ultimo forse lo trovano.
Parzialmente nascosti dalla vegetazione selvatica. Ecco infine davanti a loro tre varchi, su piani diversi, ognuno abbastanza ampio da farvi passare un automezzo di media taglia; due di questi sono chiusi da grosse assi di legno inchiodate, uno non presenta ostacoli. Esitanti e un po' spaventati, i ragazzi si addentrano nella cavità oltrepassando il varco pervio, ed intuiscono immediatamente di trovarsi all'interno d una grande installazione abbandonata.
La caverna è costituita da un lungo corridoio assiale profondamente scavato nel tufo (non meno di 70 metri di lunghezza); le pareti sono levigate, lavorate dalla mano dell'uomo; sul pavimento sterrato vi è un binario a scartamento ridotto. In fondo un vecchio carrello da carico completamente arrugginito. Ai lati del condotto si accede a delle vaste camere, anche queste modellate ad arte fino ad avere fatto loro assumere una forma pseudocubica. In tutto sono 4 o 5 ma una di essa colpisce in particolare i giovani visitatori.
C'è una vecchia consolle in evidente disuso, un pannello di comandi elettrici ridotto ad un ammasso di ferraglia; accanto si nota un sistema di valvole disposte in parallelo, valvole ricoperte di ceramica, grandi ognuna quanto un grosso vaso da fiori.
Quella sala è servita a qualcuno nei decenni passati per governare un impianto elettrico ad alto voltaggio.
La galleria è a fondo cielo; il binario si interrompe, ma ai lati vi sono due cunicoli in discesa, rivestiti con scalinate metalliche. I ragazzi entrano in uno di questi, scendono lungo la scaletta ripida e si ritrovano in un altro corridoio, simile al precedente, ma avvolto nel buio, poiché la sua uscita è ostruita dalle porte in legno viste prima all'aperto.
L'avventura è bella ma la paura ha il sopravvento; i ragazzi abbandonano il posto e quella giornata per loro resta solo un ricordo. Uno di loro ci racconta i fatti nel mese di Ottobre del 2001. Ormai è un uomo adulto e chiede che il so nome non venga reso noto.
Riusciamo a farci descrivere il luogo esatto dell'ubicazione di quello che ha tutta l'aria di essere un bunker risalente alla Seconda Guerra Mondiale, ma quando andiamo a cercarlo, il paesaggio ci appare totalmente mutato.
Negli ultimi anni è stato costruito sul posto un complesso sistema di svincoli della Tangenziale di Napoli. Buona parte delle pareti tufacee è stata rafforzata con murate di cemento, ormai di naturale c'è rimasto ben poco e dei varchi descritti non vi è traccia.
L'accesso agli archivi militari della Seconda Guerra Mondiale non ci è possibile, ma molti cittadini napoletani ricordano che nel 1943 i Tedeschi progettavano di difendere Napoli dagli Alleati con cannoni a lunga gittata, su tipo - per intenderci - di quelli del celeberrimo film hollywoodiano "I Cannoni di Navarone".
IL bunker descritto avrebbe allora potuto essere la sede di questi ultimi.
Tutto quadra... o almeno quasi tutto.
I varchi descritti consentono un puntamento efficace verso ovest, tutt'al più verso nord-ovest.
In pratica i Tedeschi ritenevano possibile uno sbarco degli Alleati sulla Costa Flegrea, sbarco che invece avvenne poi molto più a sud, a Salerno.
Questo è un dato storico, poiché il Comando Alleato aveva in effetti progettato inizialmente uno sbarco a Gaeta, a Nord di Napoli, con la creazione di una testa di ponte ed una conseguente manovra verso sud, in modo così da stringere poi a tenaglia le truppe naziste.
Probabilmente quando gli Anglo-Americani puntarono su Napoli da sud, il Comando Germanico ordinò la rimozione die cannoni da una postazione che ormai non aveva più alcun valore tattico, ammesso che questi vi fossero mai stati installati.
C'è un aspetto di tipo tecnico che però non convince.
Le forze armate tedesche invasero l'Italia dopo il 25 Luglio 1943. Gli Alleati passarono oltre lo Stretto di Messina il 3 Settembre, il 9 avvenne lo sbarco a Salerno e il 1 Ottobre si ebbe la presa di Napoli.
La città era difesa dalla Divisione "Hermann Goering" e dalla XV Divisione di "Panzergranadieren", entrambe provenienti dalla disfatta in Sicilia e piuttosto malconce. Ad esse andavano aggiunti contingenti della X Armata ed alcuni battaglioni di SS.
Dal 27 Luglio al 9 Settembre, giorno in cui lo sbarco di Salerno vanificò il possibile ruolo del bunker dei Camaldoli, passarono soli 44 giorni. Giorni febbrili e intensi, fatti di manovre militari impegnative e complesse, bombardamenti alleati a tappeto, nonché di operazioni snervanti di contenimento e rastrellamento nei confronti della popolazione locale che sarebbero poi culminate nella famosa rivolta delle 4 Giornate di Napoli, alla fine delle quali i Tedeschi abbandonarono la città.
Poteva il contingente germanico in così poco tempo costruire ex novo un sistema di gallerie multilivellato, scavando la roccia tufacea di una intera collina, mentre era peraltro oberato di impegni sul campo?

