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UFOSTORIE...


ABDUCTIONS,
IGNORANZA, SUPERFICIALITÀ E IMPROVVISAZIONE

di Roberto Pinotti ed Enrico Baccarini
 

[La proiezione mostrata all'interno dell'UFO ad Antonio La Rubia - 46K .jpg] [Le entità del famoso caso di Pascagoula - 20K .jpg] [Gli "impianti alieni" dell'americano Derrel Sims - 37K .jpg] [Whitley Strieber con Roger Leir e Derrel Sims - 37K .jpg] [I Dargos di Zanfretta - 41K .jpg] [Microimpianti foto 1 - 35K .jpg] [Microimpianti foto 2 - 36K .jpg] [L'identikit dei Dargos - 44K .jpg] [I coniugi Barney e Betty Hill - 36K .jpg]
 

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ABDUCTION IN ITALIA: UN CASO DI IMPIANTO? »
CHI HA PAURA DEL GRIGIO CATTIVO? »
NOI E I "RAPITI" »
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da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 48 del Dicembre 2003/Gennaio 2004

"lnnovative" metodologie di indagine sui "sequestri da UFO" vorrebbero proporsi come nuovi baluardi per la risoluzione di questo fenomeno.

Ci fa sorridere, a noi come a molti altri, il pressappochismo che è possibile ritrovare in certuni individui che si accostano al fenomeno delle "abductions" aliene. Non che con questo si voglia ghettizzare la materia attribuendola solo a poche persone il cui "status" il cui "curriculum" le rendano scientificamente e professionalmente superiori a molti altri; solo che un distinguo deve essere necessariamente fatto.
Chiunque può esprimere un personale giudizio su questo fenomeno, tutti possono dire la loro, ma nel momento in cui dobbiamo andare ad interagire con la mente delle persone solo poche persone qualificate possono necessariamente avere la prerogativa di poter giudicare e trarre delle conclusioni per quanto parziali.
La moda imperante nell'attuale panorama ufologico italiano esterno al CUN sembra essere quella di autoproclamarsi o autoattribuirsi (oltre che il tanto abusato titolo di "Dottore" o "Professore") il titolo di ipnologo, psicoterapeuta e simili. Assistiamo a scene quasi comiche, quanto profondamente pericolose e preoccupanti, in cui semplici individui (o soggetti il cui campo lavorativo e di specializzazione è ben altro) utilizzano tecniche non riconosciute, non avvalorate, non probanti ovvero (il che suscita maggior preoccupazione) "di moda".
Questo purtroppo è il panorama che ci presenta l'Italia nelle sue diverse varianti dei ricercatori sulle "abductions".
Non è semplice oggi, ancor più di ieri, destreggiarsi nello sconfinato panorama evocato da questo problema e se è indubbio dover riconoscere la reale presenza di un fenomeno non riconducibile unicamente ad un intervento umano è altresì fin troppo evidenziabile la presenza di fattori umani in un'altra (e forse anche alta) percentuale di casistica, come è allo stesso tempo sconfortante assistere alle innumerevoli "baracconate" create ad arte dai media televisivi semplicemente per fini di "audience".
Nessuno si deve erigere e a giudice del fenomeno ma tutti possiamo giudicare chi lo studia. Se non ci fosse il giudizio non ci potrebbe essere la dialettica 1 e quindi non potrebbe esserci avanzamento nello studio della questione.
I due "metodi" principali che oggi sembrano essere molto in voga tra questi ricercatori sono la P.N.L. (sigla derivata dalle tre parole "Programmazione Neuro Linguistica") e l'"auditing".
La P.N.L. venne introdotta per la prima volta in ambito terapeutico verso gli inizi degli anni Settanta dal linguista Jobn Grinder e dall'allora studente di psicologia Richard Bandler.
Fin dai suoi esordi questa nuova tecnica terapeutica divise la comunità scientifica soprattutto per uno dei suoi principi cardine: "Le ipotesi di lavoro possono essere vere o meno, ma il problema non è se siano vere bensì se siano utili" 2.
