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LE STRENNE (L'UOMO E L'ALDILÀ)


ESAME COMPARATIVO
TRA LE ETÀ DELL'UOMO SULLA TERRA
E LE FASI EVOLUTIVE DELL'ANIMA NELL'ALDILÀ

di Carlo Splendore
per Edicolaweb


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ESAME COMPARATIVO DEL CICLO VITALE DELL'UOMO SULLA TERRA, SCANDITO DALLE VARIE ETÀ, E DI QUELLO EVOLUTIVO DELL'ANIMA NEL MONDO ULTRATERRENO.

Secondo un'antica dottrina, la scala musicale naturale, di cinque toni e due semitoni, sarebbe una Legge di portata cosmica, la cosiddetta Legge del Sette, o Legge dell'Ottava.
Sappiamo che l'Universo consiste in vibrazioni che in esso si propagano in tutte le direzioni e in ogni tipo di materia, dalla più grossolana alla più sottile.
Il cammino dell'uomo sulla terra viene scandito dalle varie età che possiamo considerare come le note di un'ottava così strutturata:

OTTAVA DELLE ETÀ DELL'UOMO

   

DO2

Nascita Astrale

   

SI

Senilità - Morte Fisica

   

LA

Tarda Maturità

 

mi

SOL

Maturità

 

re

FA

Giovinezza

Ciclo riproduttivo →

do

MI

Adolescenza

   

RE

Fanciullezza

   

DO1

Nascita - Infanzia

La Vita è un fenomeno ciclico che si ripete ad un'ottava più alta.

Nell'ottava delle età dell'uomo il primo intervallo critico si presenta all'altezza dell'Adolescenza, è il primo semitono che viene superato mediante l'apporto dell'energia dell'ottava laterale lungo la quale si sviluppa la capacità riproduttiva. Questa con l'età si accresce a seguito di un patrimonio genetico che si completa con l'età matura, si completa e si esaurisce. L'ottava di rinforzo in questo caso si riduce ad una terna.
Notiamo che il secondo semitono SI-DO2 non è rinforzato da alcuna forma di energia supplementare. In queste condizioni l'Onda di Vita non può più proseguire nella stessa direzione e deve cambiare piano di manifestazione. Alla morte fisica segue quindi una Nascita in una dimensione non fisica, in un organismo più "sottile", capace di vibrare ad una frequenza più alta.
Il DO-Nascita si ripercuote in un DO2-Nascita che, per la proprietà fisica dell'ottava, appartiene ad un mondo che vibra ad una frequenza doppia rispetto a quella del mondo fisico.

La Vita come costante cosmica
A meglio considerare le cose, sembra opportuno non limitare lo studio dell'ottava ad un solo ciclo vitale, ma estenderlo a monte e a valle di esso, abbracciando, finché è possibile, il fenomeno nel suo insieme.
Se è vero che la Legge dell'Ottava interessa ogni fenomeno di sviluppo e di crescita nel cosmo, è da pensare che le Onde di Vita si estendano prima e dopo la dimensione fisica, oltre il visibile, un po' come accade per le vibrazioni luminose. Dovrebbe cioè esserci una sorta di infrarosso e di ultravioletto anche per il fenomeno vibratorio che chiamiamo Vita. E, visto che tutti i fenomeni ondulatori hanno caratteri generici comuni, sembra logico ipotizzare che l'Ottava delle Età dell'uomo sia solo, per così dire, lo spettro visibile preceduto da un SI = Morte e seguito dal DO superiore = Nascita, appartenenti a cicli di Vita che sfuggono al nostro controllo, Vita che apparterebbe a dimensioni sconosciute, immateriali e ultrafisiche.
Al di qua e al di là della manifestazione fisica la Vita continua!
Le Onde di Vita si estendono per l'infinito, dal Centro di Vita esse s'irradiano nel Cosmo, s'intrecciano in un caleidoscopio di colori e in una sinfonia di suoni e in un'armonia di forme che non sempre, con i nostri limitati sensi riusciamo a percepire.

Ottava delle fasi evolutive nel ciclo vitale ultraterreno
L'uomo, nella sua parabola di vita terrena, percorre un cammino che dapprima lo porta ad un graduale risveglio di coscienza (infanzia - fanciullezza), quindi all'acquisizione di nuove esperienze nel pieno della sua maturità e, infine, ad un graduale ripiegamento su se stesso con un progressivo ottundimento delle sue capacità di percezione.
A grandi linee possiamo dire che le stesse fasi si ripetono nel post-mortem.
Sia la tradizione esoterica di antiche scuole orientali, sia gli insegnamenti dei centri iniziatici d'occidente, sia, infine, le testimonianze di coloro i quali, a seguito di sdoppiamento corporeo, hanno visitato le regioni del piano astrale (il cosiddetto "aldilà"), sono tutti concordi nell'indicare il seguente schema medio di ciclo vitale ultraterreno:

OTTAVA DELLE FASI EVOLUTIVE SUL PIANO ASTRALE

   

SI

Morte Astrale

   

LA

Secondo letargo

 

mi

SOL

Ascesa

 

re

FA

Catarsi

Legge del Karma →

do

MI

Risveglio

   

RE

Sonno (primo letargo)

   

DO2

Nascita Astrale

   

