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UFOSTORIE...


ABDUCTION: FRA OBIETTIVITÀ E REVISIONISMO

di Gianfranco Degli Esposti
 

[La proiezione mostrata all'interno dell'UFO ad Antonio La Rubia - 46K .jpg] [Le entità del famoso caso di Pascagoula - 20K .jpg] [Gli "impianti alieni" dell'americano Derrel Sims - 37K .jpg] [Whitley Strieber con Roger Leir e Derrel Sims - 37K .jpg] [I Dargos di Zanfretta - 41K .jpg] [Microimpianti foto 1 - 35K .jpg] [Microimpianti foto 2 - 36K .jpg] [L'identikit dei Dargos - 44K .jpg] [I coniugi Barney e Betty Hill - 36K .jpg]
 

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da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 53 dell'Ottobre/Novembre 2004

O sancta simplicitas!
In quale curiosa semplificazione e falsificazione vive l'uomo...
Come abbiamo reso tutto intorno a noi chiaro, libero e semplice!
Come abbiamo saputo dare a noi stessi un libero salvacondotto per ogni superficialità ed al nostro pensiero una divina brama di capricciosi salti e paralogismi! Come abbiamo saputo fin da principio conservarci la nostra ignoranza per godere di una libertà a stento concepibile(...).
E soltanto su queste basi di ignoranza, oramai salde e granitiche, ha potuto levarsi sino ad oggi la nostra scienza!

Friederich Nietzsche,
"Al di là del Bene e del Male".

