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UFOSTORIE...


UMMO, MISTERO NEL MISTERO

di Roberto Pinotti
 

[Linee d'ombra di uno gnomone - 18K .jpg] [Simbolo di Ummo sull'intonaco della fattoria - 37K .jpg] [Presunto atterraggio di Aluche - 40K .jpg] [Due foto relative al caso di San José De Valderas - 25K .jpg] [Tre foto relative al caso di San José De Valderas - 30K .jpg] [Simboli simili al sigillo di Ummo - 20K .jpg] [Simbolo dei Giurisdavidici e impronta di Mulhouse - 23K .jpg] [UFO di Calgary e di Elsthorpe - 30K .jpg] [Reperto ummita - 28K .jpg] [Tubo e suo contenuto - 33K .jpg] [Risultato dell'analisi dei reperti - 32K .jpg]
 

[ll primo diagramma - 23K .jpg] [ll secondo diagramma - 27K .jpg] [ll terzo diagramma - 27K .jpg] [Schema e illustrazione di un Ufo -  38K .jpg] [Del Buono con Adamski - 31K .jpg] [Sigillo e caratteri Ummiti - 17K .jpg] [Firme con sigilli di Ummo - 29K .jpg] [Lettera con sigillo di Ummo - 49K .jpg] [David Lazzaretti - 33K .jpg]
 

    parti precedenti:

CASO UMMO: LA PIÙ COMPLETA ANALISI »

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 2 del Giugno 1999

In uno scenario al momento apparentemente dominato da "Grigi" sequestratori e "Umanoidi Volanti" bionici, la tipologia degli ufonauti "Nordici" (dal "contattista" G. Adamski al "rapito" T. Walton) è decisamente in ribasso. Ciò nonostante è forse il caso di ricordare che sono proprio entità del genere quelle che fanno capolino dal "caso Ummo".
Infatti sono alte e bionde, simili agli umani. Sanno scrivere ma sono favorevoli ai regimi totalitari. Sprovviste di senso artistico, apprezzano i profumi e ascoltano con stupore la musica; credono in un dio garante del benessere e possiedono uno spiccato senso dell'onestà. Non hanno una vera e propria voce e comunicano attraverso suoni metallici che ricordano il rumore di un registratore. Sono gli ummiti: normalmente stanno sul pianeta Ummo, facente parte del sistema solare della stella Iumma (conosciuta dagli astronomi con il nome di "Wolf 424") che assomiglia alla Terra pur distando dal nostro pianeta circa 15 anni luce.
Normalmente, perché dal marzo del 1950 sei di loro (quattro uomini e due donne, anche tra gli ummiti vi sono differenze di sesso), sono tra noi, per studiarci. Lo scrive in un libro, edito nel 1995, in Francia, lo scienziato Jean-Pierre Petit, ricercatore capo del Cnrs, ingegnere aeronautico, astrofisico, funzionario dell'osservatorio di Marsiglia. Petit non ha dubbi sul fatto che il suo libro lo "espone al ridicolo", ma difende quella che definisce "una teoria basata sui fatti".
E i fatti, per i quali Petit afferma di non avere peraltro prove concrete, riguardano il ritrovamento di documenti scritti che lo scienziato francese ritiene siano stati compilati dagli extraterrestri. Secondo il libro dello studioso, intitolato "Il mistero degli ummiti", a questo popolo di extraterrestri pervennero, verso gli anni Trenta, alcuni messaggi in Morse, lanciati dalla Terra.
Quindici anni più tardi Ummo continua a ricevere i nostri messaggi e questo, afferma ancora Petit, accende l'interesse degli scienziati del lontano pianeta. È iniziato così un dialogo esclusivo fra Petit e gli ummiti, nonché uno scambio costante su teorie scientifiche.
Gli esploratori extraterrestri, una volta sulla Terra, avrebbero cominciato a compilare relazioni dettagliate sullo stato della tecnologia cui il pianeta Ummo sarebbe giunto, le quali, opportunamente decrittate, avrebbero consentito allo scienziato francese di venire a conoscenza di "idee scientifiche assolutamente rivoluzionarie". Il punto è proprio questo, in effetti. Le informazioni tecnico-scientifiche estremamente avanzate contenute nei "messaggi ummiti".
