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LE STRENNE


ATLANTIDE IN SARDEGNA?

di Diego Silvio Novo
per Edicolaweb


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LE COSTE DELL'ERA GLACIALE
Ma come è possibile oggi avere un'idea della linea di costa dell'epoca?
Ho scoperto che è abbastanza semplice. I continenti attuali sono bordati da una piattaforma continentale che è praticamente alla stessa profondità sottomarina su tutto il globo (circa 200 m al massimo). È molto strano che i continenti di tutto il mondo abbiano in comune questa caratteristica.
Ma i dubbi vengono subito fugati quando si cerca di capire la genesi di tale territorio sottomarino.
Se da un lato viene definito come il naturale declivio della parte emersa dei continenti, una analisi più approfondita dimostra che tale piattaforma, se non tutta almeno in parte, doveva trovarsi all'asciutto in epoche remote (circa 10.000 anni fa e più).
Fisicamente la piattaforma continentale ha una pendenza costante fino a 200 m circa sotto il livello del mare, poi scende quasi bruscamente a 1000 m metri e via via di nuovo più dolcemente fino alle profondità maggiori degli oceani.

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Piattaforma continentale

Geologicamente la piattaforma risulta formata da depositi fra cui anche sedimenti fluviali, alluvionali e morenici, chiaramente non dovuti all'azione del mare. In molti casi è possibile osservare sul fondo marino la prosecuzione delle valli fluviali (per es. la Senna nel Canale della Manica) e sono addirittura riscontrabili presenze di torbiere sottomarine (Mare del Nord). La torba è un combustibile fossile di pessima qualità, pieno d'acqua e formatosi in epoca quaternaria (da 2 milioni di anni fa ad oggi) dalla copertura con detriti alluvionali di vegetazione lacustre che cresceva presumibilmente in zone paludose, ma sicuramente non sommerse da decine di metri di acqua salata.

Non fa invece fede il ritrovamento di riserve petrolifere sulla piattaforma continentale, che furono originate da microrganismi marini coperti di sedimenti, ma in un'epoca posteriore. Tali depositi si trovano oggi anche sulla terra ferma, come risaputo, ad una profondità variabile di 15-20 Km e risalgono ad un'epoca compresa tra 600 e 300 milioni di anni fa. La torba si trova in giacimenti più superficiali ad una profondità che non supera i 3 m.

Le piattaforme continentali hanno un'estensione molto variabile, in alcuni casi sono appena accennate e scendono subito a dirupo, soprattutto se la costa superiore è scoscesa; in altri casi hanno estensioni enormi, anche di centinaia di chilometri. Per esempio in Europa:

  • La piattaforma sotto l'Adriatico arriva fino all'attuale Albania. Se tale terra fosse emersa la pianura Padana aumenterebbe la sua estensione di almeno il doppio e di conseguenza il Po potrebbe gareggiare per portata con il Nilo.
  • La piattaforma che sorregge la Gran Bretagna e l'Irlanda, verso sud supera la Bretagna francese e si conclude nel Golfo di Biscaglia a nord della Spagna. Inoltre se l'oceano si abbassasse di 200 m l'intero canale della Manica si prosciugherebbe, né la Gran Bretagna, né l'Irlanda sarebbero più delle isole. A tal proposito è sintomatica la leggenda della Cornovaglia (la penisola che si protende proprio verso la piattaforma sud) che narra di una terra perduta oltre ed attorno alle isole Scilly a cui di recente è stato assegnato dai poeti il nome di Lyonesse, la terra natia del Tristano di Re Artù. Tale leggenda parla di un'inondazione, un diluvio improvviso, che solo un uomo al galoppo sul suo cavallo poté evitare. Tale leggenda ha un corrispettivo con un'altra della Bretagna francese che parla della città di Ker-Is sommersa nell'attuale baia di Douarnenez.
  • Anche il mar Baltico scomparirebbe nel caso di abbassamento del livello marino. In queste regioni scandinave, anzi, è rintracciabile un'altra prova del fatto che l'oceano nelle ere glaciali era più basso. Infatti i fiordi, ora invasi dal mare, sono stati scavati da enormi ghiacciai allo stesso modo delle valli alpine. Se ci fosse stato il mare alla quota attuale, il ghiaccio si sarebbe sfaldato a contatto con l'acqua, come avviene attualmente sulla costa ovest dell'Alaska, perdendo tutta la sua forza d'erosione.

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Europa nel periodo neolitico

Per quanto riguarda la Sardegna, la sua piattaforma continentale è comune a quella della Corsica e ciò fa presumere che in epoca glaciale formassero un'unica isola Sardo-corsa. Inoltre, le aree ora sommerse avrebbero potuto raddoppiare o quasi le superfici pianeggianti attuali, permettendo il sostentamento di una fauna e una flora rigogliose. Tali pianure sarebbero state percorse da fiumi più generosi degli attuali a causa del clima diverso e al fatto che i monti si elevavano 150-200 metri in più sul livello marino.

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Sardegna nel periodo paleolitico

Benché l'ipotesi Sardegna=Atlantide sia intrigante, sempre supponendo che il sacerdote egizio, Solone, e poi il bisnonno ed il nonno di Crizia abbiano fatto confusione tra la denominazione arcaica e quella a loro (e a noi) nota dell'oceano Atlantico, permangono comunque dei dubbi quando si rilegge il Crizia ed il Timeo.
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