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UFOSTORIE...


INCONTRI RAVVICINATI DI IV TIPO E FENOMENI
ALLUCINATORI DI NATURA PSICHIATRICA.
C'È UNA RELAZIONE?

di Giuseppe Colaminè
 

[La proiezione mostrata all'interno dell'UFO ad Antonio La Rubia - 46K .jpg] [Le entità del famoso caso di Pascagoula - 20K .jpg] [Gli "impianti alieni" dell'americano Derrel Sims - 37K .jpg] [Whitley Strieber con Roger Leir e Derrel Sims - 37K .jpg] [I Dargos di Zanfretta - 41K .jpg] [Microimpianti foto 1 - 35K .jpg] [Microimpianti foto 2 - 36K .jpg] [L'identikit dei Dargos - 44K .jpg] [I coniugi Barney e Betty Hill - 36K .jpg]
 

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da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 52 dell'Agosto/Settembre 2004

Ancora sul fenomeno dei "rapimenti alieni".

Ciò che ha maggiormente insospettito il mondo scientifico in tema di incontri ravvicinati di IV tipo o Abductions è il racconto reso in ipnosi regressiva dai soggetti coinvolti.
Quasi tutti gli addotti hanno infatti descritto un evento caratterizzato dai seguenti aspetti abbastanza comuni tra loro, fatta eccezione per alcune varianti:

- Prelevamento non violento da parte di creature umanoidi, descritte come estremamente basse di statura, macrocefale e microsplancniche.
- Permanenza di alcune ore (tempo soggettivo) in ambienti simili a camere operatorie o di diagnostica, radiologica, dotati di caratteristiche particolarmente avanzate rispetto all'attuale livello medico-scientifico.
- Posizionamento su lettini privi di mezzi di contenzione ma sui quali i soggetti si sentivano impossibilitati a compiere movimenti.
- Messa in atto da parte degli adducenti di metodiche di indagine intraorganica di tipo invasivo, con sonde penetranti attraverso gli orifizi naturali o attraverso le pareti corporee, paragonabili ad indagini endoscopiche o laparoscopiche, queste ultime peraltro del tutto indolori.
- Presenza incostante, insieme agli umanoidi del tipo descritto, di figure dall'aspetto umano, indossanti abiti secondo la moda corrente, i quali comunque non prendevano parte attiva all'evento.
- Manipolazioni indirette a carico della sfera genitale, raccontate con marcata nebulosità e larvato compiacimento.
- Atteggiamento costantemente rassicurante da parte degli umanoidi adducenti nei riguardi dei soggetti coinvolti.