[Fernando Sesma Manzano] In realtà fin dal 1965 era stata recapitata al funzionario spagnolo Fernando Sesma Manzano una serie di lettere inviate da sedicenti Extraterrestri operanti sulla Terra, con tanto di sigillo del pianeta Ummo, orbitante attorno alla stella (situata nella Costellazione della Vergine) da noi conosciuta con il nome astronomico di "Wolf 424" (Iumma, in "ummita"). Inutile dire che i contatti continuati (telefonici ed epistolari) di Sesma Manzano con la pretesa colonia terrestre di Ummo (giunta per la prima volta sul nostro pianeta nella regione francese delle Basse Alpi nel marzo 1950 presso il villaggio di La Javie e inizialmente appoggiatasi, per eludere le ricerche delle autorità locali, ad una fattoria del posto i cui proprietari sarebbero poi stati favolosamente indennizzati per la collaborazione prestata) furono presentati nel suo libro "Ummo, otro pIaneta habitado" (1967) uscito a ridosso del pur del tutto distinto caso (1-06-1967) di San Josè de Valderas, imperniato sulle fotografie di un presunto UFO disceso al suolo in tale località alla periferia di Madrid; e mostranti tutte, nella parte inferiore dell'oggetto, lo stesso simbolo ummita riscontrato da Sesma Manzano. Simile al simbolo astrologico della costellazione dei Pesci, nonché evocante sia la disposizione astronomica delle stelle della costellazione di Orione che la lettera russa (il carattere cirillico che corrisponde alla "J" francese), il segno in discorso è praticamente identico all'emblema della setta cristiana dei "Giurisdavidici" fondata il secolo scorso da David Lazzaretti, il "profeta dell'Amiata", a seguito di una serie di personali "visioni" di "inviati celesti" analoghe a quelle vantate dal profeta dei Mormoni Joseph Smith, dall'occultista elisabettiano John Dee, dal mitico svedese Emanuele Swedenborg e, più recentemente, da vari sensitivi quali l'americano Edgar Cayce e l'israeliano Uri Geller.
Ma è anche, stilizzato, estremamente simile al simbolo cattolico "J + C" ricavato unendo le iniziati del nome "Jesus Christus" con una croce. Ed è altresì analogo al simbolo astrologico del pianeta Urano (), la cui originale denominazione greca "Uranos" indica il Cielo, ovvero lo spazio siderale.
Com'è noto, le immagini fotografiche del caso di S. José de Valderas già ricordato (preceduto l'anno prima da un altro simile avvistamento in località Aluche sono state successivamente indicate come false da una analisi computerizzata eseguita dal fisico Claude Poher del GEPAN (oggi SEPRA, la nota commissione scientifica ufficiale del Governo Francese sugli UFO con sede a Tolosa), infirmando così la validità di quello che era stato definito inizialmente "un caso perfetto" dagli inquirenti spagnoli Antonio Ribera e Rafael Farriols. Ma non è così semplice.
[Antonio Ribera] Sul luogo dell'atterraggio, infatti, alcuni testimoni prontamente accorsi scoprirono dei misteriosi tubi metallici. La stampa recepì la cosa, e così si iniziò la caccia ai misteriosi reperti. Rafael Farriols e Antonio Ribera, dopo lunghe ricerche, vennero in possesso di uno di questi tubi e del suo contenuto. Chi se ne era impossessato sostenne che dal reperto, aperto con delle pinze, era uscito un liquido (subito evaporato) in cui erano immerse due strisce di una sostanza verdastra simile alla plastica, portanti in rilievo lo stesso simbolo visibile nella parte inferiore dell'UFO di San José de Valderas: una croce fra due archi disposti simmetricamente con le convessità rivolte l'una verso l'altra, contrassegno pressoché identico a quello che sarebbe stato visto altresì sul presunto UFO di Aluche nel 1966.
Quanto ai reperti, analizzati dall'INTA (l'Istituto Tecnico Nazionale di Aeronautica e Ricerche Spaziali spagnolo), erano costituiti di nichel ad un grado di purezza straordinaria. Le strisce verdi erano invece composte da fluoruro di polivinile, sostanza allora utilizzata esclusivamente dalla NASA per rivestire i satelliti artificiali e difenderli dagli effetti dell'attrito atmosferico.