Non mi si vorrà tacciare di eccessivo "spirito polemico" se confesso che l'articolo di P.C., "Abduction: una nuova sindrome neuropsichiatrica?", mi ha lasciato sconcertato... Meglio ancora direi, sgomento!
In sintesi, la "sorpresa" in questione, eufemisticamente parlando, emerge dalla constatazione che con tale disamina l'intricato problema dei "rapimenti" viene affrontato da una prospettiva prettamente scettica, proponendo in termini alquanto acritici tesi di noti accademici, di norma "di casa" su pubblicazioni come "Scienza e Paranormale" del CICAP et similia.
Poco importa se il testo sia stato inserito fra altri due articoli di tutt'altro orientamento e formalmente steso, come lo è, al condizionale; e così pure se un punto interrogativo ne sigli il titolo, quando, a conferma della sopracitata impostazione, non una sola parola è dedicata alle ricerche dei veri, e storici, "addetti ai lavori", i Mack, gli Sprinkle, i Jacobs, gli Hopkins e tanti altri, né al carattere estremamente poliedrico di una casistica, che non è né europea, né statunitense, bensì mondiale.
A chi, come P.C., da anni ci aveva abituati a ricerche e contributi ufologici di considerevole portata e spessore, oltreché (soprattutto) di segno completamente diverso dallo studio in oggetto, dovrebbe almeno apparire scontato il carattere non solo insufficiente, quanto indirettamente fuorviante, di un approccio in chiave "esclusivamente" fisiologica alla fenomenologia complessa ed articolata degli IR4; quale quello di cui egli si fa per l'occasione portatore.
Mi si permetta, da "storico" del fenomeno abduction inserito fra i componenti del CSA o Comitato Studi Abductions del CUN diretto dal Dr. Giuseppe Colaminè e di cui anche P.C. fa parte, un breve excursus storico: come nel Medioevo e nell'Età Moderna la Chiesa ricorreva all'alibi del diavolo ed alle presunte sue nefaste influenze, per giustificare ufficialmente la necessità del proprio apparato inquisitoriale, così dal XIX secolo in poi, il Positivismo ed i suoi successivi epigoni hanno preteso di spiegare le manifestazioni dell'intera sfera umana come il portato di particolari reazioni biochimiche del sistema nervoso centrale o di caratteristiche genetiche "predefinite" dell'individuo: l'artista, per esempio, sarebbe tale perché disporrebbe di un patrimonio enzimatico di un certo tipo, oppure di un corredo cromosomico diverso dalla norma.
Nulla di più falso e ridicolmente riduttivo!
E nel caso della Chiesa ed in quello della tanto decantata Scienza parolona di cui tanti sono soliti riempirsi la bocca, ritenendo puerilmente in tal modo di innalzarsi di una spanna al di sopra dei propri interlocutori, abbiamo a che fare con pure e semplici "ideologie", nell'accezione "hegeliana" del termine: sistemi di idee e di mentalità vigenti in una società in un determinato periodo storico, di volta in volta presentate in termini assoluti, vale a dire come il massimo concepimento dell'epoca in oggetto, destinato ad essere tramandato nella sua integrità alle generazioni future.
È stato così tanto per il Liberismo, che per il Socialismo e così pure per il Fascismo ed è così ancora oggi per chi vorrebbe riporre fiducia incondizionata in una scienza così palesemente vincolata ad interessi di ordine politico economico, presentandola come una sorta di "demiurgo del reale", per dirla con il filosofo di Stato prussiano: un sistema indiscutibile di verifica di quanto ci circonda, unico possibile artefice delle nostre conoscenze.
Nossignori! Da una simile scienza, totalitaria e chiusa a riccio in se stessa, quanto retrogada ed antidemocratica, non potranno mai venire le nostre agognate risposte al mistero UFO, né a quella gamma di fenomeni estremamente particolari, come le "Extra Sensorial Perceptions" che, analogamente a quest'ultimo, rifiutano di farsi imprigionare nei nostri preconcetti o di farsi riprodurre a nostro arbitrio. Ed anche questo l'amico P.C., dovrebbe saperlo bene...
Ma veniamo al dunque.
Il marchio "ideologico" del pezzo emerge già dall'esordio: il fenomeno abduction sarebbe una novità emersa fra gli anni 80 ed i '90, che avrebbe preso a dilagare di pari passo con un aumento dell'interesse da parte dei mas media nei confronti di questa problematica.
Qui facendo propria la famosa ipotesi sociopsicologica, tanto cara ai monneristi nostrani, l'Autore sembra confondere l'effetto con la causa: come se uno, due o tre talk show, espressamente dedicati al tema in questione o l'uscita di qualche film fantascientifico, avessero il potere di suggestionare ad arte persone di una qualsiasi estrazione nel contesto di una data società.
Se si pensa a quale impianto propagandistico, a quale martellamento mediatico devono ricorrere gli stati per mobilitare la pubblica opinione interna, in occasione di crisi internazionali o peggio ancora di minaccia conclamata al proprio territorio.
Dai missili a Cuba all'11 settembre gli esempi non mancano, certe argomentazioni, feticcio ideologico di certi "ifologi" torinesi, fanno veramente ridere.
Proseguendo, la prima domanda che viene da porsi riguardo agli studi di A. Persinger, che a detta dell'Autore convaliderebbero l'analogia "fra ricordi prescolastici di abusi sessuali" e postumi da abduction, è come diamine si possano anteporre ad una casistica, che definire sconfinata è poco, delle pseudo risultanze su di un gruppo di sei, numero-sei, soggetti/cavia, quali quelli di cui lo scienziato canadese si è servito ai fini della propria ricerca, quando nulla conosciamo né sul conto dei soggetti in questione, né sulla liceità con la quale i medesimi siano stati al tal scopo selezionati.
Un altro aspetto che le ricerche di Persinger evidenzierebbero è il rapporto fra "anomalie fronto temporali destre" e indice di "suggestionabilità del soggetto", concetto che l'Autore anticipa già in apertura, asserendo che i soggetti con "preesistente anomalia strutturale e funzionale in determinate aree cerebrali, finiscono per confondere fantasie e desideri subconsci per ricordi reali e per autoconvincersi di avere realmente vissuto esperienze di questo tipo"...
Di qui a dichiarare i rapiti dei "cerebrolesi", il passo non mi pare molto lungo. E ciò sarebbe inaccettabile.
Questo volere individuare per forza un denominatore comune in coloro che vivono esperienze di contatto alieno, chiamando in causa anomalie o singolarità a livello organico pare quasi una rivalutazione delle argomentazioni di un Lombroso, versione 1902, secondo le quali le persone con determinate caratteristiche anatomico fisioniomiche, dovevano essere portatrici di ben specifici tratti a livello comportamentale: i soggetti con tendenze criminali per esempio dovevano a suo dire avere cranio schiacciato, fronte bassa e ciglia pronunciate ed essere di corporatura tarchiata.
Ho sempre pensato che simili discorsi fossero oramai articoli da museo: evidentemente, però, così non è...
Il prosieguo del "pezzo", prendendo spunto dagli studi di altri cattedratici, A.L. Patry e L.G. Pellettier, batte ulteriormente sul tema dell'influsso dei media e sui meccanismi sociopsicologici che presiederebbero alla creazione di "false memorie" in rapporto ad "eventi che, probabilmente non si sono mai verificati", per ribadire come alla base delle cosiddette "credenze ufologiche" vi siano fattori di ordine sociale ben più che esperienze personali.
Dulcis in fundo, tanto per onorare il titolo dell'articolo, quella "suggestionabilità ipnotica", retroterra ideale per l'insorgenza delle false memorie in questione, sarebbe a sua volta tipico indizio di uno stato psichico alterato del soggetto...

