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Tutti gli articoli di EdicolaWeb OLTRE LA FISICA DI STAR TREK
(L’Ipotesi di Super Spin)

di Corrado Malanga del Gruppo StarGate
e Alfredo Magenta del Comitato Scientifico del CIFAS


10.3   III° - LO "ZERO POINT ENERGY APPROACH"
E L’ESISTENZA DELL’ETERE


Nella SSH non si considerano i fotoni come oggetti isolati e definiti, ma come essi ci appaiono in base alla risultante di rotazione (un tensore) in un dominio Spazio-Tempo-Energia enneadimensionale.
In parole povere, se cambia direzione la freccia che caratterizza la rotazione di quell’oggetto che a noi appare come un fotone, il fotone cambierà aspetto, diventando per noi materia neutra, oppure materia carica, ovvero antimateria, secondo le leggi di conservazione dello spin.

Non esistono, dunque, il fotone o la materia, bensì una serie di apparenze, che la nostra percezione tridimensionale può solo sfiorare. La realtà enneadimensionale sarebbe, invece, caratterizzata da luoghi di punti che ruotano attorno ad un asse, orientato in un modo tale da far apparire, a noi osservatori tridimensionali, questa rotazione come materia, antimateria oppure campo elettromagnetico (cioè fotoni).

Utilizzando le opportune leggi fisiche sarebbe possibile convertire il versore che caratterizza la rotazione di un gravitone in un versore che lo trasformi, ai nostri occhi, in un fotone, e quindi far assumere alla materia aspetto e consistenza di luce.

La luce così ottenuta, però, rispettando alcuni accorgimenti fisici, manterrebbe il precedente stato di aggregazione; sarebbe dunque una materia di luce, che si può attraversare senza subire danni e si può facilmente mandare alla velocità della luce, senza interferire con l’ambiente. Si potrebbe trasformare in luce solida uno spazio dove non esiste niente e servirsene per infiniti scopi.

Solo i fotoni possono passare attraverso l’aria senza spostarla, poiché sono quasi privi di massa inerziale.
Per ottenere questo risultato bisogna tuttavia aver chiara la relazione tra campo elettromagnetico e gravità, cioè tra luce e materia. Da questo punto di vista l’SSH fornisce in dettaglio la possibilità di realizzare questo effetto, modificando lo spin (la rotazione) di un luogo di punti del dominio Spazio-Tempo-Energia che ci appare in un certo modo, o come materia o come luce, per trasformarlo in un altro luogo di punti che ci apparirà in modo differente, come luce se prima era materia, oppure viceversa, senza modificare nessuna delle leggi della fisica odierna e senza alterare nessuno dei principi finora noti.
In precedenza qualcuno si era già accorto, in fisica, che le cose potevano essere descritte partendo da questo punto di vista.

I nostri spin hanno molto a che fare con i twistori di Penrose ed Hawking, ma potrebbero essere paragonati anche ai quaternioni di Maxwell o all’atomo vortex di Thompson, citati da Hoagland in un suo recente lavoro.
  • W.Hawking, R. Penrose, in "La natura dello spazio e del tempo", Ed. Sansoni, Milano (1998).

  • R.C. Hoagland, in "The Enterprise mission", © (1998)
    consultabile nel sito http://www.enterprisemission.com

  • S.Weinberg, in "Gravitation and Cosmology", Ed J. Wiley, N.York (1972)

  • F.J.Tipler, in "La fisica dell’immortalità", Ed.Mondadori, Milano (1998)

  • T.B.Pawlicki, in "Una relazione sulla costruzione di un engine spazio-temporale",
    nel sito gopher://wiretap.spies.com/00/Library/Fringe/Ufo/build.u

  • Sui quaternioni vedere J.C. Maxwell, in "A treatise on electricity and magnetism",
    1,1, N.York (1954).