SI

Morte Fisica

Con la Nascita sul piano astrale ha inizio una seconda Ottava di Vita, i cui livelli non stanno più ad indicare le età dell'uomo, bensì altrettanti gradi evolutivi di ciò che è sopravvissuto dopo l'abbandono della spoglia fisico-eterica e cioè l'anima.
A questo punto può essere interessante stabilire un confronto tra le due ottave, quella delle età dell'uomo e quella delle fasi evolutive della sua anima nella vita ultraterrena.
Un simile esame comparativo potrebbe apparire improprio e privo di verosimiglianza e di attendibilità, in quanto trattasi, si potrebbe obiettare, di due diversi piani di esistenza, per certi aspetti antitetici.
Ma per ciclo vitale delle età dell'uomo noi qui ci riferiamo alla formazione e allo sviluppo della personalità dell'uomo in relazione alle varie età. E quindi ci proponiamo di vedere se sia possibile stabilire un confronto tra le diverse tappe evolutive della sua psiche durante il ciclo terreno e quelle del ciclo ultraterreno. Oggetto del nostro studio non sono quindi le metamorfosi subite dal corpo fisico, ma gli stadi evolutivi dell'anima, e per anima intendiamo qui, come si è sopra accennato, il principio cosciente che sopravvive alla morte fisica.

1) Nel Mondo Astrale: Nascita Astrale - DO2
Al DO superiore abbiamo la nascita nel mondo astrale. Questa può avvenire solo dopo che è stato reciso "il cordone d'argento" 1. Questo "nutre il nostro spirito attraverso la forza vivificante dell'amore di Dio e ci mantiene connessi con l'Aldilà per l'intera durata del nostro breve viaggio lontano da Casa" (da "La Vita nell'Aldilà" di Sylvia Browne - Ediz. Mondadori) (vedi punto 7: "Senilità e Morte Fisica").
La Nascita Astrale è una nascita che sembra essere accompagnata da sensazioni piacevoli di leggerezza, di improvvisa maggiore acutezza dei sensi e da un indescrivibile senso di liberazione.
Inoltre l'anima, al momento del trapasso e del suo ingresso nel mondo animico, non è sola. Essa può avere il conforto della presenza e dell'affetto dei propri cari che l'hanno preceduta, o l'aiuto di guide celesti che l'accolgono con premura e l'accompagnano nel viaggio che sta per intraprendere.

1) Sulla Terra: Nascita nel Mondo Fisico - DO1
È ormai giunto il momento del distacco: l'anima sta per lasciare la sua patria celeste. "Il nostro piano vitale è ancora ben fissato nella nostra mente, la nostra destinazione è stata stabilita, il nostro corpo sta prendendo forma nel ventre della donna che abbiamo scelto come madre biologica sulla terra. Siamo immersi in un sonno crepuscolare. E il processo di discesa ha inizio." (Op. cit. di S. Browne)
Anche qui compare un cordone che ci dà nutrimento e ci collega con la nostra origine. È il cordone ombelicale, che unisce il feto alla placenta: una volta reciso, il feto diventa un neonato e inizia il suo viaggio nel suo esilio terreno.
Se il neonato potesse renderci partecipi delle impressioni da lui provate al momento del suo ingresso in questo mondo, c'è da supporre che ci comunicherebbe le sue sensazioni di stupore e di liberazione, suscitate in lui dal distacco dal grembo materno. Distacco che non può che indurre in lui un senso di liberazione derivante dalla conseguita autonomia fisiologica. Egli inoltre si trova circondato da volti sorridenti e felici di parenti ed amici che lo attendevano e lo colmano di affetto e si prendono subito cura di lui.
C'è da dire, tuttavia, che durante i primi mesi di vita, l'Io ha una coscienza chiara ma è al di fuori del corpicino del neonato, al quale è collegato per mezzo del cordone fluidico. L'anima prende possesso completo del suo veicolo fisico quando si è completato il processo di formazione delle sue strutture vitali e quello della funzionalità dei vari organi. Da allora essa ricade in letargo fino a quando i veicoli della personalità saranno sviluppati tanto da consentirle di manifestare i suoi poteri. Abbiamo quindi un breve intervallo di risveglio dal momento in cui l'anima abbandona l'astrale a quello in cui prende definitivo possesso del nuovo corpo fisico. Un analogo intervallo di lucidità lo riscontriamo al momento del trapasso (vedi punto 7: "Senilità e Morte Fisica").

Nel Mondo Astrale:
2) Sonno - RE

Superati i primi momenti di sorpresa, di sentirsi più viva che mai, e di stupore per la novità dell'ambiente che l'ha accolta, l'anima è presa da una crescente sonnolenza che presto diventa un irresistibile bisogno di dormire.
Rivestita del suo corpo astrale (che ha preso le veci del corpo fisico) l'anima cade in un sonno (primo letargo) profondo, intervallato ogni tanto da periodi di risveglio. Questo sonno dell'anima sul piano astrale è determinato dalla necessità dell'acquisizione di nuovo vigore. È un riposo ristoratore concesso all'anima stanca dopo un'intera vita di affanni e di sofferenze.
Essa si prepara così ad affrontare le nuove condizioni di esistenza.
Questo secondo livello dell'ottava appartiene ad una legge di natura secondo la quale ogni periodo di attività, o di sviluppo, è preceduto e seguito da un intervallo di riposo. Ne sono un esempio il sonno che separa la fine di una giornata di lavoro dall'inizio di un'altra; l'inverno, quando la terra sembra riposarsi dopo la stagione del raccolto e della semina e prima della nascita delle nuove gemme in primavera.
Si tratta in realtà di periodi di preparazione e di recupero di energie, indispensabili per affrontare il passaggio da uno stadio ad un altro.