In parole povere non è significativo che un determinato sistema X utilizzato dalla PNL sia valido scientificamente, deontologicamente o terapeuticamente; l'importante è che "funzioni". Per curare il paziente è quindi possibile utilizzare quasi "qualsiasi" metodo. La PNL sembra infatti riporre grande fiducia nel raggiungimento della comprensione (rapport) per mezzo dell'imitazione (matching) degli atteggiamenti del corpo.
Per la PNL, insomma, anche il modo di respirare ci da informazioni sullo stile di pensiero del soggetto in esame. È evidente come quest'ultimo dato sia solo parzialmente vero poiché se da una parte l'accelerazione o la diminuzione della respirazione di un individuo possono indicarci suoi eventuali stati d'ansia o di agitazione, è allo stesso tempo impossibile comprendere "lo stile di pensiero" di un soggetto 3 dalla sua "ventilazione polmonare"!
Sempre secondo la PNL esisterebbe anche un rapporto diretto tra il movimento dei nostri occhi ed il nostro modo di pensare. L'individuo guarderà in alto quando visualizzerà mentalmente una qualsiasi immagine o ricordo, mentre muoverà trasversalmente (a destra o a sinistra) gli occhi quando penserà in modo cinestetico 4.
"Questi movimenti sono coerenti e per lo più inconsci... quando avete bisogno di visualizzare guardate verso l'alto, quando avete bisogno di un contatto con i vostri sentimenti guardate verso il basso."
E perché mai, ci potremmo chiedere?
"Perché il dialogo interno, o auto-dialogo, ha un'influenza sulla vostra salute... la PNL suggerisce che il vostro sistema immunitario stia spiando il vostro dialogo interno." 5 Capito?
Quello che la PNL ci dice di se stessa è che utilizza metodi, modelli, capacità e tecniche per pensare ed agire nell'ambiente a noi circostante efficaci dal punto di vista sia pratico che produttivo. Il sistema adottato dalla PNL sembra funzionare, seppur in modo assai circoscritto, ma questo probabilmente perché nel campione di individui su cui si tende a "lavorare" è statisticamente assai probabile ottenere un minimo (o anche ampio) margine di riuscita (per il calcolo delle probabilità soggetti aventi medesime psicopatologie riusciranno infatti più facilmente a risolvere o a migliorare le proprie situazioni) 6.
Quello che disturba ed infastidisce la comunità scientifica mondiale circa questo sistema terapeutico è la sua totale inapplicabilità a tutti i casi di disturbi, turbe o malattie mentali, al contrario delle più comuni tecniche terapeutiche che coprono, quasi a 360°, lo spettro degli aiuti al malato (ovviamente a meno che non si tratti di un disturbo psichiatrico).
Le pubblicazioni odierne sulla PNL sono tra le più variegate, da quelle che cercano di muoversi attraverso i consueti binari della scientificità a quelle che se ne discostano ampiamente.
Tuttavia la PNL non sembra amare molto il metodo scientifico e lo possiamo capire da affermazioni come la seguente: "Le teorie scientifiche sono metafore sul mondo, non sono vere. Sono un modo di pensare sul mondo" 7.
Al fine di analizzare, ed eventualmente corroborare ovvero avversare, le teorie della PNL, nel 1995 un team di ricercatori del Counselling Psychology Review 8 (CPR), una delle più prestigiose pubblicazioni al mondo sulla psicologia, ha posto sotto esame svariate tecniche adottate dalla PNL, nel caso particolare l'osservazione dei movimenti oculari al fine di ottenere informazioni su predicati verbali o scritti di un soggetto.
Ne consegue non solo che "non esistono correlazioni significative tra i movimenti oculari ed i predicati verbali e scritti", ma anche (in riferimento ad un secondo esperimento condotto dallo stesso team) che "la teoria della PNL circa la determinazione del sistema di rappresentazione preferito da un partecipante in base all'osservazione di un comportamento esterno non può essere sostenuta dall'evidenza sperimentale, così come non sono sostenibili le affermazioni della PNL nel generalizzare la comprensione (rapport)".
A conferma dei dati ottenuti dal Counselling Psychology Review, poco dopo il National Research Council 9 (NRC) americano incluse una valutazione significativa sulla PNL nel suo primo rapporto: "Non esiste alcuna esposizione sistematica definitiva sulla PNL, Anche se le caratteristiche fondamentali non mutano nelle diverse presentazioni, aspetti particolari sono messi in rilievo spesso in modo contraddittorio."