La parte delle nuove ipotesi della fisica moderna che non convince alcuni scienziati è la ineludibile presenza di un cosiddetto "etere". Lo Spazio non sarebbe vuoto, ma tra un corpo e l’altro ci sarebbe una sorta di "etere", un tipo di materiale invisibile che farebbe da collante per l’Universo, ma che localmente potrebbe essere luogo di operazioni di simmetria, una delle quali potrebbe essere la rotazione. Se non c’è niente, nulla può ruotare, ma la rotazione acquisisce significato se il suo operatore viene applicato a qualcosa. Più semplicemente: l’operatore + (più), se è applicato ad una coppia di numeri assume significato, ma se sta da solo non serve a niente.

Esperimenti sulla misurazione della velocità della luce non hanno, finora, messo in evidenza l’etere. Gli esperimenti fatti dimostrano solo che la luce non interagisce con questo etere, perché per il fotone esso può risultare quasi trasparente.
La presenza di un "etere" spiegherebbe, invece, come mai certi tipi di informazioni possano viaggiare nello spazio alla velocità della luce, mentre altri tipi di informazioni sono trasferite istantaneamente, pur dipendendo sempre dal materiale con cui è fatto l’Universo. Per esempio il fatto stesso che la velocità della luce abbia una certa grandezza, sarebbe, secondo alcuni, la prova che i fotoni passano attraverso un particolare materiale (l’etere), che definisce il modulo della velocità.

Se questo etere non esistesse, la luce, intesa come informazione, non dovrebbe affatto propagarsi, per similitudine con quanto accade per i suoni, i quali, in assenza di atmosfera, non possono propagarsi proprio per la mancanza di un mezzo, l’aria in questo caso, che funga da supporto al passaggio dell’informazione stessa. Così nell’aria il suono ha la sua velocità caratteristica (la cosiddetta velocità del suono) ed anche la luce avrebbe la sua velocità caratteristica nell’etere (la cosiddetta velocità della luce).

La gravitazione, invece, si espanderebbe praticamente all’istante in tutto l’Universo, semplicemente perché la gravitazione stessa non è un’informazione che si propaga attraverso l’etere, ma è prodotta dalla distorsione del piano spazio-temporale. Ciò comporta che, se dal nulla ipoteticamente si materializzasse un corpo solido nello Spazio, i suoi effetti gravitazionali di deformazione Spazio-Temporali sarebbero pressoché immediati in qualsiasi punto dell’Universo.

In realtà, se le cose stessero veramente così, mentre l’informazione viaggerebbe sul piano Spazio-Tempo alla velocità della luce, la componente lungo l’asse dell’Energia si propagherebbe quasi istantaneamente lungo l’asse stesso. È quel "quasi" a farci dubitare che le cose stiano realmente così.

Infatti l’elasticità del piano spazio-temporale provocherebbe comunque un ritardo nella deformazione del piano stesso. È come dire che la fisica odierna contraddice se stessa, poiché ammette l’esistenza di un piano spazio-temporale che può dilatarsi mentre si deforma e non accetta, nel contempo, la presenza di un etere, ammettendo, di conseguenza, che l’informazione gravitazionale si presenti con ritardo. Ma tale ritardo non è previsto dalla teoria della relatività, secondo la quale l’informazione si propaga istantaneamente lungo l’asse dell’Energia potenziale!

L’SSH, anche in questo caso, chiarisce come stanno realmente le cose. Infatti abbiamo visto come, sul piano Spazio-Tempo, l’informazione dipenda da 2p cioè dalla rotazione del luogo di punti associati al fotone, ma dobbiamo ricordare che tale risultato dipende a sua volta dal fatto che la velocità, nel caso specifico, viene calcolata in un sistema biassiale, che comprende, appunto, Spazio e Tempo.

Nasce così la limitazione della velocità della luce, ma se si fa il calcolo di una ipotetica velocità su di un solo asse di propagazione, si constata che essa non presenta limiti di sorta. (Ricordiamo che la velocità, nel dominio SSH, è adimensionale ed è definita come l’apparente spostamento di un’informazione lungo uno o più assi del dominio stesso).