Sulla Terra:
2) Fanciullezza - RE

Secondo alcuni autori questo stato di sonno è paragonabile a quello del feto nel grembo materno molto tempo prima della nascita fisica. Ma sembra più appropriato paragonarlo allo stato di coscienza sognante del bambino. Se per nascita non ci riferiamo solo all'atto del venire alla luce, ma allo stato di coscienza del neonato e del bambino fino ai primi anni di vita, vediamo subito che durante la prima infanzia in realtà l'anima si trova in uno stato di coscienza sognante: essa è addormentata e si va svegliando gradualmente, così come l'intelligenza del fanciullo si va sviluppando gradualmente. Si direbbe che l'anima razionale sia in letargo al momento della nascita fisica.
È noto quanto sia sviluppata l'immaginazione del bambino, tanto da indurlo a fantasticare su persone e cose inesistenti, ma per lui altrettanto vive e reali. Possiamo dire che il bambino, durante tutta l'infanzia e fino all'età scolare, non viva immediatamente la realtà oggettiva, ma subisca un graduale processo di sviluppo psichico simile ad un risveglio da un sonno con sogni.
Questo stato di coscienza sognante sarebbe il residuo di una condizione di letargo dell'anima sul piano astrale che, come meglio vedremo in seguito, costituirebbe lo stato che precede la rinascita sul piano fisico.

Nel Mondo Astrale:
3) Risveglio - MI

Come con il sonno fisico si intensificano i processi metabolici e le sostanze nutritive passano nel sangue, mentre le scorie si raccolgono negli organi preposti alla escrezione onde essere smaltite, così durante il sonno (primo letargo) riparatore l'anima si libera delle scorie della sua natura inferiore, che le impedirebbero di raggiungere il più alto stadio compatibile col suo attuale sviluppo.
Tuttavia il vero processo di purificazione segue il Risveglio. L'anima si sveglia quindi sul piano che corrisponde alla più alta e nobile qualità della sua essenza. Essa si sente più viva che mai ed aspira ad estrinsecare il meglio di sé con un impeto che ricorda lo slancio e l'esuberanza dell'età dell'adolescenza.
Vi sono tuttavia anime così vincolate alla terra da non riuscire a sottrarsi alle passioni e alle lusinghe su di esse esercitate da un corpo astrale appesantito. La natura degli elementi di cui è costituito il corpo astrale, (che è il corpo delle emozioni e dei sentimenti), dipende dal maggiore o minore attaccamento alla materia. Pesante e grossolano allorché è sede di desideri materiali, esso diventa leggero e luminoso in chi ha saputo dominare le proprie passioni.
Le anime ancora prese da brame materiali saranno infelici, perché prive come sono di un corpo fisico-eterico, non possono riuscire ad appagare i loro desideri. È una condizione che genera insoddisfazione, sofferenza e tormento.

Sulla Terra:
3) Adolescenza - MI

Alla Fanciullezza segue l'Adolescenza. L 'insorgere della funzione riproduttiva determina nell'adolescente una profonda crisi sul piano psico-fisiologico. Nella sua natura coesistono aspetti ancora infantili accanto ad altri più maturi, il che lo porta ad assumere atteggiamenti contraddittori e, spesso, asociali. È l'età in cui tutto sembra lecito e attuabile nel mondo dell'immaginazione. Fantasmi dell'immaginazione si alternano ad esperienze deludenti, che generano uno stato di turbamento, di insoddisfazione, di amarezze e di rimorsi.
In qualche modo questa età dell'uomo può essere paragonata alla condizione in cui viene a trovarsi l'anima dopo il Risveglio.

Nel Mondo Astrale:
4) Catarsi - FA

Il punto critico dell'ottava, cioè il semitono MI-FA, viene superato in virtù dell'apporto di un'energia supplementare che s'innesta al Risveglio e affianca l'ottava centrale fino al SOL = Ascesa. Non si estende oltre perché con il secondo letargo ha inizio la parabola discendente della vita ultraterrena. L'energia che consente all'Onda di Vita di proseguire e mantenere la stessa direzione è quella che va sotto il nome di "Legge del Karma" (o Legge di Causa ed Effetto).
Sul piano astrale l'anima è in grado di vedere gli effetti delle proprie azioni nei propri sentimenti e dei propri pensieri così come in terra sono visibili le pietre, gli alberi o gli animali. L'anima non è solo spettatrice: essa rivive su di sé interi brani della sua vita. Ora soppesa e giuda il suo passato che è lì davanti a lei e lo giudica secondo il metro della sua coscienza. L'anima si trova ora nelle condizioni ideali per esprimere un giudizio sereno ed obiettivo del suo operato, sia perché questo le appare oggettivato in tutta la sua crudezza davanti ai suoi occhi, sia perché esso proietta sull'anima stessa le conseguenze e gli effetti che altri, sulla terra, dovette subire. È così che la Legge di Causa ed Effetto guida l'anima verso quelle prove riparatorie che ella stessa decide di superare, onde correggere le tendenze antievolutive. Come abbiamo accennato, queste tendenze sono presenti sotto forma di scorie del corpo astrale che lo rendono inerte, torpido e pesante. La consapevolezza di avere fallito la prova terrena spinge l'anima ad accettare di buon grado le prove attuali che le si presentano come l'unica condizione possibile per riscattare il passato, per pagare il suo debito nei confronti della Legge di Amore.
Il fuoco purificatore del rimorso brucerà le impurità della sua natura inferiore. Più leggera e più libera, l'anima vibra ora ad una frequenza più alta ed è in grado di raggiungere, per affinità, un più alto sotto-piano astrale, quello che compete alla sua migliore e più alta essenza.