Una dura critica, dunque, nei confronti di questo indirizzo terapeutico.
Il NRC aggiunge poi altre considerazioni di carattere generale sulla PNL. In particolare, "la variabile dipendente 10 usata nella maggior parte degli studi di PNL è l'empatia 11 tra cliente e terapeuta, misurata su una particolare scala... Non si tratta di un indice soddisfacente per valutare l'efficacia del terapeuta. Si può trovare un terapeuta di grande empatia, ma incapace di modificare sentimenti o comportamenti... In conclusione, le prove empiriche a sostegno sia degli assunti sia dell'efficacia della PNL, sono praticamente inesistenti."
In parole povere questa disciplina ha mancato al suo assunto fondamentale, non ha cioè mostrato di essere basata credibilmente sulla programmazione, sulla linguistica o sulla neurologia.
Quanto affermato da questi due eminenti enti di ricerca ci dice che la resa terapeutica dipende principalmente dal livello empatico che si verrà ad instaurare tra terapeuta e soggetto, e non sulle determinate tecniche utilizzate per avvicinarsi, ed eventualmente risolvere, il problema dell'individuo.
Utilizzare questo sistema per aiutare quindi individui che affermano di essere stati rapiti da esseri alieni ci pone davanti a diverse problematiche di difficile soluzione.
Se l'assunto fondamentale, l'empatia tra terapeuta ed individuo, viene a mancare, possiamo ancora considerare valida l'ipnosi regressiva o la metodologia utilizzata dal terapeuta?
E non basta. Chiunque può improvvisarsi psicoterapeuta?
A questa domanda pensiamo proprio di no!
Ma soprattutto chi ci assicura che le metodologie impiegate ci presentino resoconti testimoniali veritieri delle traumatiche esperienze vissute?
Finché la PNL non darà valide garanzie scientifiche sui suoi metodi e sui suoi risultati dovremmo ritenerla ancora una delle tante correnti psicoterapiche in voga nel XXI secolo e nulla di più.
Abbiamo precedentemente affermato che oltre la PNL esiste anche un altro sistema utilizzato, da coloro che indagano nel campo delle "abductions", per tentare di far affiorare, a livello cosciente, le traumatiche esperienze che questi soggetti avrebbero vissuto. Stiamo parlando dell'"auditing".
Questa tecnica, per chi non lo sapesse, è l'abile frutto di quella setta/neo-religione che ormai da alcuni decenni è dilagata quasi in tutto il mondo, ovvero Scientology.
Avversata e contestata, osannata e temuta, Scientology vede la sua nascita nei lontani anni Cinquanta quando lo scrittore di fantascienza americano Ron Hubbard, affermò di essere riuscito a trovare un nuovo metodo per il miglioramento interiore personale e la crescita dell'umanità (che definì "scienza della salute mentale").
Oggi questo movimento conta diversi milioni di aderenti in tutto il mondo (alcuni socialmente e politicamente anche molto influenti) e da pochi anni è stata riconosciuta ufficialmente come "Chiesa". In quanto tale, com'è evidente, la perseguibilità a livello legale di certe sue discutibili affermazioni risulta molto contenuta rispetto ai comportamenti di una associazione convenzionale. D'altronde lo stesso è avvenuto per il Movimento Raeliano, oggi presentatosi come "Religione Raeliana".
Nel sito italiano di Scientology dedicato all'"auditing" possiamo leggere una presentazione utilizzata da questo movimento introdurre su questa tecnica: "Si potrebbe descrivere l'auditing di Scientology come una forma di consulenza personale veramente unica, che aiuta l'individuo ad osservare la sua esistenza e a migliorare la sua capacità di comprendere quello che è e dove si trova. L'auditing di Scientology consente a qualsiasi persona di passare da una condizione di cecità spirituale alla gioia radiosa dell'esistenza spirituale. Chi è addestrato e qualificato per dare auditing agli altri perché migliorino, è chiamato auditor. Auditor significa colui che ascolta, dal latino audire, che significa appunto sentire o ascoltare. Un auditor è un ministro della Chiesa di Scientology o una persona che. si sta addestrando per diventarlo."