Materiali, dunque, altamente sofisticati e che, se inseriti in una vasta azione di abilissima mistificazione di lungo periodo mirante a interagire con il pubblico da un lato e con gli "operatori del settore" (gli ufologi) dall'altro, non possono comunque che dare corpo all'idea che l'ideazione sia del tutto riferita ad un ambito caratterizzato da:

1) tecnologia d'avanguardia o superiore;
2) capacità di controllo mirato dell'attività di determinate persone a livello altamente sofisticato;
3) intenti di evidente interazione con gli ambienti degli "addetti ai lavori" (a vario titolo) in campo ufologico per fini non ancora chiari;
4) clima di riserbo dalle connotazioni peraltro in parte apparentemente contraddittorie.

Orbene, va da sé che per realizzare da oltre trent'anni a questa parte una mistificazione persistente di tale portata l'impegno profuso non può essere quello di uno più burloni. Dietro tutto ciò si intravede uno schema e un'organizzazione di tutto rispetto e con notevoli mezzi, terrestre o extraterrestre che sia.
In ogni caso, dal 1969 varie personalità ed organizzazioni ufologiche europee di grande prestigio hanno cominciato a ricevere regolarmente tutta una serie di "comunicati ummiti" contenenti dati tecnici di un certo interesse scientifico ma che i misteriosi mittenti invitavano espressamente a non divulgare. In Francia, Spagna, Italia, Inghilterra e Sud America ci si chiese dunque chi si nascondeva dietro questi comunicati inviati dai posti più disparati (Germania Occidentale, Australia, USA, URSS e perfino dalla Cina). Per qualcuno la risposta era evidente.
"Pensare che uomini di un altro pianeta, la cui ecologia differisce in qualcosa da quella terrestre, vivano tra di noi senza alcuna difficoltà di adattamento, con una padronanza perfetta della nostra lingua, dei nostri costumi e delle nostre capacità lavorative tanto da poter passare inosservati, è fantastico e molto improbabile. Niente ci impedisce di pensare - commenta in proposito l'ufologo sivigliano Ignacio Damaude Rojas-Marcos - che l'unica 'prova' di Ummo, le famose informazioni che vengono passate sottobanco di mano in mano, sia stata redatta da un gruppo di esperti a pagamento. Il 'movimento Ummo' sembra pertanto essere una formidabile e grossolana soverchieria puramente umana, troppo umana, ed è sorprendente constatare che ha a sua disposizione personale e mezzi finanziari. È evidente che il mito di Ummo viene deliberatamente fatto infiltrare nella coscienza pubblica da una poderosa e misteriosa organizzazione, l'identità e gli obiettivi della quale danno origine ad una infinità di ipotesi. Siamo dinanzi ad una nuova e sofisticata versione dell'oppio dei popoli e non ci resta che vedere se è tanto inoffensiva quanto folcloristica."
Le considerazioni di cui sopra si rifanno, in realtà, ad elementi tutt'altro che infondati. Dai molteplici "messaggi" ummiti si ricava un quadro d'insieme alquanto significativo. L'asepsi e l'igiene ossessive, l'avvicendarsi dei coniugi nei lavori domestici, la disponibilità di sofisticatissimi elettrodomestici e di sempre nuovi indumenti costantemente rigenerati dopo la distruzione dei precedenti, il fantascientifico mezzo volante privato usato dal capo famiglia per recarsi al lavoro, la natura indipendente dell'abitazione dell'unità familiare, il rispetto all'interno del gruppo di famiglia dell'altrui "privacy" e un certo puritanesimo di fondo nei confronti della nudità sono tutti fattori che potrebbero tradire una futuribile evoluzione di un "modus vivendi" ben preciso: la "American way of life" con il suo tipico perbenismo "w.a.s.p." (acronimo da "white, anglo-saxon, protestant") dominato dalla visione "bianca, anglo-sassone e protestante" della realtà.
Dietro l"'affare Ummo", dunque, si celerebbe solo una colossale burla condotta su larga scala da qualche organismo occulto d'oltre Atlantico per fini quanto mai misteriosi?