Sulla Terra:
4) Giovinezza - FA

In questo slancio generoso a volersi sottoporre ad esperienze purificatrici e anche in questa capacità di sereno giudizio di sé, ci sembra di potere scorgere alcuni tra gli attributi dell'età giovanile. L'anima che si trova nella necessità di provvedere alla propria catarsi si trova un po' nelle condizioni psichiche di un giovane il quale, uscito dalla sonnolente infanzia e dalla confusa e turbolente adolescenza, si appresta a dover affrontare le prove inevitabili che preludono al suo ingresso nelle vita sociale. Per esempio, prove che riguardano il mondo del lavoro e della sua vita affettiva. Sono traguardi da raggiungere ma anche ostacoli da superare se vuole fare il suo ingresso in seno alla società. E sono prove che lo mettono in condizione, una volta superate, di raggiungere la quota sociale che gli compete in base alle proprie aspirazioni e alle proprie capacità. Ma, per superare quegli ostacoli, egli dovrà migliorarsi, dovrà cercare di vincere gli aspetti negativi della sua personalità, onde ottenere il meglio di sé ed aumentare le probabilità di successo nella lotta della vita.
Siamo al FA dell'ottava inferiore: la frequenza vibratoria a questo livello è quindi inferiore a quella del corrispondente livello (la Catarsi) spostato di un'ottava più in alto. Quelle che sul piano astrale erano aspirazioni di natura esclusivamente spirituale, qui, sulla terra, diventano ambizioni di natura prettamente umana come, per esempio, quella di conquistare una brillante posizione sociale ed economica. Mentre in astrale accettiamo che le conseguenze dei nostri errori ricadano su di noi, perché sentiamo che questo è l'unico modo per porvi rimedio, affinché "ci siano rimessi i nostri debiti" e nel cielo rasserenato della nostra anima torni a risplendere il sole della pace e dell'armonia, qui sulla terra di solito ci sottoponiamo a sacrifici e a rinunce unicamente per soddisfare il nostro amor proprio, o per possedere di più. I valori spirituali, quali lo studio, l'ampliamento della cultura, l'approfondimento delle conoscenze, occupano in genere solo un ruolo secondario e sono considerati solo come strumenti per il conseguimento di fini esclusivamente materiali.
D'altra parte la Giovinezza richiama la Catarsi anche per un aspetto più propriamente animico. Sappiamo che la materia dei corpi astrale e mentale, negli anni della giovinezza, essendo in via di formazione, è estremamente plasmabile. È in questa età dell'uomo che è possibile influire su questi veicoli in modo di correggere le cattive tendenze. Per esempio, l'anima che nella sua precedente permanenza in astrale, abbia, durante la catarsi, definitivamente soppresso un desiderio perverso, nella sua successiva incarnazione conserva nel suo carattere la stessa debolezza che lo aveva reso succubo di quel desiderio. Tale debolezza può però essere del tutto corretta mediante l'educazione proprio in gioventù. È in questa età, infatti, che la materia astrale, che finora aveva avvolto il fisico del fanciullo e dell'adolescente come un ovoide appena abbozzato, assume ora la struttura e le funzioni di un corpo ben definito. Le qualità (o i difetti) del futuro uomo maturo e le sue tendenze karmiche si palesano dunque in questo periodo ma, come si è detto, esse sono suscettibili di essere corrette con un opportuno lavoro di educazione, prima che diventino abitudini o vizi.
Possiamo ben dire che l'anima, negli anni giovanili, aiutata dai genitori e dagli educatori, riprende a compiere su di sé, qui sulla terra, quel lavoro di correzione e di riparazione che è proprio della Catarsi in astrale e che là è coadiuvato dall'assistenza di apposite guide celesti e di Maestri.

Nel Mondo Astrale:
5) Ascesa - SOL

Una volta bruciate le scorie della sua natura inferiore, l'anima finalmente trova sul piano astrale il suo "paradiso" e cioè l'ambiente più adatto a far germogliare e fiorire quei semi che sulla terra erano riusciti a stento a formare radici e fusto.
Quando lascia la terra l'anima non abbandona la Natura, ma si trasferisce in un piano di esistenza la cui Natura vibra a frequenza più alta, il che vuol dire che essa si manifesta più ricca e più completa. I sogni di chi sentiva in sé i germi del genio potranno realizzarsi in modo concreto e quelle realizzazioni diventeranno intuizioni nella nuova incarnazione. Tutto ciò che l'anima ha invano desiderato, tutto ciò che sentiva come parte delle sue attitudini, come potenzialità solo accennate, qui diventa una realtà. Le condizioni sono ideali per approfondire i problemi che tanto la interessavano in terra. I grandi Libri del Sapere sono aperti davanti ai suoi occhi e l'apprendimento non passa più attraverso la viscosa, lenta e faticosa via dei sensi fisici.
Basta un atto di volontà e la materia circostante ubbidisce all'idea che la plasma. È questa la funzione ideo-plasmatrice del pensiero. Ciò è possibile giacché le particelle elementari della materia del piano astrale non sono atomi fisici inerti, ma unità vive di natura psichica, i bioni, suscettibili di essere agglomerati e plasmati direttamente dalla volontà. I grandi Laboratori del Cosmo sono a disposizione dell'anima che anela a fare, a costruire, a ricercare. Perché nell'Universo tutto è attività: l'Onda della Vita è movimento e non conosce l'ozio, che è sinonimo di stasi.
In astrale vengono meno le "resistenze passive" incontrate sulla terra, le contrarietà di origine karmica (malattie, indigenza, ecc.). L'inerzia della materia densa lascia il posto ad una sorta di psichismo della materia astrale. Come si è già accennato, qui è il pensiero che crea e plasma!
L'anima si trova nelle condizioni ideali per dilatare l'orizzonte delle sue conoscenze, approfondire le proprie cognizioni in ogni campo, in vista della nuova prova che l'attende.
In questo lavoro l'anima non è sola. Tutto ciò che essa ha desiderato in terra ora le viene offerto nella forma più ricca e questo vale anche per i suoi ideali di fratellanza, di solidarietà, di affetto. Le unioni in astrale sono regolate dalla Legge Suprema dell'Affinità. Non vi possono quindi che essere relazioni improntate alla simpatia e alla felicità.
L'unione tra due anime nell'Aldilà non può avvenire tramite l'equivalente di un atto sessuale, giacché questo è tipico del livello terreno essendo finalizzato alla procreazione. Questa unione è definita "fusione" ed è l'atto per mezzo del quale due anime si fondono nel più ampio senso della parola e cioè fisicamente, emotivamente e spiritualmente, raggiungendo così uno stato di assoluto appagamento, come conseguenza di una piena a reciproca beatitudine. "Nella fusione gli spiriti, pur non perdendo la loro identità, diventano un tutt'uno e condividono totalmente la saggezza, la passione, la storia, il dolore e la gioia altrui." (Sylvia Browne, op. cit.). "Le persone che si sono volute bene sulla terra, si ricongiungeranno nella gioia dell'amore eterno. Gli affetti dovranno essere ridimensionati secondo le proporzioni molto più vaste della vita dell'Aldilà. Appunto perché diventati più genuini, saranno anche più evidenti verso coloro con cui ci siamo amati di più sulla terra (il loro tasso vibratorio appartiene ad un'ottava superiore n.d.a.)." (da "L'Aldilà stupenda realtà" di P.Gnarocas - Editrice Comuintà-Adrano - Catania).
Avviandosi alla conclusione della sua vita in astrale, dopo molti o pochi anni del tempo terreno, l'anima sente di essere prossima al compimento del suo lavoro. Essa si sente invasa da un senso di soddisfazione e di felicità per avere vissuto molte nuove esperienze ed avere avuto insperate rivelazioni sui piani più elevati dell'astrale. Ora si sente matura per affrontare nuove prove sulla terra, o per il passaggio su più alte sfere della vita spirituale. È consapevole del profondo mutamento subito e sente il bisogno di sostare in raccoglimento.