Ed ancora: "Attraverso l'auditing la persona può liberarsi della sua mente reattiva e delle limitazioni che essa le impone, limitazioni che una volta venivano considerate 'naturali': Le potenzialità dell'Uomo, su cui tanto si è speculato, possono essere realizzate pienamente e queste potenzialità sono infinitamente superiori a quanto discipline e religioni precedenti abbiano mai ritenuto possibile."
Non spetta a noi, in questo articolo, giudicare Scientology come movimento, dal momento che ci sono già in tutto il mondo persone che lo stanno facendo, ma possiamo permetterci di giudicare l'"auditing" come tecnica nel caso che questa venga utilizzata su soggetti presumibilmente rapiti da esseri extraterrestri.
Secondo Hubbard, infatti, gli ostacoli allo sviluppo umano sono causati da entità chiamate "engrammi" ovvero immagini negative della mente, frutto di esperienze dolorose di questa vita (vedi le "abductions" per esempio) o di precedenti reincarnazioni.
Attraverso sistemi come l'"auditing" (o la "purification") Scientology afferma di essere in grado di riuscire a "ripulire" la persona dagli engrammi. A questo riguardo in Italia abbiamo degli operatori che utilizzano questo metodo affermando di aver ottenuto risultati "sbalorditivi" nel campo delle "abductions" senza però aver prima considerato che la tecnica (o le tecniche) da loro utilizzate sono state totalmente misconsiderate dalla scienza ufficiale.
L'"auditing" è il frutto di individui dalle abili menti che non possedevano però, nella maggior parte dei casi, competenze specifiche per ipotizzare nuovi tipi di approcci terapeutici.
Quando lavoriamo o giochiamo con la mente bisogna sempre ricordare che la nostra conoscenza su questo meraviglioso territorio è estremamente limitata e che nostre operazioni dirette su di esso potrebbero causare gravi danni alla mente del soggetto in esame. Anche per questo motivo le più importanti istituzioni mondiali per la ricerca e l'applicazione psicoterapica hanno avversato e avversano tecniche come l'"auditing" o la PNL. Mancano prove concrete e scientifiche di una loro validità fattuale.
L'"auditing" è stato altresì utilizzato come sistema per indurre una "regressione cosciente" nel soggetto (al posto della ben nota ipnosi regressiva) operando quindi su un soggetto sveglio che, posto in un particolare stato meditativo e di rilassamento, farebbe riaffiorare i ricordi e le memorie delle traumatiche esperienze vissute.
Questo sistema di "risveglio delle memorie sopite" è equiparabile a tecniche come il Training Autogeno 12 in cui il soggetto si auto-induce uno stato di attenzione selettiva direzionato verso un determinato fine.
Che si tratti di regressione cosciente, di ipnosi regressiva o di altre tecniche, la mente comunque si frappone al vero vissuto sperimentato dall'individuo mascherandolo e molte volte distorcendolo.
Proprio per questo motivo non ci si può improvvisare ipnologi o psicoterapeuti, o comunque soggetti che solo con le proprie forze e conoscenze attuino pratiche più o meno riconosciute dalle discipline ufficiali.
Si sente spesso parlare di ipnosi regressiva come unico sistema per sondare il "vero vissuto" di soggetti rapiti da esseri extraterrestri e, molte volte, pendiamo dalle labbra di importanti ricercatori (psicoterapeuti o no) internazionali che ci raccontano l'esito di anni di ricerche e di regressioni.
Come nei due esempi affrontati in questo articolo anche l'ipnosi regressiva viene utilizzata con molte riserve e con forti limitazioni. Perché? Perché comunque anche l'ipnosi regressiva ci presenta un racconto distorto delle esperienze vissute dal soggetto, un racconto che si avvicina probabilmente molto alla realtà sperimentata ma che è stato manipolato dalla parte inconscia della nostra mente per risultare meno traumatico e meno destabilizzante.
Pur con molte riserve l'ipnosi regressiva rimane però oggi l'unico sistema che ci permette di sondare minimamente questo enorme iceberg che è il fenomeno "abduction".
