
DA ZOROASTRO AI CATARI
di Stelio Calabresi
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INTRODUZIONE: DEFINIZIONE DEL PROBLEMA STORICO »
CAPITOLO 1 - VERSO IL CATARISMO: LE ERESIE DEL III E IV SECOLO »
CAPITOLO 2 - IL MONDO DEI CATARI »
CAPITOLO 3 - IL CATARISMO E LA CHIESA DI ROMA »
CAPITOLO 4 - I CATARI E LA LORO RELIGIONE
L'attività religiosa catara all'inizio del XII secolo Il Concilio di Saint-Félix de Caraman (o Saint-Félix de Lauragais)
Nel 1167, i Catari coronarono la loro intensa attività religiosa celebrando un loro concilio a Saint-Félix de Caraman (o Saint-Félix de Lauragais), nei pressi di Tolosa.
Il concilio ottenne un grosso successo quanto alla qualità ed alla partecipazione: vi prese parte il vescovo bogomila Niceta (che era stato definito il "papa cataro") ed altri vescovi della Chiesa di Francia (tra gli altri Robert d'Espernon, Siccardo Cellarerius di Albi, Bernard Catalanus di Carcassonne) e d'Italia (tra gli altri Marco di Lombardia).
Sembrò legittimo osservare - e la presenza di Niceta sembrò avallare la tesi - che il bogomilismo assoluto, tipico della Chiesa di Dragovitza (in Bosnia), avesse influenzato in maniera determinante la dottrina catara.
Il concilio comunque non tradì le aspettative: era stato organizzato per riorganizzare internamente (e di fatto questo scopo fu realizzato) il catarismo nella Francia meridionale.
I Catari della Provenza vennero assegnati alle quattro chiese di Agen, Tolosa, Albi e Carcassonne.

La reazione cattolica
Sull'altro fronte, abbiamo visto che gli anni tra il 1178 ed il 1194 videro varie iniziative tese a favorire un riavvicinamento tra cattolici e Catari. Ma videro anche altrettanti fallimenti.
Finalmente, nel 1194, il catarismo segnò un punto a proprio vantaggio quanto Raimondo VI (1194-1222), favorevole ai Catari, divenne conte di Tolosa.
Per effetto di ciò nel territorio di quella contea poterono svilupparsi in maniera tranquilla le diocesi catare di Agen e Tolosa. Neppure quelle di Albi e Carcassonne corsero in quegli anni seri rischi in quanto politicamente in territorio "amico", sotto il controllo del visconte Raimond-Roger Trencavel, nipote di Raimondo VI e come lui filocataro.