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Tutti gli articoli di EdicolaWeb OLTRE LA FISICA DI STAR TREK
(L’Ipotesi di Super Spin)

di Corrado Malanga del Gruppo StarGate
e Alfredo Magenta del Comitato Scientifico del CIFAS


10.5   V° - CONSIDERAZIONI SULLE COSTANTI UNIVERSALI

Abbiamo già mostrato cosa rappresenta p per l’SSH, ma ancora non basta.
Per chi ha familiarità con il modello proposto è evidente che i valori delle velocità DU/DT e DS/DT sono dunque descrivibili come la variazione dell’Energia e dello Spazio nel Tempo. Inoltre tali velocità sono in relazione tra loro secondo una legge iperbolica, del tipo x . y = c. Infatti la massima velocità di espansione di uno dei due coni potrebbe tecnicamente essere infinita, ma quando una velocità è massima, l’altra è minima ed il loro prodotto è sempre costante e rappresentato dal valore c. Ancora una volta, quando si calcola la velocità in un dominio doppio, si scopre che questa è limitata al valore c, ma quando la si valuta in un solo dominio, o lungo lo Spazio, o lungo il Tempo, oppure lungo l’Energia potenziale, si nota che l’informazione si sposta con qualsiasi valore di velocità, senza limitazioni di sorta. Ricordiamo che per l’SSH la velocità è adimensionale e rappresenta lo spostamento dell’informazione, mentre per la fisica classica la velocità è lo spostamento dell’informazione in un piano spazio-temporale, cioè qualcosa che contiene due informazioni vettoriali, una sull’asse T e l’altra su quello S. Tale valore non tiene classicamente conto della distorsione del piano spazio-temporale nell’ottica Einsteiniana o della densità di rotazione dei punti che costituiscono l’etere nell’ottica della Teoria Generale dell’Etere (GET), già in precedenza citata; al contrario l’ipotesi SSH contiene, come casi particolari, sia la teorica classica della fisica sia la relatività sia la teoria GET, http://www.cyberpass.net/-ilja/GET/index.html, sia, infine, l’ipotesi dell’esistenza del Bi Vacuum Boson Sea (BVBS), http://www.karelia.ru/~alexk.

Se si considerano DS, DT e DU le minime quantità misurabili, le quali, essendo estremamente piccole possono essere considerate infinitesime, si possono modificare le equazioni (35), (36) e (37) come segue:
(35)       DS / DU = c / ( h . n2) = c / ( h . f2) = l2 / (h . c) = DS / DU

(36)       DS / DT = e2 / h = DS / DT

(37)       DT / DU = c / (e2 . n2) = c / (e2 . f2) = l2 / (e2 . c) = DT / DU

Dunque possiamo scrivere
(42)       (DS / DT) . (DU / DT) = (DS . DU) / DT2 = (e4 . f2) / (h . c) = (e4 . c) / (h . l2)
Bisogna tener presente che la frequenza non è propriamente costante, ma si assume che abbia un valor medio che ovviamente è costante.
Come si è già detto, la frequenza di rotazione è il numero di rotazioni eseguite attorno ad un asse in una unità di misura dell’asse stesso.


inoltre
(43)       DU / DT = D . j . Ka

dove D è un’energia e
(44)       DS / DT = R . w . Kb
dove Ka e Kb sono costanti arbitrarie.

Sostituendo ai differenziali i valori indicati dai principi di indeterminazione e tenendo conto del fatto che il prodotto delle due velocità deve essere costante, ed al massimo uguale a c, si ottiene
(45)       (e4 . c) / ( h . l2) = c . Ka . Kb = (e4 . f2) / (h . c) = (e4 . n2) / (h . c)
ovvero
(46)       e4 / (h . l2) = Ka . Kb = [e2 / (h . c)] . [(e2 . n2) / c] = [e2 / (h . c)] . [(e2 . f2) / c]
Questo valore rappresenta la costante di struttura fine dell’Universo [e2 / (h . c)] moltiplicata per una nuova costante, data dalla frequenza propria dell’elettrone per la sua carica elettrica al quadrato e divisa per c.

Nella SSH, la costante di struttura fine dell’Universo possiede una sua collocazione ben precisa e, per la prima volta, assume anche un significato fisico.
Infatti, in termini classici, il differenziale

DS / DT = R . w . Kb


rappresenta una velocità tradizionale, ma se si sostituiscono i valori previsti per questo rapporto differenziale dalla (36), secondo la quale

DS / D T = e2 / h


si può notare che
e2 / h = c

cioè
e2 / (h . c) = 1 / 137


dove 137 rappresenta adimensionalmente la velocità della luce in unità di massa atomica. Dunque l’equazione fondamentale dello Spazio-Tempo-Energia diviene:

DU / DT = D . j . Ka

DS / DT = R . w . Kb

(DS / DT) . (DU / DT) = (DS . DU) / DT2 = D . j . Ka . R . w . Kb =
= [e2 / (h . c)] . [(e2 . f2) / c] = [ Kv . Ksfu]

(47)       DS . DU = D2T . [ Kv . Ksfu]
dove Ksfu è la costante di struttura fine dell’Universo e Kv è la costante vibrazionale dell’elettrone.

Diamo ancora una volta un significato fisico a quanto scritto nell’equazione (47), la quale, secondo noi, potrebbe essere definita come "il prodotto vettoriale delle rotazioni di U ed S corrisponde al laplaciano di T , cioè alla rotazione della divergenza di T."
(48)       (Ñ /\ U) /\ (Ñ/\ S) = (Ñ2 T) . [ Kv . Ksfu] = [Ñ/\ (Ñ x T)] . [ Kv . Ksfu]
Infatti facendo ruotare qualcosa lungo l’asse dello Spazio o lungo quello dell’Energia (uno alla volta!) si produce una variazione "lungo l’asse del Tempo", ma non "attorno all’asse del Tempo". Essa corrisponde ad una variazione delle singole componenti x, y, z del Tempo stesso, ma solo nel dominio temporale (divergenza del Tempo). Se, però, si produce rotazione attorno ad ambedue gli assi, ecco comparire rotazione anche lungo il terzo asse, perpendicolare ai primi due. Dunque una rotazione attorno all’asse dello Spazio produce divergenza nel Tempo ed una seconda rotazione lungo l’asse delle Energie produce rotazione della divergenza di T.

Siccome il nostro sistema è simmetrico ed isotropo, esisteranno altre due equazioni analoghe per U ed S, che costituiranno le equazioni differenziali principali del dominio S-T-U:
(49)       (Ñ/\ T) /\ (Ñ/\ S) = (Ñ2 U) . [ Kv . Ksfu] = [Ñ/\ (Ñ x U)] . [ Kv . Ksfu]

(50)       (Ñ/\ U) /\ (Ñ/\ T) = (Ñ2 S) . [ Kv . Ksfu] = [Ñ/\ (Ñ x S)] . [ Kv . Ksfu]
A questo punto il dominio S-T-U sarebbe completamente descritto, con tutte le sue variabili principali e le loro interconnessioni.

Notare che l’equazione (49) rappresenterebbe la forma differenziale della (22), dal che si deduce che la costante K dell’equazione (21) altro non sarebbe che Kv . Ksfu.

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