Le altre tecniche, finché non dimostreranno una loro validità scientifica ed operativa (e non lo hanno fatto in nessuno dei due casi), rimarranno nel limbo delle pseudo-scienze alternative prive di valori e significati reali. Costituiranno unicamente, almeno per la scienza ufficiale, sistemi per "farsi dire quello ci si vuol sentir dire" e non, eventualmente, sistemi validi e dai risultati interessanti.
Un ultimo argomento che vorremmo presentare costituisce forse l'elemento essenziale di una indagine seria nei confronti di un soggetto rapito: le domande da porre.
Anche in questo caso non basta svegliarsi la mattina, scrivere delle domande che vorremmo porre al nostro soggetto che riteniamo essere stato rapito da esseri extraterrestri e poi porgliele durante la nostra "seduta". Normalmente viene dato poco peso a questa problematica, ma la formulazione delle domande costituisce forse il centro nevralgico dell'indagine che andremmo ad operare. Chi esplica la professione di psicoterapeuta sa che una domanda formulata in modo sbagliato o ambiguo porterà nel soggetto in esame a delle risposte distorte.
Chi si sottopone all'ipnosi regressiva si pone totalmente nelle mani di un individuo che si presume gli (o le) porterà miglioramenti alle proprie problematiche. Ciò comporta che il soggetto "da aiutare" abbassi (se così possiamo dire) il proprio livello di guardia, innescando una serie di meccanismi che potrebbero ritorcersi contro lo stesso individuo.
Con l'abbassamento del livello di guardia il soggetto a cui andremmo a porre domande ambigue (per inesperienza o non conoscenza) potrà infatti risponderci in modo distorto, vuoi per "compiacere" l'intervistatore, vuoi per l'attivazione di meccanismi mentali che distorceranno la realtà per come è stata realmente sperimentata.
Per questo motivo nessuno si può improvvisare psicoterapeuta.
Solo persone altamente specializzate sono in grado di sapere come muoversi e quali tasti toccare (per questo, ad esempio, un John Mack della Harvard Medicine School, seppur criticato da colleghi, è ben difficilmente contestabile dagli scettici ufficiali).
Il fenomeno "abduction" esiste, ma se vogliamo studiarlo seriamente dobbiamo essere consci che il nostro operato (se non sarà altamente professionale, ovvero affiancato da specialisti di diverse discipline) potrà distorcere i resoconti dei testimoni ed il frutto di anni di studi.
Pensiamo che nessuno (ricercatore o appassionato) voglia trovarsi in queste situazioni, eppure è quello che è successo e tuttora succede in alcuni casi italiani (come anche nel resto del mondo). A partire dal "caso Zanfretta", un episodio indubbiamente concreto e importante in cui l'incauta intrusione di un inquirente quale il compianto Luciano Boccone inquinò irrimediabilmente l'ipnosi regressiva del soggetto con tutte le conseguenze connesse.
In Italia ben di rado i "rapiti" sono stati seguiti al meglio. Inizialmente il CUN ha preferito evitare coinvolgimenti diretti, ma è proprio per contrastare l'operato dissennatamente egotico di certuni sedicenti operatori del settore che è adesso nato il CSA (Comitato Studi Abductions) del Centro Ufologico Nazionale. Speriamo bene...
Dopo aver letto queste pagine ci potremmo chiedere se lo studio del fenomeno "abduction" stia attraversando un momento di crisi di identità. Pensiamo però si possa parlare non tanto di crisi quanto di mero personalismo da parte di determinati individui nostrani.
La libertà di studio e di ricerca è stata il motore trainante della scienza per i decenni ed i secoli passati.
Il nostro Paese tutela la libertà di pensiero (almeno lo vorremmo sperare), ma condanna altresì l'esercizio abusivo di una qualunque professione (improvvisarsi terapeuti o ipnologi, per esempio) come anche l'abuso della credulità e delle problematiche delle persone.
È da ricordare brevemente che tutti coloro che in questi ultimi decenni di ricerche sulle abduction si sono "improvvisati" psicoterapeuti (non essendolo professionalmente) o sedicenti analisti (o più semplicemente individui in grado di far riaffìorare i ricordi), hanno compiuto un grave reato. Un illecito punibile dalla legge e dal Codice Penale al pari di reati come "millantato credito, usurpazione di funzioni pubbliche e abusivo esercizio di una professione" 13.