Il follow up a distanza sulla qualità di vita dei soggetti ha mostrato in media un mutamento dell'assetto emotivo-comportamentale, improntato per lo più verso acquisizione di atteggiamenti misticheggianti e simpatia verso dottrine contemplative, tipiche delle religioni Orientali.
Nella variante definita D.I.A.N.A. (Delirio Individuale da Aggressione Notturna Aliena), il soggetto racconta l'intrusione di creature umanoidi nella propria camera da letto in ore notturne, oppure uno stato dissociativo mente-corpo, con la sensazione di essere trasportato fuori dalla camera. Nell'insieme quest'ultimo aspetto riproduce abbastanza fedelmente le cosiddette esperienze di pre-morte.
Tutto ciò è stato letto dalla scienza ufficiale come segno di un deterioramento della personalità, con regressione verso atteggiamenti di tipo passivo e pseudodelirio mistico improntato a presenze extraterrestri. Queste ultime, di fatto, deresponsabilizzerebbero l'individuo, proponendo un loro modello incontestabile perché scientificamente avanzatissimo.
Diversamente, una chiave di lettura di tipo paranoideo può far pensare ad un delirio persecutorio in cui la minaccia di un'intrusione extraterrestre sgravi il singolo dalle problematiche comuni, concentrandone l'attenzione su di una minaccia cosmica accostabile ad eventi apocalittici.
In quest'ottica le personalità emotivamente deboli, gravate da intense frustrazioni, troverebbero nella fantasia dell'abduction un eccellente meccanismo difensivo che le allontani dal reale ed al tempo stesso le renda partecipi di un evento drammatico, restituendo loro quel ruolo protagonistico perduto o mai avuto.
La variante DIANA è stata valutata come un segno attendibile di dissociazione psichica, evidenziato dalla sensazione di distacco mente-corpo.
La casistica relativa a soggetti che hanno avuto esperienze ascrivibili ad abductions è variabile. Abbiamo sì soggetti emotivamente labili ma anche altri del tutto integrati nel tessuto sociale, peraltro senza storia di sintomi psichici o personalità premorbosa.
Lo scopo di questa relazione è di valutare, in base ai dati riportati dalla casistica ed alla luce delle attuali conoscenze scientifiche, la possibilità che contenuti relativi ai racconti resi in ipnosi regressiva, possano essere frutto di un'induzione esterna.
Va preliminarmente chiarito che la tecnica ipnotica non è sempre garanzia di veridicità del racconto, in quanto il soggetto può attingere i contenuti del racconto dalle proprie fantasie inconsce o anche da una mitizzazione del proprio vissuto, trasfigurando gli aspetti dell'evento, fino a renderli iperbolici o francamente deliranti.
L'allucinazione è per definizione una falsa percezione sensoriale in cui la struttura psichica trasmette al cosciente contenuti propri.
Le cause di questo evento possono essere legate a turbe mentali di tipo psicotico ed in questo caso ci troviamo di fronte ad una causa strettamente endogena. Diversamente abbiamo allucinazioni indotte da altre malattie, per lo più legate a stati tossici; fra queste gravi infezioni (tifo, setticemie) o intossicazioni (gas tossici, stupefacenti, farmaci, alcool).
In tutti i casi citati, il contenuto allucinatorio ha una sua pseudologica, anche se aberrante, nel senso che l'individuo ne attinge i contenuti dal proprio vissuto rielaborato.
Nella psicosi maniacale-paranoidea il soggetto riferisce visioni esaltanti, mistiche o persecutorie, che comunque attivano una sua risposta comportamentale aggressiva.
Nelle forme depressive gravi, osserviamo allucinazioni a contenuto fortemente angosciante che spesso inducono comportamenti suicidi. Nelle reazioni psicotiche post-traumatiche, il soggetto rielabora in maniera amplificata i contenuti del suo stesso trauma.
Nelle forme tossiche o settiche, il contenuto allucinatorio è variabile, spesso banale, fatta eccezione per il cosiddetto "delirium tremens" da etilismo acuto, in cui il soggetto vede insetti di grossa taglia che lo terrorizzano o gli camminano sul corpo (microzoopsie).
Questo è un contenuto comune a quasi tutti gli etilisti e comunque ha una sua logica simbolica ipotetica, in quanto, secondo gli orientamenti psicoanalitici, ripropone lo stato di contaminazione tossica dell'organismo, simboleggiato dal parassitaggio da parte di animali mostruosi.
In tutti i casi, l'allucinazione, al di là della possibile pseudologica, attinge i suoi contenuti al bagaglio esperienziale soggettivo o anche a quello collettivo.
In questo senso la visione mistica o demoniaca, la visione di mostri mitologici, di belve feroci, di personaggi dalle connotazioni non umane (orchi, vampiri, licantropi), è sempre frutto della rielaborazione di contenuti già acquisiti dal soggetto, sia per esperienza diretta che per apprendimento tramite immagini, racconti, miti e credenze comuni alla cultura cui egli appartiene. Tipico è l'esempio della visione di draghi fra pazienti dell'estremo Oriente e di demoni fra quelli del mondo Cristiano.
