
I MISTERI DEL DILUVIO NELLA STORIA E NEL MITO
di Stelio Calabresi
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CAPITOLO IV - LA DURATA DEL DILUVIO

Quanto è durato il Diluvio?
Per quanto riguarda il tempo in relazione al diluvio si pongono due problemi dei quali il primo riguarda la durata.
Orbene indicazioni di durata sono contenute solo nella Bibbia.
Nella sola Canaan, si conoscevano due versioni bibliche: quella assiro-sumerica e quella Babilonese.
Della redazione assiro-sumerica conosciamo due distinte edizioni: una di ispirazione Jaivista dove la durata del diluvio corrispondeva a 14 giorni; ed una di ispirazione Eloista nella quale la durata del diluvio corrisponde a 365 giorni; Nell’edizione Babilonese tale durata è di 61 giorni.
In tutti gli altri casi manca un’indicazione precisa.
Il secondo problema riguarda la collocazione del Diluvio nel tempo.
Ora il primo problema attiene quasi esclusivamente al mito non essendo possibile ipotizzare né una prova né un mezzo di prova.
Il problema della collocazione temporale è quello che maggiormente interessa perché coinvolge la presenza dell’uomo e, per di più coinvolge la possibilità che l’uomo avesse raggiunto un preciso grado di sviluppo intellettuale e sociale.
La definizione di questo lasso di tempo, non costituisce un problema insolubile o, almeno, permette una ipotesi di soluzione sufficientemente precisa visto che spesso geologia e storia possono essere descritti in migliaia di anni e che vanno spesso a concatenarsi con altri eventi.
Vediamo di analizzare bene questo lasso di tempo sul metro della presenza umana sulla terra.
- Circa 13.000 anni fa termina l’ultima grande glaciazione, detta di Würms.
- Tra circa 13.000 e 12.000 anni fa scompare la megafauna per tutto il globo terrestre o per lo meno nelle parti in cui esisteva una megafauna (il mammut e la tigre dai denti a sciabola, o i cervi giganti); questi sembrano scomparire da un giorno all’altro (in senso geologico).
- 12.000 anni fa si sarebbe verificato l’ultimo slittamento dei poli.
- Pressappoco 12.000 anni fa sembra essere esplosa una supernova (l’ultima in ordine di tempo) abbastanza vicina al nostro sistema solare (Vela X?).
- Intorno a 9.000 anni fa nasce, spontaneamente, in tutto il mondo, l’agricoltura; per migliaia di anni inizi essa viene praticata su rilievi montani.
- Molte mappe antiche (112) sembrano identificare luoghi (in particolare modo l’Antartide) nelle condizioni nelle quali dovevano trovarsi in condizioni da 12000 anni a questa parte; molti di questi luoghi sono stati scoperti, esplorati e cartografati solo dal 1600 in poi!
- Platone colloca la scomparsa dell’Atlantide (anch’essa una sorta di diluvio) 9.000 anni prima di lui, cioè 11.000 anni da oggi.
Possono essere solo coincidenze tutte queste date che dapprima sembrano rincorrersi per poi andare a costituire un unico obiettivo sul quale mirare?

Diluvio quando
Un simile evento è effettivamente successo in un arco di tempo che varia fra i 10.000 e i 13.000 anni fa: è infatti a quel periodo che secondo gli scienziati di oggi si verificò l’ultimo slittamento violento dell’asse terrestre con il conseguente spostamento del polo magnetico.
L’antico codice "Chimalpopoca", scritto in nahuatl - antica lingua degli aztechi - ci parla di avvenuti quattro spaventosi sconvolgimenti provocati dallo spostamento dell’asse terrestre. Tali sconvolgimenti avrebbero concluso quattro epoche diverse (i quattro soli).
Per Francis Hitching "... il punto di inizio si collocherebbe circa 15.000 anni orsono quando il mondo avvertì gli effetti di un evento di una violenza cataclismatica unica, verificatosi in un punto dell'universo ... Quanto accadde, onde [gravitazionali: N.d.A.] e forze infinitamente remote alterarono i ritmi vitali della terra (113)...". Nell’ultima fase di questo fenomeno la terra subì un progressivo riscaldamento che raggiunse l'apice intorno al 6.000 a.C.
Ma altri studiosi ritengono che i fattori di mutamento furono molti e l'effetto fu cumulativo.
Ancora secondo altri gli eventi cataclismatici ebbero una periodicità ciclica; sta di fatto che esso/i probabilmente dettero origini anche alle leggende di Mu ed Atlantide.
Certo è che se teniamo conto delle modalità di svolgimento dei "diluvi" (acqua fuoco, eruzioni singolarmente o variamente combinati) l’insieme dei miti fa pensare più ad una pluralità di avvenimenti - di cui taluni endogeni, altri di natura esterno-cosmica - che ad un avvenimento singolo (114).
Tra i vari miti ce c’è uno che, sulla base delle ricerche e delle osservazioni di Wolley, è relativamente più facilmente collocabile nel tempo: il diluvio sumerico.
Intanto perché le tavolette con l’epos di Gilgamsh furono ritrovate negli strati relativi a circa il 3.000 a.C. (e già all’epoca il diluvio era considerato "molto antico"). Ad avviso di Wolley "... i Sumeri consideravano la più grande catastrofe della storia dei loro Paese: dall'evento storico nacque poi la leggenda che nel corso del tempo gli ebrei incorporarono nelle loro Sacre Scritture ..: la storia del Diluvio di Noè."
In secondo luogo per il testuale riferimento temporale contenuto nella seconda tavoletta (di cui ho già parlato al Paragrafo "Il Diluvio Mesopotamico ed Assiro-babilonese").
In sintesi il disastro avrebbe avuto luogo nel pleistocene all’inizio del periodo caratterizzato dalla ceramica di Obaid (tra la fine del VII millennio ed i primi del 6.000 a.c.)

Note:
112. Ad esempio la mappa Buache.
113. L'asteroide di Otto Muck, o la supernova di Vela X?
114. cfr. Platone, Timeo, III