La risposta intuitiva è no; oltretutto il testimone non ricorda di aver notato svastiche o la minima scritta in tedesco sul pannello elettrico o sul carrello, e questo è strano poiché gli occupanti nazisti erano soliti imprimere e riprodurre teutonicamente loro simboli e indicazioni pressoché ovunque.
Probabilmente, dunque, quel complesso sistema artificiale di caverne esisteva già a tutto il 25 Luglio 1943 ed i tedeschi non fecero altro che servirsene a posteriori, magari trovando già sul posto l'impianto elettrico ed i binari con relativi carrelli.
C'è ancora un dettaglio che ci ha colpiti.
Il carrello parcheggiato è stato descritto come uno di quelli adatto a contenere detriti di scavo (simile a quello delle miniere, cioè).
Un alloggiamento destinato a contenere dei cannoni avrebbe sì avuto dei binari, ma carrelli a fondo piatto, sui quali gli elementi di pezzi di artiglieria possono poggiarsi agevolmente.
Invece ci è stato parlato di altro, come se chi lasciò il bunker stesse ancora scavando.
Un progetto segretamente avviato dagli Italiani, insomma, che successivamente i Tedeschi tentarono di completare. Ciò è possibile e anzi probabile.
La nostra indagine è tuttora in pieno svolgimento. Non vogliamo certo azzardare conclusioni, o tanto meno ipotesi precostituite, ma non può non lasciarci perplessi il fatto che in una stessa ristretta area territoriale si siano verificati eventi diversi tra loro e tutti poco chiari, ma che potrebbero forse avere un minimo comune denominatore.
Vediamoli:

1 - Un sospetto caso di mutilazione animale negli anni '30, accompagnato dalla comparsa di un UFO sigariforme di piccole dimensioni.
2 - La scoperta di una strana rete di gallerie sulla fiancata della collina che sovrasta la piana in cui avvenne il fatto descritto al punto 1.
3 - La presenza stabile nella città di Napoli di ben tre personaggi legati alla questione dei cosiddetti "Files Fascisti", nelle persone di: un Filippo Bottazzi, medico, fisiologo; un Gaetano Arturo Crocco, ingegnere aeronautico, studioso di proplulsioni sperimentali; un professor Vallauri, coredattore insieme a Bottazzi della rivista "Scientia".

Non possiamo necessariamente spingerci oltre, ma non possiamo nemmeno escludere, a questo punto, che nelle vicinanze della città di Napoli si svolgessero segretamente, già negli anni precedenti alla seconda Guerra Mondiale, possibili sperimentazioni scientifiche ed aeronautiche da parte di un gruppo di tecnici e specialisti coperto dal più totale riserbo e la cui natura e le cui finalità restano totalmente ignote, proprio come nello scenario dei "Files Fascisti" legati ai "Velivoli Non Convenzionali" oggetto degli studi del cosiddetto "Gabinetto RS/33".
La tragedia bellica potrebbe aver cancellato completamente le tracce di questi eventi, magari trapiantandone poi in tutto o in parte le radici oltre oceano; in questo caso l'intero "Affare Roswell", con la sua tutt'altro che improbabile ricaduta a livello di retroingegneria sulla chiacchieratissima "Area 51", potrebbe anche essere stato una qualche "seconda edizione", magari riveduta e corretta, di una storia già avviata nell'"Italia Littoria".
È solo un'ipotesi, per ora.
Continueremo dunque ad indagare.