Sulla Terra:
5) Maturità - SOL

Se durante la Giovinezza l'uomo è impegnato ad incrementare le sue capacità, ad aumentare il suo potenziale di cultura e di lavoro ed a programmare il proprio avvenire, nella Maturità egli è ormai passato all'azione e collauda se stesso sul banco di prova della vita.
Vi è una certa corrispondenza tra questa età dell'uomo e l'Ascesa dell'anima in astrale, ma vi è comunque una differenza sostanziale tra le due linee evolutive e questa consiste nella "distanza" che le separa. Non dobbiamo dimenticare che i due piani evolutivi vibrano a frequenze diverse e l'astrale (per definizione stessa di ottava) possiede un tasso vibratorio che è il doppio rispetto a quello terreno. Ne consegue che sulla terra il realizzarsi coincide quasi sempre con il salire i gradini della scala sociale, oltre a quelli del progresso spirituale. Quest'ultima finalità, tuttavia, è spesso in subordine rispetto alla prima, quando non è del tutto assente. Gli impulsi che spingono l'uomo all'azione sulla terra sono, di solito, di natura prettamente umana, come il benessere economico, il potere, la fama, la sensualità, ecc.
Altrettanto dicasi per la sua vita di relazione .Pochi sono coloro che riescono a stringere relazioni stabili e durature, basate sull'affinità spirituale e improntate a sincerità e serietà di propositi. Per lo più si tratta di relazioni effimere, che hanno solo un fondamento contingente (affari, lavoro, politica) oppure del tutto superficiale e futile (moda, passatempi, giochi di società, clubs di divertimenti, ecc.).
L'unione dei corpi è il tentativo di realizzare la fusione intima, ma non soddisfa pienamente il bisogno di diventare una cosa sola. Per quanto facciano, gli amanti sulla terra non possono fondersi l'uno nell'altro, non possono compenetrarsi, perché una barriera invalicabile li separa. Siamo nell'ottava inferiore che risuona nel mondo della materia, dove vige la legge dell'impenetrabilità dei Corpi.
Altra differenza sostanziale con il SOL dell'ottava superiore è il fatto che di rado qui le aspirazioni si realizzano e pochi sono coloro che riescono a conseguire appieno i propri ideali. Al contrario, i più vanno tutta la vita alla ricerca del successo, ma si devono spesso accontentare di poche briciole: il programma di vita tracciato in astrale si realizza talvolta sulla terra in modo approssimativo, incerto, confuso. Anche qui siamo sempre in presenza di un'Ascesa, ma ostacolata da mille impedimenti. La materia ha le sue leggi.
Per l'anima che opera in astrale il lavoro vuol dire gioia di creare, estasi del compimento della creazione. Per l'uomo sulla terra il lavoro è una dura necessità, una fatica. Anche la creazione del genio è il frutto di un parto doloroso.
Ma con le difficoltà aumentano gli sforzi ed è così che i muscoli si fanno più vigorosi. Nascono nuovi talenti e il potenziale animico s'ingigantisce. L'evoluzione procede in terra per tentativi successivi. L'anima è un seme caduto dal Cielo in una terra buia e arida: la dobbiamo concimare col sudore ed irrigare con le lacrime. Dal seme spunta la radichetta, la radice e il fusto. Ma le foglie, i fiori e i frutti hanno bisogno di aria e di luce: per sviluppare la sua parte aerea la pianta deve lasciare la terra e tornare nella sua patria celeste, là dove esistono le condizioni adatte alla sua crescita.

