
OLTRE LA FISICA DI STAR TREK (L’Ipotesi di Super Spin) di Corrado Malanga del Gruppo StarGate e Alfredo Magenta del Comitato Scientifico del CIFAS

3.1 Le evidenze fisiche testimoniali
Le evidenze fisiche consolidate che ci interessano maggiormente, raccolte in gran quantità negli ultimi cinquant’anni di osservazioni testimoniali, relative agli OVNI sono le seguenti:
- A volte sembrano avere una parte più scura, che è in grado di assorbire tutta la radiazione luminosa.

- Spesso interagiscono con i radar, producendo anche effetti di deviazione dalla rettilineità dell’impulso emesso e fornendo posizioni errate dell’oggetto nello spazio rispetto a più segnalazioni, radar e visuali, effettuate nello stesso istante.

- Sui materiali terrestri a cui si avvicinano, o con i quali vengono in contatto, producono variazioni chimico-fisico-strutturali che possono essere spiegate con l’esposizione di tali materiali a intensi campi e.m. a microonde, capaci, tra l’altro, di alterare la cristallinità dei terreni su cui vengono segnalati presunti atterraggi.

- In loro prossimità gli orologi sembrano subire alterazioni nella misura del tempo.

- Fenomeni di deviazione di raggi luminosi, spiegabili con l’effetto Tindall, vengono rilevati sia al loro arrivo che alla loro partenza.

- A volte sembrano cambiar forma, contraendosi od espandendosi, oppure contraendo ed espandendo localmente lo Spazio-Tempo ad essi associato.

- Non spostano i fluidi in cui sono immersi (aria, acqua) e quindi non producono onde acustiche.

- Quasi sempre rivelano un moto di rotazione attorno ad uno degli assi di simmetria della loro struttura.

- Non hanno scia, ma talvolta producono la sensazione di abbassamento di temperatura.

- Di giorno mostrano una corona luminosa che li circonda.
Queste dieci osservazioni, tutte molto ben documentate in decenni di osservazioni attendibili, eseguite da piloti dell’aeronautica militare e civile, italiani e stranieri, da agenti di polizia e carabinieri, da guardie di finanza e da normali cittadini, possono, secondo noi, essere tutte spiegate utilizzando la chiave di lettura della fisica relativistica.

Infatti:

<supponendo che l’OVNI provochi distorsioni dello Spazio-Tempo che lo caratterizza, tutti i fenomeni sopra elencati divengono d’un sol colpo spiegabili.>

Effettivamente l’oggetto relativistico (tale è, perché, in base alla nostra ipotesi, esposta avanti più in dettaglio, la sua velocità di rotazione lo rende tale), a cui è associata una massa, è in grado di distorcere lo Spazio-Tempo. Ciò produce l’impressione di un cambiamento di forma, provocato dal fatto che, in verità, non è l’OVNI a cambiar forma, ma è lo Spazio-Tempo occupato dall’oggetto a contrarsi. Il testimone oculare, il quale, a distanza, è in grado di percepire solo due dimensioni spaziali ed una temporale, avrà l’impressione che sia l’OVNI a cambiar forma, ma questa sua osservazione sarà relativisticamente viziata dalla sua percezione.

I fenomeni di luce deviata trovano anch’essi una spiegazione relativistica, fondata su principi già perfettamente noti alla fisica classica e previsti dalla relatività generale. Diviene inoltre comprensibile in che modo il tipo di radiazione utilizzata e la posizione del rivelatore (occhio umano, radar di vari tipi, od altro) siano da mettersi in relazione con la rivelabilità dell’oggetto relativistico in moto nel nostro spazio.

Così, mentre era visibile un oggetto all’occhio del pilota di un F-16 dell’aeronautica belga ed al suo radar, che avevano evidentemente la stessa posizione nello spazio rispetto all’oggetto osservato, il centro-radar di Glons (Belgio) dava segnalazioni completamente diverse rispetto a quelle dell’F16 ed anche a quelle di un altro centro-radar, posto a chilometri di distanza dal primo (vedere ufo-flap belga degli anni 1989/90/91).

|
pagina precedente pagina seguente indice "L'Ipotesi di Super Spin"

|
|
|