UNA NUOVA SEGNALAZIONE DEGLI ANNI TRENTA
di Roberto Malini

Renzo R. vive a Collegno, in provincia di Torino, la nona città del Piemonte per numero di abitanti. I collegnesi sono gente pratica e attiva, generosa e industriosa, sempre al lavoro per migliorare le proprie condizioni di vita e quelle della comunità.
Renzo ha oggi 77 anni e non aveva mai raccontato, se non ai familiari e agli amici più intimi, il fatto che visse nella primavera del lontano 1930 (o forse 1931, la memoria non è così precisa da non fargli dubitare dell'anno, al di là della realtà dell'esperienza), un evento che la sua razionalità non è mai riuscita a spiegare in maniera soddisfacente.
All'epoca l'uomo aveva solo 5 o 6 anni e abitava a Torino in Via Cumana, al quinto piano.
Quella sera, verso le 22.30-23.00, il cielo era sereno e senza luna, e Renzo R. era sul balcone. Ed ecco, guardando verso ovest, egli osserva all'improvviso una luce bianca, senza alone né altre luci intermittenti. L'oggetto luminoso, la cui direzione iniziale è ovest-est, si avvicina poi con moto uniforme al suo punto di osservazione, mentre l'intensità della luce emessa rimane sempre la stessa. Per almeno tre minuti il bambino osserva quella sfera bianca, che non genera alcuna scia né diffusione luminosa attorno a sé. È sempre più vicina. Il testimone è stupefatto.
Nel 1930-1931 non si parlava certo di UFO come oggi, e tutt'al più si dissertava solo di fenomeni celesti.
Lentamente, senza distogliere gli occhi dalla sfera luminosa, Renzo R, si ritrae appena all'interno della stanza. A questo punto il corpo volante compie una leggera curva nel cielo verso sud per poi puntare nuovamente verso ovest dopo questa breve conversione di rotta, fino a passare al di sopra del testimone che a quel punto, spaventato, scappa in casa.
Renzo R. ancora si emoziona a raccontare l'episodio, e si dispiace di non avere avuto, a quella giovanissima età, la saldezza di nervi necessaria per continuare ad osservarlo. Ma era forse i troppo per un bambino spaventato da qualcosa di comunque troppo grande anche per un adulto. E che comunque non può ricollegarsi ad alcun fenomeno fisico o celeste convenzionale. La sua segnalazione, dunque, si aggiunge a quelle che il CUN ha raccolto relativamente agli anni Trenta: il periodo "caldo" dell'affaire degli "UFO Files Fascisti".
vai alla visualizzazione stampabile di tutto l'articolo

  invia questa notizia ad un amico

imposta Edicolaweb come Home

  aggiungi Edicolaweb a Preferiti

Copyright © 2005 EdicolaWeb - Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.
[Edicola home][Archeomisteri home][inizio articolo][articolo seguente][articolo precedente]  Tutti gli articoli di
  UFOSTORIE...
[Edicola home][Archeomisteri home][inizio articolo][articolo seguente][articolo precedente]
 
UFO NOTIZIARIO - Il nuovo numero in edicola ed in abbonamento
Editori amici di Edicolaweb
Eremon Edizioni - www.eremonedizioni.it
Nostre realizzazioni



  OdontoStudio

  Officina
    Multimediale


Summa Prophetica - Renucio Boscolo

videosoftservice.it
videosoftshop.it
videosoft.it - L'informatica per chi lavora

Taglia i costi della tua bolletta - Scegli il risparmio con ADSL Tosnet.it - Scopri i dettagli...

Edicola Home | Chi siamo | Contatti | Site map | Cerca | Registrazioni | Links | Appuntamenti
info@edicolaweb.net  
Per i contenuti tutti i diritti sono riservati alle società proprietarie delle riviste pubblicate
EdicolaWeb
hosting hardware Editore Archeomisteri