Forse. Ma gli "Ummiti", in ogni caso, erano qualcosa di più che dei grafomani calcolatori forse intenti a sondare le reazioni del pubblico e degli ufologi in Europa e Sud America. Come rileva Antonio Ribera: "La Senora Dona H.N. Franz de Penelas, uno dei nostri collaboratori, si prese la briga di estrarre da tutti i rapporti ummiti che siamo stati in grado di riunire (ammontanti a molte centinaia di pagine) tutte le parole del loro linguaggio, e con queste ha compilato un vocabolario ed un abbozzo di grammatica. Il risultato è stato sorprendente: davanti ai nostri occhi abbiamo osservato l'emersione di un linguaggio strutturato, con il suo proprio caratteristico modo di formare avverbi e derivati, con i suoi verbi, le sue regole di grammatica, e così via. Questo fatto del linguaggio - conclude Ribera - è ancora un'altra caratteristica che ci induce a pensare che l'intera faccenda di Ummo non possa essere soltanto una semplice presa in giro".
Ribera racconta anche la sconcertante storia di un docente alla Facoltà di Medicina di Madrid, che dopo alcune telefonate ricevute da un sedicente ummita, ricevette "una scatoletta quadrata" nera su una delle cui facce era "uno schermo traslucido unito al resto della scatola senza alcuna soluzione di continuità"; tanto che egli pensò "che l'unione fosse stata effettuata a livello molecolare". La scatoletta era accompagnata da alcune istruzioni per metterla in funzione, ma il docente, temendo che gli scoppiasse fra le mani, la attivò solo nel laboratorio della Facoltà, dove lo schermo si accese mostrando in trasparenza, all'interno della scatola, una successione di immagini relative a vari campioni istologici.
Il professore, prima che l'apparecchio venisse ritirato da un emissario, ebbe peraltro modo di riprendere la scatoletta in funzione con una "Canon", ed il film a colori restò in suo possesso. L'apparato si attivava mediante la pronuncia di determinate vocali in ordine fisso.
E che dire della faccenda del copista? Una delle comunicazioni ricevute dai destinatari dei "messaggi ummiti", infatti, era di tono piuttosto diverso. Suo autore era l'anonimo copista madrileno utilizzato per la stesura e la spedizione dei consueti comunicati, che rivelava ai propri corrispondenti di avere constatato che i suoi clienti - due stranieri alti e biondi qualificatisi inizialmente con lui come dei "medici danesi" - erano effettivamente gli extraterrestri che sostenevano di essere nei vari messaggi; ed invitava tutti ad un incontro per concertare qualcosa in merito al da farsi. Ma l'incontro non ci fu, in quanto l'interessato, debitamente richiamato e controllato dai suoi "datori di lavoro", desistette dall'idea. Ma c'è di più.
"Sono riuscito a procurarmi un certo numero di dichiarazioni estremamente interessanti sulle investigazioni svolte nella zona di La Javie. Queste dichiarazioni - scrive l'ufologo britannico Gordon Creighton - vengono da parecchi dei massimi studiosi francesi del fenomeno UFO, e ciò che hanno da dire non è roba da ridere. Sfortunatamente, sebbene del tutto comprensibilmente, alcuni di questi ricercatori sono legati dai regolamenti dei rispettivi governi al segreto per quanto riguarda i documenti ufficiali, e non vogliono essere nominati. Per cui non farò nomi, né li farò in futuro se non specificamente autorizzato a farli. Ma dirò questo: è assolutamente chiaro che qualcosa di estremamente strano e singolare ebbe luogo attorno a La Javie alla data citata. Gli elicotteri francesi intervennero davvero. Fu effettivamente localizzata la fattoria solitaria. Ed una scoperta più che straordinaria doveva essere fatta circa i precedenti proprietari di quella miserabile fattoria caduta in rovina. Si scoprì infatti che vivevano in stato di grande ricchezza, già sulla Riviera Francese, e che vi possedevano non meno di tre splendide ville. E le loro bocche erano sigillate come ostriche".
