|
|
|

UFOSTORIE...


I RETROSCENA DEL RAPPORTO CONDON
di Michele Manher
![[navi volanti - 41K .jpg]](tulli06p.jpg) ![[trave infuocata - 44K .jpg]](tulli07p.jpg)
parti precedenti:

IL PAPIRO TULLI »
IL CASO DEL PAPIRO TULLI »
Nell'autunno del 1966 l'U.S. Air Force aveva commissionato all'Università del Colorado un'indagine conoscitiva sul fenomeno degli UFO. L'Università del Colorado, a sua volta, affidò la direzione della Commissione ad uno dei più prestigiosi fisici sperimentali d'America, il celebre Edward Uhler Condon. Ma come e perché cadde proprio su questo scienziato la scelta di dirigere ufficialmente un processo la cui sentenza non poteva non essere scritta in partenza?
Quando Gerald Ford, nove anni prima di diventare Presidente degli Stati Uniti d'America, venne eletto capogruppo dei deputati repubblicani al Congresso, una delle prime cose che fece, dall'alto della sua nuova carica, fu di chiedere, agli inizi d'ottobre del 1965, un'indagine del Governo sui dischi volanti, essendo stato lui stesso testimone, nel Michigan, di fenomeni inspiegabili, abbastanza analoghi a quelli cui avrebbe assistito anche Touthmosis III.
Poiché negli "States" si stava creando una vera psicosi intorno a questo argomento, dopo un po' di discussioni furono in molti a convincersi che bisognava fare qualcosa per gettare acqua sul fuoco, per ristabilire la serenità nel paese e riportare l'inquietudine sotto i valori critici: per difendere insomma il regolare decorso della vita di tutti i giorni.
Poiché il raggiungimento di questo obiettivo implicava che gli episodi indagati venissero "interpretati" in un certo modo, bisognava trovare una personalità dall'indiscussa autorità scientifica, che allo stesso tempo condividesse con inossidabile certezza il senso e gli scopi di quel lavoro. La scelta finale cadde su Edward Uhler Condon. Questo scienziato era stato, negli Stati Uniti, uno dei pionieri della fisica sperimentale in ambito atomico e per questa ragione aveva occupato un posto di primissimo piano nel "Manhattan Project", il progetto per la costruzione della prima bomba atomica, con l'incarico di vicedirettore accanto a Robert Oppenheimer. Condon infatti, al contrario di Oppenheimer che lavorava come professore all'Università, faceva il consulente scientifico per le grandi industrie americane e conosceva bene tutti i problemi pratici legati alla produzione. Tuttavia fu proprio per questa sua capacità che a Los Alamos, dove gli americani avevano costruito i laboratori segreti del Manhattan Project, Condon venne a trovarsi in rotta di collisione con il responsabile militare del Progetto, il generale Leslie Richard Groves, soprannominato "Greasy" dagli amici d'Accademia e "Gee-Gee" dagli scienziati di Los Alamos. Groves odiava Condon almeno tanto quanto certi politici italiani ne odiano certi altri. Non saprei in che altro modo rendere l'idea. Groves aveva il carattere d'un supersergente di ferro, forgiato in questo modo forse dalle troppe frustrazioni subite nella carriera, ma era anche il migliore ingegnere edile dell'esercito: fu lui, infatti, a dirigere i lavori per la costruzione del Pentagono. Ma tornando agli anni di Los Alamos, col passare dei giorni in quella caserma segreta, Condon prese ad allontanarsi anche da Oppenheimer, di cui non riusciva proprio ad apprezzare la sua "ubbidienza" a Groves. Quando, in pieno maccartismo, il nome di Condon, agli inizi degli anni '50, venne scritto nel libro nero della caccia alle streghe, la comunità degli scienziati organizzò una cena di solidarietà per lui. Robert Oppenheimer fu l'unico a non essere presente forse perché pensava, cosi facendo, di non venire travolto anche lui dalla cultura del sospetto, ma si sbagliò tragicamente: il 23 dicembre del 1953, infatti, quella lista s'arricchì anche del suo nome.
Era dunque passata una quindicina d'anni da questi fatti quando Condon, che viveva ormai dimenticato dai mass-media, venne contattato, alla fine dell'estate del 1966, dall'Università del Colorado. Poiché il Congresso aveva autorizzato l'Aeronautica militare a finanziare una ricerca esterna sul fenomeno degli UFO, gli chiesero se lui era interessato a voler dirigere la Commissione, qualora fosse stato assegnato a loro l'incarico. Il 6 ottobre di quell'anno l'Università del Colorado firmò il contratto e Condon fu nominato Direttore dell'"University of Colorado UFO Project" (questo era il vero nome della Commissione), o più brevemente del "Colorado Project". I lavori durarono due anni ed ai primi giorni del 1969 venne pubblicato un rapporto ufficiale di ben 1500 pagine intitolato "Scientific Study on Unidentified Flying Objects". Condon, nelle sue sibilline conclusioni, scrisse che lo studio degli UFO non aveva fatto aumentare