Tempi nuovi, vecchi alibi
Per fare una prima sintesi dei contenuti sinora trattati, il tutto pare volere proporre una sorta di cartella clinica del rapito, data da traumi da abusi sessuali, incredibili suggestioni indotte dai media, stati patologico allucinatori, distorsioni mnemoniche e via dicendo, a giustificazione di narrazioni reputate esplicitamente prive di alcun riscontro oggettivo.
In realtà, tralasciando i discorsi "lombrosiani" dall'Autore rivalutati dopo oltre un secolo, gli studi dei vari Persinger & Co, non è che costituiscano granché di nuovo.
Le prime tesi revisioniste si erano infatti già affacciate sul finire degli anni '70, con il progressivo diffondersi delle notizie relative ai casi di abduction. Il trend più in voga in Europa parlava di sintomi allucinatori assimilabili ad esperienze psichedeliche da LSD, prendendo in considerazione quel centro del cervello noto come "focus ceruleus", la cui stimolazione, per vie ignote, innescherebbe nel soggetto situazioni da "sogno ad occhi aperti": come tali pure sensazioni, per nulla riconducibili ad esperienze effettivamente vissute.
Oltre oceano invece salirono alla ribalta gli studi del ricercatore Alvin H. Lawson, demistificatore della legittimità dell'ipnosi regressiva in relazione ai casi di abduction. Secondo Lawson i rapimenti UFO non dovevano essere ascritti all'intervento di entità extraterrestri o comunque a fattori esogeni al soggetto, in quanto costituivano il riaffiorare, dai meandri occulti della mente, di memorie legate al trauma da nascita. In particolare egli sosteneva che il tipico "film" di un sequestro UFO, dato dal passaggio del soggetto dapprima lungo tunnel oscuri, poi in ambienti fortemente luminosi, con le strane procedure mediche che lì avrebbero luogo, in presenza di piccoli esseri macrocefali, ripercorresse sin troppo evidentemente il processo del parto, dato dall'uscita del feto dall'utero materno, sotto le luci della sala clinica, con gli ostetrici che lo prelevano, lo esaminano e lo collocano accanto ad altri nascituri che come lui hanno aspetto esile, sono calvi e presentano il cranio più sviluppato rispetto al resto del corpo.
Il tutto era quindi da ricondurre a ricordi ancestrali ritenuti per lungo tempo nel subconscio del soggetto, che più tardi venivano restituiti alla sua coscienza sotto forma di confusi flashback.
Tale chiave di lettura, malgrado non fosse assolutamente in grado di spiegare come un sistema neurologico primitivo, in parte senza il supporto della vista, potesse recepire e conservare le immagini della nascita, fu accolta come plausibile, in quanto rimuoveva la prospettiva assurda, cioè scomoda, di entità extraterrestri che interferirebbero a proprio arbitrio, per motivi del tutto ignoti, con il corso della nostra esistenza.
Il rapimento alieno doveva essere confinato a livello meramente soggettivo o al massimo interpretato in termini socio antropologici come decodificazione di determinati input, caratterizzanti l'immaginario collettivo nella società del Global Village.
Fu così che casi clamorosi come quello del metronotte genovese Zanfretta vennero farsescamente spiegati con archetipi mostruosi, che sarebbero stati immagazzinati a lungo nel subconscio del protagonista, sin da quando questi era ancora bambino, probabilmente a seguito della visione di un film come "Il Mostro della Laguna Nerà", per poi affiorare come falsi ricordi di un evento mai verificatosi. Ma è tutto opinabile.