La mente umana non costruisce dal nulla, tutt'al più rimodella da frammenti comunque già acquisiti.
La teoria dell'inconscio collettivo di Cari Gustav Jung, sostenitrice della presenza nel nostro inconscio di archetipi, contenuti transpersonali comuni a tutto il genere umano, è stata corredata dallo stesso Jung con la possibilità che tali contenuti vengano geneticamente trasmessi lungo lo svolgersi delle generazioni.
Anche qui quindi ci troviamo di fronte a contenuti preesistenti. Si tratta di una rielaborazione in chiave medica delle idee innate di Platone o dell'immanentismo di S. Agostino.
Entrambe le tesi contenevano l'implicita ammissione di una preconoscenza da parte dell'uomo, ammessa anche dalle teorie post-Freudiane di Winfred Bion (vedi "Precognizione" e "L'alba dell'oblio").
Per quanto attiene la cosiddetta allucinazione collettiva, in cui più individui percepiscono in modo alterato contemporaneamente e nello stesso luogo, va detto che in quel caso agisce un fattore di suggestione reciproca.
Un primo soggetto "trigger" innesta la catena comunicando la propria percezione ed altri vengono coinvolti come gregari, fino a che tutti riferiscono una visione comune. Quest'ultima pero è sempre soggettiva e non vi sono dati sufficienti a far pensare che la percezione sia stata identica per tutti.
L'evento Abduction non è evento collettivo ed il contenuto dei racconti presenta connotazioni particolari che non lo rendono ascrivibile alle allucinazioni fino ad ora conosciute dalla scienza medica.
Va innanzitutto esaminato il contenuto scenico del racconto. Umanoidi non aggressivi, ambienti ipertecnologici; procedimenti indolori, atteggiamenti rassicuranti, atmosfera globalmente soffusa e surreale.
Tutto ciò potrebbe essere letto in chiave psichiatrico-sociale come l'evoluzione del delirio in versione scientificamente adattata ai nostri tempi. Alle visioni di maghi, orchi, streghe, caverne, alambicchi e pozioni magiche, lo psicotico di oggi si terrebbe al passo con i tempi confezionando una fiction compatibile con il progresso scientifico.
La tesi presenta tuttavia dei punti deboli.
In primo luogo va detto che i primi racconti di abduction (vedi caso dei coniugi Hill del 1962), anticipavano di gran lunga tecniche diagnostiche allora non in uso come la laparoscopia. Dato il substrato sociale dei due, non era nemmeno possibile che essi avessero accesso ad .eventuali esperimenti futuribili che si svolgevano nel massimo riserbo in seno ad ambienti medico-militari statunitensi in piena guerra fredda.
Va notato che il racconto degli Hill non è molto diverso da altri racconti resi in epoche successive, da parte di individui abitanti in zone diverse del mondo.
Nemmeno è credibile che il primo caso abbia stimolato la fantasia dei successivi addotti poiché la notizia dell'abduction degli Hill venne resa pubblica anni dopo l'evento e la casistica ci dice che nel frattempo vi furono altri casi, tutti non collegati tra loro.
È stato solo dopo molti anni che i ricercatori di varie nazioni del mondo si sono trovati ad avere enigmi simili tra loro e la caduta del muro di Berlino ci ha fatto scoprire che in quegli stessi anni, anche nell'impenetrabile mondo comunista si verificavano eventi simili a quello degli Hill.
Non possiamo quindi rifarci ad una ipotesi di archetipo Junghiano, poiché lo scenario non è affatto archetipico ma futuribile.
Non possiamo appellarci ad un collegamento fra addotti che di fatto non vi fu.
Non possiamo pensare che l'inconscio collettivo contenga aspetti ipertecnologici, altrimenti dovremmo implicitamente ammettere che in epoche ancestrali l'uomo ebbe esperienze di contatto con realtà inconciliabili con il suo livello di conoscenza scientifica ed in questo caso ammetteremmo l'intervento di "qualcosa" da ritenere estraneo alla civiltà umana, quindi, per definizione, "alieno".
Un aspetto poco chiaro è quello legato alla morfologia degli umanoidi adducenti, i quali appaiono globalmente come delle creature dalle caratteristiche fetali (cranio voluminoso, corpo piccolo). Ciò potrebbe indurre a credere che si tratti di una rielaborazione inconscia di un ricordo ontogenetico del proprio periodo fetale. Si tratta di un dato suggestivo ma non sufficiente, che oltretutto non spiega lo scenario in cui tali creature vengono percepite.
Una mia ipotesi in merito è che nell'IR4 il soggetto riceva dall'esterno una sequenza di segnali che vengono introiettati nel mentale profondo proprio come la pseudo-fiction descritta in ipnosi.
Questa sorta di sogno trasmesso avrebbe effetti specifici sulle funzioni psichiche ed in questo caso, anche ammettendo che la scena sia stata creata ad arte, dovremmo ammettere l'esistenza di "qualcuno" che confeziona il segnale e lo trasmette ai soggetti coinvolti.
Va chiarito che la sequenza scenica descritta in Abduction non appare riconducibile a contenuti archetipici di tipo "non terrestre" che io stesso ho ipotizzato negli scorsi anni.