il livello della conoscenza dei fenomeni fisici e che ulteriori studi sarebbero stati inutili in tal senso. Nei mesi successivi il "National Investigations Committee on Aerial Phenomena" vide crollare il numero dei suoi iscritti e andò in rovina; contemporaneamente il numero degli avvistamenti in tutti gli "States" subì una caduta verticale. L'incendio era spento. La macchina del consenso sociale e politico fu, in quell'occasione, più forte delle tante verità che pure erano emerse, come il fatto che alcuni colleghi di Condon, che lavoravano con lui nella Commissione, si erano dimessi, passando dall'altra parte della barricata con tutti i documenti in loro possesso. Fu questo il caso, ad esempio, del dr. Saunders, che rivelò i veri risultati delle analisi condotte su alcuni frammenti raccolti da un pescatore brasiliano a Ubatuba (S. Paolo del Brasile), in riva al mare, nel settembre del 1957. Quei frammenti, stando al racconto del pescatore, erano ciò che restava d'un UFO esploso mentre volava sulla costa: le analisi misero in evidenza una struttura cristallina, a base di magnesio, la cui resistenza meccanica era assolutamente sconosciuta per quel materiale, a quella data, sulla Terra.
Il rapporto dedicò anche un'intera sezione, la quinta, agli avvistamenti di UFO nel passato, e l'attenzione non poteva non cadere, tra tutti i documenti, anche su quanto era stato pubblicato a proposito del papiro Tulli. Com'è dimostrato nel rapporto, la Commissione inviò un cablogramma alla sezione Egizia dei Musei Vaticani, chiedendo maggiori informazioni sia sul papiro che sulla traduzione di de Rachelwitz. La risposta, secca e quasi stizzita, fu la seguente:
"Il papiro Tulli non è proprietà dei Musei Vaticani. Attualmente risulta disperso e non più rintracciabile. L'ispettore per il Museo Vaticano Egizio (f.to) Gianfranco Nolli. Città del Vaticano, 25 luglio 1968."
La risposta, ovviamente, lasciò tutti sconcertati. A quel punto fu lo stesso Condon a prendere carta e penna per scrivere una lettera al dr. Walter Ramberg, addetto scientifico dell'Ambasciata statunitense a Roma, per chiedergli di svolgere indagini in merito. L'attaché rispose così:
"L'attuale Direttore della Sezione Egizia del Musei Vaticani, dr. Nolli, ha detto che il prof. Tulli lasciò tutte le sue proprietà ad un suo fratello, che era prete al palazzo del Laterano. Presumibilmente il famoso papiro andò a questo prete. Sfortunatamente anche il prete morì nel frattempo ed i suoi averi furono dispersi tra i suoi parenti, che potrebbero aver disposto del papiro come di qualcosa di scarso valore. Il dr. Nolli ha dichiarato formalmente che il prof. Tulli fu soltanto un 'Egittologo' dilettante e che il Principe de Rachelwitz era un incompetente. Egli sospetta che Tulli fu ingannato e che il papiro è un falso..."
Questa ulteriore risposta lascia allibiti. Il dr. Nolli non ha la minima esitazione a definire "egittologo dilettante" il suo predecessore, senza curarsi di gettare discredito sull'istituzione da lui stesso rappresentata. E poi tutte quelle inconcepibili storie, completamente ipotetiche, sui parenti del prete che avrebbero buttato un antico papiro (che persino l'attaché dell'Ambasciata definisce: "famoso") chissà dove, forse nella spazzatura. Ed ancora, il dr. Nolli poteva anche avere le sue ottime ragioni ad accusare de Rachelwitz d'incompetenza, ma se il papiro è scomparso come si fa ad essere incompetenti su una cosa che non esiste? Certo, è perfettamente possibile che il prof. Tulli sia stato ingannato e che tutta la vicenda narrata nel papiro sia un'invenzione di chissà chi, magari per intascare dei i soldi: ma allora perché il dr. Nolli ha cercato di alzare, peraltro maldestramente, un piccolo polverone, con il risultato di esibire solo un incomprensibile nervosismo? Nonostante i polveroni e i depistaggi, infatti, neanche il più stupido degli investigatori scarterebbe la più debole delle testimonianze, solo perché questa non raggiunge l'evidenza scientifica. Infatti non sarebbe più possibile alcun confronto con altri documenti, antichi di millenni e provenienti da altre aree del mondo, né si potrebbe più tentare di dare una collocazione ed un senso ai cosiddetti OOPARTs (come l'oggetto di Aiud in Romania o il geode di Coso in USA, ad esempio) vecchi di migliaia d'anni o forse più, e prodotti con ogni evidenza da tecnologie che non erano neanche lontanamente immaginabili per quelle epoche.
C'è qualcuno disposto a dire che quando Plinio il Vecchio scrisse la sua "Naturalis Historia" pensò di scrivere un libro di fiabe? Eppure nessun altro autore antico ha mai parlato tanto di UFO come lui.
Ecco che cosa scrive il serissimo generale romano nel secondo libro di quest'opera, dal capitolo 31 al capitolo 35:

[31] E per contro hanno visto molti soli contemporaneamente, né sopra lo stesso né sotto, ma di traverso, né vicino né contro la terra né di notte, ma o all'alba o al tramonto. Una volta, riferiscono, furono avvistati a mezzogiorno sul Bosforo, e durarono da quell'ora del mattino fino al tramonto. Anche gli antichi videro spesso tre soli, come sotto i consolati di Spurio Postumio e Quinto Muzio (174 a.C.), di Quinto Marcio e Marco Porcio (118 a.C.), di Marco Antonio e Publio Dolabella (44 a.C.), di Marco Lepido e Lucio Planco (42 a.C.), e nella nostra epoca si vide sotto il principato del Divino Claudio, durante il suo consolato con il collega Cornelio Orfito (51 d.C.). Più di tre insieme non furono mai visti alla nostra epoca.
[32] Anche tre lune, essendo consoli Gneo Domizio e Caio Fannio (122 a.C.), apparvero.
[33] Riguardo a ciò che per lo più definirono soli notturni, una luce dal cielo fu vista di notte essendo consoli Caio Cecilio e Gneo Papirio (113 a.C.) e spesse altre volte, sì che la notte era illuminata come il giorno.
[34] Uno scudo ardente da occidente verso oriente scintillando attraversò (il cielo) al tramonto del sole, essendo consoli Lucia Valeria e Gaio Mario (100 a.C.).
[35] Fu vista una scintilla cadere da una stella ed accrescersi mentre si avvicinava alla terra e, dopo essere diventata grande quanto la luna, illuminare come in un giorno nuvoloso, e poi, risalendo verso il cielo, diventare una torcia; (questo prodigio) fu visto una sola volta essendo consoli Gneo Ottavio e Caio Scribonio (76 a.C.). Lo vide il proconsole Silano insieme al suo seguito.