Nel Mondo Astrale:
6) Letargo - LA

La fine dell'attività dell'anima sul piano astrale è segnata da una fase di declino del corpo astrale e della coscienza. Si annuncia così il secondo letargo. L'anima sente di avere portato a termine il processo di acquisizione di nuove conoscenze e di avere vissuto i suoi ideali. Ora ha bisogno di un periodo di calma e di riposo. Come nel sonno (primo letargo) essa ha "digerito" i frutti della sua vita terrena ed ha assimilato le relative lezioni ed esperienze, così in questo secondo letargo l'anima assimila la meravigliosa esperienza dell'astrale. Durante questo soggiorno ella ha compreso la necessità di sbarazzarsi dei desideri inferiori e ha compiuto gli sforzi occorrenti per tale scopo.
Ma tutto questo lavoro di purificazione prima e di rinnovamento e riedificazione poi compiuto su di sé, ha sottoposto a dura prova l'anima, la quale ora, come abbiamo detto, cade in un secondo letargo. Essa è stanca ma felice, perché consapevole del cammino percorso ed è soddisfatta di avere esaudito la maggior parte delle sue aspirazioni.
Col riposo acquista nuove energie e sente irrefrenabile il desiderio di affrontare nuove prove, cimentarsi sulla terra in nuove esperienze. Nasce così il desiderio di concepire e mettere a punto un nuovo piano di vita sulla terra, il desiderio di tornare ad incarnarsi per manifestare nella vita terrena alcuni dei progressi conseguiti durante la sua permanenza nel mondo animico.
Abbiamo detto che durante questo secondo letargo si verifica un graduale disfacimento del corpo astrale. È questo un fenomeno che trova riscontro nel decadimento del corpo fisico che si annuncia già nella Tarda Maturità per accentuarsi poi nell'età senile.

Sulla Terra:
6) Tarda Maturità - LA

Cessata ogni forma di attività produttiva, non più distratto da occupazioni di lavoro, l'uomo, giunto ormai all'età ultima del suo ciclo vitale, si volge a considerare aspetti della vita che prima lo lasciavano indifferente. Ora preferisce intrattenersi più a lungo con se stesso e meditare. A riandare con la memoria agli anni della sua giovinezza, passare in rassegna, con una visuale retrospettiva, il panorama della sua vita. Mentre il presente sembra perdere interesse, il passato riemerge anche nei suoi più minuti particolari con sorprendente vivezza di immagini. Tornano alla memoria episodi lontani, che sembravano dimenticati per sempre.
Anche il suo temperamento subisce profondi mutamenti. Perde la sua carica aggressiva verso il mondo esterno; alcuni spigoli del suo carattere si smussano e diventa sempre più disposto alla comprensione e a giustificare gli altrui difetti, od errori. Tende ad inquadrare uomini ed eventi in una cornice più ampia, al di là delle meschine vedute personali.
Si sente sempre meno coinvolto dagli avvenimenti che accadono attorno a lui e riesce a vivere la realtà del suo tempo più come spettatore che come protagonista. Questo processo di distacco dalle cose e dagli uomini lo mette in condizione di dare consigli assennati e di formulare giudizi sereni e spassionati. In breve: la lezione della vita dà i suoi frutti; la riflessione della maturità diventa raccoglimento; la maturità di giudizio cede il posto alla saggezza tipica dell'età senile.
Ed è alla luce di questa saggezza che egli rivede se stesso, trae insegnamento dalle esperienze vissute e fa un consuntivo dell'intera sua vita.
Le analogie con il LA superiore si fanno più marcate con il procedere degli anni. Quando il vecchio si ripiega su stesso e comunica sempre meno con gli altri, possiamo ben dire che la sua coscienza si ritira dal piano fisico. Forse perché non ha più nulla da dire, o forse perché non lo capirebbero, l'uomo, quando è giunto ad un'età avanzata, preferisce tacere. In questi lunghi silenzi la realtà si confonde con il sogno e molte ore della sua giornata sono trascorse infatti in uno stato di assopimento della coscienza, in una sorta di letargo.
L'anima stanca si chiude al mondo fisico e si prepara al transito sull'altra sponda.

Nel Mondo Astrale:
7) Morte Astrale - SI

Durante il secondo letargo l'anima compie, per così dire, una sorta di distillazione delle passioni, dei sentimenti e dei desideri, in modo da assimilare e trasferire nel corpo causale (corpo immortale della individualità) solo ciò che in essi vi è di puro.
Se può liberarsi di ogni residuo inferiore il suo risveglio è pronto ed essa ascende a piani di esistenza superiori, Da queste regioni eccelse dello Spirito l'Io, se lo vorrà, potrà un giorno tornare sulla terra, ma, in tal caso, sarà solo per vita di missione. È il caso delle Guide dell'umanità le quali, nel corso dei secoli, sono scese di nuovo tra noi, ma di umano avevano solo l'aspetto esteriore.
Tuttavia la maggior parte delle anime sono ancora gravate da desideri che possono essere espressi e soddisfatti solo nella materia densa del piano fisico e non hanno alcuna corrispondenza nel corpo causale. Infatti, i pensieri e le azioni volti al male emettono vibrazioni che possono entrare in risonanza soltanto con i corpi inferiori dell'uomo (fisco-eterico, astrale, mentale inferiore) ed hanno quindi effetto temporaneo, ma la loro frequenza è troppo bassa per incidere sul corpo causale.
Invece i pensieri e le azioni e le qualità superiori sviluppati nella vita sono capaci di suscitare vibrazioni armoniche, oltre che nei piani inferiori, anche sul piano causale e possono imprimersi nell'atomo del corpo causale in modo permanente.
Se e quando l'anima lo desidera, viene attratta dalla corrente della rinascita e il suo risveglio avverrà in un nuovo corpo fisico. Per affinità ella è attratta verso quell'ambiente terreno che più è congeniale alle sue tendenze e alla sua attuale quota evolutiva.
L'anima rinasce quindi sulla terra unicamente perché lo desidera, essendo il desiderio il grande motore del karma.
Come con la morte fisica si produce il disfacimento del corpo fisico, così, a misura che la coscienza si ritira dal corpo astrale, questo subisce dapprima un arresto delle sue funzioni e poi la graduale disgregazione. I suoi costituenti tornano a far parte della materia astrale, così come quelli del corpo fisico tornano al mondo fisico. È la cosiddetta Morte Astrale.
L'anima però sulla terra non si risveglia immediatamente dal suo secondo letargo ma, come abbiamo accennato, vive con una coscienza di sogno ancora durante i primi anni di vita.