In alcune miei articoli già pubblicati, si parlava dell'"archetipo alieno in noi", intendendo come tale la presenza nella struttura bio-psichica umana di tratti legati ad altre possibilità di vita non terrestre.
Questa tesi prendeva le mosse dalla teoria di Frank Hoyle, il quale ipotizzava che la vita sulla Terra fosse stata, almeno in parte, indotta da batteri che si trovavano sui numerosi meteoriti caduti in ere geologiche ancestrali.
Senza voler considerare l'ipotesi che nel corso dell'evoluzione della nostra specie vi sia stata un'interferenza da parte di creature intelligenti extraterrestri, resterebbe nel profondo dell'inconscio umano una consapevolezza subliminale di una realtà cosmica.
Tutto ciò potrebbe affiorare nel corso di particolari sogni descritti nella casistica psicoterapica, nei quali il soggetto ha delle visioni di scenari siderali, o anche di habitat mitici dalle connotazioni non terrestri.
Ugualmente tali contenuti potrebbero emergere come allucinazioni in situazioni di dissociazione psichica.
Si tratterebbe comunque di scenari scarsamente differenziati, ben diversi da quelli tecnicamente strutturati e ampiamente corredati di dettagli, che vengono riferiti dagli addotti in ipnosi.
La storia delle prime ,abduction è cruciale proprio perché caratterizzata dalla mancanza di scambio di informazioni fra addotti.
Ai nostri giorni il sospetto di un suggestionamento è plausibile, da quando i mass media hanno ampiamente diffuso le modalità dell'evento, ma allora no.
Ricercatori di frontiera o anche psichiatri di accademia, si trovarono improvvisamente di fronte ad un evento del tutto nuovo, dai contenuti inspiegabili, frammenti di tecniche allora ignote, oggi chiamate TAC, SPET, risonanza magnetica, laparoscopia, con l'aggiunta di tracce di manipolazione fisica sui corpi dei soggetti.
Barney Hill presentava una dermatite che riproduceva la forma di una sorta di struttura che in ipnosi risultò essere proprio un supporto su cui egli era stato appoggiato.
Altri addotti hanno presentato cicatrici lineari in corrispondenza di strutture ossee le quali sono apparse radiograficamente lese, cioè private del loro stato superficiale come se qualcuno vi avesse passato sopra una sorta di pialla.
Altri addotti ancora hanno evidenziato all'interno del loro organismo strutture estranee simili a microchips (impianti), che emettono onde elettromagnetiche a bassa frequenza, potenzialmente in grado di interferire con funzioni neurochimiche complesse legate all'assetto emotivo-comportamentale.
Tutto ciò si accompagnava quasi costantemente a quel racconto in ipnosi che la scienza ufficiale tende a liquidare come allucinatorio.
Fondamentalmente si tratterebbe di un'allucinazione estremamente atipica: per contenuto, per simbologie, per premesse, che almeno per i primi casi rilevati, sicuramente non attinge ad alcun contenuto intrapsichico, personale o genetico.
In parole semplici, se è vero che la mente non costruisce dal nulla, gli addotti devono aver avuto una sorta di induzione esterna per percepire un simile scenario.
La tendenza a liquidare il fenomeno come sintomo psichico è scientificamente insoddisfacente, nonché socialmente rischiosa.
Il pericolo è duplice: da un lato si rischia di creare ingiustamente una nuova classe di malati mentali; dall'altro, se questi individui venissero ignorati, si rischierebbe di sottovalutare un gruppo dalle potenzialità indefinibili.
Considerato infatti che l'addotto modifica il suo assetto emotivo dopo l'evento, non va escluso il rischio che di fronte ad eventuali IR4 con modalità diverse, magari incitanti alla violenza, alla devianza sociale, potremmo trovarci un domani ad aver a che fare con individui, saldamente motivati in un comportamento lesivo per la comunità e sfuggiti ad ogni controllo.
Non appare sensato trascurare quello che potrebbe essere un dettaglio apparentemente irrilevante, come la riferita esperienza di contatto o anche di avvistamento oggetti di sospetta natura non terrestre. Si tratta di un'esperienza che in soggetti predisposti può innescare reazioni psichiche imprevedibili, ivi compreso il delirio di onnipotenza o il delirio mistico, stati che spesso portano a gesti aggressivi e omicidi.
Un'interpretazione del fenomeno in chiave mistica o demoniaca è altrettanto rischiosa poiché relega lo stesso nell'area del dogmatismo.
Eventi legati al credo religioso non vanno studiati scientificamente ma piuttosto solo accettati per fede, ciò nel rispetto assoluto di ogni credo religioso e nella consapevolezza che essi non possono essere valutati con parametri scientifici.
L'IR4 ha invece tutte le caratteristiche che lo rendono un fenomeno studiabile scientificamente e non può essere accantonato. La logica, i dati statistici, gli aspetti peculiari, lo pongono a distanza da eventi allucinatori fino ad ora ritenuti consueti nella pratica psichiatrica.
Per esclusione rimane quindi l'ipotesi dell'induzione dall'esterno.
Nessuno chiede che questa venga accettata fideisticamente, ma nemmeno relegata nella formula del "nient'altro che".
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