È dunque evidente che, chiunque ne sia la causa prima, tutto l"'affare Ummo" presenta coincidenze e dettagli significativi che portano ad escludere una montatura pura e semplice. Chi ne tiene le fila, dunque? Qualsiasi risposta semplicistica è purtroppo inaccettabile, e giudizi sommari saccenti quanto poco approfonditi, sul tipo di quello già espresso da Tullio Regge del CICAP, suonano pertanto riduttivi e inadeguati. Magari si trattasse solo di una semplice burla del cui "montare" sarebbe responsabile principale lo spagnolo José Luis Jordan Pena (tutto ciò in base a sue recenti "confessioni", tutt'altro che convincenti, alla stampa specializzata)! Il mondo è pieno di mitomani incolpevoli che si autoaccusano dei più vari delitti e reati, purtroppo. E i veri colpevole restano spesso a piede libero.
Comunque, abbiamo già detto che le foto del caso di S. José de Valderas sono state dichiarate false. Benissimo. Però questo non vuoI dire che UFO connotati dalle stesse caratteristiche non esistano davvero, indipendentemente da quel famoso "caso perfetto" (che poi non lo era). A parte infatti tali elementi fasulli a loro dire diffusi dagli stessi "ummiti" per limitare, con elementi di contraddizione, l'impatto e i rischi delle loro stesse rivelazioni, che dire, infatti, di tutta la serie di casi fotografici in cui apparvero, in varie parti del mondo, UFO simili o addirittura identici a quelli di Aluche e San José de Valderas?
Ricorderemo per primo quello neozelandese di un contadino di Elsthorpe (Hawks Bay), Mr. Michael Bennett, il quale scattò tre fotografie di un punto luminoso alle 23.45 del 14 gennaio 1969. La prima delle tre istantanee, debitamente ingrandita, mostra di profilo una sagoma luminosa identica all'UFO di San José de Valderas visto lateralmente.
Il secondo caso si verificò il 28 giugno 1967, dunque nello stesso periodo in cui si osservò e fotografò l'UFO di San José de Valderas. Un certo Gabriel Kozora stava facendo delle fotografie del figlioletto Jimmy di nove anni nella cittadina nordamericana di New Castle (Pennsylvania), quando osservò degli strani oggetti discoidali nel cielo, e li fotografò. L'oggetto in primo piano si vede di profilo, come quello della Nuova Zelanda, ed è ad esso identico. Sullo scafo del corpo volante in secondo piano, che appare in una prospettiva diversa, si intravede lo stesso emblema che caratterizzava gli UFO avvistati alla periferia di Madrid nel 1966 ed il primo giugno 1967.
Ma c'è di più. Poco dopo, il 3 luglio 1967, fu fotografato un UFO nel cielo di una regione boschiva di Calgary (Alberta), nel nord-est del Canada. Le due istantanee di Calgary, scattate alla presenza di altri due testimoni di Warren Smith, furono giudicate di estremo interesse dall'Aeronautica Militare canadese, che in quel periodo aveva ricevuto numerose segnalazioni di oggetti volanti non identificati. Ed è significativo che l'indagine svolta per l'Università del Colorado dal Dr. William Hartmann (l'esperto fotografico della "Commissione Condon") sui negativi non abbia potuto fornire un'altra spiegazione di questo corpo simile a due piatti sovrapposti combacianti lungo i bordi che, caratterizzato da una cupola nella parte superiore illuminata da una luce rossa, sembrava emettere una nebulosità bluastra. Di contro, come ha riferito il Dr. AllenJ. Hynek, già consulente scientifico dell'USAF sugli UFO, lo studio delle istantanee effettuato con un densitometro dal Dr. Fred Beckrnann dell'Università di Chicago ne avrebbe dimostrato la genuinità. L'ordigno doveva avere un diametro non inferiore ai 12 metri. Forma e dimensioni apparenti sono le stesse dell'oggetto che sarebbe stato visto a San José de Valderas. Anche se le foto che si riferiscono a questo caso sono state dichiarate false.
Infine, il 25 giugno 1971, in prossimità della città alsaziana di Mulhouse (Alto Reno), si sarebbe verificato l'atterraggio di un UFO, avvistato da più testimoni. Erba bruciacchiata, una specie di triangolo ed un distinto segno simile ad una specie di "H" maiuscola (che tanto evoca il "sigillo" di Ummo) furono le evidenti tracce che l'oggetto misterioso avrebbe lasciato al suolo.
