1. ANTEFATTO
Al di là dello spazio non rimane che il tempo (S. Mannucci)

Il problema dell’esistenza del fenomeno degli Oggetti Volanti Non Identificati (OVNI) è intimamente legato al fatto che molte testimonianze, raccolte in millenni di storia dell’umanità, ed in maniera particolare dal 1947 in poi, riportano che gli oggetti in questione sono capaci di prestazioni eccezionali, che sembrano non rispondere ai canoni fissati dalla fisica attualmente accreditata.

Dal seguente ragionamento:
"ammesso che non siano terrestri, che provengano da altri sistemi solari e che non siano pure immaginazioni o illusioni ottiche umane, per poter superare in tempi brevi grandi distanze tra i luoghi di provenienza e il pianeta Terra, questi oggetti volanti non identificati devono in qualche modo, con qualche trucco, viaggiare a velocità transluminali;"

nasce spontanea la domanda:
"com’è possibile superare la velocità della luce?"

Noi, come quasi tutti coloro che si interessano di fisica, pensiamo che:
"la velocità della luce è un limite invalicabile per gli oggetti fisici che operano nell’universo da noi definito",

ma siamo anche convinti che:
"gli OVNI, siccome sono qui sul nostro pianeta, in qualche modo ci devono pur essere arrivati!"

Il filo conduttore di questo ragionamento parte da un presupposto innegabile, che rappresenta la fondamentale condizione al contorno del suddetto problema fisico.
Al contrario di alcuni scientisti, (per
scientisti intendiamo gli operatori del mondo della scienza, che non vanno confusi con gli scienziati veri creatori della scienza - nda.) i quali negano l’esistenza del fenomeno fisico OVNI e sostengono che:
"il fenomeno non esiste, perché la velocità della luce non si può superare e pertanto nessun alieno potrebbe, per una durata utile, svolgere attività sul nostro pianeta, essendo impossibilitato ad arrivarci in tempi ragionevoli",

noi crediamo, invece, che:

"
siccome ci sono arrivati, in qualche modo avranno pur fatto!"

Sostenere, infatti, che:

"
gli alieni non sono qui perché non ci possono arrivare",

è come dire che:
"pur esistendo il fenomeno, siccome non riusciamo a spiegarlo, allora diciamo che non esiste."

Tale visione del fenomeno fisico risulta errata, perché non tiene conto delle più banali condizioni al contorno del problema, costituite, invece, dall’evidenza stessa dell’innegabile esistenza del fenomeno.

L’inaccettabile idea di trasformare la fisica in una religione fatta di dogmi ci trova in contrapposizione netta con quelle persone che non vogliono far progredire il genere umano, il quale, essendo intelligente, desidera sempre mettere in discussione le certezze, sia per verificarne la veridicità sia per migliorare la visione dell’Universo in cui vive.

La fisica moderna non è forse figlia del dubbio?

Diceva Albert Einstein: "
Smantellate un luogo comune ed avrete una teoria."