In altre parole quando un rotore si mette in moto, come la rotellina iniziale di una fila composta da trecentomila rotelline perfettamente rigide, tutte sullo stesso asse ed ingranate senza giochi, la trecentomillesima rotellina si muoverà istantaneamente, senza ritardo, mostrando come l’informazione, su di un solo asse, non abbia limiti nella velocità di propagazione, come invece accadrebbe se avesse due componenti e si muovesse, pertanto, su di un piano.

Quindi lo Spazio-Tempo è composto di qualcosa e questo qualcosa deve essere rigido, poiché, se non ci fosse questo qualcosa, non avremmo nessun effetto a distanza, prodotto dalla gravitazione. Come mettere allora d’accordo le due correnti di pensiero, pro e contro l’esistenza di un qualsivoglia materiale su cui poggia l’Universo?
La teoria della Zero Point Energy (ZPE) ci viene in aiuto, confermando ancora una volta che l’SSH, essendo una teoria globale, comprende anche questo aspetto della fisica moderna.

Secondo la teoria della ZPE la carenza di effetti fisici non sarebbe dovuta alla mancanza di cause, ma alla presenza di un certo numero di cause contrastanti che si annichilirebbero all’istante. Così, dove non c’è materia, ci sarebbero, in realtà, un gravitone ed un antigravitone i quali, nello stesso attimo in cui vengono creati, si autodistruggerebbero. Come risultato finale noi non ci accorgeremmo di questo problema e per noi la mancanza di forze sarebbe dovuta alla mancanza di qualcuno che tira una metaforica corda, mentre invece ci sono due contendenti di ugual forza che tirano la corda con uguale impeto in due direzioni diametralmente opposte.
Il risultato sarebbe lo stesso e la corda rimarrebbe ferma.

Nell’ipotesi SSH il vuoto non ci sarebbe, ma ci sarebbe un insieme di cose e di anticose che si creano e si distruggono vicendevolmente. Ora, se una cosa è caratterizzata, nella SSH, da una rotazione in senso orario in una certa direzione, la sua anticosa sarà caratterizzata da una rotazione in senso antiorario in direzione opposta. La cosa e l’anticosa sono dunque due vettori che esistono, ma la loro somma è nulla ed il loro effetto totale è zero. Se applichiamo a questa coppia di oggetti, e non al NULLA, una rotazione identica a quella che descrive la cosa, come risultato finale questa rotazione si sommerà al sistema di forze e due cose più un’anticosa produrranno, come effetto finale, una cosa.

L’effetto fisico della rotazione sarà dunque visibile, perché l’operatore matematico rotazione avrà agito sulla Zero Point Energy, e non sul NULLA; per di più l’insieme di cose ed anticose costituirebbe il materiale con cui è costruito l’Universo, ovvero l’etere della fisica moderna.

La luce solida prodotta dagli OVNI, per esempio, potrebbe essere ottenuta applicando ad un luogo di punti dello Spazio, caratterizzati dalla presenza di fotoni ed antifotoni virtuali, la rotazione attorno all’asse dello Spazio e del Tempo che, secondo la SSH, corrisponde alla formazione di fotoni reali. I fotoni reali distruggerebbero gli antifotoni virtuali e rimarrebbero dei fotoni virtuali, i quali, in assenza dei loro antagonisti, diverrebbero reali.

Applicando il concetto di rotazione avremmo, quindi, ottenuto formazione di luce dal nulla. Trasformare temporaneamente la materia in luce sarebbe altresì un gioco da ragazzi e si potrebbe non solo mandare un oggetto alla velocità della luce praticamente senza spese di Energia, a causa della quasi assenza di massa inerziale, ma anche passare "da una stanza all’altra" della macchina volante, come raccontano molti addotti, semplicemente trasformando la parete solida della stanza in parete di fotoni, per poi richiudere il varco luminoso, facendo tornare i fotoni allo stato di materia, con densità diversa da zero.

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