Plinio il Vecchio, da semplice cronista, non si ferma ai soli avvistamenti ma riporta anche i fenomeni tipici associati da sempre alla presenza degli UFO. Ecco cosa dice qualche capitolo dopo:

[57] Inoltre per quanto riguarda il cielo inferiore è registrato nei documenti che sia piovuto latte e sangue essendo consoli Manlio Acilio e Caio Porcio (114 a.C.) e spesse altre volte, come (una pioggia di) carne essendo consoli P. Voumnio e Servio Sulpicio (461 a.C.), e che di questa non imputridisse quella che gli uccelli non avevano portato via; inoltre (una pioggia di) ferro in Lucania l'anno prima (54 a.C.) che Crasso venisse ucciso dai Parti con tutti i soldati lucani che erano con lui, dei quali vi era un grande numero nell'esercito. La forma che piovve di quel ferro era simile alle spugne. Gli aruspici predissero ferite superiori. Essendo poi consoli Lucio Paolo e Caio Marcello (50 a.C.) piovve lana (capelli d'angelo? n.d.a.) vicino al castello di Conza, proprio dove l'anno dopo Tito Annio Milone fu ucciso. Durante il processo per la stessa causa è riportato nei documenti di quell'anno che piovvero mattoni cotti.
[58] Strepito darmi e suoni di tromba uditi dal cielo durante le guerre cimbriche (101 a.C.) ci è stato riferito, spesse volte sia prima che dopo. Inoltre nel terzo consolato di Mario (103 a.C.) dagli amerini e dai tudertini furono viste armi celesti (che provenivano) da oriente e da occidente e che tra di loro si scontravano, ed erano respinte quelle che erano (giunte) da occidente. Non c'è nessuna meraviglia nel vedere fiamme nello stesso cielo e spesso si sono viste nubi prese da un fuoco più grande.
[85] ... un grande portento di terre nella campagna di Modena essendo consoli Lucio Marcio e Sesto Giulio (91 a.C.). Infatti due monti si scontrarono tra di loro con un grandissimo frastuono, avanzando e retrocedendo, tra di loro fiamme e fumo salivano in cielo in pieno giorno; assisteva dalla via Emilia una grande moltitudine di cavalieri romani e di loro familiari e di viandanti. Per il loro scontro tutti i casolari furono rasi al suolo, e molti animali, che si trovavano dentro, restarono uccisi.

Troviamo anche in Plinio, al capitolo 56, un curioso accenno a strani fulmini:

In Italia, fra Terracina ed il tempio di Feronia, si è smesso di fabbricare torri in tempo di guerra, perché tutte erano distrutte dal fulmine.

Al confronto dei resoconti di Plinio, dunque, gli eventi raccontati nel papiro Tulli sembrano cose minime, ed appare ancor più strano che delle persone possano aver fatto di quel piccolo papiro una questione simile ad un caso di Stato. Oltretutto i resoconti di Plinio hanno fedeli ed impressionanti riscontri in tutto il mondo antico, dalla Bibbia al Mahabharata, dai racconti sumerici alle leggende dei popoli precolombiani.
vai alla visualizzazione stampabile di tutto l'articolo

invia questa notizia ad un amico
imposta Edicolaweb come Home
aggiungi Edicolaweb a Preferiti
Copyright © 2003 EdicolaWeb - Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.
|
|
![[Edicola home]](homeedic.gif) ![[Archeomisteri home]](homestar.gif) ![[inizio articolo]](top.gif) ![[articolo seguente]](avanti.gif) Tutti gli articoli di
UFOSTORIE...
|
![[Edicola home]](homeedi2.gif) ![[Archeomisteri home]](homearc2.gif) ![[inizio articolo]](to2.gif) ![[articolo seguente]](avant1.gif) ![[articolo precedente]](indietr1.gif)
|
|
|
|