Successivamente, il finlandese Jorma Viita ha reso nota tutta una serie di istantanee di UFO (isolati e in formazione) da lui avvistati e fotografati nel corso del 1974. Gli avvistamenti a suo dire effettuati il 20 ottobre e il 15 dicembre su Odense (Danimarca), documentati entrambi da foto diurne a colori, mostrano (con impressionante chiarezza e ricchezza di particolari) rispettivamente una formazione di due ed un UFO identici a quello di San José de Valderas. Tutti e tre portano sullo scafo l'inconfondibile emblema di Ummo. Peccato che si tratti di un falso accertato. Ma che dire degli altri? Tutti falsi anch'essi, montature di un'unica "regia occulta"? Riteniamo che sia ben difficile poterlo sostenere, anche se certo i Servizi Segreti degli USA, e dell'ex-URSS oggi sarebbero in grado di farlo. Lo ha fatto presente a suo tempo Antonio Ribera e, più di recente, nel suo libro "L'Affaire Ummo: les extraterrestres qui venaient du froid" (1993), Renaud Marhic, puntando l'indice verso il KGB. Un'accusa che l'ufologo russo Boris Chourinov ritiene del tutto infondata, però.
D'altronde non ci sono, a questo punto, troppe alternative. Escludendo gli extraterrestri, infatti, potremmo trovarci di fronte alle attività di un organismo dai mezzi ingenti e di avanguardia, russo o americano, in grado di operare a livello internazionale per testare apparentemente azioni e reazioni degli ufologi. Se si tratti di un ente di studio e ricerca sul tipo della "RAND Corporation" (Ricerca e Sviluppo) ovvero di "intelligence" sul genere della CIA, la NSA o il KGB, è difficile dire, certo. L'altra opzione è che gli Ummiti siano davvero degli alieni, naturalmente; e in tal caso potrebbero cautelarsi inserendo nella faccenda anche dati fasulli atti a creare una voluta "cortina fumogena" di scetticismo che consenta loro di operare senza rischi eccessivi, per non essere ricercati e individuati. Lo scrivono loro stessi. Pertanto, sulla base di quanto sopra non è possibile non concludere, come ha rilevato oltre 20 anni Jacques Vallée, che tutto l'"affare Ummo", nelle sue luci ed ombre, "sembra dimostrare una cosa sola: sulla Terra esiste un gruppo che è al corrente della natura degli UFO e la utilizza per i propri scopi".
Ma quali possono mai essere gli scopi di un gruppo potentissimo e perfettamente organizzato che, spacciandosi per extraterrestre, tradisce goffamente aspetti fin troppo terreni del suo "modus operandi" così sofisticato? Il depistaggio? Il "cover up"? In ogni caso, un intento mistificante inteso a complicare e contraddire, squalificandolo in tal modo anche agli occhi di quanti in prima persona lo seguono attivamente, come certi ufologi prestigiosi di fama mondiale, un ancor più vasto e scottante problema - quello degli UFO - che a livello politico da sempre si tende indiscutibilmente a minimizzare presso le masse per ragioni militari e di ordine pubblico?
D'accordo. Potrebbe essere tutto un grande disegno disinformativo di "Intelligence".
Ma allora come spiegare, a questo punto, l'inequivocabile collegamento con le varie apparizioni di mezzi rivoluzionari che nessuna Potenza terrestre sarebbe certo tanto facilmente in grado di replicare?
Non è così semplice, dunque. Qualunque sia il senso da attribuirgli, il mistero degli "Ummi" persiste e si infittisce. Sempre di più.
Come ci conferma Vallée: "Quasi tutti i dettagli forniti dai documenti ummiti in merito alle condizioni incontrate alla data del loro primo atterraggio del 1950 sono stati confermati da indagini precise. Gli agenti di Ummo avrebbero, per esempio, trovato una fattoria dove lavoravano dei braccianti agricoli spagnoli. Per curiosità, essi vi avrebbero rubato diversi oggetti, in particolare un contatore elettrico. Orbene, la Gendarmeria delle Basse Alpi ha ritrovato agli atti la denuncia sporta nel 1950 contro ignoti per il furto di un contatore elettrico". Che coincidenza!
E allora? Allora, forse, una chiave di lettura può essere fornita anche dall'analisi dei "messaggi ummiti" inviati per posta. È quanto faremo adesso, esaminando vario materiale inedito ed esclusivo di fonte "ummita" ricevuto a suo tempo in Italia, da almeno due diversi destinatari.
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