La parola all'esperto
Vediamo quindi come fra ieri ed oggi nulla sia cambiato nel contesto di quelle funanmboliche spiegazioni che di volta in volta vengono tirate in ballo al fine di esorcizzare lo scomodo fenomeno e le sue vittime, presentando queste ultime alla stregua di soggetti "allucinati". Come se costoro in sede di ipnoregressione si limitassero a recitare una qualsiasi storiella che a suo tempo era loro rimasta impressa a livello inconscio, o cercassero addirittura di venire incontro alle pretese sensazionalistiche di chi li esamina.
No, così non è! E questo rappresenta un altro punto circa il quale l'Autore della disamina sorvola del tutto.
Leggiamo cosa riferisce John Mack nel suo "Abduction":
"La pretesa secondo la quale il rapito cerchi di compiacere l'ipnotista durante la propria regressione, inventando di sana pianta una storia fantastica, omette di considerare quanto in realtà siano profondamente turbanti le esperienze di abduction e quanta resistenza il soggetto cerchi di opporre al riemergere dei ricordi dal proprio profondo... I fautori della controversa ipotesi delle false memorie dovrebbero seriamente tenere in considerazione ciò. 1"
Quello che Mack rileva, va nella direzione diametralmente opposta alle tesi sulla suggestionabilità ipnotica difese nell'articolo di P.C., anche perché la paura che emerge con la rievocazione di un'esperienza di abduction è un qualcosa di assolutamente atipico rispetto ad altri possibili ordinari eventi tragici della vita del soggetto, raggiungendo punte di estrema drammaticità, che a fatica l'analista cercherà di controllare:
"I rapiti sono spesso oggetto di procedure altamente intrusive... a mezzo di strumenti che vengono inseriti nel loro corpo... Le più frequenti di queste riguardano il sistema riproduttivo dell'uomo e della donna con conseguente prelievo di materiale organico... Inutile sottolineare quanto ciò sarà disturbante per il soggetto, nel momento in cui egli per la prima volta riporterà alla propria coscienza il ricordo di tali eventi. 2"
Un altro aspetto importante della fenomenologia abduction completamente ignorato dal riduzionismo accademico, e sul quale Mack invece con attenzione si sofferma, è quello dato dai riscontri fisici a latere di detti eventi: cicatrici, marchi molto strani e quant'altro, impressi sui corpi dei soggetti, che collimano con i ricordi delle procedure subite. Ma che dire soprattutto di quei frequenti casi nei quali le donne reduci da un'abduction, dapprima si scoprono incinte, per poi constatare la scomparsa di tale stato, a seguito di un altro incontro con gli alieni? Che dire di quegli strani effetti di interferenza o dei malfunzionamenti indotti su apparecchiature elettriche od elettromagnetiche, posti spesso in essere dai rapiti? Che dire infine dei casi di "UFO Healings", le inesplicabili guarigioni verificatesi a seguito di incontri ravvicinati del III e del IV tipo, di cui in non poche occasioni veniamo a sapere?
Prendiamo solo il caso straordinario della casalinga americana Dianne Dube, che era nata con un difetto congenito al cuore, dato da una malformazione al ventricolo destro: una notte quando Dianne aveva dodici anni, uno strano essere androgino comparve misteriosamente nella sua camera da letto, le mise una mano sul petto, facendole avvertire una certa pressione; quando il giorno dopo la ragazza si recò in ospedale per il ciclo di cure che da sempre portava avanti, si sentì dire che il suo cuore era miracolosamente tornato di forma normale e che pertanto da quel momento in poi lei non aveva più bisogno di effettuare alcuna terapia.
A quale forma di "suggestione" vogliamo ricondurre un fenomeno del genere?