Sulla Terra:
7) Senilità e Morte Fisica - SI

Il processo involutivo dell'età senile determina l'instaurarsi di una vita puramente vegetativa con assopimento della coscienza.
Portato a termine il suo programma terreno, lo spirito ritira la sua energia vitale, che fluisce attraverso il cordone d'argento e, con la rottura di quest'ultimo, sopraggiunge la morte fisica (secondo la mitologia: la Parca Atropo taglia il filo della vita).
L'anima, avviluppata dai suoi corpi sottili, lascia il mondo della materia densa per trasferirsi sul piano di esistenza che le è proprio onde operare la trasmutazione della esperienze più elevate fatte in terra, in facoltà intellettuali e morali.
Appena estinta la vita del corpo fisico, l'anima, senza alcuna soluzione di continuità, passa al centro del corpo astrale. Ella sembra svegliarsi dal sonno che aveva concluso la sua vita terrena, ma è solo per prendere visione del nuovo ambiente. Subito dopo cade nel riposo del sonno riparatore (primo letargo). Solo dopo aver superato quest'ultimo potrà riprendere i contatti con i propri cari lasciati sulla terra.
Con chiarezza di percezione essa assiste ora alla visione della vita appena vissuta sulla terra. È una visione retrospettiva, che procede a ritroso a cominciare dalle sue ultime esperienze.
Essendo ormai fuori dal tempo fisico, l'anima ha l'impressione che il filo della sua vita si svolga in modo simultaneo, pur senza trascurare i più piccoli dettagli. Ora ella è in grado di capire il vero significato degli eventi della vita trascorsa e delle loro correlazioni. I fatti sostanziali della vita si stampano nella sua coscienza e saranno le matrici sulle quali si modellerà il corpo fisico e il carattere dell'individuo che nascerà nella vita futura per effetto della Legge di Causa ed Effetto (Karma).
Si forma così una sorta di sintesi della vita vissuta per ultima, un ricordo che racchiude i semi che germoglieranno in parte nella vita in astrale, in parte nella futura vita terrena.
È così che le esperienze vengono assimilate e diventano desideri e propositi di nuove esperienze. Siamo al secondo semitono, cioè al secondo punto critico dell'ottava: SI - DO superiore. Come già si è accennato, in questo punto l'Onda di Vita fisica non riceve alcun rinforzo, giacché l'ottava laterale si era fermata all'altezza della Maturità. Ciò determina il cambiamento di direzione nella propagazione dell'Onda stessa.
È un fenomeno analogo a quello della deflessione di un raggio luminoso il quale si scosta dalla propagazione rettilinea che aveva quando passa da un mezzo più denso ad uno meno denso (rifrazione). Infatti con la morte del corpo fisico la linea evolutiva dell'anima deflette e passa dalla dimensione fisica della materia densa a quella iperfisica. E con il DO superiore ha inizio la nuova ottava che vibra a frequenza più alta.

ETÀ DELL'UOMO E VITA ULTRATERRENA

   

SI

Morte Astrale

   

LA

Secondo letargo

 

mi

SOL

Ascesa

 

re

FA

Catarsi

Legge del Karma →

do

MI

Risveglio

   

RE

Sonno (primo letargo)

   

DO2

Nascita Astrale

 

   

SI

Senilità - Morte

   

LA

Tarda Maturità

 

mi

SOL

Maturità

 

re

FA

Giovinezza

Ciclo riproduttivo →

do

MI

Adolescenza

   

RE

Fanciullezza

   