Dicevamo che un certo personalismo nostrano è forse invece il termine che descrive meglio quella "patologia" che diversi individui hanno narcisisticamente manifestato nel corso degli ultimi anni. Vuoi forse per mancanza di visibilità, vuoi per semplice "bastian contrario", il decorso italiano di questa "patologia" si è dimostrato vario ed in alcuni casi inaspettato.
Qualsiasi individuo, gruppo o istituzione che voglia indagare il fenomeno "abduction" (a maggior riguardo lo studio di soggetti presumibilmente rapiti) deve necessariamente ed indissolubilmente essere affiancato in concreto e fino in fondo da specialisti di diversi settori (medici, psicologi, ecc.) che coadiuvino e controllino l'operato degli studiosi del fenomeno.
Con questo articolo ci siamo un po' discostati dal solito approccio presentato normalmente. Forse potremmo avere anche annoiato, ma lo abbiamo fatto per rendere noti una volta di più i vari approcci disciplinari utilizzati da certi personaggi italiani, approcci che troppo spesso (al di là dell'uso di titoli quali "Dr." o "Prof." che, specie se riferiti ad altre discipline o a diplomi "honoris causa"' made in USA, non hanno valore alcuno nello specifico) si discostano drasticamente dalla scientificità e della correttezza deontologica.
È giusto operare una critica? Sì, se questa critica diventa costruttiva e permette una crescita.
Siamo tutti, in fin dei conti, individui interessati a comprendere un fenomeno che ancora trascende il nostro raziocinio e tesi a fare maggiore luce sui traumi sperimentati da tante persone nei più vasti angoli del mondo. Purtroppo però la voglia di primeggiare, alcune volte, sovrasta quella di capire e ciò ci conduce a contesti poco piacevoli (se non addirittura deleteri), per quanto concerne chi studia i fenomeni in questione.

Note:
1. Intesa come un raffronto in cui le parti si confrontano per giungere anche a nuove soluzioni di indagine.
2. Cfr. Joseph O'Connor e lan McDermott, "Principles of NLP" - ed. Thorsons, 1996.
3. Ibid.
4. Per "Visione Cinestetica" si intende il ricordo di un fatto vissuto e visualizzato dinamicamente.
5. Cfr. Joseph O'Connor e lan McDermott, cit.
6. Per poter seriamente e scientificamente considerare la PNL, i suoi "trattamenti psicoterapici" dovrebbero direzionarsi verso tutte le fasce dei disturbi mentali. A quanto pare però la PNL sembrerebbe funzionare solo per un numero limitato di queste.
7. Cfr. Joseph O'Connor e Ian McDermott, cit.
8. Cfr. L. Cross et al; "Determining a correlation of human expression in Neuro-Linguistic Programming representations systems" - Counselling Psychology Review, Vol. X n.1, 1995.
9. "National Research Council", ovvero il comitato sulle tecniche per il miglioramento delle prestazioni umane.
10. Per "variabile dipendente" (da identificare come il "supposto effetto" di una determinata causa) si intende il fenomeno che "stiamo studiando" e di cui stiamo misurando le variazioni in funzione delle variabili indipendenti (ove per variabile indipendente si intendono i fattori, o il fattore, cui si crede in rapporto al fenomeno che si vuole studiare e verificare).
11. Per "empatia" si intende una situazione di particolare intesa a livello emozionale con un altra persona grazie alla quale si instaura un processo di "immedesimazione" tale da rendere possibile una comprensione profonda dei suoi stati d'animo fino a prevederne il comportamento.
12. Un particolare sistema che porta il soggetto ad auto-indursi uno stato di attenzione selettiva (attraverso l'utilizzo di svariate tecniche) nei confronti di uno stimolo reale o immaginifico al fine di condurre, nel corso del tempo, la mente verso uno stato di miglioramento attentivo e concentrativo, In parole povere questa tecnica costituisce un sistema di auto-condizionamento per migliorare le proprie capacità e i propri risultati a livello intellettivo.
13. Questi tre reati corrispondono agli articoli 346, 347 e 348 del Codice di Procedura Penale.
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