Le succursali della "Spectre"
L'unico aspetto concreto che P.C. pare sia disposto a concedere a questa gamma di esperienze, a suo dire "in gran parte soggettive", prodotte "dalla mente creativa di soggetti altamente suggestionabili" da falsi ricordi (!) è quello che ricondurrebbe le medesime ad "operazioni ultraclassificate di matrice militare/intelligence"
A tal riguardo egli cita il fantomatico programma MKULTRA, che fu in effetti avviato nel '53 dall'allora direttore della CIA, Dulles, a fini del progetto del Mind Control, e per il quale si sarebbe fatto ricorso a rudimentali impianti sperimentati su cavie umane.
Da ciò a configurare lo scenario delineato in seguito da Helmut e Marion Lammer circa le controverse Milabs (MILitary ABductions) il passo è breve.
Premesso che non esiste prova alcuna di attinenza fra un simile progetto e la fenomenologia abduction, va fatto notare che uno stato, come la potenza nordamericana degli anni '50, che decide di varare una simile operazione, di cavie potenziali sa di disporne a iosa: esse vanno dall'enorme parco offerto dal proprio durissimo sistema penitenziario, ai tanti sconosciuti reietti che vivono ai margini delle sue metropoli. È semplicemente puerile pensare che ai fini di tale programma, la più grande agenzia spionistica del mondo si sia avvalsa di sceneggiate, stile la disneyana Banda Bassotti, condotte ai danni della casalinga del Minnesota o del boscaiolo dell'Arizona, con i propri agenti travestiti da "abduttori" alieni.
In secondo luogo, dato che la prima coppia di rapimenti da UFO noti come tali ebbe luogo non negli USA, ma in Iran e Italia nel 1954, dovremmo pensare ad un'organizzazione in grado di operare a nord, come a sud, ad est come ad ovest del pianeta, indifferentemente dai confini geopolitici dei vari Stati e soprattutto alla faccia di quella suddivisione del mondo in due sfere di influenza contrapposte, che ha imperato dal 1945 sino alla fine degli anni '80.
Gli "addotti", infatti, c'erano ieri e ci sono oggi anche nella Santa Madre Russia. Magari una sorta della famosa "Spectre", descritta in quel serial avventuroso dei film di 007 James Bond, al cui comando era il terribile "Dr. No", personaggio dall'aspetto del criminale di guerra nazista, che era però solito esibire una casacca stile rivoluzione culturale cinese, con le ghette coloniali ai piedi...
Parrebbe dunque che non pochi seppur validi "ufologi scientifici" nostrani siano ben più disposti a farsi "suggestionare" da scenari suggeriti da alquanto fumose storie di questo tipo evocati online da siti quali il Mind Control Forum o dai fumetti di Nick Carter, o Martin Mystere, piuttosto che sottoscrivere coerentemente l'ipotesi di una regia extraterrestre a monte della vastissima casistica dei sequestri UFO.
Beninteso, il CSA del CUN è aperto a tutto nella massima obiettività e non ha, né deve avere, posizioni preconcette, da cui la sua forza. Ma i discorsi parziali restano poco produttivi...

Note:
1. John Mack, "Abduction", Simon Schuster, pag. 25.
2. Ibidem, pag. 39.
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