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UFOSTORIE...


1984: DISTORSIONE TEMPORALE O MISSING TIME?
di Luca Scantamburlo
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da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 47 dell'Ottobre/Novembre 2003

Un caso italiano.

È circa la mezzanotte di un giorno di settembre del 1984. Sceso a Punta Sabbioni (VE) dalla motonave della linea ACTV proveniente da Venezia, l'uomo di 24 anni che sarà protagonista di un apparente fenomeno di distorsione temporale si reca verso il parcheggio antistante alla stazione dell'imbarcadero, per salire sulla sua autovettura Lancia Fulvia HF, e fare ritorno così a casa a lido di Jesolo, come ogni sera per tutto il periodo da aprile fino ad ottobre.
Solo che salito in macchina, nonostante i ripetuti tentativi di azionare il motorino di avviamento, il motore dell'auto non si accende. Trascorrono quattro/cinque minuti e le poche persone scese dalla motonave si allontanano dal parcheggio, lasciando l'uomo in panne con solo con un paio di queste che gli prestano aiuto. Spingendo il veicolo (una bella auto sportiva, peraltro con qualche anno sulle spalle), con l'uomo alla guida, si cerca dunque di metterlo in moto e dopo pochi metri di spinta a mano il motore in effetti si avvia e il proprietario si ferma dunque con la macchina accesa sul ciglio della strada, per dare tempo al motore di scaldarsi e di caricare così l'accumulatore.
Anche le ultime persone si allontanano e succede allora l'incredibile.
L'uomo guarda l'ora: è all'incirca un quarto dopo la mezzanotte. Subito dopo viene però colto da un improvviso senso di inquietudine e da un persistente malessere fisico che si esprime in una serie di brividi che gli attraversano tutta la schiena.
Quindi guarda nuovamente l'ora e nota così che sono trascorsi due minuti dalla precedente lettura. Si accorge anche, con stupore e paura, che non si trova più a Punta Sabbioni, ma sotto casa sua, all'interno della propria auto parcheggiata, con il motore acceso, nella strada dove abita: Via Bafile, a Lido di Iesolo, che dista all'incirca 10 chilometri dal punto in cui si trovava solo un paio di minuti prima.
A quel punto, sbigottito, l'uomo scende dall'autovettura ed entra in casa meravigliando non poco la moglie che vede rincasare il marito con circa 20 minuti di anticipo sull'orario abituale.
Ancora oggi, a distanza di diciotto anni, l'uomo non ricorda di aver mai fatta quella notte la strada da Punta Sabbioni a casa, come se qualcuno o qualcosa lo avesse trasportato sotto casa in un attimo.
Purtroppo nulla può essere detto riguardo al contachilometri, poiché il protagonista di questo inspiegabile evento non ne fece preventiva lettura. L'uomo afferma comunque di non aver mai fatto uso di sostanze stupefacenti e di essere, ieri come oggi, nel pieno possesso delle sue facoltà mentali e fisiche.

Missing Time
In quasi tutti I casi di rapimento alieno esiste nel vissuto del soggetto, in concomitanza dell'evento, un vuoto temporale (missing time). L'esperienza del rapimento è quasi totalmente cancellata dalla mente del rapito.
Tale fenomeno ci fa supporre che, per gli UFO ed i suoi occupanti, Il tempo non abbia gli stessi valori che ha per noi.
Il fatto del tempo che pare fermarsi è evidenziato altresì dagli orologi che si fermano essi stessi oppure dai processi fisici o fisiologici che sono accelerati o rallentati. In ogni caso il soggetto non si accorge che anche nel solo spazio di pochi secondi (quasi impercettibili) in realtà trascorrono delle ore.
Il primo autore ad occuparsi del fenomeno è stato l'americano Budd Hopkins nel suo classico e pionieristico volume "Missing Time" (Tempo Mancante) che ha generato un nuovo termine in ufologia.
Il "vuoto temporale" viene talvolta compensato attraverso l'uso dell'ipnosi regressiva.
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