
ATLANTIDE IN SARDEGNA?
di Diego Silvio Novo
per Edicolaweb
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Se si cercasse a tutti i costi di posizionare Atlantide nell'Oceano Atlantico, proprio di fronte allo stretto di Gibilterra, si dovrebbero superare molte difficoltà tecniche per sostenere la presenza di terra emersa in quella zona in epoche antiche.
È pur vero che l'arcipelago delle Azzorre e quello delle Canarie potrebbero essere i resti del continente perduto, ma la teoria della deriva dei continenti non lascia spazio alla presenza di altre terre. Infatti facendo combaciare le piattaforme continentali di Africa, Europa e Americhe non rimane un ettaro libero.
Se si presume che Atlantide fosse la parte più elevata della grande catena montuosa chiamata Dorsale Medio Atlantica, si deve assumere che:
- o il livello del mare era molto più basso, almeno 1000 m in meno, ma tale eventualità pare eccessiva;
- o la dorsale in quell'epoca era molto più elevata e si presume fuoriuscisse dall'oceano formando un grande arcipelago. Non certo un'isola grande quanto la "Libia e l'Asia messe assieme". Geologicamente non è impossibile, soprattutto in quell'area dominata dal vulcanesimo, che isole emergano e si inabissino in un giorno e una notte.
- oppure si può immaginare che l'isola fosse il frutto di un evento del tutto fortuito, come l'abbassamento del livello marino a causa dell'era glaciale (-200 m) e l'innalzamento contemporaneo della dorsale. In questo caso, l'isola di Atlantide era un non-continente, un ambiente geologicamente giovane ma anche tremendamente fragile. Le sue pianure erano sicuramente molto fertili, questo è indubbio, ma i suoi monti dovevano essere pericolosi vulcani. Se rimaniamo a quanto riporta Platone, la fine di Atlantide può essere imputata alla caduta del meteorite "Fetonte". Tale evento cosmico avrebbe liberato un'energia enorme, soprattutto se avvenuto nei pressi dell'isola, ed avrebbe potuto provocare:
- un'impressionante escalation vulcanica che potrebbe aver minato le fragili fondamenta dell'isola atlantica;
- una gigantesca onda di marea che avrebbe sommerso le coste atlantiche e di mezzo mondo;
- il sollevamento di una gigantesca nube di vapore che avrebbe provocato interminabili piogge in tutto il mondo;
- un surriscaldamento improvviso del globo e il conseguente scioglimento dei ghiacci polari, provocando il passaggio ad un'altra era temperata.


Fondale marino tra penisola Iberica e arcipelago delle Azzorre

Sarebbe ben più semplice trovare posto ad un'Atlantide caraibica, essendo questo mare molto spesso poco profondo. Le isole più grandi di questo mare, riunite assieme a causa dell'abbassamento del livello marino, formerebbero terre emerse più grandi circondate dal Golfo del Messico. In particolare aumenterebbe di estensione l'isola di Cuba verso sud, per esempio a sud dell'Avana si avrebbe una pianura di un centinaio di chilometri con l'abbassamento del livello del mare di 200 m circa. Alcune isole dell'arcipelago delle Bahama formerebbero un'unica grande isola di 300 x 200 Km. Ma anche la Florida e lo Yucatan raddoppierebbero la loro estensione.
Nel Golfo del Messico esiste già l'impronta di un cratere da impatto, ma questo pare molto più antico e responsabile della scomparsa dei dinosauri. Ma non si può escludere che un altro evento disastroso abbia colpito la zona in tempi successivi.
A favore di una possibile collocazione nei Caraibi ci sarebbero le poco chiare origini delle civiltà precolombiane. Queste paiono nascere con cognizioni astronomiche mature, con capacità architettoniche ed artistiche notevoli già fin dall'inizio, cioè presumibilmente dall'epoca dei misteriosi Olmechi le cui origini controverse risalirebbero al primo millennio a.C.
Inoltre non vanno tralasciate le leggende, da quelle sul diluvio a quelle degli Aztechi che facevano provenire i loro antenati da Aztlan (dal significato di luogo circondato dalle acque). Benché la datazione delle loro migrazioni non coincidano con il presunto disastro di Atlantide, il loro potrebbe essere un ricordo atavico tramandato di generazione in generazione.

Se invece si deve dare retta alle leggende degli Incas, che ricordano un mitico eroe di carnagione chiara e barba rossiccia proveniente da sud, chiamato Quetzalcoatl, allora possiamo rivolgere la nostra attenzione anche al continente antartico. Quetzalcoatl avrebbe portato la civiltà agli amerindi insegnando loro l'agricoltura, l'allevamento, l'artigianato e le buone maniere (un po' come fece Thot con gli egizi).
Anche in Antartide non ci sono problemi a trovare le superfici di suolo indicate da Platone, benché per immaginarle libere dai ghiacci e abitabili si deve considerare una serie di situazioni astronomiche diverse dalle attuali.
Infatti si deve ipotizzare, che prima della caduta di "Fetonte", l'asse di rotazione terrestre avesse un'inclinazione differente, con i poli posizionati a migliaia di chilometri da quelli attuali. Si può anche immaginare che l'asse di rotazione terrestre non avesse nessuna o quasi nessuna inclinazione rispetto al piano dell'eclittica.
Se il polo sud fosse stato spostato verso l'India o l'Oceania e il polo nord verso il Canada o l'Atlantico di una ventina o trentina di gradi, probabilmente la parte di costa antartica prossima alla Terra del Fuoco, sarebbe stata priva di ghiacci. Sembra infatti che il ghiaccio di quella parte di continente sia più recente.
Il clima sarebbe potuto essere più temperato in quella regione a causa di qualche corrente simile a quella del golfo odierna. L'equatore sarebbe passato sull'oceano Atlantico pressappoco all'altezza dell'attuale Rio de Janeiro, quindi la parte meridionale di questo mare sarebbe stata molto più calda di oggi.
Il golfo del Messico essendo meno profondo e collocato ad un'altra latitudine, non avrebbe prodotto una corrente calda in grado di sciogliere i ghiacci che si sarebbero spinti fino a coprire l'intera Scozia (molto più vicina al polo, latitudine di circa 70° corrispondenti all'attuale Capo Nord norvegese).
Il mare e l'aria sono dei fluidi influenzati dalle radiazioni solari, per cui al variare di queste (latitudine diversa) possono variare notevolmente le correnti marine e le perturbazioni.
La Terra di Graham (in Antartide, prossima alla Terra del Fuoco) si sarebbe trovata in una zona temperata, attorno al 45°-50° parallelo sud, l'attuale polo sud si sarebbe trovato sulla linea del 75°-80° parallelo sud attuali, cioè al limite dei ghiacci polari odierni. La civiltà antartica sarebbe stata quindi anche una civiltà atlantica, ma nello stesso tempo avrebbe circumnavigato tutto il globo dalla sua posizione strategica rivolta su più oceani.
Il clima di tale latitudine sud (45° -50°) sarebbe però stato più mite, solo se si considerasse la Terra lontana da un'epoca glaciale? Probabilmente no, e lo spiegherò nel prossimo capitolo, proponendo una simulazione con asse terrestre privo d'inclinazione.
Ritengo superfluo trattare la collocazione di Atlantide nel Pacifico, in quanto far confondere a Platone Mediterraneo occidentale con Atlantico è una cosa, ma Atlantico con Pacifico mi pare eccessivo.