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UFOSTORIE...


CAPELLI D'ANGELO: IL MISTERO CONTINUA
di Antonio Bruno
Cosa sono i cosiddetti "capelli d'angelo", misteriosi filamenti biancastri, spesso associati ad avvistamenti UFO? La scienza, naturalmente, non accetta questa associazione e si appoggia alla teoria della "ragnatela", ovvero che i "capelli d'angelo" sono il prodotto di particolari specie di ragni migratori...

A sostegno di questa interpretazione, vi è la stagionalità con cui questo fenomeno si presenta ed anche un certo riscontro zonale che pare accordarsi con la migrazione di tali insetti.
Comune tela di ragno, dunque, come si legge nel sito del CICAP alla pagina:

http://www.cicap.org/articoli/at101599.htm?

Nel caso di alcune recenti analisi riferite a rilievi avvenuti in Piemonte, però, non pare che le cose possano risolversi così facilmente.
"...le analisi chimiche finora condotte non confermano tale interpretazione." dice paolo Toselli su:

http://www.arpnet.it/ufo/ufote284.htm#2.

Ed ecco che, sempre cercando in Rete, trovo l'indagine analizzata da Giorgio Pattera (responsabile scientifico del C.U.N. per le analisi di laboratorio e le tracce al suolo), stimolata da un giovane di 17 anni della zona di Alessandria, che vi invito a leggere qui:

http://www.cifas.net/ricerche/bambagiaalessandria.html

Di tale pagina web, mi interessa sottolineare, in questa sede, i seguenti passaggi:

"La struttura e le caratteristiche di tali filamenti mostrano evidentemente che non si tratta di semplici ragnatele... - dice il giovane - ...diversi dossier in cui si trattava questo fenomeno, sempre collegato all'avvistamento, nelle medesime zone, di oggetti volanti non identificati."

Interessante che la coincidenza avvistamenti UFO-filamenti non sia stata minimamente considerata dal CICAP. Ma poteva essere diversamente...?

"Tali filamenti venivano sottoposti, d'intesa con un collega dei Laboratori CNR di Parma..." (dr. Franco Mari del Consigli Direttivo Scientifico del CUN).

"Tale indagine, i cui risultati rendevano superflui ulteriori accertamenti (in ogni caso impossibili, data l'esiguità del materiale a disposizione), mostrava inequivocabilmente che si trattava di filamenti non di origine biologica (come la sericina, prodotta dalle ghiandole degli Aracnidi, che si solidifica a contatto con l'aria, dando luogo alla 'ragnatela'), bensì di filamenti simili a quelli delle fibre tessili, di tipo non vegetale (es. cotone), ma sintetico (es. rayon). In particolare, detti filamenti presentavano lungo il decorso un'alternanza di segmenti chiari e di segmenti più scuri e la presenza, anche se non costante, di zone rifrangenti la luce; aspetto, quest'ultimo, tipico delle fibre tessili polimeriche di sintesi." (dr. Franco Mari)

Ancora non ci siamo, dunque, con le ragnatele...

Ma proseguiamo. Il ragazzo di cui sopra, volendo approfondire encomiabilmente le sue indagini, ha riferito che alcuni giorni dopo il fenomeno, i responsabili dell'ARPA (Azienda Regionale Protezione Ambientale) hanno dichiarato che si trattava nient'altro che delle famigerate ragnatele ma che...

"Fatti esaminare i campioni dei filamenti da due Professori (uno di chimica e uno di biologia) del mio istituto (I.T.C. Leonardo Da Vinci)..."
"...il loro parere è stato assolutamente discordante con quello fornito dall'ARPA: da quanto hanno potuto osservare sono giunti alla conclusione che non si tratta di un composto di derivazione biologica, bensì di una fibra sintetica (che loro non sono riusciti ad identificare attraverso gli strumenti a loro disposizione)."

Quindi, da due scienziati "al di là di sospetti di imbroglio" parrebbe provenire un'ulteriore smentita alla tesi ufficial-cicappina delle ragnatele.

Infine, l'osservazione conclusiva, pienamente condivisa da me, di Giorgio Pattera:

"...quando due o più ricercatori che non si conoscono, distanti fra loro, uno all'insaputa degli altri e viceversa, studiando lo stesso fenomeno giungono alle stesse conclusioni, la Scienza può ritenersi sufficientemente soddisfatta circa la veridicità dei risultati ottenuti."

Ci sembra interessante riportare adesso un articolo di Giorgio Pattera, pubblicato su "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 27 del Dicembre 2001.
vai alla visualizzazione stampabile di tutto l'articolo

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