DO1

Nascita - Infanzia

Dall'esame comparativo e da quello complessivo delle due ottave potrebbe sembrare che quella dell'uomo sulla terra sia una vicenda a "circuito chiuso". Si potrebbe cioè avere l'impressione di trovarci di fronte ad un anello costituito da due semi-anelli: l'uno fisico, l'altro astrale. E solo eccezionalmente in questo anello potrebbe aprirsi un varco, ma senza che si sappia come, quando e perché. In questo caso la terra avrebbe la funzione dell'uovo nei riguardi dell'embrione, o del bozzolo in quelli della crisalide.
In effetti l'uomo, completo del suo corpo fisico, è ancora un embrione nell'interno del guscio. La condizione umana è solo quella di una fase della formazione dell'embrione e il corpo fisico (e l'ambiente che lo ospita, cioè la terra) giuoca il ruolo del guscio dell'uovo. Tutto fa ritenere che sia così. Infatti sappiamo che l'uomo è destinato a dar vita ad una gerarchia di esseri il cui primo stadio evolutivo è appunto quello umano.
Ora, se una sola vita è sufficiente a portare a maturazione il corpo fisico, essa non basta per fare evolvere l'anima al punto di sottrarla al campo gravitazionale dell'atmosfera psichica della terra.
Infatti, come il corpo fisico, essendo un grave, è soggetto all'attrazione terrestre, così l'anima è permeabile alle linee di forza del campo esercitato dalla fascia astrale-mentale che circonda il pianeta. Può l'anima con i soli suoi mezzi sottrarsi a tale soggezione? Può da sola riuscire a svincolarsi e a sfuggire all'attrazione della psico-sfera? Per potervi riuscire l'anima dovrebbe mutare la sua natura. Nella migliore delle ipotesi ella, da sola, muovendosi entro il campo di forze terrestri, potrà riuscire a raggiungere i limiti esterni di detta fascia psichica, ma resterà pur sempre nell'ambito dell'aura della geosfera. Né si vede come potrebbe sottrarsi alla sua potente attrazione.
Abbiamo visto che nell'Aldilà possiamo apprendere nuove nozioni, comprese quelle relative alla negatività, ma senza sperimentarla. Affrontare la negatività e superarla equivale ad acquisire nuova forza e saggezza. E questo è il motivo che spinge l'anima a lasciare il paradiso e ad incarnarsi.
"Ciascuno di noi sceglie due temi vitali: uno primario e uno secondario. Il tema primario definisce l'obiettivo basilare della nostra prossima vita, mentre quello secondario definisce il conflitto che decidiamo di dover superare, perché maggiore è la difficoltà con cui otteniamo qualcosa, maggiore è la soddisfazione che ne ricaviamo." (S. Browne op. cit.).
È come dire che non vi può essere programma di vita esente dalle dure prove che accompagnano sempre i nostri obiettivi da raggiungere.
Il ripetersi delle vite potrà affinare i componenti animici, potrà ridurre il "peso specifico" dell'anima, potrà portarla fino a "galleggiare" sulla superficie della psico-sfera (piano mentale inferiore) ma non potrà darle l'impulso in direzione centrifuga, invertire cioè il senso del suo moto naturale, che è moto centripeto, diretto al centro della terra.
Solo una forza esterna la potrebbe indurre a farle ripudiare la sua natura, la sua condizione umana, la sua natura di embrione nato all'interno di un guscio terreno. L'anima, nel fare la sua scelta, deve essere aiutata dall'esterno, per lo stesso motivo per cui un uomo caduto tra le sabbie mobili, ad ogni suo movimento non fa che precipitare di più e può essere salvato solo con un intervento esterno. Nel nostro caso questo è rappresentato dall'aiuto delle Gerarchie Celesti in funzione della Redenzione:
"In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato ha la vota eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita." (Gv. 5.24)
Gesù il Cristo ci indica la Via per sottrarci alla catena delle esistenze.

Nota:
1. Il "cordone d'argento", detto anche corda d'argento o cordone fluidico, è un legame sottile e luminoso che collega il corpo fisico col corpo eterico. È estensibile e, in caso di bilocazione, quando il doppio si allontana dal corpo fisico anche per molti chilometri, diventa lunghissimo e sottilissimo, senza mai spezzarsi. La rottura del cordone d'argento equivale alla morte del corpo fisico. La Bibbia fa riferimento al cordone d'argento in un passo dell'Ecclesiaste (XII, 6-7): "Prima che si rompa il cordone d'argento (...) e lo spirito torni a Dio che lo ha dato."
È costituito da tre segmenti ciascuno dei quali fa capo all'atomo-seme dei relativi corpi sottili: un segmento è composto di etere e fa capo all'atomo-seme del corpo vitale (eterico) situato nel plesso solare, il secondo segmento è composto della sostanza del corpo del desiderio (corpo astrale) ed è collegato con l'atomo seme del corpo astrale situato nel fegato, il terzo è di sostanza mentale e fa capo all'atomo-seme del corpo mentale situato nel seno frontale.
Un'estremità del cordone fluidico è unita al cuore mediante l'atomo-seme del corpo fisico ed è la rottura di questo atomo-seme che fa arrestare il cuore. I corpi sottili - vitale, astrale e mentale - abbandonano il corpo fisico con un moto a spirale. Ciascuno di essi reca con sé l'essenza di un solo atomo-seme fisico. Questo atomo fisico non solo non si è rinnovato, come hanno fatto tutti gli altri atomi del corpo fisico nel corso di una vita, ma ha preso parte alla formazione di tutti i corpi fisici usati nel corso dell'evoluzione. "Per questo motivo è chiamato atomo-seme, o atomo permanente, Durante lo vita terrena l'atomo-seme del corpo fisico risiede nel ventricolo sinistro del cuore, vicino all''apice. Al momento della morte esso sale al cervello e abbandona il corpo fisico insieme ai veicoli superiori attraverso le suture fra le ossa parietali ed occipitali del cranio." (da: "La Comogonia dei Rosacroce" di Max Heindel - Piovan Editore).

Carlo Splendore è nato a Velletri (Roma) nel 1922. Ingegnere industriale meccanico, ricercatore, pubblicista e docente di materie tecniche, vive a Roma ove opera nel campo dello studio e della ricerca dei fenomeni della "scienza di frontiera" e collabora con periodici specializzati, italiani e stranieri.

Ha pubblicato i libri:
- "L’onda di Vita nell’Armonia del cosmo" - Tecnipress (Roma, 1988);
- "Come in basso, così in alto..." - Consultabile e prelevabile sia in .doc che .pdf il libro descrive le analogie esoteriche tra l'uomo e il cosmo.
- "Il Bioradiometro" - Editrice Andromeda.

Per informazioni e richieste del volume "L’onda di Vita nell’Armonia del cosmo" contattare: Ing. Carlo Splendore - Tel. 06-65746251 - splendorec@libero.it


									

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